Massimo Costa - XPB ImagesStiamo cercando sul vocabolario nuovi aggettivi per descrivere quel che sta realizzando
Andrea Kimi Antonelli in questo Mondiale, ma praticamente li abbiamo già usati tutti. Che dire di più di un ragazzo/pilota al secondo anno di F1, di 19 anni, che vince cinque Gran Premi consecutivi su sei disputati e ottenendo quattro pole? I confronti con le star del passato fioccano, e non potrebbe essere diversamente.
Certo, la Mercedes è la monoposto da battere, anzi, è due spanne sopra tutti gli altri. E su qualsiasi tipo di circuito. Le ha vinte tutte perché dove non ha timbrato Antonelli ci ha pensato
George Russell a Melbourne, come vittoria, e a Melbourne e Montreal, come pole. Nessun croccantino lasciato agli avversari. Niente di niente.
Dunque, ecco il mix esplosivo, quello Antonelli-Mercedes che è letteralmente scoppiato tra le mani di Toto Wolff, colui che lo ha voluto nella Academy, prima, e nel team Formula 1 poi, come pilota ufficiale al posto di Lewis Hamilton. Una crescita che sta distruggendo George Russell il quale non si aspettava passi da gigante così importanti da parte di Antonelli. E a quanto pare, l'inglese sta soffrendo in maniera eccessiva, sorprendente, il giovane bolognese.
Certo il cammino è ancora lungo, Russell ha tutto il tempo per riprendersi, per ritrovare il suo ritmo e la giusta simbiosi con la W17, che sembra avere improvvisamente lasciato da qualche parte in giro per il mondo. Questione di feeling, cantavano Riccardo Cocciante e Mina...
A Monte Carlo, Antonelli ha corso da veterano, una volta di più, con una glacialità impressionante. In pochi giri ha allungato su Lewis Hamilton, secondo, poi a un certo punto ha rallentato (si fa per dire) per risparmiare le gomme e quando l'inglese della Ferrari ha ridotto il divario, ecco che col piglio di chi ha sotto controllo la situazione, ha ricominciato a spingere spegnendo le speranze del rivale.
Poi, il caos, con le uscite una dietro l'altra di Lance Stroll e Charles Leclerc, le due safety-car, la bandiera rossa per un pezzo di asfalto, esterno all'ingresso dell'ultima curva, che si è sfaldato come fosse cioccolato, la partenza da fermi con 8 giri da completare. Antonelli in mezzo a questo bailamme non si è mai scomposto, neanche un pizzichino. Ripartita la gara, se ne è andato e Hamilton non ha potuto che osservare.
Ecco, Hamilton. Su di lui tra lo scorso anno e lal'inizio di questa stagione, sono state spese parole senza senso in TV, sono stati tracciati profili psicologici su di lui da bionde influencer apparse in video dal nulla, scritte cose aberranti sui giornali con chi lo prendeva in giro per gli abiti (very cool) indossati. Ma Hamilton è sempre lui signori e l'equazione è molto semplice.
Se sente che la monoposto è competitiva, non ce n'è per nessuno, che abbia 20 o 40 anni, se sente che la vettura è claudicante, si spende all'ottanta per cento. Così è stato ai tempi della McLaren, ai tempi recenti della Mercedes ansimante dopo la cavalcata dei sei mondiali conquistati (sarebbero stati sette, quindi otto in totale senza il furto del 2021) e nel 2025 in Ferrari.
Hamilton ora che la SF25 lancia segnali di vita interessanti, è al terzo podio stagionale, terzo a Shanghai, secondo a Montreal e Monte Carlo. Ed è balzato al secondo posto nella classifica di campionato. Cosa che sta mandando in tilt Leclerc, simil Russell? Chissà. Ha rinnovato a vita con la Ferrari, ed è cosa molto bella, ma è preoccupante che continui a fare errori quasi da principiante dopo nove anni di F1, che perda la brocca per un nonnulla in gara, che si lamenti come un baby kartista capriccioso se le cose non vanno.
Certo, è nella natura dei piloti prendersela con il team, con la macchina, è giusto il confronto con la squadra, ma a tutto ci deve essere un limite. E le sue lamentele nel post Monte Carlo sono apparse incomprensibili. Hamilton lo ha battuto, punto, e l'errore, perché di questo si è trattato in gara, è tutto suo. Ri-punto. Leclerc è un ragazzo di una intelligenza sopraffina, non si lasci trascinare nel tunnel della negatività.
Incredibile la sfortuna di cui è stato vittima
Max Verstappen, bloccato in partenza da un problema alla power unit. Chissà come sarebbe andata con lui in gara. Ma tant'è, almeno la Red Bull-Ford si è consolata con il terzo posto di Isack Hadjar, al secondo podio in carriera dopo il similare piazzamento di Zandvoort 2025 con la Racing Bulls. Nervoso e arrabbiato per un qualcosa che non funzionava nella power unit e che andava e veniva. Hadjar ha uno stile, chiamiamolo così, alla Yuki Tsunoda, sempre sopra le righe via radio, ma a quanto pare è decisamente più efficace del jap.
E a proposito di Racing Bulls-Ford, a dir poco sensazionale il quinto posto di Liam Lawson e il sesto di Arvid Lindblad. Sii sono tenuti lontani dai rail, dai guai, dalle penalità che hanno afflitto un buon numero di rivali, soprattutto per la eccessiva velocità ai box. Mai visti così tanti 5" assegnati in una singola gara.

Tornando ai protagonisti del mondiale, Russell era quarto, si è preso pure lui i 5" di penalità, ma incredibilmente il team Mercedes, nel momento del pit-stop, non glieli ha fatti scontare come accaduto con gli altri, tra questi pure Hamilton.
Incredibile dimenticanza, cosicché dopo la partenza a seguito della rossa, ha dovuto affrontare un drive through. E addio piazzamento a punti.
Per tali leggerezze, la velocità eccessiva in pit-lane,
Pierre Gasly e la Alpine hanno perso il terzo posto. Peccato perché Gasly, come spesso accade, è stato superlativo. Giornata da dimenticare per la McLaren-Mercedes con Lando Norris ritirato e Oscar Piastri quarto senza mai pungere. Almeno hanno azzeccato le gomme al via, slick e non rain. Scherziamo dai.
Soddisfazione anche per Haas-Ferrari con Esteban Ocon, ultimamente messo in ombra da Oliver Bearman (ritrato), e Williams-Mercedes con Alexander Albon. Peccato per Carlos Sainz, speronato a pochi giri dalla fine da Nico Hulkenberg mentre entrambi erano in zona punti. Lo spagnolo si è ritirato, il tedesco è stato penalizzato. E così si sono aperte le porte della top 10 ad Ocon e, udite udite, a
Sergio Perez con la Cadillac-Ferrari. Monte Carlo è anche questo, finali imprevedibili che offrono regali inattesi. E pensate, Perez su queste strade ha vinto nel 2022 con la Red Bull. Sa come si fa da queste parti e anche se Antonelli nelle libere gli ha dato dell'idiota perché si è spostato in ritardo per farlo passare (ecco, il bolognese dovrebbe non adeguarsi a queste uscite sgarbate e verstappiane), Perez ha regalato la prima grande gioia al nuovo team Cadillac.
Domenica 7 giugno 2026, gara 1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 78 giri
2 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 6"271
3 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 23"394
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 24"261
5 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 26"553
6 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 29"010
7 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 30"369 **
8 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 33"413
9 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 37"140
10 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 39"153
11 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 41"899
12 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 42"748
13 - George Russell (Mercedes) - 43"353
14 - Nico Hulkenberg (Audi) - 44"102 ***
15 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 48"964 *
* 5" di penalità per velocità in pit-lane
** 5"+ 5" penalità per velocità in pit-lane
*** 10" di penalità per contatto con Sainz
RitiratiCharles Leclerc
Lance Stroll
Lando Norris
Oliver Bearman
Valtteri Bottas
Max Verstappen
Il campionato piloti
1.Antonelli 156; 2.Hamilton 90; 3.Russell 88; 3.Leclerc 75; 5.Piastri 60; 6.Norris 58; 7.Verstappen 43; 8.Hadjar 29; 9.Gasly, Lawson 26; 11.Bearman 18; 12.Colapinto 15; 13.Lindblad 13; 14.Sainz 6; 15.Albon 5; 16.Ocon 3; 17.Bortoleto 2; 18.Perez 1.
Il campionato costruttori
1.Mercedes 244; 2.Ferrari 165; 3.McLaren-Mercedes 118; 4.Red Bull-Ford 72; 5.Alpine-Mercedes 41; 6.Racing Bulls-Ford 39; 7.Haas-Ferrari 21; 8.Williams-Mercedes 11; 9.Audi 2; 10.Cadillac-Ferrari 1.