formula 1

Verstappen ha ritrovato il podio,
conclusa la mini crisi della Honda

Massimo Costa - XPB Images

Il Gran Premio di Russia per la Red Bull-Honda poteva essere un pun...

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Mondiale Rally

Evans rimane calmo
"Il mio approccio non cambia"

Mattia Tremolada

Nonostante sia tornato in testa al mondiale con soli due appuntamenti al termine della ...

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29 Set [15:07]

Verstappen ha ritrovato il podio,
conclusa la mini crisi della Honda

Massimo Costa - XPB Images

Il Gran Premio di Russia per la Red Bull-Honda poteva essere un punto di non ritorno. L'apertura di una crisi, di una frattura, con la Honda dopo i guai tecnici che avevano fermato Max Verstappen a Monza e al Mugello. Un terzo ritiro, consecutivo, non sarebbe stato ben digerito dal pilota olandese e dalla stessa Red Bull. Invece, come detto dai responsabili tecnici della Honda alla viglia di Sochi, i problemi sono stati individuati e risolti. Il weekend sul Mar Nero lo ha ampiamente dimostrato. Verstappen non è stato particolarmente brillante nelle prove libere, ma in qualifica ha messo a segno il secondo tempo, un gran colpo, scavalcando addirittura la Mercedes di Valtteri Bottas e aggiudicandosi la prima fila. Non gli capitava dai primi due Gran Premi al Red Bull Ring. Il divario da Lewis Hamilton però, poleman incontrastato, è stato ampio, mezzo secondo.

Verstappen però, gioiva comunque per la ritrovata competitività e perché lungo quel rettifilo che porta alla staccata violenta della curva 2, poteva tentare di prendere la scia della Mercedes del campione del mondo e giocargli uno scherzetto. Quanto meno per un giro. Invece, a fregarlo è stato Valtteri Bottas partito finalmente alla perfezione dalla seconda fila, e togliendogli la scia di Hamilton, che si è preso lui. Verstappen poi, la curva 2 neanche l’ha percorsa perché ha visto la Renault minacciosa di Daniel Ricciardo al suo fianco, è arrivato leggermente lungo e si è infilato nella via di fuga. Sistemate le cose con la Renault, Verstappen ha capito ben presto che si prospettava l’ennesima gara alle spalle delle due Mercedes. Non restava che aspettare quel che offriva la sorte per sperare in qualcosa di più, e ci ha pensato Hamilton a prendersi una penalità che lo ha estromesso dalle prime due posizioni.

Verstappen ha ringraziato e senza colpo ferire si è trovato dietro al leader Bottas. Di solito, l’olandese è sempre stato un vero disturbo piscologico per il finlandese, ma a Sochi il numero due della Mercedes, una volta che non ha più visto nei paraggi Hamilton, si è calato nel ruolo del numero uno ed ha trovato una inaspettata forza interiore. Giri veloci, nessun errore, perfetto controllo della corsa. Verstappen stupito si è adeguato e si è messo lì in attesa di ulteriori eventi, che non si sono presentati. Semmai, a fargli venire qualche dubbio era l’affidabilità della sua power unit che, come detto, nelle due gare italiane lo aveva mollato come una fidanzata stufa di… avere un compagno che trascorre il tempo alla playstation. Invece, tutto è funzionato a dovere questa volta Verstappen su dieci gare disputate ne ha terminate sette e tutte le volte ha centrato il podio: due terzi posti, quattro secondi, un primo.  

29 Set [13:58]

Giovinazzi, a Sochi una prestazione
che può valere la conferma per il 2021

Massimo Costa - XPB Images

Lui nelle difficoltà ci sguazza da sempre e ne esce sempre a testa alta. Serviva una gara speciale per dimenticare il terribile incidente del Mugello avvenuto nella fase di ripartenza dalla safety-car nei primissimi giri del GP della Toscana. E per mettere a tacere le voci su un suo futuro fuori dalla F1. Antonio Giovinazzi è uno specialista in questo: lo scorso anno, dopo l’uscita di pista negli ultimi chilometri del GP del Belgio che tanto aveva fatto arrabbiare il team per i punti gettati, il pilota italiano ebbe una rapidissima reazione nel GP seguente, a Monza, classificandosi brillantemente al nono posto. Benché questa volta Giovinazzi non avesse alcuna colpa per quanto concerne il brutto crash del Mugello, ha saputo comunque reagire, anche psicologicamente, disputando a Sochi una corsa bellissima che lo ha visto piazzarsi undicesimo, a un passo dalla zona punti. E con questa Alfa Romeo-Ferrari non certo competitiva, per di più partendo diciassettesimo, l’impresa è stata notevole.

Giovinazzi ha compiuto bellissimi sorpassi, in particolare quello nel finale su Kevin Magnussen, nella lunga curva a sinistra, la numero 3, che poche ore prima aveva visto protagonista di un violento incidente il connazionale Luca Ghiotto. Una manovra coraggiosa, perentoria, quella di Antonio sul danese del team Haas, e poco prima anche il sorpasso su Romain Grosjean era stato degno di nota. Insomma, Giovinazzi è in piena forma e soltanto una monoposto che fatica a emergere non gli permette di potersi esprimere come saprebbe fare, su questo non ci sono dubbi. Eppure, non passa giorno che non venga ipotizzato l’arrivo al suo posto di Mick Schumacher, attuale leader del campionato F2 e che già nel primo turno libero del prossimo GP di Germania in programma il fine settimana dell’11 ottobre, guiderà la C39 di Antonio o di Kimi Raikkonen.

Il tedesco figlio d’arte è pilota del Ferrari Driver Academy e appare logico che un suo probabile arrivo nel Mondiale sia con una squadra che dispone delle power unit del costruttore di Maranello, dunque Alfa Romeo o Haas, con quest'ultima che nelle ultime ore ha visto aumentare le chance di avere Mick e anche Sergio Perez. Ma è certamente singolare che la spinta per il tedesco Schumacher verso il sedile attualmente di Giovinazzi, da settimane sia arrivata proprio dall’Italia. Tutto è in divenire nel team Alfa Romeo, il team principal Frederic Vasseur non ha nascosto che privarsi di Raikkonen, splendido al Mugello e anche a Sochi fino al pit-stop ritardato all’impossibile ha corso da campione, sarebbe problematico perché di piloti così esperti e rapidi in giro non ve ne sono.

Nessuna parola su Giovinazzi, ma è fuori discussione che con questa C39 così claudicante, giudicare un pilota è pressoché impossibile e se guardiamo alle statistiche, Antonio ha recuperato 2 punti fino ad ora, gli stessi di Raikkonen. L’Alfa Romeo (ma si chiamerà ancora così nel 2021 o tornerà il nome Sauber?) farà le proprie valutazioni, ma una cosa è certa: la gara di Sochi ci ha offerto un Giovinazzi e un Raikkonen in ottima forma, dunque perché spezzare questo binomio, sempre che non sia poi il finlandese a decidere di ritirarsi?

28 Set [19:21]

Ferrari, a Sochi qualche progresso:
il sesto posto di Leclerc è un segnale

Jacopo Rubino

Doveva essere un weekend in difesa, e lo è stato, ma la Ferrari ha salutato Sochi con un risultato migliore del previsto: il sesto posto di Charles Leclerc. "Era il massimo che potevamo ottenere", ha sottolineato il monegasco, che ha definito il suo ritmo "davvero niente male". È una piccola iniezione di fiducia, dopo il trittico Spa-Monza-Mugello che si è rivelato davvero impegnativo e ha fatto scivolare il Cavallino al sesto posto nel Mondiale Costruttori. Dove per ora resta, ma con qualche consapevolezza in più.

"Avevamo portato qui alcuni piccoli aggiornamenti aerodinamici. Niente di trascendentale in termini di prestazione, ma un passo nella giusta direzione di sviluppo", ha infatti ricordato il team principal Mattia Binotto. "In un campionato in cui i rapporti di forza a centro gruppo sono molto ravvicinati, basta poco per progredire. Dobbiamo continuare in questa direzione". Al Nurburgring, fra due settimane, dovrebbero arrivare ulteriori novità.

Va detto che a Leclerc, decimo in griglia, non è mancato un pizzico di fortuna: il suo Gran Premio di Russia poteva terminare anche subito, visto il contatto al primo giro con Lance Stroll in cui il canadese è andato ko. La sospensione anteriore sinistra della SF1000, invece, ha resistito. E i commissari, per il disappunto dell'alfiere Racing Point, hanno ritenuto di non applicare sanzioni.

"Da quel momento la mia performance è stata buona", ha spiegato Charles. "Nel primo stint sono stato competitivo con le gomme medie, sono riuscito a farle durare a lungo. Mi sono concentrato molto su questo, perché nelle simulazioni del venerdì avevamo notato del degrado. Ero frustrato per la qualifica, ma anche scattando più avanti non avremmo fatto più di così".

A mani vuote Sebastian Vettel, tredicesimo e invischiato nella lotta a metà gruppo. "Ho fatto il massimo ma non sono riuscito ad essere abbastanza veloce", ha ammesso il tedesco. "La mia partenza, dal lato sporco, non è stata delle migliori e così non mi sono potuto avvantaggiare degli incidenti e dei problemi altrui. Quando siamo ripatiti dopo la safety-car mi sono ritrovato nel traffico e ho fatto fatica a rimanere vicino alle vetture davanti a me". Una corsa difficile, anzi, "noiosa" come lui stesso l'ha definita.

28 Set [15:40]

Hamilton e la penalità mal digerita:
ma era giusta, nonostante le accuse

Jacopo Rubino - XPB Images

"Stanno cercando di fermarmi", ha sostenuto a caldo Lewis Hamilton, dominatore di quest'epoca della Formula 1, ma se ha perso il Gran Premio di Russia deve soprattutto prendersela con se stesso. O al massimo con il suo team, comunque non con la FIA: la penalità di 5+5 secondi per le due prove di partenza effettuate nel pre-gara in zona vietata è sembrata come qualcosa di scontato, avendo creato una potenziale situazione di pericolo. Eppure il britannico fatica ad accettare il verdetto: troppo abituato a vincere, non sa più digerire le sconfitte? Forse è il segreto della sua incredibile carriera, ma in verità non è la prima volta che in carriera adotta l'atteggiamento di presunta vittima del sistema.

"Credo che ogni volta che un team sia davanti si ritrova sotto osservazione. Tutto sulla nostra macchina viene controllato e ricontrollato, stanno cambiando le regole come quella sui motori (si riferisce alla mappatura unica, ndr), un sacco di cose per rendere le gare più eccitanti", ha affermato il portacolori della Mercedes. "Ma va bene così, ho già affrontato delle avversità. Andremo avanti a testa bassa e continueremo a lottare, cercando di fare un lavoro ancora migliore".

Il campione in carica se la prende con i commissari, fa intendere che la FIA voglia ostacolare lui, e la sua squadra, per mettere maggior pepe in pista. Michael Masi, direttore di gara, ha però voluto spazzare ogni accusa: "Se Lewis vuole discutere di qualcosa, come ho detto più volte a tutti i piloti, la porta è sempre aperta. Ma dalla nostra prospettiva, noi siamo il legislatore sportivo, i commissari giudicano con la loro indipendenza. Se c'è un'infrazione non importa che sia Lewis Hamilton o uno degli altri 19, le violazioni sono valutate nel merito".

"Penso che nessuno abbia avuto delle penalità di 5 secondi per qualcosa di tanto ridicolo. Non ho messo nessuno a rischio, l'ho fatto milioni di volte in passato e nessuno ha questionato", ha insistito Hamilton. Anche su questo aspetto Masi ha chiarito: "La zona per le prove di partenza dipende dal circuito ed è illustrata nelle note alla vigilia. Negli altri eventi Lewis ha sempre rispettato le richieste, così come il resto dei piloti. Scegliamo l'area per la sicurezza e perché tutti possano vedere quel che accade".

E poi la Federazione è decisamente venuta incontro all'inglese, "restituendogli" dopo qualche ora i 2 punti sulla patente che inizialmente gli erano stati tolti. La sanzione si è convertita in una multa di 25 mila euro per la Mercedes, con il muretto ritenuto responsabile di aver fornito le indicazioni errate. "Il pilota della macchina numero 44 ha ricevuto un'istruzione di effettuare le prove di partenza nella zona sbagliata, si legge nella rettifica. "Gli stewards lo confermano dopo aver ascoltato l'audio fra team e pilota".

La posta in palio era alta, perché rimediando altri 2 punti di penalità in uno dei prossimi quattro GP (Eifel, Portogallo, Emilia Romagna e Turchia) per Lewis sarebbe scattata l'esclusione automatica dall'evento successivo: accade accumulando 12 punti in 12 mesi. Solo dopo la tappa di Istanbul decadranno i 2 punti rimediati nel 2019 in Brasile per il contatto con Alex Albon, ripulendo un po' la "fedina".

Valtteri Bottas, andato a vincere a Sochi, avrebbe avuto un'occasione incredibile per riaprire i giochi iridati. Per adesso, invece, è soltanto stata rinviata la 91esima vittoria di Hamilton, quella con cui raggiungerà Michael Schumacher in cima alla classifica di tutti i tempi.

27 Set [16:45]

Il rischio del pubblico a Sochi:
poche mascherine e zero distanziamento

Massimo Costa

Gli organizzatori del Gran Premio di Sochi, in Russia, erano stati chiari fin dall’inizio con Liberty Media: noi una gara di F1 senza pubblico non la vogliamo se non ci permettete di far entrare il pubblico. I padroni della F1 hanno abbozzato aspettando di vedere come si evolveva la situazione Covid-19. Considerando che i numeri Coronavirus provenienti dalla Russia sono stati sempre poco chiari e pure contestati dagli esperti virologi locali, Liberty Media ha lasciato fare agli organizzatori e al Governo nazionale.

Alla fine, è stato permesso di accogliere ben 30.000 spettatori per ognuna delle tre giornate del weekend F1. Dunque, un totale di 90.000. Ma in realtà, il pienone c’è stato soltanto la domenica per il Gran Premio. Ed è stato un bel vedere, senza dubbio, un segnale di un ritorno alla normalità che in realtà non c’è, perché in tutta Europa la situazione Covid-19 è preoccupante e, per esempio, nessun Paese ha pensato di permettere nel mondo del calcio un così alto numero di tifosi (i 30mila di Sochi) sulle tribune. La sensazione è che la Russia dittatoriale abbia preso l'occasione per mostrare al mondo che a casa loro il Covid-19 non esiste...

In F1, ad aprire al pubblico per la prima volta nel 2020 era stato il Mugello, ma con 3.000 persone ammesse e con l’obbligo dell’uso della mascherina e relativo distanziamento in tribuna tra i diversi nuclei famigliari. In Russia, di mascherine se ne sono viste pochissime e nella tribuna centrale così come in quella della curva 2, il distanziamento non è proprio esistito, tutti vicini come niente fosse. Il pubblico potrà entrare anche al prossimo GP di Germania al Nurburgring, non più di 20.000 spettatori, mentre anche per Imola la Regione Emilia Romagna permetterà non più di 13.147 spettatori.

27 Set [15:33]

Hamilton, errore inspiegabile,
Bottas e Verstappen ringraziano

Massimo Costa

Era tutto pronto per festeggiare la 91esima vittoria di Lewis Hamilton nel Mondiale F1, tante quanto Michael Schumacher, al comando della classifica di chi ha raccolto più successi in carriera. Un numero che pareva inavvicinabile per sempre quello dello sfortunato sette volte iridato tedesco. E invece, Hamilton è ad un passo non solo per eguagliarlo, ma anche per superarlo, divenendo così il recordman assoluto della F1 per quanto riguarda vittorie e pole. Ma il pilota della Mercedes si è fregato con le sue mani compiendo per due volte una manovra incomprensibile: nei giri pre griglia, Hamilton per provare le partenze anziché fermarsi a fine pit-lane nell'apposito spazio permesso per questo tipo di prove, sulla destra della corsia, è andato ben oltre, praticamente in pista, e lì si è posto per simulare il via.

Inevitabile quindi la penalità, doppia, 5 + 5 secondi. Una leggerezza, quella di Lewis, che è difficile da comprendere considerando che su ogni pista del calendario iridato, da anni e anni, vige la regola sopra citata. Eppure, è accaduto e così Hamilton che pareva lanciato verso la vittoria, in occasione del pit-stop ha pagato i 10 secondi di penalità lasciando libero a Valtteri Bottas il sentiero verso la bandiera a scacchi. Il finlandese, già al via si era fatto minaccioso dalla seconda fila, superando Max Verstappen e tentando il sorpasso all'esterno della curva 2 ad Hamilton. Manovra non riuscita. Bottas, dopo la penalità al compagno di squadra che si è piazzato terzo, ha corso... alla Hamilton. Giri veloci, passo sicuro, nessun errore, sbloccandosi psicologicamente e il Bottas remissivo che abbiamo visto negli ultimi Gran Premi non pareva certo quello visto a Sochi.

Per il finlandese per cui il due volte iridato F1 Mika Hakkinen ha grande ammirazione, è arrivata la nona vittoria in carriera, la seconda a Sochi dopo quella del 2017, ed ha rosicchiato 10 punti a sua Maestà. Che conduce sempre la graduatoria generale, forte di 205 punti mentre lui ne ha 161. Il divario è di 44 punti e con sette gare ancora da disputare, possiamo dire che il discorso titolo è ancora aperto. Lewis, raggiunta la terza posizione, ha provato ad andare a prendere Verstappen, ma si è presto arreso.

Per l'olandese e la Red Bull-Honda un secondo posto importante che cancella gli ultimi due ritiri avvenuti a Monza e al Mugello. Un po' d'aria fresca insomma, perché si temeva veramente un inizio di crisi dei motori Honda. Verstappen su dieci gare ha visto l'arrivo sette volte e sempre sul podio. Notevole. Gran quarto posto per la Racing Point-Mercedes grazie a Sergio Perez. Una prova maestosa la sua, tutta di attacco, con ottimi sorpassi. Il messicano ha confermato una volta di più che non può rimanere a piedi dopo il sacrificio del team di Lawrence Stroll per permettere l'arrivo di Sebastian Vettel, sarebbe uno spreco folle da parte della F1. Haas e Alfa Romeo ci pensino bene. Con i 12 punti acquisiti, la Racing Point si è portata a 2 punti dalla McLaren, terza nella classifica costruttori e a secco a Sochi.

Lando Norris ha infatti concluso 15esimo, ma non è mai stato tra i protagonisti mentre Carlos Sainz si è autoeliminato dopo il via quando per rientrare in pista dal taglio della curva 2, ha clamorosamente colpito il muretto. In grande risalita la Renault, quinta con Daniel Ricciardo, molto pimpante, e settima con Esteban Ocon, calato nella seconda parte della gara. Sono comunque 16 punti pesanti per il costruttore francese, rientrato a pieno titolo nella battaglia per la terza posizione avendo 99 punti contro i 106 della McLaren.

Positiva la sesta posizione della Ferrari, con un Charles Leclerc graziato dalla direzione gara dopo aver eliminato al 1° giro Lance Stroll. Sempre nella top 10, il monegasco ha corso bene e la SF1000 questa volta non ha completamente deluso, seppur abbia concluso a oltre un minuto da Bottas. Fuori dai punti Sebastian Vettel, tredicesimo e condizionato dalla posizione di partenza (settima fila) dopo l'incidente della qualifica. Bene le due Alpha Tauri-Honda, ottava con Daniil Kvyat e nona con Pierre Gasly. L'ultimo punto è andato ad Alexander Albon con la Red Bull-Honda, partito quindicesimo dopo la penalità per la sostituzione del cambio. Gara gagliarda per Antonio Giovinazzi, undicesimo, e Kevin Magnussen, dodicesimo.

Domenica 27 settembre 2020, gara

1 - Valtteri Bottas (Mercedes) - 53 giri
2 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 7"729
3 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 22"729
4 - Sergio Perez (Racing Point-Mercedes) - 30"558
5 - Daniel Ricciardo (Renault) - 52"065
6 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'02"186
7 - Esteban Ocon (Renault) - 1'08"006
8 - Daniil Kvyat (Alpha Tauri-Honda) - 1'08"740
9 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1'29"766
10 - Alexander Albon (Red Bull-Honda) - 1'37"860
11 - Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo-Ferrari) - 1 giro
12 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro
13 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 1 giro
14 - Kimi Raikkonen (Alfa Romeo-Ferrari) - 1 giro
15 - Lando Norris (McLaren-Renault) - 1 giro
16 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 1 giro
17 - Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1 giro
18 - George Russell (Williams-Mercedes) - 1 giro

Ritirati
Carlos Sainz
Lance Stroll

Il campionato piloti
1.Hamilton 205; 2.Bottas 161; 3.Verstappen 128; 4.Norris 65; 5.Albon 64; 6.Ricciardo 63; 7.Leclerc, Stroll 57; 9.Perez 56; 10.Gasly 45; 11.Sainz 41; 12.Ocon 36; 13.Vettel 17; 14.Kvyat 14; 15.Hulkenberg 6; 16.Raikkonen, Giovinazzi 2; 18.Magnussen 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 366; 2.Red Bull-Honda 192; 3.McLaren-Renault 106; 4.Racing Point-Mercedes 104; 5.Renault 99; 6.Ferrari 74; 7.Alpha Tauri 59; 8.Alfa Romeo-Ferrari 4; 9.Haas-Ferrari 1.

27 Set [14:51]

Sochi - La cronaca
Bottas beffa Hamilton penalizzato

Finale - Bottas vince a Sochi il GP di Russia davanti a Verstappen Hamilton Perez Ricciardo Leclerc Ocon Kvyat Gasly Albon, questi i piloti a punti. A seguire Giovinazzi Magnussen Vettel Raikkonen Norris Latifi Grosjean Russell.

51° giro - Bottas fa l'Hamilton e segna il giro più veloce a un passo dalla vittoria

Tre giri al termine, Vettel è doppiato da Bottas ed è in scia a Magnussen, 12esimo

49° giro - Bottas ha alzato il ritmo, Verstappen si è portato a 7" da lui mentre Hamilton si è arreso e sembra accontentarsi del terzo posto. Intanto Giovinazzi è risalito undicesimo dopo un gran sorpasso a Magnussen

Gasly supera sia Albon sia Norris, che poi commette un errore e cede ad Albon. Norris al giro 48 va ai box per cambiare le gomme

Bella battaglia per il decimo posto tra Norris Albon e Gasly

Riprende la gara con Bottas + 11"3 Verstappen + 20"8 Hamilton + 29"6 Perez + 42"6 Ricciardo + 50"8 Leclerc + 57"5 Ocon + 58"4 Kvyat poi Norris Albon Gasly Magnussen Giovinazzi Vettel Raikkonen Latifi Russell Grosjean

43° giro - Gasly gioca la carta del secondo pit-stop, ma la mossa del team Alpha Tauri non sembra aver pagato e il francese viene superato da Albon

42° giro - Virtual safety-car per permettere ai commissari di ripristinare i segnali in pista travolti da Grosjean dopo aver tagliato la curva 2

41° giro - Vettel supera alla prima staccata Grosjean, il pilota della Haas colpisce la ruota posteriore sinistra della Ferrari del tedesco

40° giro - Bel sorpasso di Giovinazzi su Grosjean, l'italiano è ora 13°

39° giro - Albon si sbarazza prima di Giovinazzi poi di Grosjean e sale 12°

Giovinazzi è 13esimo ed è in lotta con Grosjean, ma deve guardarsi da Albon che lo ha raggiunto

36° giro - Pit-stop per Raikkonen, ultimo a fermarsi per il primo cambio gomme

35° giro - Bottas segna un altro giro più veloce ed ha 13"7 su Verstappen e 23"8 su Hamilton

31° giro - Bottas + 12"6 Verstappen + 21"6 Hamilton + 27"0 Perez + 37"8 Ricciardo + 40"7 Leclerc + 44"3 Ocon + 46"7 Kvyat + 51"0 Raikkonen + 51"7 Gasly poi Norris Magnussen Grosjean Giovinazzi Albon Vettel Latifi Russell

30° giro - Pit-stop per Vettel che rientra 16esimo

30° giro - Pit-stop per Kvyat, mancano ancora al primo cambio gomme Vettel e Raikkonen

28° giro - Pit-stop per Leclerc che riparte con le gomme dure e torna in pista davanti ad Ocon

27° giro - Dopo una strenua resistenza, Vettel cede a Ricciardo, che però viene penalizzato di 5" per track limits nel sorpasso ad Ocon

Verstappen supera Kvyat e sale in terza posizione, davanti a lui Leclerc a 3"2 mentre Vettel stoicamente resiste alle due Renault

26° giro - Pit-stop per Bottas, anche lui riparte con le dure e mantiene la prima posizione

25° giro - Pit-stop per Verstappen che utilizza gomme dure e rientra in pista dietro a Kvyat, ora terzo

24° giro - Scambio di posizioni in casa Renault con Ocon che lascia passare Ricciardo più veloce

22° giro - Bottas + 7"4 Verstappen + 27"7 Leclerc + 30"6 Kvyat + 39"7 Hamilton + 42"9 Perez + 47"5 Vettel + 48"6 Ocon + 50"0 Ricciardo + 53"8 Raikkonen

I primi quattro, Bottas Verstappen Leclerc Kvyat non hanno ancora cambiato le gomme come Vettel

21° giro - Bottas segna il giro più veloce, ha la grande occasione di poter vincere il GP dopo la penalità ad Hamilton, ora quinto

20° giro - Pit-stop per Perez, Leclerc sale terzo mentre Vettel è settimo inseguito da Ocon

19° giro - Pit-stop per Magnussen che riparte con le Pirelli dure intanto Ricciardo supera Raikkonen per il nono posto

19° giro - Bottas Verstappen Perez Leclerc Kvyat Magnussen Hamilton Vettel Ocon Raikkonen Ricciardo Albon Gasly Norris Grosjean Giovinazzi Latifi Russell

18° giro - Pit-stop per Gasly e Ocon che rientrano in pista con gomme dure

17° giro - Bottas comanda con 4"2 su Verstappen, pit-stop per Grosjean (dure) Russell (medie) Latifi (dure) Giovinazzi (dure)

16° giro - Pit stop per Hamilton che riparte, dopo aver scontato la penalità, con gomme dure

15° giro - Pit stop per Ricciardo che monta gomme dure

Bel sorpasso di Perez su Ricciardo mentre erano in lotta per la quinta posizione

Posizione congelate davanti mentre dietro Albon e Norris hanno superato Russell

Hamilton si è lamentato via radio per la penalità presa, sicuramente eccessiva considerando poi che Leclerc ha eliminato Stroll e nulla gli è stato contestato

10° giro - Hamilton + 1"7 Bottas + 2"8 Verstappen + 4"8 Ocon + 5"6 Ricciardo + 6"5 Perez poi Gasly Leclerc Magnussen Kvyat Grosjean Giovinazzi Vettel Raikkonen Latifi Russell Albon Norris

10° giro - La penalità non è di 5" ma di 10" per Hamilton

8° giro - Vettel 13esimo non riesce a superare l'Alfa Romeo di Giovinazzi intanto viene comunicato che Leclerc non sarà penalizzato per il contatto con Stroll

Hamilton è stato penalizzato di 5" per non avere rispettato la normale procedura di prova partenze nei giri pre griglia

Hamilton segna il giro più veloce, Verstappen può fare poco e dovrà concentrarsi nel contenere le due Renault di Ocon e Ricciardo

5° giro - La safety-car rientra in corsia box e riparte la gara. Hamilton ha già metri di tranquillità su Bottas e Verstappen mentre dopo il caos iniziale ne ha tratto vantaggio il team Haas che ha Magnussen nono e Grosjean decimo

Sarà interessante vedere se la direzione gara penalizzerà Leclerc per avere eliminato Perez

3° giro - in safety-car: Hamilton Bottas Verstappen Ocon Ricciardo Perez Gasly Leclerc Magnussen Grosjean Kvyat Giovinazzi Vettel Latifi Raikkonen Russell Albon Norris

Safety-car in pista e Russell Albon Norris ne hanno approfittato per montare gomme hard

Il replay mostra che è stato Leclerc a colpire Stroll costringendolo al ritiro mentre Sainz, che ha tagliato la variante, ha incredibilmente colpito il muretto mentre tentava di rientrare in pista

Dietro accade di tutto, con Sainz che sbatte e Stroll va a muro
 
Partenza perfetta di Hamilton e Bottas che supera Verstappen. Alla prima staccata Bottas prova ad affiancare Hamilton, ma non riesce a passarlo mentre Verstappen arriva lungo e taglia la prima variante.

Hamilton intanto è sotto inchiesta per avere provato una partenza, nei giri pre griglia, in zona non permessa

Situazione gomme: Con le soft partono Hamilton Perez Ricciardo Sainz Ocon Norris Gasly Albon. Con le dure Raikkonen e Kvyat, tutti gli altri con le medie.

Pronti per la partenza del GP di Sochi. Albon e Latifi penalizzati per la sostituzione del cambio: il pilota Red Bull partirà 15esimo e non decimo, il pilota Williams, scivola ultimo.

Il Gran Premio di Sochi, i cui organizzatori russi hanno deciso di aprire le tribune per accogliere fino a 30.000 spettatori, punto massimo stagionale nell'era del Covid-19, sarà ricordato anche per essere il GP dei record. Lewis Hamilton infatti, se riuscirà a tagliare per primo il traguardo, conquisterà la 91esima vittoria in F1 e raggiungerà Michael Schumacher, che deteneva il primato in questa particolare classifica.

26 Set [15:17]

Sochi - Qualifica
Hamilton strepitoso, Vettel sbatte

Massimo Costa - XPB Images

E' sembrato che Lewis Hamilton facesse di tutto per non prendersi la 96esima pole. Opaco nel Q1, errori nel Q2 dove gli è stato anche tolto il tempo per track limits non rispettati all'ultima curva, poi la bandiera rossa per l'incidente a Sebastian Vettel (di cui parliamo in seguito) quando mancavano 2'15" al termine della seconda frazione della qualifica. Hamilton in quel momento era quattordicesimo, in uscita box aveva diverse vetture davanti, è riuscito a superarne tre-quattro e per un decimo di secondo non ha preso la bandiera a scacchi percorrendo così un giro pulito che gli ha permesso di entrare nella Q3.

Poi, ha dato il via ai fuochi di artificio. Nel suo primo tentativo ha segnato il tempo di 1'31"391 mentre Valtteri Bottas, secondo, non ha fatto meglio di 1'32"184. Hamilton nel secondo push si è addirittura migliorato con 1'31"304, il finlandese ha tolto un paio di decimi concludendo in 1'31"956, ma non è bastato per assicurargli la prima fila. Max Verstappen, a seguito di prove libere in cui era sempre stato in difficoltà con la Red Bull-Honda, ha tirato fuori dal cilindro, dopo un iniziale 1'32"360, il tempo finale di 1'31"867 che gli permetterà di partire dalla seconda piazzola. Grande la prestazione di Verstappen e in gara, considerando che il punto della prima staccata è molto lontano, potrà prendere la scia di Hamilton e beffarlo. Vedremo.

Soltanto terzo Bottas, piuttosto abbacchiato, ma anche lui potrà sfruttare la scia delle due vetture che si troverà davanti. In seconda fila dovrà vedersela con Sergio Perez e la Racing Point-Mercedes, autore del tempo di 1'32"317. Sfortunato il suo compagno Lance Stroll, non entrato in pista nei 2' finali del Q2 per un problema alla sua RP01 e rimasto fuori dalla Top 10. Daniel Ricciardo ha mantenuto nelle posizioni nobili la Renault concludendo quinto in 1'32"364 e mettendosi dietro Carlos Sainz con la McLaren-Renault. Quarta fila per i loro compagni di squadra, Esteban Ocon e Lando Norris, poi Pierre Gasly che con l'Alpha Tauri-Honda ha meritatamente conquistato la Q3. Deludente decimo Alexander Albon con la Red Bull-Honda: già finita l'euforia per il terzo posto del Mugello.

La Ferrari? Charles Leclerc non ha passato il Q2. Nel concitato finale, si è trovato dietro a Daniil Kvyat e non ha migliorato la propria prestazione. Certo il monegasco poteva controllare negli specchietti se aveva spazio alle sue spalle (e lo aveva) per lasciare più metri tra sè e l'Alpha Tauri del russo. Vettel invece, l'ha fatta grossa perdendo il controllo della sua Ferrari e andando a sbattere nel corso del Q2. Per un pelo è stato evitato da Leclerc che in quel frangente lo seguiva. Ultimo causa testacoda, Kimi Raikkonen con l'Alfa Romeo-Ferrari, Antonio Giovinazzi ha terminato diciassettesimo.

Sabato 26 settembre 2020, qualifica

1 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 1'31"304 - Q3
2 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 1'31"867 - Q3
3 - Valtteri Bottas (Mercedes) - 1'31"956 - Q3
4 - Sergio Perez (Racing Point-Mercedes) - 1'32"317 - Q3
5 - Daniel Ricciardo (Renault) - 1'32"364 - Q3
6 - Carlos Sainz (McLaren-Renault) - 1'32"550 - Q3
7 - Esteban Ocon (Renault) - 1'32"624 - Q3
8 - Lando Norris (McLaren-Renault) - 1'32"847 - Q3
9 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1'33"000 - Q3
10 - Alexander Albon (Red Bull-Honda) - 1'33"008 - Q3
11 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'33"239 - Q2
12 - Daniil Kvyat (Alpha Tauri-Honda) - 1'33"249 - Q2
13 - Lance Stroll (Racing Point-Mercedes) - 1'33"364 - Q2
14 - George Russell (Williams-Mercedes) - 1'33"583 - Q2
15 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 1'33"609 - Q2
16 - Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1'34"592 - Q1
17 - Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo-Ferrari) - 1'34"594 - Q1
18 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1'34"681 - Q1
19 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 1'35"066 - Q1
20 - Kimi Raikkonen (Alfa Romeo-Ferrari) - 1'35"267 - Q1

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