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19 Feb [16:02]

IGTC, 12 Ore di Bathurst
Porsche torna al successo

Mattia Tremolada

È arrivata al termine di una gara segnata da ben 11 ingressi della safety car e da un torrenziale scroscio di pioggia, la seconda vittoria targata Porsche alla 12 ore di Bathurst. Decisivo, come già nel 2019, l’idolo locale Matt Campbell, che dopo aver trionfato alla 24 ore di Daytona a gennaio, ha trascinato Laurens Vanthoor e Ayhancan Guven al successo. Nemmeno una neutralizzazione nell’ultima ora di gara, causata dallo stop della Vortex, ha messo in discussione la leadership di Campbell, che alla ripartenza ha subito allungato sul tre volte vincitore Jules Gounon.

Quest’ultimo, tornato al via con Lucas Stolz ed il gentleman Kenny Habul, con cui si era imposto nelle due precedenti edizioni, non è riuscito ad impensierire la Porsche del team Manthey EMA, accontentandosi di chiudere al secondo posto per il team Sun Energy 1. Christopher Haase è invece emerso vincitore dalla lotta per la terza posizione, beffando Jaxon Evans con il sorprendente team Phantom e Maxime Martin, autore di una sbavatura che è costata il podio ai suoi compagni di equipaggio Raffaele Marciello e Maxime Martin.

Ko la BMW M4 gemella del team WRT, autrice della pole position grazie a Sheldon van der Linde. Charles Weerts, infatti, si è fatto prendere dalla fretta di superare la Ginetta GT4 presente nel tratto di salita verso la cima della montagna. Le due vetture sono arrivate al contatto e la M4 è finita violentemente a muro, ritirandosi. Fuori gioco anche la Mercedes di Craft Bamboo in seguito ad un errore di Dani Juncadella, che a sua volta ha colpito le protezioni. Da segnalare invece che Manthey EMA ha ottenuto una doppietta, vincendo anche la classe Pro-Am con l’equipaggio composto da Alessio Picariello, Harry King e Yasser Shahin, noni assoluti.

Domenica 18 febbraio 2024, gara

1 - L.Vanthoor-Campbell-Guven (Porsche GT3) - Manthey EMA - 275 giri in 12h01’22”096
2 - Gounon-Stolz-Habul (Mercedes AMG) - SunEnergy 1 - 2”633
3 - Talbot-Haase-K.Van der Linde (Audi R8) - MPC - 3”779
4 - Eriksson-Evans-Buus (Porsche GT3) - Phantom - 5”403
5 - Rossi-Marciello-Martin (BMW M4) - WRT - 5”869
6 - Brown-Grenier-Feeney (Mercedes AMG) - National Storage - 7”329
7 - Waters-Lowndes-Randle (Mercedes AMG) - Scott Taylor - 16”161
8 - Fraga-Reynolds-Engel (Mercedes AMG) - GruppeM - 30”619
9 - Picariello-King-Shahin (Porsche GT3) - Manthey EMA - 1 giro
10 - Riberas-Gunn-James (Mercedes AMG) - Heart of Racing - 1 giro
11 - Whincup-Love-Ibrahim (Mercedes AMG) - Triple Eight - 1 giro
12 - D’Alberto-Wall-Denyer-Deitz (Lamborghini Huracan) - Wall - 2 giri
13 - Holdsworth-Fiore-Cini (Audi R8) - Hallmarc MPC - 5 giri
14 - Youlden-Shiels-Zalloua-Pires (Audi R8) - Valmont - 5 giri
15 - Webb-T.Koundouris-J.Koundouris-Russell (Mercedes AMG) - Supabarn - 7 giri
16 - Wood-Brocq-Walden-McMillan (Mercedes AMG) - M Motorsport - 16 giri
17 - Griffith-Christodoulou-Bilski (Mercedes AMG GT4) - Prestige - 22 giri
18 - Hayman-McLennan-Schutte (McLaren Artura GT4) - Method - 23 giri
19 - Sbirrazzuoli-Jilesen-Hargraves (IRC GT) - T2 Racing - 30 giri
20 - Stutterd-Tracy-Emery-Twigg (IRC GT) - IRC - 42 giri
21 - Percat-Hill-Holinger (IRC GT) - Supaglass - 53 giri
22 - Flack-Mostert-Bryan (McLaren Artura GT4) - Method - 58 giri
23 - Amrouche-Boillot-Bonnel (Vortex) - Vortex - 63 giri

Ritirati
Juncadella-Ojeda-Goetz (Mercedes AMG) - Craft Bamboo
Winkelhock-Feller-Schumacher (Audi R8) - MPC
Currie-Donaldson-Gray (Marc II) - MRA
Vanthoor-Weerts-S.Van der Linde (BMW M4) - WRT
Slade-McLeod-Morrall-Kassulke (Marc II) - Wheels Fx
Buccini-Zeferos-White-Hizzey (Ginetta) - Ginetta

28 Dic [16:54]

Per la crisi nel Mar Rosso
slitta la 24 Ore di Dubai

Alfredo Filippone

Manca ancra l’annuncio ufficiale, ma Creventic, l’organizzatore della 24 Ore di Dubai, in programma il 13-14 gennaio prossimi, ha avvertito i concorrenti che la gara dovrà cambiare data e sarà probabilmente riprogrammata due settimane dopo, nel weekend del 26-27 gennaio.

A provocare il cambio è ovviamente la crisi in atto nel Mar Rosso, con i costanti attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, con droni e missili, alle navi che transitano da e verso il Canale di Suez, e che ha messo a soqquadro il commercio internazionale, con le compagnie marittime costrette a dirottare le loro navi sulla rotta molto più lunga che circumnaviga l’Africa. Da qui il ritardo che ha colpito il porta container che trasporta le auto della 24 Ore di Dubai.

Ne risulta, però, un rebus logistico difficile da risolvere. La nuova data si sovrappone a quella delle 24 Ore di Daytona, concomitanza che impatta su molti piloti e addetti dei team impegnati sui due fronti, e che fa temere anche un grosso ritardo nel rientro delle vetture in Europa e il rischio di uno stravolgimento dei programmi di test pre-stagionali.

Creventic sta studiando la possibilità di un rientro via terra sino a Jeddah, a nord della regione problematica, per poi proseguire via mare attraverso Suez, o di un trasporto aereo, tuttavia molto più costoso (e a questo punto inevitabile per i team che avevano previsto di portare le macchine alla 12 Ore di Bathurst, in calendario il 17-18 febbraio, da Dubai).

Il trambusto rischia di far perdere un quinto della griglia alla 24 Ore di Dubai, mentre più al sicuro sembrano i due appuntamenti dell’Asian Le Mans Series (Dubai il 4 febbraio e Abu Dhabi l’11) visto che il grosso delle vetture impegnate nella serie giunge dalla Malesia, dove si era svolta la prima tappa a dicembre.

Ci si trova comunque in una situazione compilcata, dove lo spostamento di un solo tassello rischia di avere conseguenze su molti altri. Un aggravarsi della situazione geopolitica nella polveriera mediorientale, poi, porterebbe a scenari ancor più imprevedibili. Non va scordato che gli Houthi (pro-iraniani) si sono già resi protagonisti di attacchi agli eventi motoristici nella nemica Arabia Saudita (sostenitrice delle forze goverative in Yamen) in un passato recente, con un ordigno alla Dakar che ferì gravemente un concorrente francese, e razzi lanciati su Diriyah durante l’ePrix e su Jeddah durante il GP due anni fa.

10 Dic [19:24]

IGTC - 12 ore del Golfo
Gounon campione, dominio Mercedes

Mattia Tremolada - Foto Speedy

Nel duello Mercedes-BMW per i titoli dell’Intercontinental GT Challenge, a spuntarla è stata la casa della stella a tre punte, che ha conquistato gara ed entrambi i titoli a Yas Marina. Mercedes si è presentata al via della tradizionale 12 ore del Golfo, organizzata dalla Driving Force di Andrea Ficarelli, con tre vetture in classe Pro, mentre BMW ha risposto con due M4 supportate dalla casa ed affidate al team WRT. Mercedes si è assicurata il campionato riservato ai costruttori grazie ad un primo, un terzo ed un quarto posto, mentre Jules Gounon si è accontentato di un podio per mettere il proprio sigillo sul titolo piloti.

Schierato dal team 2 Seas, il pilota francese che corre con licenza di Andorra, stato in cui vive ormai da anni, ha anche guidato la corsa finché Luca Stolz non ha preso la testa sulla AMG GT3 gemella affidata a GruppeM. Già autori della pole position, Stolz, Mick Grenier e Maro Engel (nella foto sotto) hanno poi preso la testa nella settima ora, completando così la propria rimonta dopo aver subito smarcato due dei 10 pit stop obbligatori di 100 secondi nel corso della prima ora. Addirittura, come successo anche nel 2022, Engel e Dries Vanthoor si sono fermati al termine del primo giro di gara per aprire il valzer delle soste, imitati nei giri seguenti dal resto delle vetture Pro.



Secondo posto per la BMW M4 di Valentino Rossi, Vanthoor e Nick Yelloly. L’ex centauro, ormai uno specialista della corsa, che ha affrontato per divertimento anche prima che entrasse a far parte del calendario IGTC, ha conquistato un bel podio assoluto grazie ad una condotta regolare. Sfortunata invece l’altra vettura di WRT, che a causa di un problema ad uno scarico è stata costretta ad una sosta non preventivata di 12 minuti. Quarto posto per Lucas Auer, Lorenzo Ferrari e Frank Bird. Questi ultimi due sono stati selezionati in un test effettuato a Valencia da AMG, che ha visto scendere in pista oltre 20 giovani piloti, confrontati a parità di condizioni.

Nel finale Auer si è dovuto guardare le spalle da uno scatenato Joel Sturm, quinto assoluto e vincitore di classe AM con Constantin Dressler e Dustin Blattner. Un exploit sorprendente quello dell’equipaggio della Porsche di Car Collection. Auer e Sturm negli ultimi 30 minuti hanno anche avuto la meglio di Rob Bell, che ha preferito non correre rischi per portare a casa la vittoria di Pro-Am con la McLaren di Optimum condivisa con Ollie Millroy e Mark Radcliffe. Podio di classe, secondo e terzo posto di Pro-Am, anche per i piloti italiani Giorgio Roda e David Fumanelli, settimi assoluti con la Ferrari di Kessel, e Matteo Cairoli, ottavo con la Porsche di Herberth.

Tanti incidenti hanno condizionato la corsa. Shaun Balfe è finito violentemente a muro all’uscita di curva 1 dopo appena 50 minuti. Poco dopo è stato il turno di Stephen Grove, tradito dagli pneumatici freddi. Grosso spavento anche per Stefano Borghi, alla staccata della chicane di curva 6, mentre Nicola Marinangeli si è appoggiato con il posteriore della sua Ferrari 488 alle protezioni. Un problema tecnico ha messo fuori gioco nel finale la Mercedes del neonato team Sun Energy di Kenny Habul, tornato alle competizioni dopo l’infortunio alla schiena di Spa.

A meno di 10 minuti dal termine anche la famiglia Gostner è stata costretta ad alzare bandiera bianca a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra sulla Mercedes di MP Racing. Peccato per la Porsche di Car Collection di Hash, Yannick Mettler, Alex Fontana (che era stato il più rapido nelle libere 2) e Stefano Costantini. Quest’ultimo, chiamato a sostituire Ivan Jacoma, ha picchiato violentemente contro le protezioni in qualifica, distruggendo la propria vettura. L’equipaggio ha così dovuto rinunciare anzitempo alla corsa.

Domenica 10 dicembre 2023, gara

1 - Engel-Stolz-Grenier (Mercedes AMG) - GruppeM - 348 giri
2 - Rossi-Yelloly-Vanthoor (BMW M4) - WRT - 12”811
3 - Gotz-Schiller-Gounon (Mercedes AMG) - 2 Seas - 1 giro
4 - Auer-Ferrari-Bird (Mercedes AMG) - GruppeM - 2 giri
5 - Blattner-Dressler-Sturm (Porsche 911) - Car Collection - 2 giri
6 - Radcliffe-Millroy-Bell (McLaren 720) - Optimum - 3 giri
7 - Perera-Roda-Andrews-Fumanelli (Ferrari 296) - Kessel - 4 giri
8 - Au-Cairoli-Heinemann (Porsche GT3) - Herberth - 5 giri
9 - Al Khalifa-Loggie-Al Zubair (Mercedes AMG) - 2 Seas - 5 giri
10 - Allemann-Bohn-Renauer (Porsche 911) - Herberth - 5 giri
11 - Cozzi-Rovera-Sernagiotto-Pulcini (Ferrari 296) - AF Corse - 5 giri
12 - Hui-Froggatt-Cheever-Tse (McLaren 720) - Sky Tempesta - 6 giri
13 - West-Kirchhofer-Prette (McLaren 720) - 6 giri
14 - Eng-S.Van der Linde-Weerts (BMW M4) - WRT - 6 giri
15 - Guilvert-Panu-Knauf-Servais (Audi R8) - Haas - 8 giri
16 - Colombo-Tjiptobiantoro-Wadoux-Lemeret (Ferrari 296) - AF Corse - 8 giri

Ritirati
Habul-Ellis-Konrad-Baumann (Mercedes AMG) - Sun Energy 1
T.Gostner-M.Gostner-C.Gostner-D.Gostner (Mercedes AMG) - MP Racing
De Meeus-Saada-Grunewald-Ramos (Ferrari 296) - AF Corse
Jackson-Jefferies-Azzam-Jaffer (Ferrari 296) - Racing One
Marinangeli-Lendoudis-Ulrich-Fox (Ferrari 488) - AF Corse
Zelger-Scannicchio-Cassarà-Borghi (Porsche 911) - Tsunami
S.Grove-B.Grove-Stanaway (Porsche 911) - Grove
B.Goethe-O.Goethe-Balfe-Sansom (McLaren 720) - Garage 59

Il campionato
1.Gounon 91 punti; 2.Stolz 83; 3.Vanthoor 80; 4.Eng 74; 5.S.van der Linde 68; 6.Engel 61; 7.Marciello 57; 8.Grenier 46; 9.Weerts 44; 10.Yelloly 43.

19 Nov [15:57]

FIA GT World Cup a Macao
Marciello saluta Mercedes
con una vittoria, ora sarà BMW

Mattia Tremolada

“Un ultimo regalo a Mercedes”. Con queste parole Raffaele Marciello si è congedato dalla casa della stella a tre punte, con cui ha dominato in lungo e in largo la FIA GT World Cup di Macao, centrando il secondo successo consecutivo dopo quello del 2019. Il pilota italiano, che corre con licenza svizzera, ha messo la parola fine ad una lunga e proficua collaborazione con un’altra prova magistrale, che va ad aggiungersi ai numerosi successi ottenuti con la AMG GT3, tra cui spiccano per l’appunto due coppe del mondo, una vittoria alla 24 ore di Spa e i titoli nel GT World Challenge e nell’ADAC GT Masters. Ora Marciello potrà affrontare il prossimo step della propria carriera, che lo dovrebbe vedere al via del WEC con la Hypercar di BMW.

Nel corso del fine settimana Marciello non ha avuto rivali. Dopo aver ottenuto una splendida pole position, con record della pista per vetture GT, grazie ad un azzardo in qualifica (ha atteso gli ultimi minuti per montare gomma nuova, aumentando così il rischio di trovare bandiera rossa o gialla), Marciello ha guidato entrambe le gare dall’inizio alla fine, centrando il titolo. Sfortunato il suo compagno di marca Maro Engel, costretto al ritiro dopo essere rimasto bloccato in seconda marcia alla ripartenza dalla safety car.

Ad ereditare la seconda piazza è così stato Edoardo Mortara. Già secondo in qualifica, lo specialista di Macao ha approfittato del ko di Engel per riprendere la posizione che il tedesco gli aveva soffiato nel corso della gara di qualifica. Una sospetta foratura ha costretto Sheldon Van der Linde ad un pit stop non preventivato, che lo ha tolto dalla contesa per il podio, promuovendo sul terzo gradino Augusto Farfus, con l’altra BMW M4 al via. Quarta posizione per Daniel Serra, con l’unica Ferrari 296 presente, mentre Daniel Juncadella ha completato la top-5. Fine settimana complicato per le Porsche, che hanno pagato una mancanza di velocità di punta. Laurens Vanthoor è stato il miglior rappresentante di Stoccarda, chiudendo sesto.

Domenica 19 novembre 2023, gara finale

1 - Raffaele Marciello (Mercedes) - Landgraf - 18 giri 45'14"442
2 - Edoardo Mortara (Audi) - Absolute - 2”510
3 - Augusto Farfus (BMW) - Rowe - 4”295
4 - Daniel Serra (Ferrari) - Harmony - 6”018
5 - Daniel Juncadella (Mercedes) - Craft-Bamboo - 6”515
6 - Laurens Vanthoor (Porsche) - Toro - 7”796
7 - Christopher Haase (Audi) - Absolute - 8”377
8 - Alessio Picariello (Porsche) - Luanzhou - 8”936
9 - Earl Bamber (Porsche) - D2 Racing - 13”172
10 - Ye Hongli (Porsche) - R&B - 13”935
11 - Matteo Cairoli (Porsche) - Absolute - 14”805
12 - Kevin Estre (Porsche) - HubAuto - 16”285
13 - Cheng Congfu (Audi) - FAW - 19”826
14 - Jules Gounon (Mercedes) - Climax - 32”454
15 - Thomas Preining (Porsche) - HubAuto - 59”148
16 - Sheldon Van Der Linde (BMW) - WRT - 59”287
17 - Marchy Lee (Mercedes) - Toro - 1’05”775

Ritirati
Maro Engel
Weian Chen

Non partito
Adderly Fong

10 Ott [15:35]

Positivo debutto della Maserati
nel campionato GT2 con LP Racing

Da Le Castellet - Massimo Costa

Lo scorso weekend, sul circuito di Le Castellet, ha debuttato la tanto attesa Maserati MC20. Lo ha fatto nella categoria GT2 del campionato europeo organizzato da SRO, una serie dedicata ai gentleman e che vede al via anche Stephane Ratel, il boss della stessa SRO. Con una quindicina di vetture iscritte, la Maserati si è subito messa in luce grazie al lavoro della squadra a cui è affidato il delicato compito di portare in pista la vettura del Tridente, la LP Racing di Luca Pirri. Col supporto della Ycom di Nicola Scimeca, presente con i suoi uomini che hanno portato avanti il progetto Maserati GT2, e con un buon numero di persone con la camicia bianca del Tridente presenti ai box, il debutto è stato più che positivo.

Proprio Pirri, che si è diviso nel ruolo di team principal e di pilota (di lungo corso) in coppia con Leonardo Gorini, nome noto nelle gare del Carrera Porsche, ha subito regalato un podio nella prima gara. Partita dalla pole, realizzata da Gorini, la Maserati è parsa subito velocissima rispetto agli avversari, ma giro dopo giro ha perso il vantaggio guadagnato per via di una eccessiva usura degli pneumatici. Alla fine è arrivato un bel secondo posto grazie anche alle penalità comminate nel corso della gara ad un paio di avversari. Nella seconda corsa invece, Pirri-Gorini si sono piazzati settimi dopo varie disavventure, tra cui una penalità per un errore ai box.

Per quanto riguarda LP Motorsport, presente anche con tre Audi con le quali ha partecipato all'intera stagione, è arrivato il trionfo nel campionato GT2 classe Pro-Am con l'equipaggio composto da Henry Hassid ed Anthony Beltoise.
 
Davide Grasso, CEO Maserati: “Con il ritorno alle competizioni GT, Maserati scrive un altro importante capitolo della storia del motorsport più coinvolgente e ambizioso, ritagliandosi un posto lì dove in passato aveva già lasciato il segno, grazie a una scia di successi indelebili. Dalla pista alla strada siamo da sempre alla ricerca di sfide capaci di alimentare e concretizzare il desiderio di regalare emozioni al volante. Maserati GT2 è il nostro passaporto per il futuro del marchio nel mondo racing”.

Giovanni Sgro, Direttore di Maserati Corse: “Non potevamo sperare in un debutto migliore. La macchina oggi ha dato prova di essere davvero competitiva e siamo molto soddisfatti di questo risultato. Tornare in pista per noi è come tornare a casa. Maserati ha una lunga storia nel mondo delle corse; è qualcosa che ci appartiene e contraddistingue da sempre. Il DNA del Tridente è fatto di passione e competizione, che si traducono in vetture sensazionali dedicate alla nostra produzione di serie e alle sfide in pista. Vedere la Maserati GT2 in griglia di partenza in un campionato GT è il ricordo di un passato di successo che riprende forma e ci proietta in una nuova era del motorsport, dove desideriamo ancora una volta essere tra i protagonisti”.

8 Ott [8:57]

IGTC – 8 Ore di Indianapolis
Dominio targato BMW-WRT

Michele Montesano

Anche nella 8 Ore di Indianapolis è proseguito il dominio BMW che ha così conquistato il terzo successo di fila nell’Intercontinental GT Challenge, dopo la 9 Ore di Kyalami e la 24 Ore di Spa. Gran parte del merito va alla perfetta gestione di gara da parte del Team WRT che ha così siglato il suo primo trionfo su suolo americano con una GT3 grazie all’equipaggio composto da Philipp Eng, Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor. Inoltre la Casa di Monaco di Baviera è stato il primo costruttore a vincere due volte la 8 Ore di Indianapolis.

Le BMW M4 si sono rivelate imprendibili fin dalla partenza quando Eng e Augusto Farfus hanno letteralmente bruciato il poleman Alfred Renauer. Scattati rispettivamente dal quarto e sesto posto in griglia, i due piloti del WRT hanno preso il largo dettando l’andatura. Le prime due posizioni sembravano del tutto cristallizzate quando, appena trascorsa la terza ora di gara, la BMW del leader Vanthoor ha dovuto scontare un drive through per aver sforato di 11” il tempo massimo di un singolo stint. Poco dopo anche Charles Weerts, subentrato a Farfus, ha subito una foratura lenta scivolando alle spalle delle Mercedes AMG di Jules Gounon e Daniel Juncadella.



Saliti al comando delle operazioni, i piloti Mercedes hanno provato a resistere al recupero delle BMW ma la superiorità delle M4 GT3 è stata a dir poco lampante. Nonostante una strategia fuori sequenza, Farfus ha ripreso con estrema facilità le redini della gara seguito dal suo compagno di squadra Eng. Il Team WRT sembrava destinato a conquistare una perentoria doppietta quando il brasiliano, a due ore e mezza dalla bandiera a scacchi, si è scontrato con la Ferrari 296 GT3 del doppiato Onofrio Triarsi. La BMW ha riportato danni alla sospensione anteriore sinistra che, nonostante le velocissime riparazioni dei meccanici, l’hanno fatta retrocedere in fondo al gruppo.

A ereditare il comando è stata la vettura gemella di Eng, van der Linde e Vanthoor (nella foto sotto) che hanno impresso un ritmo indiavolato tagliando il traguardo con un margine di oltre cinquanta secondi sulla Mercedes AMG del Craft-Bamboo di Gounon, Raffaele Marciello e Maximilian Götz. Dopo aver preso brevemente la testa a metà gara, la vettura tedesca ha subito il cedimento dello splitter nelle fasi finali. È toccato a Marciello, fresco campione del GT World Challenge Europe Endurance Cup, portare la vettura fino in fondo precedendo per appena mezzo secondo la GT3 gemella del Groupe M di Maro Engel, Luca Stolz e Juncadella.



Quarta al traguardo, la Porsche del Wright Motorsport di Madison Snow, Trent Hindman e Jan Heylen ha conquistato la vittoria di classe Pro del GT World Challenge America. Nonostante una foratura accusata negli ultimi dieci minuti di gara, Heylen è riuscito a precedere la Porsche del team RS1. Steven McAller ed Eric Filgueiras, per l’occasione supportati da Klaus Bachler, sono stato incoronati campioni di classe Pro del campionato americano nella loro stagione d’esordio.

Grazie al sesto posto assoluto, l’equipaggio Mercedes del CrowdStrike by Riley composto da George Kurtz, Colin Braun e Nolan Siegel ha ottenuto sia la vittoria che il titolo di classe ProAm del GT World Challenge America. Alle loro spalle ha concluso la Porsche dello Huber Motorsport (nella foto sotto) scattata dalla pole position. Il settimo posto è valsa la vittoria nella IGTC Indipendent Cup per Renauer, Laurin Heinrich e Antares Au, quest’ultimo ancora in lizza per il titolo di classe che si deciderà nella 12 Ore del Golfo.



Gara solida per Matteo Cairoli che, in equipaggio con Seth Lucas e Trenton Estep, ha portato la Porsche del MDK Motorsport in ottava posizione davanti la Mercedes di Matt Bell, Jon Branam e Kenton Koch, chiamato all’ultimo secondo per sostituire l’indisposto Paul Kiebler. Top 10 assoluta e secondo posto nella IGTC Indipendent Cup per la Ferrari dello Sky Tempesta Racing di Eddie Cheever, Chris Froggatt e Jonathan Hui. A completare il podio di classe la Porsche del Grove Racing di Brenton Grove, Earl Bamber e Stephen Grove, quest’ultimo ancora al comando del campionato.

Domenica 8 ottobre 2023, gara

1 - Eng-S.van Der Linde-Vanthoor (BMW M4) - WRT - 332 giri - 8h00'05"921
2 - Gotz-Marciello-Gounon (Mercedes AMG) - Craft Bamboo - 53.110
3 - Engel-Stolz-Juncadella (Mercedes AMG) - GruppeM - 53.640
4 - Snow-Hindman-Heylen (Porsche GT3) - Wright - 2 giri
5 - Filgueiras-McAleer-Bachler (Porsche GT3) - RS1 - 3 giri
6 - Kurtz-Siegel-Braun (Mercedes AMG) - Riley - 3 giri
7 - Au-Renauer-Heinrich (Porsche GT3) - Huber - 4 giri
8 - Lucas-Estep-Cairoli (Porsche GT3) - MDK - 4 giri
9 - Koch-Branam-Bell (Mercedes AMG) - TR3 - 4 giri
10 - Hui-Froggatt-Cheever (Ferrari 488) - Sky Tempesta - 5 giri
11 - Adelson-Skeer-Ilott (Porsche GT3) - Wright - 5 giri
12 - Tan-Walker-Verhagen (BMW M4) - ST Racing - 5 giri
13 - DeBoer-Tuck-Hasse-Clot (Aston Martin Vantage) - Racer's Group - 6 giri
14 - Marcelli-Harrison-Farnbacher (Acura NSX) - Racers Edge - 7 giri
15 - Bamber-B.Grove-S.Grove (Porsche GT3) - Grove - 8 giri
16 - Pedersen-Kozarov-Engelhart (Porsche GT3) - Rearden - 10 giri
17 - Farfus-Martin-Weerts (BMW M4) - WRT - 11 giri
18 - Wetherill-Triarsi-Dalziel (Ferrari 296) - Triarsi - 15 giri
19 - Franco-Balzan-Wadoux (Ferrari 296) - Conquest - 21 giri
20 - Hull-Auberlen-Foley (BMW M4) - BimmerWorld - 23 giri
21 - Smithson-Sargent-Sellers (Mercedes AMG) - DXDT - 47 giri

Ritirati
Burton-Lewis-Ellis (Mercedes AMG) - DXDT

Il campionato
1.Gounon 76 punti; 2.Eng 68; 3.Vanthoor-S.van der Linde 62; 4.Stolz 58; 5.Marciello 57; 6.Habul 40; 7.Farfus-Martin 39; 8.Weerts 38; 9.Engel 36; 10.Preining 30.

4 Lug [11:40]

Maserati: svelata a Spa la MC20 GT2
Il ritorno del Tridente nelle corse GT

Da Spa - Michele Montesano

Non solo Formula E. Dopo aver esordito quest’anno nel campionato dedicato alle monoposto elettriche e vinto l’E-Prix di Jakarta, Maserati ha annunciato il suo ritorno anche nelle competizioni Gran Turismo. Nella prestigiosa cornice della 24 Ore di Spa Francorchamps il marchio del Tridente ha svelato la MC20 GT2, vettura che sarà destinata al campionato Fanatec GT European Series.

Erede spirituale della MC12 GT1, vettura che ha sbaragliato la concorrenza nel campionato FIA GT dal 2005 al 2010, la MC20 GT2 sarà destinata esclusivamente a team privati e gentleman driver. Scesa in pista per la prima volta a marzo, a occuparsi dello sviluppo è stato Andrea Bertolini, già tre volte iridato proprio con Maserati. Il debutto in gara della nuova arma del Tridente è previsto già quest’anno negli ultimi round del GT European Series di Valencia e del Paul Ricard, in vista di un’impegno a tempo pieno nella prossima stagione.



Per la prima volta nella storia della Casa Modenese, il Centro Stile Maserati ha lavorato a stretto contatto con il Maserati Innovation Lab per realizzare una vettura da pista che rispecchi i canoni di eleganza della supercar MC20 stradale. Parte del progetto anche la Ycom di Nicola Scimeca (già project-manager del programma Maserati MC12 GT1), l’azienda della Motor Valley si è occupata della realizzazione dei componenti in materiale composito della GT2.

Le cure, dal punto di vista aerodinamico, hanno interessato l’intera vettura a partire dal frontale opportunamente modificato sia per migliorare la deportanza, grazie allo splitter anteriore, che per incrementare il raffreddamento per mezzo di griglie sul cofano. La carreggiata allargata ha imposto un nuovo disegno per passaruota e parafanghi anteriori che si collegano alle portiere dotate di apertura a farfalla. Inedita anche la parte superiore della vettura, su cui spicca il generoso air scoop per incanalare aria nel vano motore e l’alettone posteriore regolabile sorretto da due piloncini a collo di cigno. Infine il fondo piatto e il diffusore, più grande rispetto quello della vettura stradale, per garantire un elevato carico aerodinamico.



Non solo forme improntate sull’efficienza aerodinamica. Il Centro Stile Maserati, diretto da Pablo D’Agostino, ha voluto lasciare qualche citazione del marchio anche sulla MC20 GT2. Ne sono un esempio i cerchi a nove razze che, a gruppi da tre, formano il simbolo del Tridente della Maserati, o il numero tre che ritorna negli sfoghi dell’aria su cofano e lunotto.

Cuore pulsante della MC20 GT2 è il celebre V6 Nettuno. Il propulsore, fiore all’occhiello di Maserati, mantiene inalterato lo schema a 6 cilindri biturbo da 3.0 litri con V a 90° in grado di erogare 630 CV (a seconda del BoP). I turbocompressori e i collettori di scarico sono stati modificati per garantire una pressione di sovralimentazione e un’efficienza più elevata, oltre a donare un sound inconfondibile alla GT2 del Tridente.



La trazione, come da regolamento esclusivamente posteriore, è gestita dal cambio sequenziale racing a 6 rapporti abbinato al differenziale meccanico autobloccante a slittamento limitato. Inalterata la monoscocca in fibra di carbonio, mentre la geometria delle sospensioni prevede assale anteriore e posteriore a doppio braccio oscillante e barre antirollio regolabili, il tutto per migliorare la trazione e rendere prevedibile la vettura anche nelle condizioni più estreme. La MC20 GT2 è già disponibile per i clienti sportivi ad un prezzo che si aggira attorno ai 400mila euro iva esclusa.

23 Mag [17:53]

24 Ore del Nürburgring
Ferrari e Frikadelli riscrivono la storia

Michele Montesano

La 24 Ore del Nürburgring 2023 si è tinta di rosso Ferrari. La Casa di Maranello, grazie al Frikadelli Racing Team, ha rotto l’egemonia dei costruttori tedeschi che durava da ben vent’anni. L’ultima vittoria di un marchio non teutonico risaliva, infatti, al 2002 con il successo della Chrysler Viper GTS-R del team Zakspeed. Il trionfo porta la firma di Earl Bamber, Nick Catsburg, David Pittard e Felipe Laser che hanno regalato alla Ferrari 296 GT3 il primo sigillo in una gara di 24 ore. Non solo, il ritmo imposto dall’equipaggio del Cavallino Rampante ha permesso di conquistare il nuovo record sulla distanza inanellando ben 162 giri.

Da sempre legata al marchio Porsche, la squadra di Klaus Abbelen quest’anno è passata alla nuovissima Ferrari 296 GT3 conquistando, grazie al supporto del Rinaldi Racing, la vittoria nella gara di qualificazione di aprile. Risultato bissato brillantemente nella 24 Ore dell’Inferno Verde. Scattato dal quarto posto, Pittard ha sbaragliato immediatamente la concorrenza guadagnando la prima posizione nello stint iniziale. L’unico inconveniente è avvenuto nel corso della quinta ora, quando Catsburg ha subito una foratura alla posteriore sinistra danneggiando parte della carrozzeria. I meccanici del Frikadelli hanno sostituito a tempo record l’intero retrotreno rispedendo la Ferrari immediatamente in pista.



Da quel momento è partita la caccia al primo posto. Oltre alla solidità della vettura e dell’equipaggio, la differenza l’ha fatta la strategia. Complice la sosta supplementare, si deciso di incrociare le fermate rispetto i rivali. Allo scoccare della dodicesima ora, non solo il team Frikadelli era tornato al comando, ma aveva anche un vantaggio di quasi due minuti sui rivali. La squadra tedesca ha così deciso di gestire il margine tagliando il traguardo con 26”911 di scarto sulla BMW M4 di Marco Wittmann, Sheldon van der Linde e Maxime Martin che hanno regalato il primo podio nella classica tedesca al Rowe Racing.



La lotta per il gradino più basso del podio ha visto un duello tutto in casa Mercedes. Ad avere la meglio è stata la AMG GT3 del team HRT con al volante il poleman Raffaele Marciello (nella foto sopra) affiancato da Edoardo Mortara, Luca Stolz e Philip Ellis. A seguire la vettura gemella del GetSpeed di Adam Christodoulou, Fabian Schiller e Maximilian Götz. Dopo un buon avvio, le Mercedes non sono riuscite a tenere il passo di Ferrari e BMW nonostante la gara si sia corsa sempre su asciutto. In particolare il crollo si è notato nelle ore notturne, salvo poi migliorare il passo la domenica quando i giochi erano ormai già chiusi.

Decisamente più travagliata la 24 Ore per Porsche e Audi, decimate da incidenti e ritiri. L’unica Porsche a vedere la bandiera a scacchi nelle posizioni di vertice è stata la quella del Rutronik del nostro Matteo Cairoli affiancato da Dennis Olsen e Julien Andlauer. A seguire la R8 LMS del Land Audi Sport di Christopher Haase, Patric Niederhauser e Christopher Mies.



Il trionfo in casa Ferrari è stato completato dalla vittoria di classe ProAm del Rinaldi Racing (nella foto sopra). La 296 GT3 affidata a Leonard Weiss, Jochen Krumbach, Daniel Keilwitz e Indy Dontje ha terminato al settimo posto assoluto dimostrando di avere il ritmo per impensierire anche gli equipaggi Pro. Inoltre Keilwitz, fermando il cronometro in 8’08”006, ha stabilito il nuovo record del giro sui 25,378 km del Nürburgring nella configurazione 24 Ore (che comprende oltre alla Nordschleife anche la pista GP). Nono posto per la Lamborghini Huracán dell’ABT Sportsline. In testa nelle prime fasi, grazie all’esperto Marco Mapelli, la vettura del Toro ha poi perso terreno per via di una foratura subita nel corso della seconda ora.

L'ordine d'arrivo della 24 Ore del Nurburgring 2023 (top-15)

1 - Bamber-Catsburg-Pittard-Laser (Ferrari 296) - Frikadelli - 162 giri - 24h07'08"538
2 - Wittmann-S. van der Linde-Vanthoor-Martin (BMW M4) - Rowe - 26"911
3 - Marciello-Stolz-Ellis-Mortara (Mercedes AMG) - HRT - 1'17"400
4 - Christodoulou-Gotz-Schiller (Mercedes AMG) - GetSpeed - 2'30"811
5 - Olsen-Cairoli-Andlauer (Porsche 911) - Rutronik - 5'07"567
6 - Haase-Mies-Niederhauser (Audi R8) - Land - 1 giro
7 - Weiss-Krumbach-Keilwitz-Dontje (Ferrari 296) - Rinaldi - 1 giro
8 - Haupt-Love-Maini (Mercedes AMG) - HRT - 1 giro
9 - K. van der Linde-Mapelli-Pepper-Thiim (Lamborghini Huracan) - ABT - 2 giri
10 - Eriksson-Heinemann-Menzel-Ragginger (Porsche 911) - Falken - 2 giri
11 - Schramm-Beretta-Winkelhock-Feller (Audi R8) - Scherer - 2 giri
12 - Scheider-Tomczyk-Rockenfeller (Audi R8) - Scherer - 2 giri
13 - Engstler-Hofer-Magnus-Marschall (Audi R8) - Car Collection - 3 giri
14 - Dumarey-Breuer-Ortmann-Green (Aston Martin Vantage) - Prosport - 4 giri
15 - Kohlhaas-Aust-Ludwing-Stengel (Ferrari 296) - Racing One - 7 giri

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