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Russell soffia la pole ad Antonelli

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23 Mag [23:05]

Montreal - Qualifica
Russell soffia la pole ad Antonelli

Massimo Costa - XPB images

George Russell a Montreal è decisamente la bestia nera di Andrea Kimi Antonelli. Non solo lo ha battuto nella qualifica Sprint e nella gara Sprint che ha portato a qualche polemica di troppo da parte del giovane bolognese, ma gli ha pure soffiato la pole nella qualifica decisiva per il Gran Premio. 

Russell aveva iniziato male, commettendo un errore nel primo tentativo del Q3, che lo aveva portato ai box senza avere un tempo. E' tornato in pista quando gli altri erano ancora ai box in attesa del secondo stint, ed ha messo a segno il terzo crono in 1'12"993. Davanti a tutti, Lando Norris con la McLaren-Mercedes (1'12"729) e un Lewis Hamilton ispiratissimo come dall'inizio del weekend canadese, secondo in 1'12"868. Anche Antonelli non aveva cominciato al meglio, quinto in 1'13"088 preceduto da Oscar Piastri (1'13"003). In Mercedes montava una certa preoccupazione.

Ed ecco il momento decisivo. Antonelli si riscatta, compie un giro notevole e balza in cima alla classifica col tempo di 1'12"646. Sembra fatta, la pole è nelle sue mani. Arriva Norris, ma non migliora il tempo realizzato in precedenza rimanendo ancorato sul 1'12"729. PIastri si porta sul crono di 1'12"781, Hamilton sbaglia e brucia il suo giro finale. Rimane in pista solo Russell.

L'inglese nel primo settore segna il tempo di 20"600, Antonelli aveva fatto meglio con 20"547. Secondo settore, Russell lo chiude in 22"902, Antonelli era passato in 23"061. Parte finale del tracciato: Russell 29"076, Antonelli 28"919, ma non basta all'italiano. Nonostante siano suoi i migliori tempi assoluti del primo e terzo settore, è Russell a prendersi la pole in 1'12"578 battendo Antonelli di 0"068. Che beffa per il 19enne bolognese che deve ancora una volta cedere al compagno.

Per Russell è la terza pole consecutiva a Montreal, un circuito in cui evidentemente ha un feeling particolare a differenza di quello di Miami. Ha infatti siglato la pole nel 2024, nel 2025 ed ora anche quest'anno. Ovviamente nulla è precluso per Antonelli. Certamente in casa Mercedes le acque sono un tantino agitate dopo la burrascosa gara Sprint e si cercherà di catechizzare i due piloti affinché non esagerino, non rovinino il risultato finale del Gran Premio. Inutile nasconderlo, Toto Wolff si aspetta una doppietta.

Antonelli è leader della classifica mondiale con 18 punti di vantaggio su Russell, in pratica può anche permettersi di gestire un secondo posto se proprio l'inglese alza un muro, sempre che in partenza non commettano errori e sfilino via in prima e seconda posizione. Di certo Norris e Piastri, in seconda fila, non staranno a guardare e almeno nei primi chilometri di gara faranno di tutto per mettersi davanti quanto meno ad una delle due Mercedes.



Peccato per Hamilton che aveva la chance di prendersi la seconda fila e invece dividerà la terza fila con un deluso Max Verstappen. La sua Red Bull-Ford, gracchiava via radio, pareva sul ghiaccio non avendo aderenza nel posteriore. Bene Isack Hadjar, suo compagno in Red Bull, che gli è finito alle spalle per 28 millesimi. Piuttosto in ombra, come anche nella qualifica Sprint, Charles Leclerc, ottavo e ancora battuto da Hamilton.

Quasi eroico l'ingresso nel Q3 del rookie Arvid Lindblad con la Racing Bulls-Ford. Il rookie inglese ha ripetuto il risultato della qualifica Sprint. E bella l'impresa di Franco Colapinto, decimo con l'Alpine-Mercedes. Nel Q2 ha preceduto di un soffio Nico Hulkenberg (Audi), sempre più abbonato alla 11esima posizione.

Bravo anche Liam Lawson con l'altra Racing Bulls, 12esimo nonostante abbia saltato il turno libero e la qualifica Sprint per problemi tecnici. Una volta tanto PIerre Gasly ha dovuto cedere lo scettro di leader nel team Alpine al compagno Colapinto. Sotto tono Haas-Ferrari e Williams-Mercedes, niente di nuovo da Aston Martin-Honda e Cadillac-Ferrari.

Sabato 23 maggio 2026, qualifica

1 - George Russell (Mercedes) - 1'12"578 - Q3
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'12"646 - Q3
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'12"729 - Q3
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'12"781 - Q3
5 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'12"868 - Q3
6 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'12"907 - Q3
7 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'12"935 - Q3
8 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'12"976 - Q3
9 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'13"280 - Q3
10 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'13"697 - Q3
11 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'13"886 - Q2
12 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'13"897 - Q2
13 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'14"071 - Q2
14 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'14"187 - Q2
15 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'14"273 - Q2
16 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'14"416 - Q2
17 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'14"845 - Q1
18 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'14"851 - Q1
19 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'15"196 - Q1
20 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'15"429 - Q1
21 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'16"195 - Q1
22 - Valtteri Bottas (Cadillac-Mercedes) - 1'16"272 - Q1
23 Mag [18:47]

Montreal - Gara Sprint
Russell di forza, Antonelli quanti rischi!

Massimo Costa - XPB Images

Una gara Sprint frizzante con protagonisti i due piloti Mercedes. Ha vinto, di forza, George Russell che dopo essere partito dalla pole, si è dovuto difendere da un paio di attacchi grintosi, ma eccessivi, di Andrea Kimi Antonelli. Il bolognese, leader del mondiale, ha tentato il sorpasso all'esterno della prima curva, non certo il miglior posto, e difatti Russell ha difeso la posizione e Antonelli ha dovuto prendere la via di fuga.

Antonelli ci ha poi provato alla staccata della chicane, curva 8, ma è arrivato lungo sbagliando ancora e finendo nella via di fuga interna. Antonelli ha poi iniziato a lamentarsi via radio del comportamento di Russell, esagerando anche in questa occasione. Tanto che, visto che non era bastato l'ingegnere Bonnington a calmarlo, è dovuto intervenire con fermezza Toto Wolff per zittirlo.

Antonelli ha poi sbagliato anche con Lando Norris, che si era impossessato della seconda posizione dopo il dritto di Andrea alla chicane. Nuovamente, ha tentato il sorpasso all'esterno della prima curva, evidentemente l'errore precedente non l'ha recepito, e così è arrivato nuovamente largo.

Ha così vinto Russell che recupera 2 punticini nella classifica iridata ad Antonelli, il quale ha un vantaggio di 18 punti. E' stata una buona prova quella dell'inglese, che lo riscatta dopo un periodo non proprio positivo. E anche per ribadire che tutto sommato è pur sempre lui la prima guida Mercedes, quanto meno per la lunga presenza nella squadra. Vedremo poi come proseguirà il fine settimana con la qualifica del Gran Premio e la corsa stessa di domenica.

Positivo il secondo posto di Lando Norris, terzo fin dalle prime battute, poi bravo ad approfittare degli errori di Antonelli. La McLaren ha rimediato anche il quarto posto con Oscar Piastri, a lungo quinto dopo essere stato passato in partenza da un pimpante Lewis Hamilton. Nel finale, Piastri ha duellato con la Ferrari del sette volte iridato ed ha avuto la meglio passandolo all'ultimo giro all'ultima curva. Hamilton ha dovuto rallentare per evitare un contatto e Charles Leclerc, che li seguiva, non si è fatto scappare l'occasione per avere la meglio sul compagno.

Gara anonima di Max Verstappen con la Red Bull-Ford, settimo all'arrivo. Il suo compagno Isack Hadjar lo seguiva, ma si è dovuto fermare ai box per un problema al motore. E' poi ripartito con tre giri di ritardo. L'ultimo punto lo ha preso un combattivo Arvid Lindblad con la Racing Bulls-Ford che ha tenuto dietro, e non era facile, Franco Colapinto con l'Alpine-Mercedes.

Sabato 23 maggio 2026, gara Sprint

1 - George Russell (Mercedes) - 23 giri
2 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1"272
3 - Andrea Kimi Antonelli (Meredes) - 1"843
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 9"797
5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 9"929
6 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 10"545
7 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 15"935
8 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 29"710
9 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 31"621
10 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 36"793
11 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'01"344
12 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'01"814
13 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'04"209
14 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'10"402
15 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'12"158 *
16 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1 giro
17 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1 giro
18 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1 giro
19 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1 giro
20 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1 giro
21 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 3 giri

Ritirato
Fernando Alonso

* 10" di penalità

Il campionato piloti
1.Antonelli 106; 2.Russell 88; 3.Leclerc 63; 4.Norris 58; 5.Hamilton 54; 6.Piastri 48; 7.Verstappen 28; 8.Bearman 17; 9.Gasly 16; 10.Lawson 10; 11.Colapinto 7; 12.Lindblad 5;, 13.Hadjar, Sainz 4; 15.Bortoleto 2; 15.Ocon, Albon 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 194; 2.Ferrari 117; 3.McLaren-Mercedes 106; 4.Red Bull-Ford 32; 5.Alpine-Mercedes 23; 6.Haas-Ferrari 18; 7.Racing Bulls-Ford 15; 8.Williams-Mercedes 5; 9.Audi 2.
23 Mag [13:08]

Prost rapinato e picchiato
nella sua villa in Svizzera

Fonte Corriere della Sera

Terrore a casa di Alain Prost. Secondo quanto riporta la stampa svizzera, il quattro volte campione del mondo di F1 è stato vittima di una violenta rapina nella sua villa di Nyon. La vicenda risale a martedì 19 maggio, ma si è appresa solo oggi. Un gruppo di uomini incappucciati ha fatto irruzione nell’abitazione sorprendendo l’ex pilota francese e i suoi familiari. Durante l’assalto, Prost sarebbe stato colpito alla testa riportando lievi ferite (gli è stato successivamente diagnosticato un trauma cranico).

Inoltre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno dei figli dell’ex ferrarista sarebbe stato minacciato e costretto ad aprire la cassaforte di famiglia ai malviventi, che si sarebbero poi impossessati del bottino prima di fuggire. Non è stato comunicato l’ammontare della refurtiva, che si ipotizza ingente, anche sul piano degli eventuali preziosi contenuti nella cassaforte: Prost del resto è attualmente testimonial del marchio di orologi di lusso Richard Mille.

Nonostante non ci siano state comunicazioni ufficiali da parte dell’ex pilota e della sua famiglia, secondo indiscrezioni, la rapina ha lasciato il segno da un punto di vista psicologico. Tanto che è stato necessario l’intervento di un team di supporto. Nel frattempo, la polizia elvetica ha avviato una vasta operazione di ricerca con pattuglie, unità cinofile e il supporto delle autorità francesi, senza però riuscire finora a rintracciare gli aggressori, che potrebbero essere fuggiti in Francia. Secondo indiscrezioni, Prost sarebbe già rientrato a Dubai, dove trascorre gran parte dell’anno. La procura del Cantone di Vaud ha aperto un'inchiesta.
22 Mag [23:59]

Montreal - Qualifica Sprint
Russell torna in pole, Antonelli secondo

Massimo Costa - XPB Images

Due Mercedes, due McLaren-Mercedes, due Ferrari, due Red Bull-Ford. Questo l'esito della qualifica Sprint di Montreal che ha premiato George Russell, autore della pole. Si potrebbe pensare che non sia stata una Q3 non particolarmente allegra considerando le coppie formatesi nella sessione finale, ma in realtà la bagarre non è mancata.

George Russell ha preso il comando delle operazioni con il tempo di 1'13"194 strappandolo a Lewis Hamilton, che con la Ferrari aveva iniziato la frazione finale con il piglio giusto, realizzando il crono di 1'13"411. L'inglese si è ancora migliorato con 1'13"326 contenendo Andrea Kimi Antonelli salito terzo con 1'13"500.

Le cose però, sono radicalmente cambiate nel minuto finale. Russell ha infranto il muro dell'1'13" prendendosi la pole col tempo di 1'12"965, mentre Antonelli è saltato al secondo posto con 1'13"033. La differenza tra i due piloti Mercedes è stata di 68 millesimi.

Le due McLaren parevano in difficoltà e soltanto all'ultimo giro Lando Norris ha trovato il modo per siglare la terza prestazione in 1'13"280. Non un tempo eccezionale per il campione del mondo, a 0"315 da Russell. Un divario notevole che ha dovuto rimediare anche Oscar Piastri, salito in quarta piazza con 1'13"299.

Hamilton ha così dovuto dire addio alla seconda fila scendendo in quinta posizione tenendosi alle spalle un Charles Leclerc, 1'13"410, piuttosto in ombra. Maluccio la Red Bull-Ford con Max Verstappen, solo settimo in 1'13"504 lamentando una mancanza di grip del posteriore della sua monoposto. A un decimo dall'olandese, il compagno Isack Hadjar, che può tirare un sospiro di sollievo avendo avvicinato sensibilmente il "maestro" dopo un Miami negativo.

Nella top 10 è entrato anche Arvid Lindblad, molto bravo nella sua prima uscita a Montreal, nono con la Racing Bulls-Ford. Purtroppo il team di Faenza non è riuscito a risolvere in tempo per la qualifica i problemi emersi nel turno libero sulla monoposto di Liam Lawson, rimasto spettatore in corsia box.

Carlos Sainz con la Williams-Mercedes ha conquistato la Q3 sotto la bandiera a scacchi della Q2 ai danni di Nico Hulkenberg, 11esimo con l'Audi. L'altra Williams, non ha partecipato alla qualifica dopo l'incidente di Alexander Albon, quando ha purtroppo investito una povera marmotta finendo così contro il muro.

Peccato per l'Audi, che ha fallito per pochi centesimi la Q3 con Hulkenberg e anche con Gabriel Bortoleto, 12esimo. Franco Colapinto ha portato l'Alpine-Mercedes in 13esima posizione, stranamente in difficoltà Pierre Gasly, rimasto bloccato nel Q1. I miracoli a cui il francese ci aveva abituati non si sono visti.

Non bene la Haas-Ferrari con entrambi i piloti: Oliver Bearman ha sbagliato l'ultimo giro. Fernando Alonso ha avuto la chance di portare l'Aston Martin-Honda nel Q2, e sarebbe stato un sogno per il team, ma ha commesso un banale errore alla variante, curva 8, bloccando l'anteriore e finendo contro le barriere. Alonso non ha avuto l'istinto di imboccare la via di fuga a lato pista.

E così, avendo causato la bandiera rossa, il suo tempo è stato cancellato e così Alonso è sceso 16esimo rimanendo fuori dal Q2 come il suo compagno Lance Stroll. Non male Sergio Perez con la Cadillac-Ferrari, monoposto che appare sempre più vicina a entrare nel Q2.

Venerdì 22 maggio 2026, qualifica Sprint

1 - George Russell (Mercedes) - 1'12"965 - Q3
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'13"033 - Q3
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'13"280 - Q3
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'13"299 - Q3
5 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'13"326 - Q3
6 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'13"410 - Q3
7 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'13"504 - Q3
8 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'13"605 - Q3
9 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'13"737 - Q3
10 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'14"536 - Q3
11 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'14"595 - Q2
12 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'14"627 - Q2
13 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'14"702 - Q2
14 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'14"928 - Q2
15 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'15"305 - Q2
16 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'15"760 - Q1 *
17 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'16"002 - Q1
18 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'16"354 - Q1
19 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'16"642 - Q1
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'16"866 - Q1
21 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - senza tempo - Q1
22 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - senza tempo - Q1

* tempo cancellato per avere causato bandiera rossa
22 Mag [20:02]

Montreal - Libere
La Mercedes vola, Antonelli leader

Massimo Costa - XPB Images

Come a Miami, precedente appuntamento del Mondiale, anche a Montreal i format è quello Sprint. Dunque, una sola sessione libera di 60 minuti, durante la quale team e piloti si sono affrettati a svolgere prove in vista della gara e della qualifica Sprint.

La superiorità della Mercedes si è confermata in maniera strabiliante quando tutti hanno montato le gomme soft. Prima George Russell, poi Andrea Kimi Antonelli hanno preso la prima posizione. Il bolognese ha chiuso al comando con 1'13"402 mentre l'inglese è risultato secondo in 1'13"544. Per cercare di ribattere al tempo realizzato da Antonelli, Russell dapprima è arrivato lungo alla prima curva, poi, sempre nello stesso punto, si è addirittura girato.

Scontento di quanto mostrato a Miami, Lewis Hamilton aveva dichiarato che per Montreal avrebbe cambiato approccio. A quanto pare qualcosa è cambiato perché Hamilton ha siglato il terzo tempo in 1'14"175, ma la Ferrari è distante assai dalla Mercedes, ben 774 millesimi. A poco meno di due decimi da Hamilton, è quarto Charles Leclerc che ha avuto la meglio sulla Red Bull-Ford di Max Verstappen, ad appena 11 millesimi dal monegasco.

Con le gomme hard, le due McLaren avevano un ottimo passo, ma con le soft sono crollate. Lando Norris è sesto a 1"397, Oscar Piastri settimo con un errore alla curva finale. Notevole la prestazione di Arvid Lindblad che ha portato la Racing Bulls all'ottavo posto davanti a Nico Hulkenberg con l'Audi e a un brillante Fernando Alonso con la Aston Martin-Honda.

Problemi tecnici hanno fermato dopo cinque giri la Racing Bulls-Ford di Liam Lawson e la Alpine-Mercedes di Franco Colapinto dopo appena 1 giro. La sessione è stata fermata con bandiera rossa per l'incidente di Alexander Albon alla curva 7. Il pilota della Williams ha purtroppo preso in pieno una povera marmotta (in fondo a casa sua nel parco di Montreal) la quale stava attraversando la pista. Albon ha perso il controllo della monoposto colpendo il muro. In uscita dalla chicane ha invece perso il posteriore della sua Haas-Ferrari Esteban Ocon colpendo frontalmente il muretto.

Tante le novità portate dalle squadre. La McLaren ha presentato un nuovo alettone anteriore, nuova anche la copertura motore, le prese d'aria di raffreddamento, l'aletta Halo, la paratia terminale dell'alettone posteriore, le carenature delle sospensioni posteriori, ed elementi aerodinamici sul fondo.

Non da meno la Mercedes che a Miami non aveva portato modifiche. In Canada si è visto un inedito alettone anteriore, una diversa aerodinamica del montante anteriore, fondo e aerodinamica degli angoli posteriori. La Red Bull ha anche lei un alettone anteriore tutto da provare, condotti dei freni, aletta aerodinamica sul fondo, fessura sulla copertura motore.
 
In casa Williams, nuovi condotti dei freni anteriori, carenature delle sospensioni anteriori, tromba di scarico. La Racing Bulls: fondo, angoli posteriori, alettone a trave, staffa di scarico. La Haas, presa d'aria e geometria delle pance laterali, fondo, carenature delle sospensioni posteriori, tamburi dei freni posteriori.

Per il team Audi, condotti dei freni anteriori, diffusore, prese d'aria di raffreddamento, condotti dei freni posteriori. L'Alpine: geometria del fondo, alettone posteriore. La Cadillac: angoli anteriori e condotti dei freni, diffusore.

Ferrari aveva portato a Miami un bel pacchetto di modifiche quindi nessuna novità a Montreal, anche la Aston Martin si è astenuta dal presentare sviluppi.

Venerdì 22 maggio 2026, libere

1 . Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'13"402 - 32 giri
2 - George Russell (Mercedes) - 1'13"544 - 34
3 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'14"176 - 35
4 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'14"355 - 36
5 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'14"366 - 31
6 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'14"799 - 32
7 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'14"963 - 32
8 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'15"452 - 33
9 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'15"698 - 28
10 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'15"863 - 31
11 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'16"214 - 33
12 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'16"253 - 29
13 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'16"497 - 32
14 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'16"642 - 15
15 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'16"660 - 36
16 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'16"809 - 29
17 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'16"978 - 30
18 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'17"431 - 5
19 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'17"770 - 26
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'17"868 - 28
21 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'17"926 - 28
22 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - senza tempo - 1
21 Mag [15:24]

Contatto BYD - Horner
Preparano l'ingresso in F1?

Massimo Costa

Lo scorso 11 marzo, Italiaracing aveva ripreso una news lanciata da Bloomberg in cui si spiegava l'interesse mostrato dal gruppo automobilistico cinese BYD nei confronti della Formula 1. Fondata come produttore di batterie poco più di vent’anni fa, l’azienda ha conosciuto una crescita esponenziale. Nel giro di due decenni è diventata il più grande costruttore cinese per volumi di veicoli elettrici e ibridi venduti, arrivando persino a superare Tesla nelle vendite globali di auto elettriche. Parallelamente, il gruppo ha iniziato a espandere in modo sempre più aggressivo la propria presenza sui mercati internazionali, con particolare attenzione all’Europa, all’America Latina e ad altre aree strategiche.

Ora si torna ad accostare il nome di BYD alla Formulal 1. In occasione del Festival del cinema a Cannes, l'ex team principal della Red Bull Chrisitan Horner ha incontrato il vice presidente esecutivo i BYD, Stella Li. Di cosa mai avranno parlato se non di una futura visione nel Mondiale F1? Certo, al momento questa prospettiva è quanto mai un cantiere aperto, ma senza dubbio BYD appare sempre più interessata a diventare il dodicesimo team del Mondiale e senza dubbio avere un costruttore cinese di tale portata, non farebbe che bene a Liberty Media (nel GP di Shanghai Li si è intrattenuto con Stefano Domenicali) e alla FIA.

Horner potrebbe essere senza ombra di dubbio l'uomo giusto per accompagnare e poi dirigere BYD nel Mondiale F1. Recentemente, l'ex team principal Red Bull è stato accostato ad Aston Martin e ad Alpine, ma l'ipotesi di essere l'elemento chiave di un nuovo costruttore, per di più cinese, è certamente più accattivante, attraente, per lui. Cosa accadrà? Vediamo gli sviluppi che potrebbero verificarsi entro breve.



20 Mag [14:21]

Il messaggio di Verstappen alla F1
Sempre più pubblico per le gare "extra"

Massimo Costa

Ci voleva Max Verstappen per portare la luce, tanta luce, sulle altre isole felici del motorsport? Sembra proprio di sì. La presenza del quattro volte campione del mondo Formula 1 alla 24 Ore del Nurburgring con la Mercedes GT3 del team Winward, ha scatenato i media di tutto il mondo, italiani compresi (vedi Sky Sport), che si sono lanciati in dirette streaming come mai era accaduto prima per l'evento tedesco. Se non per quei canali classici che hanno sempre seguito in diretta quella che viene definita l'infernale gara del Nordschleife.

Lungo l'interminabile circuito storico del Nordschleife, si sono assiepate migliaia e migliaia di spettatori entusiasti. Un classico per questa... classica, ma indubbiamente la presenza di Verstappen ha attirato ancora più tifosi, specialmente quelli in maglia arancione provenienti dall'Olanda e che abbiamo sempre visto in questi anni affollare le tribune dei vari circuiti europei che ospitavano i Gran Premi di F1.

Chi ci segue, avrà già avuto modo di leggere i nostri articoli riguardanti le presenze di un folto pubblico alla prima gara del GT World Endurance al Paul Ricard e alla prima tappa del WEC a Imola. Tanti tanti spettatori che hanno invaso i due circuiti e che avevano solleticato un confronto con quanto accade nel Mondiale F1, sempre più esclusivo e riservato a chi ha il portafoglio bello gonfio.

E sì, perché gli appassionati visti al Paul Ricard, a Imola e al Nordschleife hanno dimostrato tutta la loro passione per il motorsport in eventi belli, interessanti, pieni di pathos, potendo spendere poche decine di euro. E sentirsi pienamente parte dell'evento. Perché questo non accade in F1? Abbiamo già fornito la risposta: perché in F1 tutto è business e poco importa degli spettatori. Se la tirano? Eccome. La parola è una sola: esclusività. Ecco allora il paddock club per ricconi, gli inviti ai VIP (o presunti tali) nel paddock vietatissimo ai comuni mortali. 



Al Paul Ricard, a Imola, al Nurburgring, il prezzo del biglietto non superava i 100 euro per due-tre giorni. Volete sapere quanti sono stati gli spettatori al Nordschleife durante al 24 Ore? 352.000. Tanti quanti affollano i circuiti del Mondiale F1. Che però, si ritrovano a spendere molto di più. Un numero, quello del Norschleife, che è paragonabile a quelli raggiunti solitamente da Spa per la 24 Ore del GT World Endurance o dalla 24 Ore di Le Mans dedicata al WEC.

Quello che premia gli spettatori di queste gare è la possibilità di accedere al paddock, di vedere da vicino i piloti, le macchine, nella più totale tranquillità e senza dover accendere un mutuo con la propria banca. Ci si sente ancora di più parte dell'evento. In F1 si vede tanta gente, per esempio sulla griglia di partenza, ma mica sono spettatori veri. Sono le decine, centinaia, di invitati dagli sponsor, da Liberty Media, dalla FIA.  Nel paddock, se paghi un prezzo molto salato, puoi anche accedere, c'è l'ingresso il giovedì alla pit-lane. Una bella iniziativa, che poi finisce rapidamente.

Osservando i media europei che hanno parlato dell'evento del Nurburgring, anche i social, è emersa nettamente una cosa: Il pubblico che segue soltanto la F1, che non si interessa del motorsport nella sua completezza, grazie a Verstappen ha scoperto un nuovo mondo e ne è rimasto strabiliato. Prima di tutto, dal fascino del Nordschleife, poi dalla bellezza delle variopinte vetture GT3 e dalla tipologia della 24 Ore. Di una gara vera, non determinata dall'uso delle batterie come accade in F1, situazione che tanto ha scioccato gli appassionati.

Circuiti veri (non tracciati banali come Losail per esempio e similari inseriti in calendario tanto per aumentare il numero di gare e per incassare milioni dagli arabi di turno), gare vere, piloti che guidano senza dover pensare a spingere chissà quali bottoncini. La gente sta aprendo gli occhi, il messaggio è chiaro. Ma sappiamo bene che a Stefano Domenicali e a tutta Liberty Media poco importa. Finché le tribune F1 sono piene, gli ascolti tv importanti, non si cambia. 

Ma attenzione, intanto c'è stata la clamorosa retromarcia sul 50-50 delle power unit tra elettrico e no. Chiaro segnale che davanti ai sorrisi del "tutto va bene signora la Marchesa", c'era grande preoccupazione per il tunnel in cui ci si era infilati. La F1 è bella, bellissima, ma dovrebbe tornare ad essere più vicina alla gente comune pur aprendo le porte ai ricconi e ai VIP di turno. Che una volta inquadrati dalla TV fan dire... wow c'è Michael Douglas... wow c'è pinco pallo.

Al Paul Ricard, a Imola, al Nordschleife, non c'era motivo di dire wow per nessuna star del cinema, della musica, per qualche inutile influencer, ma solo i tanti wow della gente comune felice di assistere a belle gare, tanti veri appassionati non in camicia e cravatta. E come ha scritto un bravo collega inglese "Questo è esattamente ciò che gli sport motoristici dovrebbero essere. È ciò che la F1 può essere e a volte è. Ma se mai avesse avuto bisogno di un promemoria, il suo quattro volte campione del mondo ha appena acceso i riflettori su ciò che non deve dimenticare".



12 Mag [12:52]

Cadillac, avanti a piccoli passi
Come sta crescendo il team americano

Massimo Costa - XPB Images

Hanno iniziato la loro prima stagione in F1 senza particolari aspettative, senza proclami, ma con l’obiettivo di lavorare a testa bassa e crescere gara dopo gara. Il team Cadillac, al debutto assoluto nel Mondiale, sta mantenendo quelli che erano gli obiettivi iniziali. Intanto, concludere le gare. Tutti partono in F1 e il problema di non riuscire a qualificarsi, che un tempo era un grande ostacolo per i piccoli team quando vi erano più di 26 iscritti, non esiste più, vi è sempre la certezza di partecipare ai Gran Premi.

Grazie a una power unit Ferrari particolarmente efficace e a due piloti come Valtteri Bottas e Sergio Perez che stanno mettendo in pista tutta la loro esperienza, il team Cadillac su quattro gare fino ad ora disputate può contare un solo ritiro. Quello di Bottas nel primo appuntamento dell’anno a Melbourne. Il finlandese si è ritirato al giro 15 per noie allo sterzo. Perez, invece, in quel Gran Premio si è classificato 16esimo a 3 giri.

Dopo di che le due MAC-26, dove con MA si è voluto onorare il grande Mario Andretti e la C sta per Cadillac, hanno sempre visto l’arrivo. Cosa assolutamente notevole se consideriamo che la tanto celebrata Aston Martin-Honda di Adrian Newey, squadra con decenni di F1 sulle spalle (prima era Racing Point, Force India eccetera), soltanto a Miami ha potuto vedere entrambe le monoposto al traguardo. Mentre anche l’Audi, altro costruttore al debutto e con una propria power unit, benché certamente più competitiva della Cadillac, paga una affidabilità ancora precaria.

Certo, il team americano non ha un proprio motore e, come detto, può contare sulla validità dell’unità di Maranello che regala garanzie di chilometraggio. E questo è sicuramente un gran vantaggio perché consente ai tecnici della squadra di poter lavorare e programmare con una certa tranquillità.

E difatti, a Miami è arrivato un primo significativo pacchetto di sviluppo che ha coinvolto il fondo delle due monoposto e una serie di novità dal punto di vista aerodinamico e meccanico. Tra queste, una nuova paratia dell'ala anteriore, il flap dell'ala anteriore, il supporto dello specchietto retrovisore, il pianale anteriore, il diffusore, le sospensioni posteriori, l’angolo posteriore e supporto del terminale di scarico, i freni e un minor peso complessivo delle vetture.

Tutto questo è stato provato da Bottas e Perez nel weekend in Florida, con il format sprint, non il massimo considerando che vi è stato un solo turno libero di 90 minuti e non le tre ore di libere che si hanno in un fine settimana di gara normale. Ci sarà quindi una maggiore possibilità di verificare la bontà di tutte queste novità in occasione del prossimo appuntamento di Montreal.



Il team principal Graeme Lowdon ha spiegato che la sosta di aprile per la cancellazione dei GP di Sakhir e Jeddah è stata importante per loro: “Abbiamo potuto lavorare di più al banco prova organizzando i test multi-post, i test K&C di cinematica e conformità, utilizzati per testare le sospensioni, e tutto il resto, cosa che normalmente non si ha il tempo di fare perché le vetture sono impegnate in un continuo passaggio da un evento all'altro”.

Bottas ha aggiunto: “Fin dai primi test pre-campionato, il nostro punto debole principale è stata la mancanza di carico aerodinamico. La parte più importante degli aggiornamenti portati a Miami consiste proprio nel riuscire a cancellare tale difetto. Quindi questo rimane il vantaggio più significativo che otterremo in termini di tempo. La riduzione di peso sicuramente aiuta, ma non è così rilevante come il deficit che abbiamo in termini di aerodinamica. In ogni caso, stiamo vedendo progressi in molte aree”.

Proviamo a vedere nel dettaglio come si è comportato il team Cadillac da Melbourne a Miami prendendo in esame le qualifiche. Sul tracciato australiano, nel Q1 Perez è risultato 18esimo a 3”098 dal leader George Russell, 1’22”605 contro 1’19”507. Bottas ha chiuso 19esimo a 3”737 in 1’23”244.

Peggio di loro però hanno fatto Carlos Sainz con la Williams-Mercedes, Max Verstappen con la Red Bull-Ford e Lance Stroll con la Aston Martin-Honda che di fatto non hanno segnato un tempo. A Melbourne, non prendendo in esame la Aston Martin, il rivale più vicino a Perez è risultato Oliver Bearman con la Haas-Ferrari, 16esimo in 1’21”247, un divario di 1”358.

A Shanghai, Bottas ha siglato nel Q1 il 20esimo crono in 1’35”436 mentre il leader Charles Leclerc ha ottenuto 1’33”175. Dunque, un distacco di 2”261, molto meglio rispetto a Melbourne. Perez è stato ultimo in 1’36”905 a 3”731 da Leclerc. In mezzo alle due Cadillac, la Aston Martin di Lance Stroll. Molto vicino il primo dei rivali non Aston, ovvero la Williams di Alexander Albon, 18esimo con un vantaggio di 0”664 su Bottas.



E veniamo a Suzuka. Perez nel Q1 è risultato 19esimo in 1’32”206, davanti a tutti Leclerc con 1’29”915. Una forbice di 2”291. Bottas ha terminato 20esimo in 1’32”330. In Giappone, la Cadillac ha messo dietro entrambe le Aston Martin. Davanti a Perez, Bearman con la Haas (1’31”090) a 1”116.

Per concludere, ecco Miami. Bottas 20esimo nel Q1 in 1’31”629 mentre il leader Andrea Kimi Antonelli ha realizzato il tempo di 1’28”653. La differenza è stata di 2”976. Perez, 21esimo in 1’31”967. Dietro le due Cadillac, l’Audi di Gabriel Bortoleto afflitto da problemi tecnici. La differenza con gli altri, in questo caso la Racing Bulls-Ford di Arvid Lindblad (17esimo) è stata di 1”496.

Riassumendo, a parte Melbourne, il distacco dal leader del Q1 si mantiene sotto i 3”, con punte minime di 2”2 a Shanghai e Suzuka, mentre togliendo la Aston Martin che spesso risulta inferiore alla stessa Cadillac, la discrepanza dai team di centro classifica si aggira sull’1”2 di media, con la punta minima registrata a Shanghai quando Albon era a soli 0”664 da Bottas.

A Montreal, dove si potrà lavorare meglio sugli sviluppi portati a Miami, il team, Bottas e Perez, si aspettano di compiere un passetto in avanti. Anche per rispondere alla Aston Martin che in Canada porterà una serie di novità che aveva preferito non inserire sulle AMR26 a Miami.
7 Mag [20:22]

Modifiche insufficienti
I piloti bocciano le novità tecniche

Carlo Luciani - XPB Images

Il dibattito sulle nuove monoposto continua ad infiammare il paddock di Formula 1 e, nonostante i recenti accorgimenti tecnici introdotti a Miami, il malcontento tra i protagonisti non accenna a placarsi. La questione centrale rimane legata alla gestione dell'energia ed al conseguente paradosso che sta snaturando il concetto di velocità: la necessità di guidare più lentamente in curva per essere più competitivi nei rettilinei.

Prima del weekend americano la Federazione ha approvato una serie di modifiche mirate a ridurre il fenomeno del "super clipping”. In particolare, si è cercato di intervenire su una lacuna evidente: la tendenza delle vetture a perdere improvvisamente potenza alla fine dei tratti veloci a causa dell’esaurimento della carica elettrica, una questione importante anche sotto il punto di vista della sicurezza, sollevata anche in seguito all’incidente di Oliver Bearman a Suzuka.

Tra le novità principali spicca la riduzione del recupero massimo di energia in qualifica, già ridotto in Giappone da 9 MJ a 8 MJ ed ora ulteriormente abbassato a 7 MJ. Questo limite è stato introdotto per evitare che i piloti debbano ricaricare eccessivamente durante il giro lanciato. Allo stesso tempo la potenza massima di ricarica durante le fasi di recupero è stata innalzata da 250 kW a 350 kW. Questo per ridurre il cosiddetto "lift and coast", ovvero il rilascio dell'acceleratore a fine rettilineo.

Tuttavia, i riscontri dei piloti raccolti da “The Race” dipingono uno scenario ancora critico. Tra i più severi il quattro volte iridato Max Verstappen, sin da inizio stagione poco convinto della nuova ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico: “Ti punisce ancora. Più vai veloce in curva, più vai piano nel rettilineo successivo. Fondamentalmente, se hai più energia alla fine della curva, sarai più veloce sul dritto. Quindi non è questo l’obiettivo”.



Secondo l’olandese, avere più carica garantisce un vantaggio in termini cronometrici superiore rispetto ad una percorrenza di curva più rapida. Un’anomalia che sacrifica l’istinto del pilota per favorire la gestione della power unit, snaturando l’essenza della qualifica. Anche Esteban Ocon ha confermato questa sensazione al volante: "Devi spingere troppo nella prima parte della curva per poi non accelerare nella seconda”.

Sulla stessa lunghezza d'onda Fernando Alonso, che ha dichiarato: "Dobbiamo dare ancora un po' di tempo alla FIA, ma in ogni caso queste unità motrici premieranno sempre chi va piano nelle curve. Indipendentemente dalla strategia e dal tipo di guida che si adotta, l'energia serve sui rettilinei e va conservata in curva". Il campione del mondo in carica Lando Norris ha invece definito i cambiamenti apportati a Miami un passo in avanti, seppur non sufficiente: "Se vai a tutta velocità ovunque e cerchi di spingere come facevi negli anni precedenti, vieni comunque penalizzato. Non credo si possa risolvere davvero con piccoli aggiustamenti. Bisognerebbe eliminare la batteria per tornare a correre sul serio".

Quest’ultima opzione non è al momento contemplata, ma ciò di cui si sta discutendo è potenziare il motore a combustione interna. Questo sarebbe possibile intervenendo sul flusso di carburante, ma l’ipotesi appare poco realistica perché comporterebbe una riprogettazione dell’ICE, rendendolo più robusto per sopportare le sollecitazioni dovute all’aumento di potenza. Si dovrebbe inoltre far fronte anche ad un problema di consumo di combustibile, che chiaramente aumenterebbe, costringendo ad aumentare la capacità dei serbatoi con inevitabili ripercussioni su altre componenti.

Le discussioni riguardano quindi non solo il 2027, ma vanno già oltre, visto che i team sono già al lavoro per la prossima stagione. Per il momento la situazione rimane in una fase di stallo: se è vero che con gli accorgimenti introdotti a Miami la situazione sia leggermente migliorata, bisogna attendere appuntamenti ben più faticosi per la gestione dell’energia. Una prova importante sarà già quella di Montreal, dove potremo valutare meglio la reale efficacia dei correttivi.
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