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Binotto (Audi) senza limiti
"Lotteremo per il titolo entro il 2030"

Massimo CostaMattia Binotto l'ha buttata là: “Vogliamo lottare per il Mondiale entro il 2030. Sarà un viaggio che r...

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La FIA incontrerà i costruttori per
provare a chiarire la questione motori

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Rally

M-Sport conferma Sesks
Correrà con la Ford Puma in sette rally

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Aston Martin e Honda celebrano
l'inizio della loro partnership

In un evento tenutosi a Tokyo, Aston Martin e Honda hanno celebrato stamane l'inizio della loro partnership ufficiale pe...

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La Haas svela la VF-26: tra soluzioni
tradizionali e anticipazioni della Ferrari

Michele Montesano Tra fire up, rendering e primi giri in pista, la stagione 2026 di Formula 1 è di fatto già entrata nel vi...

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Test a Daytona – 3° giorno
Porsche chiude in testa con Pino

Michele Montesano Sempre al comando. Porsche ha concluso i Roar Before the 24 esattamente come aveva iniziato: dall’altro de...

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21 Gen [12:31]

Binotto (Audi) senza limiti
"Lotteremo per il titolo entro il 2030"

Massimo Costa

Mattia Binotto l'ha buttata là: “Vogliamo lottare per il Mondiale entro il 2030. Sarà un viaggio che richiede tempo, le persone giuste e una mentalità orientata al miglioramento continuo".  Non sarà semplice, ma neanche impossibile. Martedì sera l'Audi si è finalmente presentata al mondo, non con la monoposto che vedremo in pista, ma con una R26 che non era altro che la show car mostrata in altre occasioni.

La novità è stata rappresentata dai colori ufficiali che, dopo tante invenzioni che giravano sul web, mostrano come si presenteranno le due vetture nelle gare del mondiale. Argento e rosso, come da sempre, come da tradizione per le Turismo, le GT, i Prototipi, che hanno fatto la storia del marchio nel motorsport.

Belle le parole di Jonathan Wheatley che porta tutta la sua esperienza, il vissuto, in Red Bull: “La F1 non è solo questione di tecnologia, bensì di mentalità, concentrazione, resilienza e fiducia. Da quando siamo entrati nel vivo del progetto, la nostra crescita è stata misurabile non solo nei numeri, ma anche nello spirito di squadra e nel credere tanto in noi stessi quanto nel fatto che gli altri team non sono migliori di noi. Le squadre vincenti non vengono costruite magicamente. Poggiano piuttosto su persone che credono l'una nell'altra e nel continuo miglioramento dei processi”.

Emozionato Gabriel Bortoleto, reduce dalla prima stagione in F1: "Sto vivendo il mio sogno di correre in Formula 1 e lo sto facendo con Audi, con un team che stiamo costruendo da zero. Vivremo insieme ogni istante tra alti e bassi sino a divenire una squadra vincente. Abbiamo la possibilità di fare la storia insieme”.

Per la prima volta da quando è in F1, Nico Hulkenberg guiderà per un team del suo Paese: “"Per me, da tedesco, rappresentare un marchio così importante e con alle spalle una straordinaria storia sportiva costituisce un’opportunità unica. È facile percepire come stia accadendo qualcosa di irripetibile”.

21 Gen [11:08]

La FIA incontrerà i costruttori per
provare a chiarire la questione motori

Michele Montesano

A pochi giorni dai primi test collettivi delle nuove Formula 1, che si svolgeranno a porte chiuse sul tracciato di Montmelò dal 26 al 30 gennaio, non accenna a diminuire la questione motori. La controversia tecnica, emersa lo scorso dicembre, ha animato la pausa invernale del Circus e accompagnerà, quasi sicuramente, l’avvio e gran parte della stagione 2026. Proprio per questo la FIA ha convocato un incontro con tutti i costruttori di Formula 1 per affrontare tale tema tecnico.

La questione è emersa alla fine dello scorso anno, quando si è iniziato a discutere dell’interpretazione del limite del rapporto di compressione del propulsore, fissato a 16:1 dalle nuove regole tecniche. Alcuni costruttori hanno letto tale valore come un tetto massimo assoluto, valido in qualsiasi condizione di funzionamento del motore. Altri, invece, hanno interpretato la norma in maniera più letterale, concentrandosi sulle modalità di misurazione previste dal regolamento. In questo contesto sarebbe nato il vantaggio tecnico attribuito a Mercedes e Red Bull, anche se quest’ultima in maniera meno incisiva.

Secondo quanto trapelato, le soluzioni sviluppate a Brackley sarebbero pienamente conformi al limite di 16:1 quando il motore viene misurato a temperatura ambiente, come indicato nelle procedure FIA, ma consentirebbero di superare quel valore, e raggiungere il rapporto di 18:1, una volta che il propulsore entra in regime operativo in pista. Attraverso un’attenta fase di studio e progettazione, pare che attraverso la dilatazione termica dei componenti il rapporto di compressione effettivo aumenterebbe durante il funzionamento del motore.



Stando a indiscrezioni, si otterrebbero benefici sia in termini di prestazioni che di efficienza nei consumi. Si parla quindi di un guadagno teorico che potrebbe arrivare fino a 10 kW, equivalenti a 13 cv. Inoltre, in termini di prestazione sul giro, il vantaggio stimato oscillerebbe tra i tre e i quattro decimi di secondo, a seconda della tipologia di circuito.

La reazione degli altri costruttori non si è fatta attendere. Ferrari, Audi e Honda hanno inviato una lettera congiunta alla FIA chiedendo chiarimenti sulla legittimità di tale soluzione. Il loro punto di vista si basa sull’Articolo C1.5 del regolamento tecnico, che stabilisce come le vetture debbano rispettare le regole “in ogni momento durante una competizione”. Secondo questa interpretazione, un motore che superi il rapporto di compressione di 16:1 in condizioni operative potrebbe essere considerato irregolare, indipendentemente da come venga misurato a freddo.

Tuttavia, la posizione della FIA sembra essere già piuttosto definita. La Federazione avrebbe giudicato conforme l’approccio di Mercedes, chiarendo ulteriormente, anche attraverso aggiornamenti regolamentari, che la misurazione del rapporto di compressione deve avvenire a temperatura ambiente. Tale affermazione ha quindi ridotto drasticamente la possibilità di un cambio di rotta nell’immediato.



La FIA ha però deciso di convocare tutti i costruttori a una riunione fissata per il 22 gennaio, appena quattro giorni prima dell’inizio dei primi test ufficiali del 2026 a Barcellona. Un tempismo significativo, considerando che i motori destinati alla fase iniziale della stagione sono già stati progettati e costruiti. All’incontro parteciperanno sia figure di alto livello del management dei team che esperti tecnici dei vari costruttori, a dimostrazione della delicatezza del tema.

Come riportato da The Race, un portavoce della FIA ha spiegato che, come spesso accade con l’introduzione di nuovi regolamenti, le discussioni sulle power unit e sui telai 2026 sono ancora in corso. L’obiettivo dell’incontro, ha sottolineato, è garantire che le regole siano comprese e applicate nello stesso modo da tutti i partecipanti. Nonostante ciò, un cambiamento immediato dell’interpretazione attuale appare altamente improbabile prima dell’inizio della stagione.

La pressione da parte dei costruttori è però destinata a continuare, con l’intento di arrivare a una soluzione condivisa nel medio periodo. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono un affinamento delle procedure di misurazione, linee guida più stringenti sui limiti effettivi del rapporto di compressione o persino l’eliminazione totale di questo vincolo dal regolamento. È verosimile che eventuali modifiche possano essere introdotte solo a partire dal 2027, anche se alcune fonti suggeriscono che qualcuno stia spingendo per un intervento già dopo la pausa estiva di questa stagione.

20 Gen [11:51]

Aston Martin e Honda celebrano
l'inizio della loro partnership

In un evento tenutosi a Tokyo, Aston Martin e Honda hanno celebrato stamane l'inizio della loro partnership ufficiale per il mondiale F1. Il Presidente Esecutivo di Aston Martin Aramco, Lawrence Stroll, si è unito al Presidente e Rappresentante Esecutivo di Honda Motor Cooperation, Toshihiro Mibe, per l'evento, che ha visto anche il Presidente e CEO di Formula 1, Stefano Domenicali, salire sul palco per riconoscere l'importanza di questo momento.

Dalla stagione 2026 in poi, Honda fornirà ad Aston Martin Aramco i propulsori in qualità di partner ufficiale, segnando un significativo passo avanti nelle aspirazioni a lungo termine del team di vincere il campionato. Le due aziende hanno lavorato a stretto contatto prima dell'inizio della stagione, insieme ad Aramco e Valvoline, con il Chief Strategy Officer, Andy Cowell, che ha fornito una preziosa supervisione durante tutto il processo.

Lawrence Stroll, Presidente Esecutivo di Aston Martin, ha dichiarato: "Sono lieto di celebrare l'inizio della nostra partnership con Honda. L'Aston Martin Aramco Formula One Team e Honda condividono molti dei valori che ci hanno unito per il 2026 e oltre".

"La solida collaborazione tra l'AMR Technology Centre di Silverstone e la Honda Racing Corporation (HRC) di Sakura dimostra la solidità della nostra partnership. Siamo certi di avere tutti gli elementi necessari per lottare per la vittoria in futuro e abbiamo una grande fiducia nella Power Unit Honda e negli ingegneri che la stanno sviluppando. Il nostro percorso non sarà sempre facile, ma la vittoria è ciò che spinge entrambe le aziende ad andare avanti e insieme non vediamo l'ora di vivere molti anni di successi con questa partnership."

Toshihiro Mibe, Presidente e Rappresentante Esecutivo di Honda Motor Cooperation, ha dichiarato: "La partecipazione di Honda in F1, l'apice delle corse automobilistiche, è stata l'incarnazione dello spirito del fondatore dell'azienda, Soichiro Honda, che ha ispirato gli ingegneri Honda a impegnarsi per diventare il numero 1 al mondo e ad affrontare le sfide più difficili".

"Nel 2026, la F1 subirà un'importante modifica ai regolamenti, sia per il telaio che per il propulsore. Honda vede la F1 come simbolo di sfida e innovazione, e HRC, la divisione racing globale di Honda, ha sviluppato lo RA626H, il nuovo propulsore per la stagione 2026, per affrontare queste sfide. Impegnata a diventare la numero uno al mondo, Honda continuerà ad affrontare le sfide insieme al team di Formula Uno Aston Martin Aramco".

"Oggi lanciamo anche un nuovo marchio H con un design rinnovato, che Honda ha adottato come nuovo simbolo che rappresenta il suo business automobilistico. Questo nuovo marchio H simboleggia la trasformazione del business automobilistico di Honda, quindi è un momento importante per noi."

Il lancio della stagione 2026 del team avrà luogo a Ithra, in Arabia Saudita, il mese prossimo, prima della prima gara a Melbourne a marzo.

19 Gen [23:17]

La Haas svela la VF-26: tra soluzioni
tradizionali e anticipazioni della Ferrari

Michele Montesano

Tra fire up, rendering e primi giri in pista, la stagione 2026 di Formula 1 è di fatto già entrata nel vivo. Dopo Red Bull è toccato ad Haas svelare la livrea della propria monoposto. Esattamente com’è accaduto con la squadra anglo-austriaca, anche in Haas hanno deciso di mostrare quella che dovrebbe essere la VF-26, ovvero la vettura che affronterà il prossimo campionato di F1. Le immagini, come spesso accade nei rendering, sono solamente indicative, tuttavia possono darci un’idea più precisa di come sarà la monoposto americana.

Non solo. Vista la stretta “parentela” con la Ferrari, soprattutto sul piano meccanico, la nuova Haas ha svelato alcune soluzioni che potremo vedere anche sulla SF-26, come l’adozione delle sospensioni push rod sia all’avantreno che al posteriore. Se confrontata con la Red Bull, la VF-26 presenta, invece, un’aerodinamica già meno spinta. Resta da capire, però, quanto di questa vettura virtuale corrisponderà a quella che scenderà sulla pista di Montmelò, dove si svolgeranno i primi test a porte chiuse.



Partiamo quindi dal frontale con il musetto che termina con una sezione ridotta, ma non a punta come quello della RB22. A sporgere dalla strutta sono i piloncini che, posti alla massima distanza concessa del regolamento, hanno il doppio compito di sorreggere l’alettone e incanalare l’aria verso il sottoscocca. Nel bulbo del musetto troviamo inoltre l’attuatore per azionare l’ala mobile.

Mentre il profilo principale dell'alettone presenta un andamento a cucchiaio, le paratie laterali sono dotate di flap per ricreare l’effetto out wash andando a spostare l’aria verso l’esterno degli pneumatici anteriori. Riviste anche le prese dei freni, ora più grandi, così come le carenature delle ruote che lasciano intravedere maggiormente le razze dei cerchi.



Aspetto fondamentale è sicuramente la sospensione anteriore con schema push rod. Ricordiamo che, a differenza di Ferrari, Haas l’anno scorso era rimasta fedele a tale cinematismo. Il triangolo superiore presenta il bracco anteriore ancorato a filo del telaio mentre il posteriore è inclinato verso il basso. Tale soluzione consente di gestire l’effetto anti-dive in frenata, evitando che la monoposto si impunti, e garantire il passaggio dell’aria verso le pance. Inoltre i braccetti dello sterzo sono stati arretrati dietro al triangolo inferiore.

A differenza di quanto visto sulla Red Bull, la Haas presenta delle fiancate piuttosto convenzionali. Innanzitutto davanti troviamo i bargeboard composti da due elementi, uno verticale e l’altro orizzontale dotato di due soffiature, con il compito di schermare la zona delle pance. Quest’ultime hanno un ingresso piuttosto generoso tanto da limitare anche il sottosquadro inferiore della fiancata. Al contrario sul lato superiore ritroviamo lo scavo, introdotto sulla Ferrari F1-75, e ben sette branchie per smaltire il calore generato dalla powerunit.



Tradizionale anche l’airbox dotato della presa triangolare, divisa in due, e le orecchie ai lati. Ciò significa che sopra al motore verrà collocato un ulteriore radiatore per gli organi accessori. Non manca una generosa pinna sul cofano, utile per stabilizzare la monoposto nelle curve veloci. Mentre i fianchi restano generosi, il pavimento del fondo piatto presenta diverse soffiature per generare il sigillo pneumatico e schermare gli pneumatici posteriori.

La Haas ci può mostrare un’interessante anteprima, in quanto la VF-26 monta la stessa sospensione posteriore che vedremo sulla prossima Ferrari. Confermato quindi lo schema push rod con il triangolo inferiore disallineato rispetto al superiore, mentre il puntone si infulcra davanti. Inoltre le barre di torsione sono poste sopra il telaio, soluzione più svantaggiosa per il baricentro ma sicuramente più redditizia in termini aerodinamici.



Infine l’alettone posteriore che, come da regolamento, è sorretto da due piloni. Anche in questo caso sia la forma dell’ala che le paratie sembrano molto basiche. Quasi sicuramente già nei test di Montmelò la VF-26 porterà soluzioni più interessanti. Anzi è da osservare con attenzione quanto visto sul render corrisponderà alla monoposto reale che girerà in pista. La sensazione è che solamente nella sessione del Bahrain potremo osservare le vere monoposto che affronteranno la stagione 2026.



18 Gen [13:16]

Non solo livrea, la Red Bull svela le
forme della RB22 e il doppio push rod

Michele Montesano

Sarà vera o sarà un semplice bluff? Red Bull ha ufficialmente svelato la livrea con cui prenderà parte all’imminente stagione di Formula 1. Ma, osservando con maggior attenzione, si è potuto constatare che grafiche e sponsor erano state applicate su una monoposto che sembrava differire dalle classiche showcar viste finora. Molto probabilmente non sarà la vera RB22, che scopriremo più avanti, tuttavia alcune soluzioni tecniche e le relative componenti aerodinamiche potrebbero risultare quelle che vedremo almeno nei test pre stagionali.

Più che un’analisi tecnica, attraverso i rendering forniti da Red Bull si può cercare di intuire quali saranno le aree di maggior interesse e sviluppo sulle nuove monoposto di Formula 1. A sorprendere, qualora verrà confermato sulla vettura reale, è sicuramente l’adozione sull’avantreno della sospensione con schema push rod abbandonando, così, il pull rod usato fino alla monoposto dello scorso anno.



Partendo dal musetto, si nota una sezione stretta che termina a punta affiancata da due baffi che sorreggono i piccoli piloni dell’alettone anteriore. Quest’ultimo, pur presentando un andamento a cucchiaio, sicuramente non è una versione definitiva. Se i profili verticali dell’ala convergono verso l’interno della vettura, le appendici laterali hanno una conformazione che consente di generare l’effetto out wash spingendo il flusso d’aria verso l’esterno delle ruote.

La parte inferiore del muso si presenta più scavata, per cercare di convogliare quanta più aria nel sottoscocca della monoposto andando, così, ad alimentare il fondo piatto, che ricordiamo quest’anno non sfrutterà più l’effetto suolo. Nuova anche la zona attorno gli pneumatici anteriori. Nello specifico le prese dei freni sono leggermente più grandi e prive della soffiatura generata con il passaruota che è stato eliminato. Inoltre anche anche le carenature dei cerchi sono ora più piccole lasciando vedere le razze.



A sorprendere maggiormente è, però, l’adozione dello schema sospensivo push rod sull’asse anteriore. Questo per due motivi, il primo sicuramente aerodinamico per pulire la zona che interessa l’aria della fiancata della monoposto. Il secondo perché le forze che entreranno in gioco saranno più gestibili, visto l’assenza dell’effetto suolo, ciò nonostante si è cercato di mantenere l’anti-dive sull’anteriore. Particolare osservare come il puntone sia posizionato in maniera parecchio arretrata.

Andando verso il corpo vettura si nota quasi un ritorno al passato. Infatti davanti all’ingresso delle pance laterali si può osservare il ritorno di bargeboard simili a quelli visti sulle monoposto pre effetto suolo. Ugualmente anche il pavimento del fondo piatto presenta sia lavorazioni che soffiature usate, fino al 2021, per generare l’effetto sigillo pneumatico e “schermare” il rotolamento delle gomme posteriori.



Se l’imbocco delle pance laterali ha mantenuto la sottile apertura orizzontale, le fiancate presentano ora una forma ancora più stretta e snella nella cosiddetta zona Coca Cola. Lo stesso cofano è ora più attillato per garantire un maggior passaggio di flusso verso il retrotreno. L’airbox è invece dotato di tre elementi, il centrale per alimentare la powerunit, mentre le due canalizzazioni laterali per raffreddare le componenti elettriche e l’ERS.

Il cofano motore, dotato di pinna, termina a megafono per soffiare l’aria calda in corrispondenza del doppio pilone che sorregge l’alettone posteriore. Quest’ultimo presenta un andamento più convenzionale, sebbene rivestirà un ruolo cruciale in quanto il flap mobile, assieme a quello anteriore, verrà utilizzato più spesso rispetto a quanto si faceva finora con il DRS.



Infine la sospensione posteriore resta di tipo push rod, con il triangolo inferiore posizionato in maniera disallineata e più avanzata rispetto al superiore, mentre il puntone si infulcra nella parte alta della scatola del cambio. Tuttavia bisognerà attendere immagini più dettagliate, e magari non rendering, per comprendere appieno i cinematismi. Così come toccherà aspettare ancora per poter osservare l’estrattore del diffusore, come sempre ben celato.

Anche se le immagini viste potrebbero rappresentare solamente un’idea di come sarà la futura RB22, in Red Bull ci hanno fornito diversi spunti sulle aree in cui i vari team potranno andare a lavorare. Pur se a una prima lettura il regolamento del 2026 poteva sembrare più vincolante, all’atto “pratico” si è potuto constare che ci sono ampi margini di manovra. Spetterà ai tecnici ed ingegneri di ciascuna squadra trovare la giusta chiave interpretativa.



15 Gen [15:51]

La McLaren nomina Fornaroli
pilota di riserva e collaudatore

McLaren Racing ha annunciato che il campione FIA di Formula 2 Leonardo Fornaroli, assumerà il ruolo di pilota di riserva del team di Formula 1 per il 2026, oltre a quello di collaudatore all'interno del Programma di Sviluppo Piloti McLaren. Oltre alla partecipazione con Arrow McLaren nel campionato Indycar, Pato O'Ward continuerà a ricoprire il ruolo di pilota di riserva per il team a fianco di Fornaroli.
 
Per il 2026, il McLaren Driver Development Programme sarà composto da Christian Costoya, Matteo De Palo, Leonardo Fornaroli, Ella Häkkinen, Ella Lloyd, Pato O’Ward, Ella Stevens, Dries Van Langendonck e Richard Verschoor. Il programma, guidato dal Chief Business Affairs Officer Alessandro Alunni Bravi, ha l'obiettivo generale di aiutare i piloti a progredire verso la Formula 1, l'IndyCar e l'imminente ingresso del team nel Campionato Mondiale Endurance.

Nel suo ruolo di Pilota di Riserva, Collaudatore e Sviluppo, Leonardo intraprenderà anche un intenso programma di test e simulazioni per favorire il suo sviluppo e fornire un prezioso supporto al team di Formula 1 in un'era senza precedenti di nuovi regolamenti.

Richard Verschoor gareggerà nella European Le Mans Series con il Team DUQUEINE in LMP2, parallelamente a un programma di test su tutti i modelli del portfolio McLaren Racing, mentre il team si prepara per l'imminente ingresso nel Campionato Mondiale Endurance.

Matteo De Palo debutterà nella FIA Formula 3 con Trident Motorsport, compiendo un ulteriore passo avanti nella Formula 1 dopo una stagione di successo nel 2024 come Vice-Campione del Campionato Europeo di Formula Regional.

Ella Lloyd continuerà a gareggiare nella F1 Academy con McLaren e Rodin Motorsport, consolidando la stagione d'esordio in cui si è aggiudicata il premio di Rookie of the Year.

Anche Ella Stevens rappresenterà il team nella F1 Academy con Rodin Motorsport, alla guida della McLaren Oxagon. Alla fine del 2025, il team ha annunciato di voler raddoppiare il suo impegno nell'aprire le porte del motorsport alle donne, aggiungendo una seconda vettura alla serie in collaborazione con NEOM.

Dopo un programma di test di Formula 4 nel 2025, Dries Van Langendonck passerà formalmente alle monoposto, gareggiando nel Campionato Britannico di Formula 4 e nella Formula Winter Series con Rodin Motorsport.

Anche Christian Costoya passerà dal karting a un programma di Formula 4, gareggiando nel Campionato Italiano di Formula 4, nel Campionato Euro 4 e nel Campionato di Formula 4 Middle East per la stagione 2026.

Ella Häkkinen, figlia del due volte campione del mondo F1 Mika, intraprenderà un intenso programma di test su monoposto in Formula 4 in preparazione alla stagione 2027..
 

12 Gen [16:02]

Addio a un grande: Hans Herrmann
che ha scritto (ed era) la storia

Alfredo Filippone

Con Hans Herrmann, spentosi venerdì scorso alla bella età di 97 anni, scompare una figura magari poco conosciuta dalle generazioni di oggi, ma grande ed unica per aver spaziato con successo in tantissimi tipi di gare ed essere stato un trait d’union fra i tempi eroici del dopoguerra e l’avvento dei tempi moderni.

Basti ricordare che Herrmann ha corso e vinto con le Mercedes ‘frecce d’argento’ (quelle vere) nei primi anni ’50, come compagno in F.1 di Fangio, Moss, Kling e Lang, agli ordini del mitico Alfred Neubauer, e si è ritirato dopo aver dato alla Porsche i suoi primi grandi successi nelle gare durata.

Attore e testimone, insomma, di due leggende, una in chiusura e una che si apriva, un percorso che gli ha dato di diritto uno status di monumento nell’automobilismo tedesco. Per quanto fosse vero che ai tempi, i piloti erano polivalenti, pochi possono vantarsi di avere nel proprio albo d’oro personale un podio in Formula 1, vittorie di classe in epiche gare stradali come la Mille Miglia e la Carrera Panamericana, e trionfi assoluti nella grandi gare endurance, dalle 24 Ore di Le Mans e Daytona, alla 12 Ore di Sebring e alla Targa Florio.

Herrmann era nato nel 1928 a Stoccarda, la culla dell’automobile tedesca, e vive un’infanzia e una gioventù segnati dai drammi della storia. Appena compiuti i 17 anni, nel 1945, viene arruolato nelle Waffen SS e mandato a combattere sul fronte negli ultimi scampoli della seconda guerra mondiale, che il Terzo Reich affronta alla disperata mobilizzando i ragazzini.

Nel duro immediato dopoguerra, Hans si ritrova a fare l’apprendista nella pasticceria della mamma, ma appena può si mette a fare il tassista e poi compra una Porsche 356 con la quale si cimenta nelle prime gare, vincendo subito. Poi, passa a una 550 con la quale ottiene la vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans e alla Mille Miglia nel 1953 e l’anno dopo, anche nella Panamericana e di nuovo alla Mille Miglia.

Proprio nella gara italiana è protagonista di un episodio molto commentato ai tempi , quando giunto a un passaggio a livello che si stava chiudendo, si rende conto di non avere lo spazio per frenare, china il capo e accelera, venendo mancato di pochissimo sia dalla barriera che dal treno. Lo scampato pericolo gli valse il soprannome di ‘Hans am Glück’ (Hans il fortunato) che si è portato dietro per sempre.



Fu, quello, un periodo ricco per Herrmann, perchè benchè continuasse a correre in alcune gare con la sua Porsche privata, era già entrato dal 1953 alla corte della grandissima Mercedes. A Neubauer non era sfuggito quel giovanotto veloce e intrepido e lo volle, oggi si direbbe come ‘junior driver’, per affiancarlo a Fangio e Kling nel grande rientro della Casa della Stella in F.1 programmato per il 1954.

Herrmann non delude le attese: segna il giro veloce nella prima gara in Francia, è terzo in Svizzera, quarto a Monza. La stagione successiva, il 1955, inizia con un quarto posto in Argentina, condiviso con Moss e Kling, che lo avevano raggiunto sulla sua vettura dopo il ritiro delle loro, ma un brutto incidente nelle prove a Montecarlo gli procura una lesione all’anca, che lo tiene fermo per alcuni mesi e gli impedisce di correre a Le Mans, nell’edizione nota per l’immane tragedia che costa la vita a ottanta spettatori e sancisce il ritiro della Mercedes dalle gare.



In F.1, Herrmann non ritroverà più un volante decente, disputando saltuariamente una dozzina di GP con macchine private sino al 1966. Rischia grosso nel GP di casa del 1959, disputato sul velocissimo tracciato berlinese dell’Avus, quando la sua Lotus esce di pista, sbatte contro il terrapieno e s’invola. La foto della macchina impennata con Hans accasciato sulla pista dopo essere stato sbalzato dall’abitacolo resta ancor oggi un ‘iconic shot’ di quei tempi.

Orfano di Mercedes, Herrmann si era nel frattempo accasato presso i dirimpettai della Porsche, che mieteva successi di classe nelle gare di durata, ma si andava preparando per l’assalto all’assoluto. Salvo una parentesi all’Abarth (1962-65), anche questa foriera di vittorie con le cilindrate piccole, Herrmann rimarrà fedele alla Porsche, raccogliendo tanti successi di classe, fra cui tre a Le Mans.



Partecipa anche alle prime vittorie assolute della Casa nelle grandi gare endurance: 12 Ore di Sebring e Targa Florio nel 1960, con la 718 RSK, Zeltweg nel 1966 con la 906, 24 Ore di Daytona nel 1968 con la 908, e soprattutto la 24 Ore di Le Mans nel 1970, con la stratosferica 917, insieme a Dick Attwood.

E' quello il primo centro della Porsche nella Sarthe, già sfiorato l’anno prima insieme a Larrousse con la 908, quando Hans perse per appena 120 metri il duello finale mozzafiato con la Ford GT40 di Jacky Ickx, che quell’anno colse il suo primo successo per un soffio dopo aver inscenato al via la sua personalissima protesta contro la procedura di partenza ‘a piedi’ usata sino ad allora.

Mancato pasticciere, Herrmann capì che quel successo riparatore del 1970 era la perfetta ciliegina sulla torta e annuncia il ritiro nel bel mezzo dei festeggiamenti in grande stile con cui la città di Stoccarda omaggia la Porsche, con sfilata della 917 per le vie del centro e ricevimento in municipio. Con sobrietà, dirà soltanto: “Ho promesso a mia moglie che se vincevo a Le Mans, chiudevo, e sono cosciente che la fortuna è stata molto generosa con me, meglio non tentarla.”

Non sapeva che la dea bndata gli avrebbe regalato ancora 55 anni di vita, trascorsi intensamente come tester, consulente tecnico, ambasciatore delle sue due Case del cuore, rispettato e benvoluto da tutti.

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