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19 Giu [11:22]

Cadillac, nuova occasione sfumata
per l’eterna incompiuta di Le Mans

Michele Montesano - Foto DPPI

Sembrava la volta buona nella 24 Ore di Le Mans e invece Cadillac ha nuovamente dovuto ingoiare un boccone amaro. Dopo anni di apprendistato, crescita e sviluppo nella classe regina del FIA WEC, il marchio americano si era presentata sul Circuit de La Sarthe con un pacchetto finalmente competitivo e in grado di lottare per la vittoria assoluta. Le V-Series.R LMDh hanno dominato buona parte della settimana, imponendosi fin dalle sessioni del Test Day e confermando il proprio potenziale sia sul giro secco che sul passo gara. Eppure, ancora una volta, la Cadillac è uscita da Le Mans con un pugno di mosche in mano.

Il quarto posto finale della Hypercar del team Jota di Will Stevens, Norman Nato e Louis Delétraz non è la vera cartina tornasole di una corsa che avrebbe meritato un epilogo diverso. La vettura anglo-americana ha infatti guidato per 128 giri, più di qualsiasi altra Hypercar in gara, rimanendo stabilmente nelle posizioni di vertice e contendendosi il successo con Toyota e BMW. Una presenza costante al comando che ha confermato quanto il lavoro svolto negli ultimi mesi da Cadillac abbia finalmente colmato alcune delle lacune emerse nelle precedenti apparizioni francesi.

Rispetto al passato, infatti, la V-Series.R LMDh si è mostrata particolarmente efficace sui lunghi rettilinei de la Sarthe, uno dei punti deboli evidenziati negli scossi anni. Grazie agli interventi mirati, la vettura americana non solo è parsa estremamente veloce sui rettifili ma anche efficace in curva e ben bilanciata con le gomme, soprattutto durante le ore notturne. Proprio in quella fase della corsa, la Cadillac è riuscita a costruire il margine che le ha consentito di controllare la gara fino alla tarda mattinata di domenica.



La sensazione, però, è che Cadillac non sia riuscita a trasformare la superiorità mostrata nella notte in un vantaggio sufficiente per affrontare le fasi decisive della corsa. Con l’aumento delle temperature nella giornata di domenica, infatti, le Toyota hanno progressivamente recuperato terreno. Lo stesso Delétraz ha ammesso che il comportamento della vettura era meno efficace nelle ore più calde: “Siamo stati molto forti per tutta la gara e abbiamo guidato per gran parte della corsa fino alla tarda mattinata. Non posso negare che l’immagine della vittoria stesse iniziando a materializzarsi nella mia testa, anche se cercavo di ignorarla. Il quarto posto dopo tutto questo è sicuramente deludente”.

Il pilota svizzero ha riconosciuto come la squadra giapponese sia riuscita a fare la differenza proprio nel momento decisivo: “Le Toyota sono state forti per tutta la gara, ma durante la notte avevamo costruito un margine sufficiente per controllarle. Abbiamo continuato a spingere senza mai arrenderci, ma alla fine avevano qualcosa in più e non siamo riusciti a recuperare dopo l’ultimo ingresso della safety-car”.

A complicare ulteriormente la situazione è arrivato il fattore che spesso decide le sorti della maratona francese: il tempismo. Una Full Course Yellow nelle fasi finali della corsa si è rivelata particolarmente penalizzante per la Cadillac numero 12. Costretta a effettuare un pit-stop d’emergenza prima e una sosta completa successivamente, la vettura di Nato, Stevens e Delétraz ha perso secondi preziosi proprio mentre la Toyota vincitrice riusciva a sfruttare al meglio la neutralizzazione. Un episodio che ha compromesso la strategia costruita durante l’intera notte.



“Abbiamo avuto sfortuna con il timing delle Full Course Yellow perché abbiamo dovuto effettuare tre soste d’emergenza - ha spiegato Delétraz - Nell’ultima abbiamo perso molto tempo perché l’azione in pista è ripresa mentre eravamo ancora ai box. È lì che abbiamo perso contatto con i leader. La nostra strategia era mantenere la posizione in pista e gestire la gara, ma Le Mans aveva altri piani per noi”.

Anche Stevens non ha nascosto l’amarezza per un risultato considerato inferiore al reale potenziale espresso dalla squadra: “È piuttosto deludente tornare a casa con un quarto posto. Onestamente credo che meritassimo qualcosa di più. Con il ritmo che abbiamo mostrato avremmo dovuto essere almeno sul podio. Siamo stati molto più competitivi rispetto allo scorso anno, ed è un aspetto positivo, ma eravamo arrivati qui con aspettative più alte”.

Se la Hypercar numero 12 ha almeno visto il traguardo, ancora più dolorosa è stata la sorte dell’altra Cadillac del team Jota. La vettura affidata a Sébastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken è stata probabilmente una delle grandi protagoniste della corsa fino al momento del ritiro. Stabilmente inserita nella lotta per la vittoria, la V-Series.R LMDh è stata tradita da un guasto al servosterzo che ha posto fine alla sua gara dopo 218 giri.



Per Bourdais, tre volte secondo assoluto a Le Mans e vincitore della classe GTE Pro nel 2016, il colpo è stato particolarmente duro. Il francese sapeva di avere davanti una delle migliori occasioni della carriera per conquistare finalmente il successo assoluto nella corsa di casa. “Probabilmente intorno al 2020 avevo quasi rinunciato all’idea di avere ancora questa opportunità. Quest’anno invece c’era ma, per un componente che forse vale due dollari, tutto è finito. Non voglio minimizzare, ma è stato un colpo durissimo”.

Anche la terza Cadillac presente in griglia, quella gestita dal team Wayne Taylor Racing e condivisa da Ricky Taylor, Jordan Taylor e Filipe Albuquerque, ha mostrato un potenziale superiore rispetto al risultato finale. Per gran parte della settimana la vettura americana aveva dimostrato di poter ambire alla top-5, ma una serie di penalità per infrazioni durante le Full Course Yellow e nelle Slow Zone ha compromesso irrimediabilmente la gara.

Jordan Taylor ha individuato proprio nella perdita delle posizioni in pista il momento chiave della corsa: “Avevamo il passo all’inizio della gara e durante la notte. Abbiamo commesso un piccolo errore che ci ha fatto perdere terreno e in una corsa come questa, una volta perse le posizioni, tutto diventa più difficile. Se poi sommi il traffico e le neutralizzazioni nel momento sbagliato, la situazione peggiora rapidamente”.



Alla fine la Cadillac del Wayne Taylor Racing ha chiuso nona assoluta, a due giri dalla Toyota vincitrice, un risultato che non riflette il potenziale mostrato durante l’intera settimana. Ma, ad eccezione della doppietta nella 6 Ore di San Paolo dello scorso anno, la 24 Ore di Le Mans 2026 rappresenta probabilmente il punto più alto raggiunto finora dal progetto Cadillac nel WEC. Le V-Series.R hanno guidato complessivamente per 178 giri dimostrando di possedere finalmente velocità, affidabilità e consistenza per puntare al successo assoluto.

Lo ha sottolineato anche Jeremy Moore, capo ingegnere di Cadillac Racing: “Nel complesso siamo soddisfatti della nostra prestazione. Abbiamo portato una vettura competitiva e avevamo certamente più di una possibilità di vincere. Ma come sempre è Le Mans a scegliere chi taglia per primo il traguardo”.
18 Giu [9:11]

BMW, la sconfitta per soli 10 secondi
Ma ora la M Hybrid V8 è competitiva

Michele Montesano - Foto DPPI

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La 24 Ore di Le Mans 2026 si è conclusa per BMW tra tanto orgoglio e un grande rimpianto. Dopo 27 anni di attesa, la casa bavarese ha sfiorato il successo assoluto nella corsa più importante dell’Endurance mondiale chiudendo, per poco più di dieci secondi, al secondo posto con la BMW M Hybrid V8 LMDh affidata a René Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde. Un risultato che rappresenta il miglior piazzamento del marchio tedesco sul Circuit de La Sarthe dalla vittoria del 1999, ma che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca per una vittoria mancata per appena 10"913 dopo 24 ore di battaglia.

Per gran parte della gara la BMW è stata infatti l'avversaria più temibile della Toyota vincitrice. Dopo aver conquistato la prima storica pole position della propria avventura nell'era Hypercar, il costruttore tedesco si è presentato a Le Mans con la consapevolezza di poter lottare per il successo. Se la vettura numero 15 di Dries Vanthoor, Raffaele Marciello e Kevin Magnussen è stata progressivamente estromessa dalla lotta a causa di problemi e di una gara complicata, tutte le speranze si sono concentrate sulla numero 20 del Team WRT.

Fin dalle prime fasi Rast ha imposto un ritmo elevatissimo, portandosi subito al comando e dimostrando che la BMW possedeva la velocità necessaria per giocarsi il successo assoluto. La M Hybrid V8 LMDh è rimasta costantemente nel gruppo di testa, alternandosi nelle posizioni di vertice e confermando quanto già mostrato nelle precedenti gare della stagione del FIA WEC, come la doppietta ottenuta nella 6 Ore di Spa-Francorchamps di inizio maggio.



Con il passare delle ore la corsa si è trasformata in un confronto serrato tra BMW, Toyota e Cadillac. La Hypercar tedesca sembrava avere tutte le carte in regola per interrompere il lungo digiuno sul circuito francese, soprattutto nella mattinata di domenica quando il vantaggio accumulato appariva consistente. Frijns era riuscito a costruire circa 30 secondi di margine sulla Cadillac V-Series.R LMDh di Jota e addirittura 45 sulla Toyota TR010 Hybrid di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries.

L'episodio destinato a cambiare il volto della gara è arrivato però a meno di sei ore dalla conclusione, quando il violento incidente della Porsche LMGT3 di Ayhancan Güven ha provocato una neutralizzazione con annesso intervento della safety-car. Il vantaggio costruito con pazienza dalla BMW è stato completamente cancellato e la corsa è ripartita praticamente da zero. In quel momento, oltre alla perdita della posizione acquisita in pista, il team tedesco si è ritrovato anche in una situazione meno favorevole dal punto di vista energetico, un elemento che avrebbe pesato notevolmente nella fase finale.

“Eravamo nel gruppo di testa per tutta la gara fino alla seconda safety car, che ha un po' rovinato la nostra strategia e ci ha fatto perdere terreno - ha spiegato a fine gara Rast - sono le corse e a Le Mans può succedere di tutto. A volte sei fortunato, a volte sfortunato. Sentiamo spesso dire che è Le Mans a scegliere il vincitore, ed è vero. Questa volta non siamo stati noi. Senza la seconda safety car saremmo stati in un'ottima posizione”.



Anche Frijns ha individuato nella neutralizzazione il momento decisivo della corsa: “La delusione è un po' più forte della felicità. Eravamo stati molto forti all'inizio, prendendo subito il comando e riuscendo anche a creare un piccolo margine. Poi il nostro ritmo è leggermente calato, ma durante la notte siamo tornati competitivi, ma la Toyota era sempre lì. L’epilogo è stato doloroso. La safety car finale ha rimesso in gioco le Toyota e sapevamo che avevano un ottimo passo”.

Nel finale l'olandese ha comunque tentato il tutto per tutto. Dopo un sorpasso spettacolare sulla Toyota di Sébastien Buemi nelle curve Porsche, Frijns si è lanciato all'inseguimento di Kobayashi, riducendo progressivamente il distacco ma senza riuscire a completare la rimonta. Il traguardo ha sancito uno degli arrivi più combattuti della storia recente della 24 Ore di Le Mans, con poco più di dieci secondi a separare il vincitore dal secondo classificato.

Sentimenti contrastanti anche per van der Linde, che ha vissuto il risultato oscillando tra soddisfazione e rimpianto: “All'inizio non sapevo davvero se ridere o piangere. Quando finisci a soli dieci secondi dal vincitore dopo 24 ore non è facile accettarlo immediatamente. Ma se guardiamo agli ultimi due anni e ai progressi enormi che abbiamo compiuto, possiamo essere molto orgogliosi”.



Se i piloti hanno faticato a nascondere l'amarezza, il Team Principal Vincent Vosse ha preferito concentrarsi sugli aspetti positivi di una prestazione praticamente impeccabile: “Non c'è alcuna ragione per essere delusi. Abbiamo disputato una gara molto solida, una corsa senza errori. Piloti, meccanici, strategia, ingegneri: tutto ha funzionato alla perfezione. Ci sono gare in cui il secondo posto è difficile da digerire, soprattutto quando perdi per dieci secondi. Ma in questo caso è facile accettarlo perché non abbiamo alcun rimpianto”.

La stessa analisi è stata condivisa dal direttore di BMW M Motorsport Andreas Roos, che ha sottolineato come il secondo ingresso della vettura di sicurezza abbia cancellato il vantaggio accumulato dalla Hypercar bavarese. La neutralizzazione ha azzerato il margine costruito in pista e lasciato la BMW in una posizione meno favorevole rispetto agli avversari nella gestione dell'energia, costringendo il team a rincorrere fino alla bandiera a scacchi.

Nonostante la sconfitta, Le Mans rappresenta un punto di svolta per il programma Hypercar della BMW. La M Hybrid V8 LMDh si è confermata veloce in ogni condizione, competitiva sia sul giro secco che sul passo gara e capace di lottare fino all'ultimo contro avversari del calibro di Toyota e Cadillac. Il secondo posto ottenuto sul circuito più prestigioso del mondo endurance, unito alla doppietta conquistata a Spa poche settimane prima, dimostra come il progetto abbia raggiunto finalmente una buona maturità.
17 Giu [11:35]

Ferrari, a Le Mans è finito un ciclo
Il Cavallino abdica con onore e la top-5

Michele Montesano - Foto DPPI

Dopo tre vittorie consecutive, quest’anno la favola della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans si è interrotta. Sul Circuit de La Sarthe, il Cavallino Rampante ha dovuto cedere lo scettro alla Toyota, tornata al successo per la prima volta dal 2022 al termine di una gara che l’ha vista costantemente tra le protagoniste.

Per la prima volta dall’esordio della 499P, la Ferrari non si è presentata a Le Mans con le carte in regola per lottare ad armi pari per la vittoria assoluta. Eppure, nonostante un pacchetto tecnico inferiore rispetto ai migliori, la squadra di Maranello ha lasciato la Francia a testa alta, consapevole di aver dato il massimo.

Il miglior risultato è arrivato con la Ferrari di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, quinta al traguardo con oltre due minuti di ritardo dalla Toyota vincitrice. Una posizione che, letta superficialmente, potrebbe sembrare deludente per chi aveva dominato le ultime tre edizioni. In realtà rappresenta quasi un successo considerando i valori espressi in pista.

Fin dal Test Day, infatti, in Ferrari avevano compreso come Cadillac, BMW e Toyota disponessero di un margine prestazionale difficilmente colmabile. Anche Alpine, in diversi momenti della settimana, si era dimostrata vicina o addirittura superiore alle 499P.

Mauro Barbieri, responsabile performance e regolamenti della Ferrari, al termine della gara non ha nascosto la situazione: “Credo che fosse già chiaro anche prima del Test Day che i valori fossero sbilanciati e che non fossimo tra i migliori. Ma abbiamo comunque provato tutto il possibile durante la settimana, con diverse filosofie di assetto per cercare di colmare questo tipo di divario. Ma non siamo davvero riusciti a trovare nulla di valido”.



La sensazione è che la Ferrari abbia disputato una gara perfetta o quasi, senza però possedere il potenziale necessario per entrare nella lotta per le posizioni di vertice. La 499P si è confermata molto efficace nei lunghi rettilinei de La Sarthe, ma ha sofferto in fase di accelerazione e soprattutto nelle curve lente, dove il distacco dai rivali emergeva con maggiore evidenza. Un limite, quest’ultimo, che ha condizionato ogni scelta strategica.

La Toyota ha costruito la propria corsa già nelle primissime ore, anticipando le soste e uscendo fuori sequenza. Una mossa che ha consentito alla TR010 Hybrid di guadagnare terreno e controllare la gara. Al contrario, Ferrari ha scelto invece una strada differente, consapevole di non poter sostenere il ritmo imposto dai giapponesi in aria pulita.

“La strategia adottata dalla Toyota è stata sicuramente molto efficace a patto di avere il ritmo giusto - ha spiegato Barbieri - Se hai aria libera vai meglio rispetto a stare nel gruppo, ma per noi il modo migliore per cercare recuperare posizioni era quello di sfruttare la scia stando in mezzo al gruppo, perché ci mancava accelerazione. La velocità di punta era buona e speravamo che, così facendo, potevamo avere l'opportunità di risalire. Ma dopo qualche giro non siamo più riusciti a stare al passo con gli altri”.



I tecnici di Maranello, hanno quindi differenziato assetti, stint e scelte degli pneumatici tra le tre vetture nel tentativo di individuare una soluzione vincente. La numero 51, ha spesso allungato le percorrenze per sfruttare eventuali neutralizzazioni, mentre la numero 50 ha seguito un approccio più aggressivo. Anche AF Corse, con la 499P numero 83, ha contribuito alla raccolta dati in un autentico lavoro di squadra.

Particolarmente interessante è stata la gestione degli pneumatici. Con temperature dell’asfalto vicine ai 50 gradi, Ferrari ha individuato nelle gomme dure la soluzione migliore. Una scelta maturata dopo quasi una settimana di prove e verifiche che hanno consentito di comprendere a fondo il comportamento della 499P nelle differenti condizioni della pista francese.

Se la Hypercar dei campioni in carica del FIA WEC ha raccolto il massimo possibile, la gara della Ferrari numero 50 è stata invece segnata dalla sfortuna. Dopo un problema all’impianto antincendio, che ha costretto la vettura a una lunga sosta ai box durante la notte, la 499P di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen è stata definitivamente fermata da un guasto elettrico nelle ore finali. Un epilogo amaro per l’equipaggio vincitore dell’edizione 2024, che aveva comunque continuato a lavorare per raccogliere dati supportando le altre vetture.



Uno degli aspetti che maggiormente soddisfa Ferrari riguarda invece la gestione della gara. Dopo le numerose penalità incassate nelle passate edizioni, durante l’inverno il team ha svolto un lavoro approfondito per ridurre al minimo gli errori operativi. Il risultato è stato evidente. La numero 51 ha ricevuto soltanto un drive-through per il contatto tra Pier Guidi e la Oreca LMP2 del Proton Competition, mentre la numero 83 è stata penalizzata con cinque secondi per un unsafe release. Nulla che abbia realmente compromesso il risultato finale.

A Le Mans, tuttavia, non conta soltanto il risultato. Conta il modo in cui si affronta una sfida. Ed è proprio questo l’aspetto sul quale Ferrari vuole costruire il prosieguo della stagione. Ferdinando Cannizzo, responsabile delle vetture Endurance del Cavallino, ha riassunto il sentimento del team: “Abbiamo perso la gara, ma abbiamo dimostrato che siamo un team e questa è la cosa più importante. Sapevamo dall’inizio che era molto difficile, quasi impossibile essere competitivi. Purtroppo, dopo i primi giri, è stato molto chiaro”.

Dello stesso avviso il responsabile di Ferrari Endurance Antonello Coletta, che ha voluto rendere merito agli avversari senza però sminuire il lavoro svolto dalla squadra: “Iniziamo dai complimenti ai nostri avversari che hanno meritato la vittoria al termine di una gara che ha confermato le nostre aspettative rese note alla vigilia. Sapevamo di non poter lottare per la vittoria ma nonostante questo non ci siamo lasciati scoraggiare anzi, abbiamo cercato ulteriori motivazioni per ottimizzare tutto quello che era nel nostro controllo”.
16 Giu [10:19]

Toyota, il ritorno alla vittoria grazie
alla solidità della squadra e della TR010

Michele Montesano - Foto DPPI

Quattro anni di attesa, tre edizioni vissute inseguendo le Ferrari e una crescente concorrenza che ha trasformato la categoria Hypercar del FIA WEC in un vero e proprio terreno di battaglia. La 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans ha restituito a Toyota quel successo che mancava dal 2022, ma soprattutto ha consegnato alla Casa giapponese una vittoria diversa da tutte le precedenti. Non più ottenuta in una fase di dominio tecnico quasi incontrastato, bensì conquistata contro rivali del calibro di BMW, Cadillac e Ferrari, al termine di una gara combattuta fino agli ultimi minuti.

A riportare Toyota sul gradino più alto del podio è stata la nuova TR010 Hybrid affidata a Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck De Vries. Un equipaggio partito solamente dalla quattordicesima posizione dopo una settimana complicata, caratterizzata da qualifiche deludenti e da una gara che sembrava destinata a essere tutta in rimonta. Eppure, proprio come spesso accade a Le Mans, la corsa ha avuto una trama completamente diversa.

Fin dalle prove libere, Toyota aveva impostato il proprio fine settimana privilegiando il passo gara rispetto alla prestazione sul giro secco. La nuova TR010, evoluzione profonda della precedente GR010, è stata sviluppata con un chiaro obiettivo: tornare a vincere sul Circuit de la Sarthe. Il lavoro svolto dagli ingegneri si è concentrato soprattutto sull’efficienza aerodinamica e sulla capacità della vettura di mantenere prestazioni elevate anche nel traffico. Caratteristiche che si sono rivelate decisive durante le 24 ore.



Fin dalle prime fasi della corsa, le due Toyota hanno adottato una strategia diversa, anticipando la prima sosta rispetto agli avversari, per uscire fuori sequenza e sfruttare la pista libera. La TR010 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa è stata inizialmente la punta di diamante del costruttore giapponese, arrivando a occupare stabilmente le posizioni di vertice. L’altra Toyota, invece, è stata costretta a una rincorsa continua, rallentata da una foratura lenta che ha richiesto una sosta supplementare.

I problemi, però, erano appena iniziati. Dopo circa cinque ore di gara, sulla vettura di Kobayashi, Conway e de Vries è emersa un'anomalia al sensore di coppia dell’albero di trasmissione. Un guasto che, come affermato dal direttore tecnico David Floury a fine gara, ha costretto il team a utilizzare una modalità di ‘recovery’ del motore limitando, così, la potenza disponibile. Per diversi stint la TR010 numero 7 ha quindi girato con prestazioni inferiori rispetto alla vettura gemella e ai diretti avversari.

Al termine della gara Kobayashi ha spiegato: “Ho aspettato davvero a lungo per ottenere questa seconda vittoria e sono felice. Un enorme ringraziamento va ovviamente alla squadra. Penso che abbiamo avuto una settimana molto impegnativa. Parlando della gara, non è andato tutto liscio, abbiamo avuto dapprima una foratura e poi un problema al sensore dell’albero di trasmissione, quindi non avevamo tutta la potenza. È stata molto dura per noi. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.



Per alcuni momenti Toyota aveva persino iniziato a considerare l’idea di limitare i danni e portare semplicemente la vettura al traguardo. I piloti sono stati istruiti a evitare i cordoli e a gestire con estrema cautela la meccanica. Col passare delle ore, però, il problema si è parzialmente attenuato, consentendo alla Hypercar nipponica di tornare competitiva proprio quando la gara è entrata nella sua fase decisiva.

Se la fortuna ha dato una mano con alcune neutralizzazioni favorevoli, il resto lo hanno fatto la velocità della TR010 Hybrid e l’esperienza di una squadra che conosce Le Mans come poche altre. Nelle ultime sei ore Toyota ha progressivamente aumentato il ritmo, recuperando terreno su Cadillac e BMW fino a ritrovarsi in piena lotta per la vittoria.

La fase finale della corsa si è trasformata in una sfida diretta con la BMW M Hybrid V8 del Team WRT. Robin Frijns ha provato fino all’ultimo a mettere pressione a Kobayashi, arrivando a ridurre il distacco a poco più di dieci secondi. Il giapponese, però, non ha commesso errori e ha gestito magistralmente gli ultimi giri, tagliando il traguardo dopo 381 tornate con appena 10"824 di vantaggio.



L’attesa degli ultimi minuti è stata quasi più difficile della gara stessa. Conway ha raccontato: “A dire il vero è stata dura. Per molto tempo le cose sembravano andare decisamente bene per la vettura dei nostri compagni di squadra. La concorrenza è stata davvero agguerrita specie Cadillac e BMW. È stata davvero dura e credo che fino alle ultime tre ore non sapessimo davvero cosa sarebbe successo, inoltre Frjins ha reso gli ultimi 30 minuti davvero concitati”.

Per De Vries, invece, il successo ha rappresentato il coronamento di un sogno. Unico componente dell’equipaggio a non aver mai vinto Le Mans, l’olandese ha finalmente cancellato la delusione del secondo posto ottenuto nel 2024. “Sì, sono incredibilmente grato e sollevato, oltre che felice per questa vittoria - ha commentato De Vries - È stata una settimana molto impegnativa. La gara è stata estenuante. Abbiamo dovuto affrontare molte sfide, ma siamo sempre riusciti ad andare avanti. A dire il vero, ci sono stati molti momenti in cui ho pensato che fossimo fuori dai giochi. Ma si dice che Le Mans sceglie il suo vincitore, credo che sia proprio quello che è successo a noi oggi”.

Se la TR010 Hybrid numero 7 ha conquistato la vittoria, la numero 8 ha completato il trionfo Toyota salendo sul terzo gradino del podio. Una gara più lineare sul piano della prestazione, ma resa più complicata da una safety-car sfavorevole, una penalità e da noie ai freni. Nonostante tutto, Buemi, Hartley e Hirakawa hanno contribuito in maniera determinante al successo della squadra che ha permesso alla vettura vincitrice di difendersi dagli attacchi finali della BMW.



Per Toyota il risultato va ben oltre il semplice ritorno alla vittoria. Con questo successo il costruttore giapponese conquista la sua sesta affermazione assoluta a Le Mans, raggiungendo Bentley nell’albo d’oro della maratona francese. Ma soprattutto mette fine a un periodo in cui, nonostante prestazioni spesso eccellenti, era sempre mancato qualcosa per battere Ferrari nella gara più importante del WEC.

“Quest’anno, siamo venuti con l’idea di essere ancora più concentrati di prima sulla vittoria. La vettura è cambiata, il pacchetto è migliorato e abbiamo lavorato con la volontà di vincere Le Mans. Quindi questa vittoria ha un grande valore” ha dichiarato Kobayashi. Parole che sintetizzano perfettamente il significato di questo successo.

La nuova TR010 Hybrid era nata con il chiaro obiettivo di riportare Toyota sul tetto dell’Endurance mondiale. Al debutto nella classica francese ha centrato immediatamente l’obiettivo dimostrando velocità e affidabilità, oltre alla straordinaria capacità di reagire alle difficoltà da parte della squadra. Dopo anni trascorsi a inseguire, Toyota è finalmente tornata sul gradino più alto della 24 Ore di Le Mans e ora può puntare dritto alla conquista del Mondiale Endurance.
14 Giu [16:03]

Le Mans - Toyota torna al successo
Vittoria di Kobayashi-De Vries-Conway

Da Le Mans-Michele Montesano - Foto DPPI

Toyota ha interrotto un digiuno durato quattro anni conquistando la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Per la Casa nipponica si tratta del sesto successo nella maratona francese, ma senza dubbio questo è stato il più importante da quando ha deciso di tornare a calcare il palcoscenico del Circuit de La Sarthe. Perché, a differenza delle precedenti occasioni, questa volta Toyota ha dovuto sfidare avversari veri e agguerriti. 

Dopo la sconfitta contro Ferrari nel biennio 2023-24 e la cocente delusione dello scorso anno, quando la GR010 Hybrid non è quasi mai stata in gara, Toyota si è rimboccata le maniche per presentarsi al via del campionato 2026 del FIA WEC con una vettura profondamente rivista. Subito vincente nella 6 Ore di Imola, primo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance, la TR010 Hybrid ha ora centrato il successo più importante dell’anno: la 24 Ore di Le Mans. 


Un’edizione, quella appena conclusa, tutt’altro che scontata. Il ritmo è stato elevatissimo nell’arco di tutta la gara, con due sole safety-car a spezzare la corsa. Uomini e mezzi che non si sono risparmiati, numerosi gli avvicendamenti nei piani nobili della classifica, ma alla fine la carta vincente si è rivelata la costanza. Lo sanno bene Kamui Kobayashi, Nyck De Vries e Mike Conway che hanno tagliato per primi il traguardo al termine di una cavalcata durata 381 giri. 

La vittoria della Toyota non è arrivata attraverso un dominio assoluto, ma grazie a una gestione impeccabile di una corsa che ha visto alternarsi al comando BMW, Cadillac e le due Hypercar giapponesi. Nelle prime ore erano state soprattutto le Cadillac del team Jota e le BMW M Hybrid V8 del Team WRT a dettare il ritmo, mentre Toyota aveva scelto una strategia differente fin dall’inizio uscendo fuori sequenza per sfruttare al meglio le fasi di traffico, gli pneumatici e le soste ai box.



La svolta della gara è arrivata nella mattinata della domenica. La safety-car, entrata in pista poco prima della diciannovesima ora, ha ricompattato il gruppo di testa cancellando, così, i vantaggi accumulati da BMW e Cadillac. Successivamente una Full Course Yellow, a poco più di due ore dal termine, ha consentito alla Toyota del terzetto Kobayashi-De Vries-Conway di completare una strategia perfetta e costruire il margine decisivo.

Kobayashi si è presentato all'ultima ora di gara con circa 20 secondi di vantaggio, ma la vittoria non è mai stata realmente al sicuro. Robin Frijns, protagonista di una corsa solida sulla BMW condivisa con René Rast e Sheldon Van der Linde, ha superato all'esterno delle Curve Porsche la Toyota di Sébastien Buemi e si è lanciato all'inseguimento del leader. L'olandese ha recuperato secondi preziosi, ma non abbastanza per impensierire seriamente il giapponese, che ha tagliato il traguardo con poco più di dieci secondi di margine.



Per Toyota si tratta del primo successo a Le Mans dal 2022 e del secondo personale per Kobayashi e Conway, mentre De Vries ha conquistato la sua prima vittoria assoluta nella maratona francese. BMW deve invece accontentarsi di un secondo posto che rappresenta comunque il miglior risultato ottenuto a Le Mans dal trionfo del 1999. Sul gradino più basso del podio sono saliti Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa con la Toyota TR010 Hybrid rallentata da una penalità per infrazione in regime di Full Course Yellow e da alcuni interventi ai freni registrati nelle prime ore del mattino.

Grande delusione invece per Cadillac. La V-Series.R LMDh di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz è stata a lungo la vettura di riferimento della corsa, ma una penalità per eccesso di velocità in Full Course Yellow e il tempismo sfavorevole delle neutralizzazioni hanno compromesso le possibilità di successo, relegando l'equipaggio al quarto posto finale. Ancora più amaro il bilancio per la Cadillac di Sébastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken, ritirata nella mattinata di domenica a causa di un problema persistente al servosterzo accusati la prima volta mentre era in lotta per la vittoria.



Ferrari, vincitrice delle ultime tre edizioni, non è mai riuscita a inserirsi nella battaglia per il successo. La 499P di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha chiuso quinta dopo una gara caratterizzata da una penalità nelle prime ore e da una strategia differente nella gestione degli pneumatici. La Ferrari di AF Corse con Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson ha concluso settima, mentre la rossa di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha visto sfumare ogni possibilità dopo un problema all'impianto antincendio durante la notte e un successivo guasto elettronico che ne ha causato il ritiro.

Alle spalle delle Ferrari si sono inserite le Alpine. La A424 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e Antonio Félix da Costa ha conquistato un positivo sesto posto, mentre la vettura gemella ha terminato decima nonostante alcuni inconvenienti tecnici. Gara anonima per Peugeot, undicesima e dodicesima con le due 9X8, mentre Aston Martin ha portato all'ottavo posto la Valkyrie di Harry Tincknell, Tom Gamble e Ross Gunn. Da segnalare anche il debutto incoraggiante di Genesis, che ha visto la GMR-001 di Mathieu Jaminet, Paul-Loup Chatin e Dani Juncadella raggiungere il traguardo al tredicesimo posto assoluto dopo diversi problemi elettronici.



In LMP2 è arrivato il dominio di Inter Europol Competition. La squadra polacca ha firmato una storica doppietta con le due Oreca 07 Gibson. A conquistare il successo sono stati Tom Dillmann, Nick Yelloly e Jakub Smiechowski che hanno preceduto Nico Müller, Reshad De Gérus e Bijoy Garg. Per il team polacco si tratta della terza vittoria di classe nelle ultime quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans.

La gara è stata decisa dal ritiro della Duqueine, a lungo leader grazie al ritmo mostrato da Julien Andlauer, Richard Verschoor e Doriane Pin. Una rottura del disco freno anteriore sinistro sul rettilineo di Mulsanne ha però messo fine ai sogni di vittoria dell'equipaggio francese. Sul podio di classe è così salita la Forestier Racing by Panis di Esteban Masson, Oliver Gray e Louis Rousset, autrice di una notevole rimonta dopo essere finita attardata nelle ore notturne.



Nella sottoclasse LMP2 ProAm il successo è andato alla CrowdStrike Racing by APR del terzetto composto da George Kurtz, Alex Quinn e Laurin Heinrich. L'equipaggio ha dominato la seconda parte della corsa precedendo la Oreca di AF Corse la LMP2 di AO by TF.

Vittoria di rimonta in LMGT3. La Corvette Z06 LMGT3.R del TF Sport, affidata a Ben Keating, Jonny Edgar e Nicky Catsburg, è partita solamente dalla diciassettesima posizione ma ha saputo risalire progressivamente fino alla vetta della categoria. Fondamentale la strategia che ha consentito al pilota Bronze Keating di completare rapidamente il tempo minimo di guida lasciando, così, il volante ai più veloci Edgar e Catsburg.



La Corvette aveva accumulato un vantaggio superiore al minuto prima dell'ultima safety-car, entrata in pista dopo il violento incidente della Porsche di Ayhancan Güven. Nonostante il gruppo ricompattato, Catsburg è riuscito a controllare la situazione nelle ore finali, regalando a Corvette il ritorno al successo a Le Mans e il primo trionfo del TF Sport da quando la squadra ha iniziato la collaborazione con General Motors.

Alle spalle della vettura americana hanno concluso la Lexus RC F GT3 di Akkodis ASP con Jack Hawksworth, Hadrien David e Tom Van Rompuy e l'Aston Martin Vantage GT3 del team Heart of Racing guidata da Jonny Adam, Eduardo Barrichello e Gray Newell. Quarta l'altra Lexus, mentre la migliore Ferrari è stata la 296 GT3 di Vista AF Corse con Alessio Rovera, Simon Mann e François Heriau.



La categoria LMGT3 è stata anche quella più colpita dai ritiri. Hanno dovuto alzare bandiera bianca la Aston Martin del team Heart of Racing, a lungo in lotta per la vittoria con Mattia Drudi prima di un guasto al cambio, la BMW M4 GT3 del Team WRT e due Mercedes-AMG GT3 di Iron Lynx. Le Porsche del team Manthey, dominatrici delle ultime due edizioni, sono invece uscite di scena dalla lotta per il podio a causa di problemi tecnici e incidenti.

Domenica 14 giugno 2026, gara

1 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 381 giri
2 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 10"913
3 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 20"417
4 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 32"381
5 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 2'22"423
6 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 2'30"205
7 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 2'35"573
8 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 2 giri
9 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 2 giri
10 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 2 giri
11 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 4 giri
12 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 5 giri
13 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 9 giri
14 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 9 giri
15 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 20 giri
16 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 21 giri
17 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 21 giri
18 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 21 giri
19 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 21 giri
20 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 22 giri
21 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 23 giri
22 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 23 giri
23 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 24 giri
24 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 25 giri
25 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 25 giri
26 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 25 giri
27 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 26 giri
28 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 27 giri
29 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 27 giri
30 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 28 giri
31 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 37 giri
32 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 40 giri
33 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 45 giri
34 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 46 giri
35 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 46 giri
36 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 46 giri
37 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 46 giri
38 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 46 giri
39 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 47 giri
40 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 47 giri
41 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 47 giri
42 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 47 giri
43 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 49 giri
44 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 49 giri
45 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 51 giri
46 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 51 giri
47 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 52 giri
48 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 57 giri
49 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 58 giri

Ritirati
Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 307 giri
James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 291 giri
McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 291 giri
Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 284 giri
Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 272 giri
Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 263 giri
Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 254 giri
Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 244 giri
Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 218 giri
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
14 Giu [14:33]

Le Mans – Ore 14
Toyota tenta il colpaccio

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI

A due ore dalla bandiera a scacchi, la 24 Ore di Le Mans 2026 continua a regalare colpi di scena. Dopo aver inseguito a lungo la Cadillac del team Jota, Toyota ha sferrato il proprio attacco decisivo, portando entrambe le TR010 Hybrid nelle prime posizioni e mettendo una seria ipoteca sulla vittoria finale. La casa giapponese, rimasta sempre in agguato nelle fasi centrali della corsa, ha sfruttato al meglio una serie di neutralizzazioni e una gestione impeccabile della strategia per ribaltare gli equilibri della gara.

Il primo segnale era arrivato all’inizio della ventunesima ora. Brendon Hartley, appena salito sulla Toyota, aveva rapidamente annullato il distacco nei confronti della Cadillac di Norman Nato, leader della corsa. Il neozelandese si era portato negli scarichi della V-Series.R proprio mentre una Full Course Yellow congelava temporaneamente le posizioni. Alla ripartenza Hartley non si è lasciato sfuggire l’occasione, prendendosi la leadership. Poco dopo anche l’altra Toyota, affidata a Nyck de Vries, ha superato la Cadillac alla staccata di Mulsanne, completando il sorpasso ai danni della squadra americana.

La situazione si è ulteriormente evoluta nel corso della ventiduesima ora. Una nuova Full Course Yellow, provocata dall’arresto della Aston Martin Vantage di Zacharie Robichon a causa di un problema al cambio, ha rimescolato nuovamente le carte. Toyota di de Vries e la Cadillac di Nato sono state costrette a effettuare una sosta d’emergenza sotto regime di neutralizzazione, mentre l’altra Toyota aveva già completato il proprio pit-stop poco prima.

Alla ripartenza l’olandese è rientrato ai box per effettuare il vero rifornimento, riuscendo comunque a conservare il comando della corsa. Alle sue spalle è risalita in seconda posizione la BMW M Hybrid V8 di Sheldon van der Linde, che ha approfittato della situazione per inserirsi nella lotta di vertice. Sébastien Buemi è salito in terza posizione ma, sfruttando gli pneumatici più freschi, potrebbe essere la variabile impazzita nel finale della 24 Ore di Le Mans 2026.

Più complicata la situazione della Cadillac, ora quarta con Will Stevens al volante e oltre 40 secondi di ritardo dalla vetta. Le Ferrari continuano invece una gara più anonima rispetto alle aspettative della vigilia. La migliore delle 499P è quella di AF Corse di Robert Kubica, risalita fino al quinto posto, mentre l’unica vettura ufficiali del Cavallino superstite è più attardata e ormai fuori dalla lotta per il successo assoluto. Anche Alpine e Aston Martin restano lontane dal vertice, mentre le Peugeot continuano a navigare nelle retrovie senza riuscire a inserirsi nella battaglia per le posizioni che contano.

Proprio in LMP2 si è assistito al colpo di scena delle ultime ore. Dopo essere stata protagonista per gran parte della gara e aver lottato costantemente per il successo di classe, la Oreca Gibson del Duqueine Team è stata tradita da un problema al freno anteriore sinistro. Richard Verschoor ha dovuto parcheggiare la vettura a bordo pista all’uscita della chicane Daytona, provocando la Full Course Yellow che ha cambiato gli equilibri anche nella classifica assoluta.

Con la Duqueine fuori gioco, la strada si è spalancata per Inter Europol Competition. La squadra polacca occupa ora le prime due posizioni della categoria grazie a Tom Dillmann che è riuscito a prendere il comando approfittando di una sosta più lunga della vettura gemella, consegnata da Reshad De Gérus a Nico Müller. Alle loro spalle continua la rimonta di Oliver Gray sulla Forestier Racing by Panis, ancora pienamente in corsa per un posto sul podio.

Nella sottoclasse ProAm resta saldamente al comando la CrowdStrike Racing by APR, ormai stabilmente inserita anche nella top-10 assoluta della LMP2. Alle sue spalle prosegue il confronto tra AF Corse e AO by TF, con quest’ultima salita in terza posizione nelle fasi finali.

Anche la LMGT3 continua a vivere una gara estremamente combattuta. La Corvette TF Sport, protagonista assoluta dalla notte, ha dovuto affrontare la pressione delle Aston Martin del team Heart of Racing e delle Lexus Akkodis ASP. Dopo aver temporaneamente perso la leadership in occasione delle soste, Jonny Edgar è riuscito a riportare la Corvette davanti a tutti, costruendo un margine di pochi secondi sulla Aston Martin Vantage GT3, ora affidata a Jonny Adam. Ancora più vicine le Lexus, che restano pienamente in corsa per il successo di categoria.

La corsa della Vantage del team Heart of Racing si è invece conclusa anzitempo proprio a causa del guasto al cambio che ha provocato l’ultima neutralizzazione. Stessa sorte per la BMW M4 GT3 del WRT numero 69, anch’essa costretta al ritiro per problemi alla trasmissione. Con due sole ore ancora da disputare, Toyota sembra avere l’inerzia dalla propria parte, ma a Le Mans nulla può essere dato per scontato fino all’ultimo passaggio sotto la bandiera a scacchi.

Domenica 14 giugno 2026, classifica parziale alle ore 14:00

1 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 347 giri
2 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 14"603
3 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 22"288
4 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 39"656
5 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'19"323
6 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 1'33"241
7 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'58"189
8 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
9 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 1 giro
10 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 2 giri
11 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3 giri
12 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
13 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 4 giri
14 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 9 giri
15 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 18 giri
16 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 18 giri
17 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 19 giri
18 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 19 giri
19 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 19 giri
20 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 20 giri
21 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 21 giri
22 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 21 giri
23 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 21 giri
24 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 22 giri
25 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 23 giri
26 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 23 giri
27 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 23 giri
28 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 24 giri
29 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 25 giri
30 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 25 giri
31 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 25 giri
32 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 34 giri
33 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 41 giri
34 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 42 giri
35 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 42 giri
36 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 42 giri
37 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 42 giri
38 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 42 giri
39 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 42 giri
40 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 43 giri
41 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 43 giri
42 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 43 giri
43 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 44 giri
44 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 45 giri
45 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 45 giri
46 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 46 giri
47 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 47 giri
48 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 47 giri
49 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 52 giri
50 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 75 giri

Ritirati
Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 307 giri
James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 291 giri
McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 291 giri
Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 284 giri
Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 263 giri
Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 254 giri
Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 244 giri
Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 218 giri
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
14 Giu [12:30]

Le Mans – Ore 12
Cadillac detta il passo davanti Toyota

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI

A poco meno di quattro ore dalla conclusione della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, la lotta per la vittoria assoluta è più aperta che mai. La seconda neutralizzazione della corsa, provocata da un violento incidente della Porsche 911 GT3 R del Manthey DK Engineering, ha infatti ricompattato il gruppo di testa e riaperto completamente i giochi tra Cadillac, Toyota e BMW.

L’episodio che ha cambiato il volto della gara si è verificato nelle prime fasi della 19ª ora. Ayhancan Güven, in quel momento quarto nella classe LMGT3, ha perso il controllo della sua Porsche all’uscita della Daytona Chicane. Dopo essere finito largo, il pilota turco ha colpito le barriere di pneumatici, con la vettura che si è letteralmente sollevata da terra prima di arrestarsi pesantemente danneggiata. Via radio Güven ha spiegato di aver accusato un problema allo sterzo poco prima dell’impatto. La direzione gara non ha avuto altra scelta se non schierare nuovamente la safety-car, la seconda dell’intera corsa.

La neutralizzazione ha avuto conseguenze immediate anche nella battaglia per il successo assoluto. Poco prima dell’incidente, Louis Delétraz aveva effettuato una sosta con la Cadillac V-Series.R LMDh del team Jota, lasciando momentaneamente il comando a Robin Frijns sulla BMW M Hybrid V8 LMDh del Team WRT. Alle spalle dell’olandese si sono ritrovate la Cadillac gemella guidata da Norman Nato e le Toyota TR010 Hybrid ufficiali, pronte ad approfittare di ogni occasione.

Durante il periodo di safety-car non sono mancati altri colpi di scena. La Ferrari 499P vincitrice dell’edizione 2024 ha definitivamente alzato bandiera bianca. Miguel Molina si è fermato a Tertre Rouge a causa di un problema elettronico che si è rivelato più grave del previsto. Lo spagnolo ha tentato più volte di riavviare il sistema della vettura, ma senza successo, sancendo così il ritiro della Hypercar di Maranello dopo una gara già costellata di difficoltà.

Problemi anche per Alpine. La A424 numero 36 è stata riportata in garage per risolvere un guasto alla batteria e alla barra antirollio anteriore. Le riparazioni hanno fatto perdere un giro alla vettura francese, oltre a diverse posizioni nella classifica generale, consentendo all’Aston Martin Valkyrie numero 007 di guadagnare terreno nella top-10.

La ripartenza è arrivata con poco meno di cinque ore ancora da disputare. Frijns ha cercato immediatamente di allungare sulla Cadillac di Nato, mentre Kamui Kobayashi e Ryo Hirakawa hanno mantenuto le Toyota in piena corsa per il successo. Tuttavia, la fase successiva delle soste ha nuovamente rimescolato le carte. Il pilota BMW ha commesso un piccolo errore all’ingresso della pit-lane, bloccando le ruote e attraversando la ghiaia della chicane. Un episodio che ha compromesso la sua strategia e consentito sia alla Cadillac che alle due Toyota di guadagnare terreno.

Al termine del ciclo dei rifornimenti è stato così Nato a ritrovarsi nuovamente al comando della corsa. Il francese guida con appena un secondo e mezzo di margine sulla Toyota di Hirakawa, mentre Kobayashi segue da vicino con la vettura gemella. Frijns è scivolato in quarta posizione, ma rimane pienamente in corsa grazie a un distacco ancora contenuto. Alle loro spalle prosegue la rincorsa delle Ferrari. La numero 51 affidata a James Calado occupa la quinta posizione davanti alla numero 83 AF Corse di Yifei Ye e all’Alpine. Più staccate l’Aston Martin numero 007 e la Cadillac del Wayne Taylor Racing, entrambe a un giro dalla vetta.

Anche nelle altre classi la situazione resta apertissima. In LMP2 continua il confronto serrato tra la Oreca 07 del Duqueine Team e le due vetture dell’Inter Europol Competition. Julien Andlauer conserva il comando con un margine minimo su Reshad De Gérus e Nick Yelloly, racchiusi in pochi secondi. Le tre vetture di testa stanno seguendo strategie praticamente identiche, rendendo ogni sosta e ogni doppiaggio potenzialmente decisivi nella corsa verso la vittoria di categoria.

Nella graduatoria ProAm, invece, Laurin Heinrich mantiene saldamente il controllo della situazione al volante della Oreca del CrowdStrike Racing by APR. Il tedesco può contare su un vantaggio di un giro nei confronti della AF Corse e della AO by TF.

Grande equilibrio anche in LMGT3. Nicky Catsburg continua a dettare il ritmo con la Corvette Z06 GT3.R del TF Sport. L’olandese è riuscito a costruire un piccolo margine nei confronti dell’Aston Martin Vantage del Heart of Racing Team, affidata a Eduardo Barrichello. Alle loro spalle si è inserita la Lexus RC F GT3 dell’Akkodis ASP Team guidata da Jack Hawksworth. Mentre l’altra Aston Martin del team americano è scivolata indietro dopo una sosta più lunga del previsto per il cambio pilota tra Mattia Drudi e Zacharie Robichon.

Domenica 14 giugno 2026, classifica parziale alle ore 12:00

1 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 315 giri
2 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 0"808
3 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1"345
4 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 11"464
5 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 36"062
6 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 45"788
7 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'23"313
8 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
9 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 1 giro
10 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 2 giri
11 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3 giri
12 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
13 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 4 giri
14 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 8 giri
15 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 16 giri
16 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 16 giri
17 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 17 giri
18 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 17 giri
19 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 17 giri
20 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 17 giri
21 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 18 giri
22 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 19 giri
23 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 19 giri
24 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 19 giri
25 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 20 giri
26 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 21 giri
27 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 21 giri
28 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 21 giri
29 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 22 giri
30 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 22 giri
31 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 23 giri
32 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 23 giri
33 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 32 giri
34 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 38 giri
35 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 38 giri
36 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 38 giri
37 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 38 giri
38 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 38 giri
39 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 38 giri
40 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 38 giri
41 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 38 giri
42 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 39 giri
43 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 39 giri
44 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 39 giri
45 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 39 giri
46 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 40 giri
47 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 41 giri
48 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 41 giri
49 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 42 giri
50 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 43 giri
51 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 43 giri
52 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 43 giri
53 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 48 giri

Ritirati
Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 263 giri
Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 254 giri
Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 244 giri
Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 218 giri
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
14 Giu [10:38]

Le Mans – Ore 10
BMW si rilancia e sfida Toyota e Cadillac

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI

A sei ore dalla conclusione della 24 Ore di Le Mans 2026 la corsa è più aperta che mai. Dopo aver dominato buona parte della notte, Cadillac ha visto sfumare la leadership a causa di una penalità che ha completamente rimescolato le carte nelle posizioni di vertice, consentendo alla BMW del Team WRT di presentarsi al comando nel momento decisivo della gara.

La svolta è arrivata allo scoccare della diciassettesima ora, quando Louis Delétraz, leader sulla Cadillac del team Jota, è stato costretto a scontare un drive through per un'infrazione commessa in Slow Zone. Una sanzione pesantissima che ha cancellato il margine accumulato fino a quel momento dalla vettura americana facendola precipitare alle spalle sia della Toyota che della BMW.

Brendon Hartley ha così ereditato la leadership con la TR010 Hybrid, ma la situazione è rimasta aperta. I differenti cicli di soste e le strategie adottate dai team nipponico hanno infatti continuato a modificare gli equilibri in testa. Sheldon Van der Linde, al volante della BMW M Hybrid V8 LMDh, ha sfruttato perfettamente la situazione restando incollato alla Toyota e approfittando di una sosta più rapida rispetto ai rivali giapponesi.

La corsa si è ulteriormente complicata per la Cadillac del Jota, costretta anche a un pit-stop supplementare per una breve sosta d'emergenza durante una Full Course Yellow. Nonostante tutto, Delétraz è riuscito a rimanere pienamente in lotta per la vittoria, riportandosi a ridosso della BMW e della Toyota.

Dopo aver superato nuovamente la Cadillac sfruttando il traffico nelle zone veloci del tracciato, Hartley ha iniziato a martellare sul passo, arrivando a stabilire il giro più veloce assoluto della corsa in 3'25"421. Sembrava il preludio a un nuovo assalto alla leadership, ma proprio nel momento migliore per Toyota è arrivato un imprevisto tecnico.

Durante la sosta, infatti, i meccanici sono stati costretti a intervenire sul freno anteriore sinistro. L'operazione, effettuata contestualmente al cambio pilota con Ryo Hirakawa salito in abitacolo, ha richiesto molto più tempo del previsto facendo precipitare la vettura giapponese fuori dal podio provvisorio. Un colpo pesante che ha riportato la BMW in una posizione di forza.

Così, entrando nell'ultima parte della gara, la classifica vede al comando la BMW di Van der Linde, René Rast e Robin Frijns. Alle sue spalle rimane incollata la Cadillac di Delétraz, Will Stevens e Norman Nato, mentre la Toyota con Kamui Kobayashi si è ritrovata virtualmente sul podio approfittando dei problemi della vettura gemella. Tuttavia i distacchi restano contenuti e tutto lascia pensare a un confronto diretto tra BMW, Cadillac e Toyota fino alla bandiera a scacchi.

Alle spalle dei primi continua la rimonta delle Ferrari. La migliore delle 499P resta la numero 51, stabilmente in quinta posizione, mentre la vettura di AF Corse ha recuperato terreno nel corso della mattinata portandosi alle spalle dell'Alpine. Più complicata invece la giornata della Cadillac del Wayne Taylor Racing affondata da una serie di penalità per infrazioni durante Full Course Yellow e Slow Zone.

La gara ha registrato anche nuovi ritiri nella classe Hypercar. Dopo i problemi al servosterzo che hanno definitivamente fermato la Cadillac del team Jota, anche la Genesis ha dovuto alzare bandiera bianca. Mathys Jaubert è finito fuori causa per via di un cedimento della sospensione anteriore destra dopo aver violentemente saltato un cordolo nella zona delle Esses della Foresta. Continua invece tra mille difficoltà la maratona dell’altra Genesis, rientrata in pista dopo una lunga sosta ai box per risolvere diversi problemi tecnici accumulati durante la notte.

In LMP2 resta saldamente davanti la Oreca del Duqueine Team. Doriane Pin continua a controllare la situazione nonostante una sosta rallentata da una corsia box particolarmente congestionata. Alle sue spalle si confermano le due vetture dell'Inter Europol Competition.

Nella classe LMGT3 la situazione sembra invece ormai ben definita. La Corvette Z06 GT3.R del TF Sport continua a dominare la categoria e dispone di un vantaggio superiore al minuto e mezzo sugli inseguitori. Mattia Drudi mantiene la Aston Martin Vantage GT3 della Heart of Racing in seconda posizione, mentre la Lexus RC F GT3 di Akkodis ASP resta saldamente terza. Tuttavia con sei ore ancora da disputare nulla può essere considerato definitivo.

Domenica 14 giugno 2026, classifica parziale alle ore 10:00

1 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 290 giri
2 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 58"679
3 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1'43"508
4 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1'59"160
5 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 2'52"250
6 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 4'16"314
7 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 5'57"372
8 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 1 giro
9 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1 giro
10 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
11 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3 giri
12 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
13 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 4 giri
14 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 8 giri
15 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 8 giri
16 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 15 giri
17 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 15 giri
18 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 16 giri
19 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 16 giri
20 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 16 giri
21 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 17 giri
22 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 17 giri
23 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 17 giri
24 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 18 giri
25 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 18 giri
26 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 18 giri
27 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 19 giri
28 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 19 giri
29 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 20 giri
30 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 21 giri
31 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 21 giri
32 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 22 giri
33 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 22 giri
34 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 23 giri
35 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 31 giri
36 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 35 giri
37 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 35 giri
38 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 35 giri
39 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 36 giri
40 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 36 giri
41 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 36 giri
42 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 36 giri
43 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 36 giri
44 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 36 giri
45 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 36 giri
46 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 36 giri
47 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 37 giri
48 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 37 giri
49 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 37 giri
50 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 38 giri
51 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 38 giri
52 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 39 giri
53 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 40 giri
54 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 41 giri
55 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 46 giri

Ritirati
Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 263 giri
Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 244 giri
Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 218 giri
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
14 Giu [8:23]

Le Mans – Ore 8
Cadillac resiste a Toyota

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI

L’alba ha ormai lasciato spazio a una limpida mattinata sul Circuit de la Sarthe, ma la 24 Ore di Le Mans continua a riservare colpi di scena quando mancano otto ore alla bandiera a scacchi. In testa alla corsa resta saldamente la Cadillac V-Series.R LMDh del team Jota, che continua a guidare la classifica assoluta grazie a una gara estremamente regolare. Will Stevens ha mantenuto il comando dopo l’ennesimo ciclo di soste, permettendo alla vettura americana di conservare un margine rassicurante sugli inseguitori.

Alle sue spalle si è però riportata con decisione la Toyota TR010 Hybrid. Sébastien Buemi ha firmato il nuovo giro più veloce della gara, diventando il primo pilota a scendere sotto il muro del 3’26”, prima di lasciare il volante a Brendon Hartley. La vettura giapponese ha approfittato di un pit-stop completo della BMW per risalire al secondo posto e ridurre il distacco dalla Cadillac a meno di un minuto, rilanciando le proprie ambizioni in vista della fase conclusiva della corsa.

La BMW M Hybrid V8 del WRT occupa ora la terza posizione con Sheldon van der Linde, ma è ancora in lizza per la vittoria considerando la diversa strategia adottata nelle ultime soste e gli pneumatici freschi. Dietro al trio di testa continua invece il confronto tra la Toyota e la Ferrari 499P. Nick de Vries e Antonio Giovinazzi hanno dato vita a una delle sfide più interessanti della mattinata, ritrovandosi più volte vicini sia in pista che in corsia box. Le due vetture hanno effettuato soste praticamente simultanee, rientrando in pista a pochi metri di distanza e mantenendo aperta la lotta per la quarta posizione.

La mattinata è stata caratterizzata anche da numerose neutralizzazioni. Una delle prime è arrivata quando Giuliano Alesi ha perso il controllo della Mercedes-AMG GT3 di Iron Lynx all’ultima curva, danneggiando le sospensioni e riuscendo a rientrare ai box soltanto dopo un lungo e difficoltoso giro. L’episodio ha generato una Slow Zone che ha avuto conseguenze importanti sulla classifica, con diverse vetture penalizzate per eccesso di velocità nel tratto neutralizzato, tra cui la Ferrari 499P di AF Corse e l’Aston Martin Vantage GT3 del team Heart of Racing.

Poco dopo una nuova Full Course Yellow è stata necessaria per rimuovere un dissuasore finito in traiettoria, mentre altre neutralizzazioni sono state provocate da uscite di pista nelle curve Porsche e da un incidente della Oreca 07 di AO by TF. Dane Cameron è finito nella ghiaia perdendo posizioni preziose nella categoria LMP2, dove l’equipaggio americano era in piena lotta per il podio della classe ProAm.

La notizia più importante delle ultime ore riguarda però la Cadillac numero 38 di Jota. Già rallentata per tutta la notte da persistenti problemi al servosterzo e scivolata a molti giri dai leader, la vettura affidata tra gli altri a Sebastien Bourdais è stata definitivamente costretta al ritiro. Dopo l’ennesimo passaggio ai box e una nuova escursione fuori pista causata dai problemi tecnici, il team ha deciso di interrompere la corsa della seconda Cadillac ufficiale. 

In LMP2 prosegue invece il dominio della Oreca del Duqueine Team. Richard Verschoor continua a controllare la situazione con oltre un minuto di vantaggio sulle due vetture del team Inter Europol Competition. Nella graduatoria ProAm resta invece davanti il prototipo di Crownstrike Racing by APR, mentre la Oreca di AF Corse ha dovuto scontare una penalità di cinque secondi durante una sosta per un unsafe release in pit-lane.

La situazione appare sempre più definita anche in LMGT3. La Corvette Z06 GT3.R del TF Sport sta disputando una gara praticamente perfetta. Dopo che Ben Keating ha completato nelle prime ore il tempo minimo di guida richiesto ai piloti Bronze, Jonny Edgar e Nicky Catsburg hanno preso in mano la situazione costruendo un vantaggio superiore ai tre minuti sulla concorrenza. Catsburg continua a dettare il ritmo davanti alla Lexus di Akkodis ASP, mentre l’Aston Martin Vantage GT3 di Heart of Racing occupa la terza posizione nonostante una penalità ricevuta durante la mattinata.

Domenica 14 giugno 2026, classifica parziale alle ore 08:00

1 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 258 giri
2 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 47"946
3 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 51"458
4 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 3'06"069
5 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 3'21"048
6 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 3'22"447
7 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1 giro
8 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 1 giro
9 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
10 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
11 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 2 giri
12 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3 giri
13 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
14 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
15 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 4 giri
16 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 5 giri
17 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 8 giri
18 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 14 giri
19 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 14 giri
20 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 14 giri
21 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 15 giri
22 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 15 giri
23 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 15 giri
24 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 15 giri
25 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 15 giri
26 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 16 giri
27 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 16 giri
28 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 17 giri
29 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 17 giri
30 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 18 giri
31 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 19 giri
32 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 19 giri
33 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 19 giri
34 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 19 giri
35 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 21 giri
36 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 28 giri
37 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 31 giri
38 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 32 giri
39 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 32 giri
40 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 32 giri
41 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 32 giri
42 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 32 giri
43 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 32 giri
44 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 32 giri
45 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 32 giri
46 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 32 giri
47 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 33 giri
48 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 33 giri
49 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 33 giri
50 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 33 giri
51 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 34 giri
52 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 34 giri
53 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 34 giri
54 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 34 giri
55 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 35 giri
56 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 35 giri
57 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 42 giri

Ritirati
Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 218 giri
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
14 Giu [6:29]

Le Mans – Ore 6
Cadillac risplende all’alba

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI

Alle prime luci dell’alba sul Circuit de La Sarthe, quando l’orologio segna le sei del mattino, la 24 Ore di Le Mans è entrata nella fase più intensa. Ora non serve fare più pretattica, ma bisogna solamente attaccare per quest’ultimo sprint verso il traguardo. Ci eravamo lasciati nel cuore della notte con una Cadillac al comando e ritroviamo la vettura americana sempre in cima alla graduatoria, anche se a cambiare è l’equipaggio con Louis Deletraz a fare l’andatura.

Facciamo un passo indietro quando allo scoccare delle 12 ore il team Cadillac Jota di si è ritrovata addirittura in posizione di forza con una doppietta provvisoria, prima che uno dei protagonisti assoluti della gara venisse colpito da un problema tecnico sulla sua V-Series.R LMDh.

A metà gara la Cadillac affidata a Louis Delétraz si era ritrovata al comando mentre la gemella, fino a quel momento leader effettiva della corsa, aveva appena effettuato la sosta con Sébastien Bourdais al volante. La strategia aveva premiato la vettura dello svizzero, capace di scavalcare la Toyota TR010 Hybrid durante la sequenza dei pit-stop. Alle spalle delle Cadillac rimanevano comunque pienamente in corsa la BMW M Hybrid V8 e la secondaToyota, con il gruppo dei primi racchiuso in pochi secondi e ancora tutto da decidere.

La situazione è però cambiata radicalmente nel corso della tredicesima ora. Una serie di penalità drive-through per eccesso di velocità durante una fase di Full Course Yellow ha colpito diversi protagonisti, compresa la Toyota e la Cadillac del Wayne Taylor Racing. La sanzione ha complicato soprattutto la gara di Sébastien Buemi, Ryō Hirakawa e Brendon Hartley, costretti a perdere terreno prezioso nella rincorsa alla leadership.

Ma il colpo di scena più importante è arrivato poco dopo. La Cadillac di Bourdais, che per gran parte della notte aveva guidato la corsa, si è fermata ai box. I tecnici della Jota hanno immediatamente iniziato a smontare la parte anteriore della vettura per individuare la causa del problema, successivamente identificato nel sistema di servosterzo. La vettura è stata riportata in garage e il lungo intervento ha cancellato ogni possibilità di vittoria. Quando è riuscita a tornare in pista, la Cadillac accusava già sette giri di ritardo.

A beneficiare della situazione è stata la Cadillac di Alex Lynn, Norman Nato e Delétraz, rimasta saldamente al comando della gara. Alle sue spalle si è portata la BMW del Team WRT, mentre la Toyota del terzetto Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries è salita fino alla terza posizione. La Ferrari 499P di Alessandro Pier Guidi, Antonio Fuoco e James Calado si è mantenuta nelle immediate vicinanze del podio virtuale, mentre l’altra Toyota ha dovuto limitare i danni dopo la penalità.

Con l’arrivo delle prime luci del giorno la situazione in testa si è ulteriormente consolidata. Dopo 14 ore di gara la Cadillac ha continuato a guidare il gruppo. Robin Frijns, sulla BMW, ha inizialmente ridotto il margine a poco più di un secondo e mezzo, ma nel corso dell’ora successiva il vantaggio della Cadillac è tornato a superare i dieci secondi. Alle loro spalle Buemi ha mantenuto la terza posizione a meno di un minuto dalla vetta lasciando ancora aperta la lotta per il successo finale.

La notte è stata particolarmente difficile anche per Genesis. La GMR-001 numero 19, già protagonista di alcuni problemi elettronici nelle ore precedenti, si è nuovamente fermata in pista nella zona delle Esses. Dopo essere riuscita a ripartire, la vettura ha accusato ulteriori inconvenienti durante una sosta ai box, rimanendo ferma per circa sette minuti e precipitando a quattro giri dai leader. 

Nella classe LMP2 la battaglia è rimasta serrata tra il Duqueine Team e l’Inter Europol Competition. Durante la dodicesima ora Doriane Pin aveva riportato al comando l’Oreca 07 Gibson approfittando della sosta del team Inter Europol. Successivamente Bijoy Garg ha nuovamente preso in mano la situazione per la squadra polacca, costruendo un vantaggio di circa sedici secondi su Julien Andlauer. Con l’arrivo dell’alba, però, la leadership è tornata nelle mani della Duqueine, capace di prevalere nella sequenza dei pit-stop. In terza posizione si è confermata l’altra Inter Europol, affidata prima a Tom Dillmann e poi a Nick Yelloly.

Tra le LMP2 ProAm ha continuato invece la propria marcia la CrowdStrike Racing by APR. Laurin Heinrich ha consolidato un vantaggio superiore al minuto sulla TDS Racing di Kevin Estre, mentre la AF Corse è salita fino alla terza posizione con Ben Barnicoat al volante.

Anche la LMGT3 ha vissuto continui cambi in vetta legati alle differenti strategie. Nella dodicesima ora la Corvette Z06 GT3.R del TF Sport, con Nicky Catsburg, era riuscita a portarsi davanti a tutti, seguita dalla Ferrari 296 GT3 del Kessel Racing e dall’Aston Martin Vantage GT3 del team Heart of Racing. Poco più tardi è stata proprio la squadra americana a prendere il comando grazie a Mattia Drudi, che ha accumulato un vantaggio significativo sulla vettura gemella.

Successivamente le soste hanno riportato davanti la Corvette del TF Sport, che all’alba conservava la leadership della categoria, mentre Ian James e Dustin Blattner completavano le prime posizioni con le Aston Martin e Ferrari impegnate nella lotta per il podio.

Tra gli episodi da segnalare nel corso della notte figurano anche due Full Course Yellow. La prima è stata causata dall’uscita di pista di Enzo Trulli ad Arnage con l’Oreca di Algarve Pro Racing, mentre la seconda è arrivata dopo lo stop della Genesis lungo il tratto che conduce a Indianapolis. In LMGT3, invece, la Mercedes-AMG GT3 di Iron Lynx è stata costretta al ritiro in seguito ai danni al motore provocati dal taglio di una chicane, lasciando in gara una sola vettura della squadra italiana.

Domenica 14 giugno 2026, classifica parziale alle ore 06:00

1 - Delétraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 226 giri
2 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 14"496
3 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 48"283
4 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 1'56"374
5 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 2'38"554
6 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 2'39"370
7 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 2'46"957
8 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 3'04"280
9 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 3'05"679
10 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
11 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
12 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 2 giri
13 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
14 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
15 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 3 giri
16 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 5 giri
17 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF Corse - 8 giri
18 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 Gibson) - Duqueine - 12 giri
19 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 12 giri
20 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 Gibson) - Inter Europol - 12 giri
21 - Rousset-Masson-Gray (Oreca 07 Gibson) - Forestier Panis - 13 giri
22 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 Gibson) - Vector - 13 giri
23 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 Gibson) - Proton - 13 giri
24 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 Gibson) - CLX - 13 giri
25 - Lindh-Saucy-Jensen (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 13 giri
26 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 Gibson) - Nielsen - 13 giri
27 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 Gibson) - IDEC - 13 giri
28 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 Gibson) - APR - 14 giri
29 - Lutke-Beche-Estre (Oreca 07 Gibson) - TDS - 14 giri
30 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 Gibson) - AO by TF - 14 giri
31 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 Gibson) - AF Corse - 15 giri
32 - Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 16 giri
33 - H.Felbermayr-H.Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 Gibson) - Proton - 16 giri
34 - Jensen-Trulli-Hughes (Oreca 07 Gibson) - APR - 16 giri
35 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 Gibson) - RD Limited - 17 giri
36 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 Gibson) - United Autosports - 18 giri
37 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 Gibson) - DKR - 25 giri
38 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 28 giri
39 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 28 giri
40 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 28 giri
41 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 28 giri
42 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3.R) - TF Sport - 28 giri
43 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 28 giri
44 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 28 giri
45 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Team Qatar by Iron Lynx - 28 giri
46 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 28 giri
47 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Kessel - 28 giri
48 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - Richard Mille AF Corse - 28 giri
49 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 28 giri
50 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 28 giri
51 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3.R) - Turkey by TF - 28 giri
52 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3 Evo) - WRT - 29 giri
53 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 29 giri
54 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 29 giri
55 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - Racing Spirit of Léman - 29 giri
56 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3 Evo) - Garage 59 - 30 giri
57 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 30 giri
58 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 R LMGT3) - Manthey - 31 giri

Ritirati
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 153 giri
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3 Evo) - AF Corse - 110 giri
Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 65 giri
Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3.R) - 13 Autosport - 61 giri
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