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6 Apr 2021 [11:04]

Un team principal nell'Olimpo F1:
Wolff fra trionfi e momenti chiave

Jacopo Rubino

Toto Wolff è il miglior team principal nella storia della Formula 1? Certamente è già nell'Olimpo, anche senza guardare i numeri. Ma una percentuale di vittorie come la sua, al ponte di comando di una squadra, non l'ha avuta nessuno, in un ciclo ormai lungo come quello Mercedes. In Bahrain, nella gara che aperto la stagione 2021, l'austriaco ha intanto aggiunto un'altra perla alla sua collezione, dopo il rinnovo siglato a dicembre: la sua firma, nei mesi scorsi, era giustamente attesa quanto quella di Lewis Hamilton. Che proseguisse non era scontato, e nemmeno il ruolo: c'era ad esempio l'ipotesi di assumere un incarico più dirigenziale, "da scrivania", ma alla fine ha prevalso la passione.

"Il piano era che a fine 2020 avrei venduto le mie quote, a Daimler o a un soggetto esterno, concludendo la mia attività. Ci ho pensato per un anno", ha rivelato Wolff in una lunga intervista a The Race. Quindi la decisione, dettata da una determinazione rimasta intatta. "Amo i legami con la persone, far crescere la struttura per restare vincenti, senza dare nulla per scontato. Amo costruire la nostra divisione Applied Science (per i progetti extra motorsport, ndr) e sfruttare il budget cap per rendere l'organizzazione profittevole".

Adesso Wolff detiene il 33 per cento della sua scuderia, come la stessa Daimler e del nuovo partner Ineos. Il suo contratto ha durata triennale e, negli intenti, dovrebbe sfruttare questo periodo per scegliere e plasmare il suo successore, ma non sembra più una questione in cima all'agenda. Toto continua così a dirigere una macchina quasi perfetta nei suoi ingranaggi, di cui ha preso le redini nel 2014 dopo Ross Brawn. Da lì, al via del ciclo turbo-ibrido in F1, la Mercedes ha monopolizzato l'albo d'oro.

Fra i tanti passaggi chiave nel destino di Wolff, la scelta di terminare la scalata alla F1... da pilota: alla terza stagione nella F.Ford in Germania, nel 1994, dopo un ritiro a Hockenheim per eccesso di foga il boss della sua squadra Walter Lechner gli disse brutalmente: "Sei un buon pilota, puoi vivere di questo, ma credo dovresti tornare a studiare economia e farne la tua carriera, più che correre".

Lasciata l'università, Toto si è fatto le ossa in ambito economico-marketing fra un tirocinio a Varsavia (la madre nacque in Polonia) e un periodo a San Francisco. Diventando investitore e imprenditore nel settore tecnologico, si è (ri)lanciato nel motorsport in una veste diversa, dapprima rilevando una quota di HWA, partner Mercedes, poi da azionista Williams, e infine, assumendo la guida dell'intero reparto corse Mercedes, con le vittorie che conosciamo. Ma è stato anche manager di piloti, tra cui Valtteri Bottas, e attualmente possiede pure il 5% di Aston Martin.

Niente male per chi, considerate le umili origini, nel finanziare la propria gavetta in monoposto aveva accettato di distribuire volantini per un negozio di elettronica a Vienna, indossando un lungo cappello natalizio. Un anedotto confermato dallo stesso Wolff, definito "imbarazzante" ma anche "occasione di crescita".

La perdita del padre durante l'adolescenza, a causa di un tumore al cervello, ha in Wolff forgiato un forte spirito di gruppo, quasi tribale ed istintivo. Qualcosa che ha applicato nella gestione del team: "È mia responsabilità proteggere il gruppo, ogni individuo al meglio delle mie capacità". La Mercedes è un modello, nella sua cultura interna dove non si cerca un colpevole a tutti i costi in caso di problemi, ma solo di capire come migliorare insieme. Probabilmente è andata così anche dopo i difficili test invernali.

Oggi, non solo per le vittorie, Wolff è senza dubbio il team principal più carismatico della griglia. E fa quasi un ritratto sociologico di quanto osserva nel paddock, magari alludendo a qualche pari grado: "Ci sono persone in questo settore che rispetto molto, con cui sono in amicizia. Cercano di fare il massimo per questo sport, e non chiedono di criticare la Mercedes. Dall'altro lato, nel paddock ci sono soggetti molto interessanti da osservare. Tanti di loro sono pesci rossi che credono di essere squali".

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