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15 Set 2020 [8:01]

Ferrari, il cuore di Leclerc non basta:
troppo lenta la SF1000, anche al Mugello

Jacopo Rubino

Charles Leclerc ci ha provato, ci ha messo il cuore, ma non è bastato: troppo lenta questa Ferrari, anche nel Gran Premio numero 1000 della propria storia, anche sul circuito del Mugello dove era di casa e sfoggiava una colorazione ad hoc. La tecnica non guarda a queste cose. Nonostante le variabili di una gara pazza il monegasco non è comunque andato oltre l'ottavo posto, peraltro beneficiando dei 5" di penalità a Kimi Raikkonen, Sebastian Vettel ha chiuso decimo. Un magro bottino che non schioda il team di Maranello dalla sesta posizione nel Mondiale F1: se il 2020 finisse davvero così, sarebbe il peggiore anno dal 1980.

"Vedere la Ferrari che combatte per essere quarta o sesta è difficile da accettare. Ci sono molte ragioni, ci sono stati dei cambiamenti, però sono scuse che non vogliamo avere. La nostra realtà è quella di oggi, solo prendendo coscienza di quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo abbiamo la possibilità di progredire. Ci vuole tempo, abbiamo davanti a noi una stagione difficile, sarà dura anche la prossima", ha sottolineato il presidente John Elkann nell'intervista pre-gara a Sky Sport.

Poi, la corsa, sintetizzata così da Leclerc: "Non avevamo il passo, ho lottato il più possibile ma non è stato sufficiente a difenderci. Sono successe moltissime cose, ma anche questa volta è stato evidente che abbiamo tanto lavoro da fare". Aveva esaltato il suo quinto tempo in qualifica, ha esaltato la sua partenza in cui si era preso addirittura la terza piazza, confermando una voglia di combattere ancora intatta. Sulla distanza, però, una SF1000 a corto di cavalli si è rivelata inerme agli attacchi dei rivali sul rettilineo principale, dove per giunta si poteva utilizzare il DRS. Ma non era solo questione di motore: "La vettura è stata piuttosto difficile da guidare, specialmente con le gomme hard. Verso la fine, invece, con le soft, le cose sono migliorate ma è inutile nascondersi. La nostra situazione al momento è complicata".

L'essersi trovato nelle retrovie ha permesso a Vettel di scampare al caos della prima ripartenza, o quasi: ha danneggiato l'ala anteriore non potendo schivare la McLaren di Carlos Sainz, suo futuro sostituto sulla Rossa. "Fortunatamente con la safety-car abbiamo potuto cambiarla senza perdere tempo, riaccodandoci al gruppo", ha spiegato il tedesco. "Avrei voluto riuscire ad approfittare in maniera maggiore delle disavventure agli avversari, se non altro sono riuscito a stare relativamente lontano dai guai. L'aspetto positivo è aver concluso in zona punti, ma è evidente che non si possa essere contenti di questo risultato".

Ci saranno progressi nella seconda metà di campionato? Difficile dirlo, a meno che non vengano introdotti sviluppi significativi come fin qui... non è accaduto. "Stiamo lavorando duramente per cercare di correggere i difetti di base della macchina, ma non è qualcosa che si possa cambiare in poco tempo e con aggiornamenti parziali", ha messo in chiaro il team principal Mattia Binotto. "Ciò non significa che non ci saranno delle novità da qui a fine stagione, ma dobbiamo essere realisti, con noi stessi e con i nostri tifosi". Si guarda sempre al fatidico 2022 per tornare in alto, contando sulla rivoluzione regolamentare, ma non sarà automatico rivedere una Ferrari ai livelli che le competono.
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