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2 Mar [19:57]

Lusail – Gara: dominio Porsche
Tripletta in Hypercar, vittoria in LMGT3

Michele Montesano

La stagione 2024 del FIA WEC è iniziata nel segno della Porsche. Sempre al vertice, fin dalle prime sessioni disputate sul circuito di Lusail, la Casa di Weissach ha letteralmente dominato la 1812 Km del Qatar. Un avvio promettente per la 963 LMDh che, dopo un primo anno di rodaggio, ha iniziato a raccogliere i meritati successi sia in IMSA, con la conquista della 24 Ore di Daytona, che nel Mondiale Endurance dove quest’oggi ha monopolizzato l’intero podio di Lusail. A trionfare è stato l’equipaggio del Penske Motorsport composto da Kevin Estre, Laurens Vanthoor e André Lotterer, ma tutte le 963 LMDh sono risultate le Hypercar più competitive in pista. Non solo il successo assoluto, Porsche ha conquistato anche la vittoria di classe LMGT3 con Aliaksandr Malykhin, Joel Sturm e Klaus Bachler.

Nelle prime fasi a dettare l’andatura è stato Miguel Molina che, allo spegnimento dei semafori, ha beffato sia la Porsche di Michael Christensen, scattato dalla pole, che la Toyota di Mike Conway (nella foto sotto). Salito al comando delle operazioni, lo spagnolo della Ferrari si è però dovuto ben presto inchinare allo scatenato Nico Müller, al volante di una finalmente competitiva Peugeot 9X8 LMH. Primo a effettuare la sosta, Molina ha poi commesso un errore tagliando la riga bianca al rientro nei box. Punito con un drive through, il pilota Ferrari è così sprofondato a centro classifica.



Solo al comando, Müller ha provato ad allungare nel corso della prima ora. Ma l’alfiere Peugeot ha dovuto fare i conti con Vanthoor che, scivolato all’ottavo posto nelle prime fasi di gara, ha iniziato un forsennato recupero supportato dall’ottimo passo gara della sua Porsche. La 963 LMDh si è infatti dimostrata la Hypercar più efficace nel gestire l’usura degli pneumatici, soprattutto nelle ore più calde, permettendo al belga di arrivare subito minaccioso alle spalle della Peugeot. Dopo due tentativi andati a vuoto, Vanthoor ha dato la stoccata vincente approfittando di un errore commesso da Müller in curva 1. Preso il comando delle operazioni, allo scoccare della prima ora e mezza di gara, la Porsche del Penske Motorsport non l’ha più mollato.

È poi toccato a Lotterer, una volta preso il volante della Porsche all’imbrunire, gestire il vantaggio sulla Peugeot 9X8. Infine è stato Estre a finalizzare il tutto, ma non senza qualche patema d’animo nel suo ultimo stint. Il francese, nelle fasi di doppiaggio, è stato toccato dalla Lexus GT3 di Takeshi Kimura perdendo la placca con il numero identificativo sul fianco sinistro della vettura. Da regolamento Estre ha quindi dovuto effettuare un’ulteriore sosta per permettere ai meccanici di applicare l’adesivo riportante il numero. Fortunatamente, il buon margine sulla Peugeot ha consetito al francese di tornare in pista ancora in testa e tagliare il traguardo per primo. Oltre a conquistare la prima vittoria di una LMDh nel WEC, l’equipaggio del Penske ha riportato al successo assoluto la Porsche che mancava dalla 6 Ore di Austin del 2017 con la 919 Hybrid LMP1.



Finale amarissimo per Peugeot quando stava per cogliere il suo miglior risultato con la 9X8 LMH. Secondo, Jean-Eric Vergne (nella foto sopta) all’inizio del penultimo giro ha riscontrato un calo di potenza sulla vettura. Il francese è riuscito a tagliare il traguardo con la sola spinta del motore elettrico scivolando, però, al settimo posto. A ereditare la piazza d’onore è stata così la Porsche del Team Jota, portata sul traguardo dell’esordiente Callum Ilott in equipaggio con Will Stevens e Norman Nato. A completare il podio la Porsche ufficiale del poleman Matt Campbell, Frederic Makowiecki e Michael Christensen attardata da vibrazioni anomale nel corso della gara.

Quarto posto di rimonta per la Cadillac V-Series.R. Costretto a sostituire il cofano anteriore, a seguito di un contatto con la Peugeot di Paul di Resta allo start, Alex Lynn ha immediatamente provato a recuperare il terreno perso. Missione proseguita da Earl Bamber e dal terzo pilota Sebastien Bourdais che nelle fasi finali ha provato a ricucire il distacco anche sulla Porsche ufficiale sfruttando una differente strategia. Se in qualifica non aveva del tutto convinto, la LMDh americana si è confermata nettamente più competitiva sul passo gara.



A salvare l’onore della Ferrari ci ha pensato il team AF Corse conquistando il quinto posto assoluto con Robert Kubica, Yifei Ye e Robert Shwartzman (nella foto sopra). Le Hypercar di Maranello hanno subito un BoP (Balance of Performance) decisamente poco favorevole. L’equipaggio della squadra piacentina ha messo in mostra un passo costante e una gara priva di sbavature chiudendo meritatamente in top 5. Tutt’altra storia per la squadra ufficiale che quest’oggi ha commesso troppi errori. Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Molina hanno chiuso in ottava posizione, mentre Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado hanno tagliato il traguardo quattordicesimi. Oltre a subire la perdita dell’alettone posteriore, per via di un contatto con un doppiato nelle prime fasi di gara, Calado è stato sanzionato con un drive through per aver stretto pericolosamente contro il muro la Porsche di Julien Andlauer.

Mai in grado di lottare per la vittoria, le Toyota GR010 Hybrid sono state relegate al ruolo di comprimarie. Kamui Kobayashi, Conway e Nick De Vries si sono battuti con le unghie e con i denti per terminare in sesta posizione. Mentre i campioni del mondo in carica Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa sono riusciti ad artigliare solamente la top 10. Non è stata fatta pretattica durante il Prologo, le vetture nipponiche sono state eccessivamente rallentate dal nuovo BoP.



L’Alpine A424 LMDh si è dimostrata la miglior debuttante tra le Hypercar conquistando il nono posto con Charles Milesi, Ferdinand Habsburg e Paul-Loup Chatin. La squadra francese ha preferito diversificare la strategia dei suoi due equipaggi per cercare di accumulare esperienza. Buono anche l’esordio di Mick Schumacher che, in equipaggio con Nicolas Lapierre e Matthieu Vaxiviere, ha conquistato il tredicesimo posto.

Dodicesima la migliore delle BMW M Hybrid V8, quella di René Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde. Mentre la vettura gemella di Raffaele Marciello, Marco Wittmann e Dries Vanthoor è stata rallentata da problemi meccanici chiudendo sedicesima alle spalle della Lamborghini SC63 (nella foto sopra). Proprio la LMDh di Sant’Agata Bolognese, nelle mani di Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara e Danill Kvyat, ha mostrato una buona affidabilità portando a termine la gara senza problemi. Ora, già a partire dalla prossima gara di Imola, bisognerà lavorare anche sulla velocità. È finita anzitempo la gara dell’Isotta Fraschini Tipo 6, costretta alla resa dopo 157 giri per un problema alla sospensione anteriore destra.



Anche la nuova classe LMGT3 ha visto una Porsche comandare le operazioni per gran parte della 1812 km del Qatar. Il pilota Bronze Malykhin (nella foto sopra) è stato autore di un primo stint perfetto, dapprima portando in testa la 911 GT3 R del Manthey Pure Rxcing, per poi costruire un margine di venti secondi sugli avversari. Sfruttando un’ottima strategia, l’Aston Martin Vantage dell’Heart of Racing è uscita sulla distanza grazie a un ottimo stint del nostro Daniel Mancinelli. Purtroppo Alex Ribeiras non è stato altrettanto efficace nel finale, cedendo la prima posizione a Bachler che ha così tagliato il traguardo per primo.

Gradino più basso del podio per l’altra Aston Martin di Clément Mateu, Erwan Bastard e Marco Sørensen che ha battuto la BMW M4 di Maxime Martin, Ahmad Al Harthy e Valentino Rossi, con il ‘Dottore’ autore di due stint consistenti e privi di sbavature. Quinta piazza per la Ferrari 296 GT3 di Thomas Flhor, Francesco Castellacci e Davide Rigon, quest’ultimo bravissimo a sorpassare sul finale la BMW di Augusto Farfus in equipaggio con Sean Gelael e Darren Leung.



Ottavo posto per la Lamborghini Huracan delle Iron Dames (nella foto sopra) che hanno preceduto l’esordiente Ford Mustang del Proton Competition di Giorgio Roda, Mikkel Pedersen e Dennis Olsen. A chiudere la top 10 la Corvette di Daniel Juncadella, Sebastien Baud e Hiroshi Koizumi. Costretta al ritiro la Z06 LMGT3 R del poleman Tom Van Rompuy a causa di un problema elettronico al selettore del cambio.

Sabato 2 marzo 2024, gara

1 - Estre-Lotterer-L. Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 332 giri - 9h55'51"926
2 - Stevens-Ilott-Nato (Porsche 963) - Jota - 33"297
3 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 34"396
4 - Bamber-Lynn-Bourdais (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1 giro
5 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
6 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1 giro
7 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
8 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 2 giri
9 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 2 giri
10 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 2 giri
11 - Tincknell-Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 2 giri
12 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 3 giri
13 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 3 giri
14 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 3 giri
15 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 5 giri
16 - Marciello-Wittmann-D. Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 8 giri
17 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 19 giri
18 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 36 giri
19 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 36 giri
20 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 37 giri
21 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 37 giri
22 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 38 giri
23 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 38 giri
24 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 38 giri
25 - Bovy-Pin-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 40 giri
26 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 41 giri
27 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 41 giri
28 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 42 giri
29 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 44 giri
30 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 51 giri
31 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 51 giri
32 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 51 giri
33 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 62 giri

Giro più veloce: Matt Campbell 1'39"748

Ritirati
Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota
Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP
Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport
Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F.

1 Mar [15:56]

Lusail – Qualifica
Campbell porta la Porsche in Hyperpole

Michele Montesano

Reduce dal trionfo nella recente 24 Ore di Daytona, Porsche ha proseguito la sua striscia positiva conquistando anche l’Hyperpole nel primo appuntamento stagionale del FIA WEC. Sul circuito di Lusail, in Qatar, le 963 LMDh hanno confermato la loro competitività, già vista in occasione del Prologo a inizio settimana, piazzando una perentoria pole position grazie a un velocissimo Matt Campbell. Momento magico per l’australiano che, dopo aver trionfato a Daytona e nella 12 Ore di Bathurst, ha riportato la Porsche in prima fila assoluta nel Mondiale Endurance.

In Qatar ha preso il via il nuovo format di qualifiche, mutuato da quello già utilizzato in occasione della 24 Ore di Le Mans. Nello specifico Hypercar e LMGT3 si sono sfidate entrambe in due sessioni, al termine della prima le migliori dieci vetture, di ciascuna classe, hanno poi dato l’assalto alla Hyperpole decretando così la pole.



Dopo aver conquistato il miglior crono già nella prima fase, Campbell nella seconda manche ha dato vita a un’intensa lotta con Nick De Vries (nella foto sopra) scambiandosi più volte il primato. Ad avere la meglio è stato l’australiano che, proprio nell’ultimo tentativo, ha stampato il riferimento in 1’39”347 battendo l’olandese della Toyota per appena 164 millesimi. Oltre a riportare la Porsche in prima fila assoluta, l’ultima risaliva al 2017 con la 919 Hybrid LMP1, Campbell è stato il primo pilota a conquistare la pole con un prototipo di classe LMDh nel WEC.

In seconda fila troviamo la Porsche del Team Jota, con l’ottimo debuttante Callum Illot che è riuscito a tenersi dietro uno specialista del calibro di Antonio Fuoco, al volante della Ferrari 499P (nella foto sotto). L’ufficiale Porsche Kevin Estre si è piazzato al quinto posto precedendo la Peugeot 9X8, ancora in specifica 2023, di Jean-Eric Vergne. Dopo aver ottenuto il miglior crono nell’ultima sessione di prove libere, Alex Lynn ha portato la Cadillac in settima posizione davanti la Ferrari di Antonio Giovinazzi. Da entrambi ci si attendeva qualcosa in più. A completare la top 10 l’ex iridato F1 Jenson Button, portacolori del Team Jota, e la Peugeot 9X8 di Stoffel Vandoorne.



Il campione del mondo Brendon Hartley è stato costretto a subire l’onta dell’eliminazione. Il neozelandese della Toyota non è riuscito a passare alla seconda fase per appena diciassette millesimi seguito a ruota da Yifei Ye, al debutto ufficiale con la Ferrari 499P gestita da AF Corse. A seguire Julien Andlauer, Porsche Proton Competition, e l’Alpine A424 dell’esperto Nicolas Lapierre. Ottava fila per le esordienti e non esaltanti BMW M Hybrid V8 di Raffaele Marciello e Sheldon van der Linde. A chiudere la classifica delle Hypercar le debuttanti Lamborghini SC63, portata in pista da Danill Kvyat, e l’Isotta Fraschini Tipo 6 di Jean-Karl Vernay.

Prima storica pole position di classe LMGT3 per la nuovissima Corvette Z06 GT3.R. A emergere fra i piloti Bronze, che come da regolamento hanno preso parte alle qualifiche, è stato un velocissimo Tom Van Rompuy (nella foto sotto) autore di un crono di 1’54”372. Nulla da fare per gli avversari a cominciare da Alex Malykhin che, al volante della Porsche 911 GT3 R del Manthey, ha chiuso a più di otto decimi dal pilota Corvette. Buona anche la performance di Thomas Flohr che ha piazzato la Ferrari 296 GT3 in terza posizione davanti le nuove Aston Martin Vantage GT3 Evo di Clément Mateu e Ian James.



Scatterà dalla sesta piazza la Lamborghini Huracan delle Iron Dames magistralmente condotta in pista da Sarah Bovy. Velocissime nel Prologo, le McLaren sono svicolate indietro in qualifica. Pagando oltre un secondo dal poleman, James Cottingham e Josh Caygill hanno chiuso rispettivamente settimo e ottavo. Dopo un buon avvio Ahmad Al Harty, compagno di squadra di Valentino Rossi, non è riuscito ad andare oltre il nono crono di classe con la BMW M4.

Decima la Ferrari di François Heriau che nella prima manche era riuscito a beffare Hiroshi Koizumi, primo degli esclusi. Il giapponese della Corvette verrà affiancato allo start dalla Ford Mustang di Giorgio Roda, mentre l’altra GT3 americana non ha preso parte alla sessione per problemi accusati già nel corso della FP3. Eliminate anche le due Lexus RC F di Arnold Robin e Takeshi Kimura, fanalino di coda Claudio Schiavoni sulla Lamborghini Huracan griffata Iron Lynx.

Venerdì 1° marzo 2024, qualifica

1 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 1'39"347
2 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'39"511
3 - Stevens-Ilott-Nato (Porsche 963) - Jota - 1'39"622
4 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'39"976
5 - Estre-Lotterer-L. Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 1'39"981
6 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'40"067
7 - Bamber-Lynn-Bourdais (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1'40"103
8 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'40"224
9 - Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota - 1'40"362
10 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'40"504
11 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'40"586
12 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'40"634
13 - Tincknell-Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'40"675
14 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1'40"682
15 - Marciello-Wittmann-D. Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'40"702
16 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'40"738
17 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 1'40"984
18 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 1'41"699
19 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 1'43"189
20 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 1'54"372
21 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'55"179
22 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 1'55"182
23 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 1'55"184
24 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 1'55"320
25 - Bovy-Pin-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 1'55"340
26 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 1'55"524
27 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 1'55"836
28 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 1'56"028
29 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 1'56"596
30 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 1'56"586
31 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 1'56"650
32 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'56"650
33 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 1'56"770
34 - Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'57"117
35 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'57"920
36 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 1'59"792
37 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - Senza crono

27 Feb [16:05]

Prologo a Lusail – 2° giorno
Porsche 1ª, Ferrari lavora sulla distanza

Michele Montesano

En plein di Porsche nel Prologo del FIA WEC. Le 963 LMDh hanno dominato tutte le sessioni svolte sul circuito di Lusail. Se ieri erano stati i prototipi tedeschi gestiti dal Team Jota a comandare le danze, quest’oggi a occupare la vetta della classifica è stata la Porsche ufficiale del Penske Motorsport. Sia nella mattinata che nella sessione pomeridiana è stato Frédéric Makowiecki a dettare il ritmo. In equipaggio con Michael Christensen e Matt Campbell, il francese nella terza sessione ha siglato un crono di 1’41”223 per poi migliorarsi nel pomeriggio e stampare un 1’40”404 ottenendo, così, il riferimento del Prologo.

Molto probabilmente in Porsche hanno effettuato una simulazione di qualifica, dato il medesimo orario in cui verranno svolte le qualifiche della 1812 km del Qatar, previste il prossimo venerdì. Per poco più di un decimo, Makowiecki nell’ultima sessione ha avuto la meglio su Alex Lynn, al volante della Cadillac V-Series.R. Mentre in mattinata Sebastien Bourdais era riuscito a piazzare al quinto posto la LMDh americana mostrando un buon passo gara.



L’ultima sessione ha visto la Ferrari 499P di AF Corse, grazie al velocissimo Yifei Ye autore del terzo crono (nella foto sopra), avere la meglio sulle rosse ufficiali di Antonio Giovinazzi e Antonio Fuoco. Tuttavia il riferimento tra le Ferrari resta quello siglato dal calabrese nel corso della sessione notturna di ieri. Dimostrazione di forza da parte del Cavallino Rampante che, con le tre 499P LMH, quest’oggi hanno completato un totale di ben 483 giri lavorando principalmente in configurazione gara.

Terzo al mattino, Kevin Estre è poi uscito di pista nel pomeriggio riportando dei danni lievi sull’anteriore della Porsche 963 LMDh. Riparata dai meccani del Penske Motorsport, Laurens Vanthoor è poi riuscito a chiudere la sessione al sesto posto battendo le Peugeot 9X8 di Jean-Eric Vergne e Mikkel Jensen. Sebbene ancora in configurazione 2023, ovvero prive di alettone posteriore, le LMH francesi nella mattinata sono state a lungo in testa prima di terminare al secondo e quarto posto, rispettivamente con Stoffel Vandoorne, autore di un 1’41”250, e Vergne.

Prologo in chiaroscuro per Toyota. Se Nyck de Vries (nella foto sotto) ha registrato un 1’41”789, chiudendo la mattina a mezzo secondo dal riferimento di Makowiecki, nell’ultima sessione il team campione in carica del WEC è scivolato mestamente in dodicesima e tredicesima posizione assoluta. Persiste la sensazione che in Toyota preferiscano nascondere le carte ma, per avere una conferma, ci toccherà attendere solamente qualche giorno quando scatterà la 1812 km del Qatar, primo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance.



In entrambe le sessioni nella top 10, BMW è stata la più veloce tra le Case esordienti nel WEC. C’è da considerare, però, che le M Hybrid V8 LMDh hanno maturato già un anno di esperienza nel campionato americano IMSA. Sheldon van der Linde è stato il più rapido nella mattinata, mentre Marco Wittmann ha siglato un tempo di 1’41”661 ottenendo il decimo posto nel pomeriggio. Leggermente più staccate le Alpine, con Charles Milesi costretto a fermarsi a metà della mattinata per un guasto al propulsore della sua A424 LMDh.

Terminate le prove di ieri sera, i meccanici del team Iron Lynx hanno sostituito il differenziale della Lamborghini SC63 LMDh. Nella prima sessione del martedì i piloti hanno quindi verificato il corretto funzionamento della vettura percorrendo solamente 39 giri. Le cose sono andate decisamente meglio nel pomeriggio inanellando 67 tornate per chiudere con il sedicesimo crono. Presente solamente in mattinata, Isotta Fraschini ha proseguito il lavoro di raccolta dati cercando di accumulare esperienza.



La classe LMGT3 resta appannaggio dei costruttori inglesi. Se ieri era toccato a McLaren conquistare entrambe le sessioni, oggi è stata la nuovissima Aston Martin Vantage Evo GT3 del D’Station Racing a svettare dapprima grazie a Marco Sørensen, autore di 1’54”791, e poi con il pilota Silver Erwan Bastard (nella foto sopra) che ha ulteriormente limato il tempo fermando il cronometro in 1’54”778.

A contendere il primato di classe sono state le Ferrari 296 GT3 dell’AF Corse. Davide Rigon è stato beffato nella sessione mattutina per un decimo e mezzo, mentre il pomeriggio Francesco Castellacci è stato più lento di tre decimi rispetto Bastard. Daniel Juncadella, questa mattina, si è confermato il più veloce dei piloti Corvette ottenendo il terzo crono. Nell’ultima sessione è toccato a un velocissimo Kelvin van der Linde piazzare al terzo posto la Lexus RC F GT3.



È proseguita l’ottima progressione di Valentino Rossi nel Mondiale Endurance (nella foto sopra). Nel pomeriggio il ‘Dottore’ è risultato il pilota più veloce del suo equipaggio ottenendo l’ottavo crono di classe al volante della BMW M4 GT3. Pur se assenti nell’ultima sessione, avendo preso parte alla prima di ieri mattina, le McLaren hanno mantenuto il giro più veloce di classe del Prologo grazie al tempo fatto registrare nella serata di ieri da Gregoire Saucy.

Dopo un avvio a rilento, le Porsche 911 GT3 del Manthey hanno iniziato a girare su tempi incoraggianti. Medesimo discorso per le Ford Mustang. Avendo ricevuto vetture e attrezzature per ultimi, il Proton Competition è stato protagonista di un vero tour de force. La squadra tedesca ha quindi sfruttato il Prologo per macinare chilometri con le GT3 americane.

Martedì 27 febbraio 2024, 3° turno mattina

1 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 1'41"223 - 70 giri
2 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'41"260 - 65
3 - Estre-Lotterer-Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 1'41"420 - 65
4 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'41"622 - 82
5 - Bamber-Lynn-Bourdais (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1'41"652 - 78
6 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'41"789 - 75
7 - Stevens-Ilott-Nato (Porsche 963) - Jota - 1'42"083 - 64
8 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'42"208 - 81
9 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'42"215 - 84
10 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'42"367 - 78
11 - Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota - 1'42"404 - 61
12 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1'42"674 - 84
13 - Vanthoor-Marciello-Wittmann (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'42"688 - 74
14 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'42"696 - 84
15 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 1'42"778 - 50
16 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'42"805 - 82
17 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 1'42"837 - 39
18 - Tincknell-Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'43"268 - 29
19 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 1'44"325 - 46
20 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 1'54"791 - 61
21 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 1'54"944 - 71
22 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 1'54"959 - 73
23 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 1'55"008 - 63
24 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 1'55"058 - 55
25 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 1'55"203 - 65
26 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 1'55"445 - 70
27 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 1'55"672 - 36
28 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 1'55"772 - 76
29 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'55"910 - 74
30 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 1'56"044 - 66
31 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'56"059 - 73
32 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 1'56"412 - 27
33 - Bovy-Pin-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 1'56"502 - 62
34 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 1'56"617 - 74
35 - Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'56"798 - 36
36 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 1'57"082 - 34
37 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'57"390 - 15

Martedì 27 febbraio 2024, 4° turno pomeriggio

1 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 1'40"404 - 46 giri
2 - Bamber-Lynn-Bourdais (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1'40"458 - 65
3 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'40"749 - 75
4 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'40"926 - 84
5 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'40"968 - 77
6 - Estre-Lotterer-Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 1'41"036 - 58
7 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'41"311 - 70
8 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'41"334 - 79
9 - Tincknell-Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'41"452 - 57
10 - Vanthoor-Marciello-Wittmann (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'41"661 - 71
11 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'41"958 - 79
12 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'42"097 - 69
13 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'42"238 - 78
14 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 1'42"448 - 54
15 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1'42"503 - 80
16 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 1'42"556 - 67
17 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 1'54"778 - 71
18 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 1'55"060 - 56
19 - Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'55"252 - 63
20 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 1'55"349 - 67
21 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'55"429 - 62
22 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 1'55"440 - 61
23 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 1'55"449 - 75
24 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 1'55"473 - 82
25 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'55"622 - 69
26 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 1'55"886 - 60
27 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'55"911 - 67
28 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 1'56"395 - 51

26 Feb [22:36]

Prologo a Lusail – 1° giorno
Porsche apre le danze, Ferrari in scia

Michele Montesano

Dopo numerosi cambi di programma, finalmente c’è stato il tanto atteso semaforo verde per il Prologo del FIA WEC sul circuito di Lusail. I problemi logistici, dovuti alla difficile situazione geopolitica che sta interessando le nazioni che si affacciano sul Mar Rosso, hanno infatti costretto a ritardare le operazioni in pista. Dopo numerose peripezie, vetture, ricambi e attrezzature sono finalmente giunti ai box tra sabato pomeriggio e domenica mattina permettendo alle squadre di prepararsi in vista dei test pre-stagionali e, soprattutto, per la 1812 Km del Qatar, prima gara del Mondiale Endurance 2024.

Difficile, se non impossibile, provare a decifrare i valori in campo al termine della prima giornata. La prima sessione, resa facoltativa visto che i team potevano scegliere se iniziare subito le operazioni in pista o sfruttare l’ultima prova di domani, ha visto impegnate appena nove vetture. Solamente nella seconda sessione sono scese in campo tutte le squadre. A fare la voce grossa sono state le Porsche 963 LMDh del Team Jota che hanno dettato il passo sia la mattina che con il calare delle tenebre.

Norman Nato ha messo tutti in riga nella prima sessione siglando il miglior crono di 1’41”822. Il francese ha battuto di un secondo e quattro decimi la vettura gemella di Jenson Button. Nella tornata pomeridiana è invece toccato a Callum Illot salire in cattedra firmando il riferimento in 1’40”541. Mentre ancora una volta è stato Button il più veloce dell’altro equipaggio portando al terzo posto la Porsche gestita del team inglese.



A infilarsi tra le due LMDh tedesche, nella sessione pomeridiana, è stato Antonio Fuoco (nella foto sopra). Il calabrese, assieme Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ha inanellato 113 giri con la Ferrari 499P. Anche l’altra Hypercar del Cavallino Rampante ha mostrato un buon passo con Antonio Giovinazzi che ha siglato il quarto crono in 1’41”026. Sotto i riflettori di Lusail ha brillato la Cadillac V-Series.R che, nelle mani di Earl Bamber, ha strappato il quinto posto alla Ferrari 499P gestita da AF Corse del cinese Yifei Ye.

Mikkel Jensen è riuscito a portare al settimo posto la Peugeot 9X8, ancora in configurazione 2023 e priva di alettone posteriore, precedendo la prima Porsche Penske di Michael Christensen. Marco Wittmann ha condotto al debutto nel WEC la BMW M Hybrid V8 LMDh issandola al nono posto, a un secondo e tre decimi dal miglior crono. Laurens Vanthoor, al volante della Porsche ufficiale, ha completato la top 10 precedendo la BMW di René Rast e la Peugeot di Stoffel Vandoorne.



Più attardati i campioni in carica della Toyota. Sebastien Buemi (nella foto sopra) ha ottenuto il tredicesimo crono, mentre Mike Conway non è riuscito a fare meglio del quindicesimo tempo. Ma le due GR010 Hybrid si sono rivelate le vetture più affidabili della classe Hypercar completando un totale di 265 giri. È lecito, quindi, pensare che il team nipponico si stia nascondendo. Nonostante l’uscita di pista di Harry Tincknell, il Proton Competition è riuscito a terminare la seconda sessione in quattordicesima posizione.

A chiudere la classifica delle Hypercar le esordienti Lamborghini, Alpine e Isotta Fraschini. La LMDh di Sant’Agata Bolognese ha inanellato 90 giri con Edoardo Mortara che è risultato il più rapido grazie al crono di 1’42”627. Fanalino di coda l’Isotta Fraschini che in mattinata ha trascorso diverso tempo ai box. Dopo aver controllato il corretto funzionamento del cambio della Tipo 6 LMH, Jean-Karl Vernay è riuscito a scendere in pista ottenendo 1’45”928 come miglior tempo. Nel pomeriggio la Hypercar realizzata dalla Michelotto Engineering ha macinato ulteriori chilometri completando 85 passaggi.



Buon avvio per la McLaren 720S Evo che ha svettato tra le LMGT3 in entrambe le sessioni. Autore di 1’56”583 ottenuto nell’ultima ora della mattinata, Nicolas Costa ha portato la vettura inglese, gestita dallo United Autosports, in prima posizione battendo per pochi millesimi l’alfiere Corvette Charlie Eastwood. Terza piazza per Nico Pino che, con un crono di 1’56”679, ha soffiato nelle ultime battute il posto a Michelle Gatting, al volante della Lamborghini Huracan griffata Iron Dames.

Nel pomeriggio è toccato a Gregoire Saucy firmare il riferimento in 1’54”480. Il pilota dello United Autosport ha avuto la meglio per meno di un decimo su Davide Rigon, costretto anche ad uno stop per noie alla frizione della sua Ferrari 296 GT3. A chiudere il podio virtuale la Lexus RC F di Esteban Masson. Daniel Mancinelli ha siglato il quarto crono con la nuova Aston Martin Vantage GT3 Evo precedendo la Corvette Z06 dell’esperto Daniel Juncadella. 


Positivo esordio da parte di Valentino Rossi che, alla sua prima apparizione nel Mondiale Endurance al volante di una LMGT3, ha completato 35 giri ottenendo il miglior crono in 1’56”552. Più indietro le Porsche che hanno preferito macinare chilometri in configurazione gara. Mentre per le Ford Mustang del Proton Competition hanno riscontrato qualche problema tecnico durante la sessione pomeridiana girando poco. 

Lunedì 26 febbraio 2024, 1° turno mattina

1 - Stevens-Ilott-Nato (Porsche 963) - Jota - 1'41"822 - 58 giri
2 - Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota - 1'43"206 - 61
3 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 1'45"928 - 22
4 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 1'56"583 - 57
5 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 1'56"634 - 53
6 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 1'56"679 - 39
7 - Bovy-Pin-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 1'57"081 - 53
8 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 1'57"386 - 79
9 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 1'57"638 - 50

Lunedì 26 febbraio 2024, 2° turno pomeriggio

1 - Stevens-Ilott-Nato (Porsche 963) - Jota - 1'40"541 - 123 giri
2 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'40"673 - 113
3 - Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota - 1'40"950 - 124
4 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'41"026 - 127
5 - Bamber-Lynn-Bourdais (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1'41"196 - 106
6 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'41"465 - 119
7 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'41"587 - 103
8 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 1'41"913 - 111
9 - Vanthoor-Marciello-Wittmann (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'41"971 - 113
10 - Estre-Lotterer-Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 1'42"013 - 99
11 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'42"282 - 112
12 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'42"397 - 102
13 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'42"452 - 138
14 - Tincknell-Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'42"611 - 90
15 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 1'42"627 - 90
16 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'42"736 - 127
17 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1'43"066 - 97
18 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 1'43"127 - 102
19 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 1'44"269 - 85
20 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 1'54"480 - 40
21 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 1'54"542 - 46
22 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'54"565 - 72
23 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 1'54"587 - 104
24 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 1'54"691 - 90
25 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 1'54"693 - 40
26 - Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 1'54"943 - 74
27 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 1'55"037 - 87
28 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 1'55"132 - 100
29 - Bovy-Pin-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 1'55"359 - 94
30 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 1'55"369 - 30
31 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 1'55"404 - 95
32 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 1'55"621 - 95
33 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'56"497 - 114
34 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 1'56"661 - 117
35 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 1'56"802 - 31
36 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 1'57"844 - 41
37 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 1'58"112 - 28

24 Feb [15:02]

BoP per il Qatar: Toyota penalizzata
Nuovo sistema per gestire le LMGT3

Michele Montesano

Con l’imminente avvio stagionale del FIA WEC, puntale si torna a parlare di Balance of Performance. Croce e delizia del Mondiale Endurance, il sistema di livellamento di peso e potenze delle vetture permette di garantire una competizione più equilibrata e una lotta più serrata. Tutt’altro che esente da critiche, il BoP questa stagione presenterà diverse novità. Innanzitutto, a differenza dello scorso anno, l’attuale tabella di valori sarà valida solamente per il Prologo, che si svolgerà il prossimo lunedì 26 e martedì 27 febbraio a Lusail, e per la 1812 km del Qatar, vale a dire il primo appuntamento stagionale.



Altro aspetto fondamentale sarà l’aumento della zavorra per le Hypercar, sia LMH che LMDh, fino ad un massimo di 70 kg da applicare al peso minimo di 1030 kg. A farne le spese sarà la Toyota che vedrà le sue GR010 Hybrid affrontare il circuito di Lusail con un peso di ben 1089 kg. Oltre ad essere le più pesanti in griglia, le vetture campioni del mondo avranno una potenza massima di 510 kW e 914 MJ di energia per stint, mentre la trazione integrale entrerà in azione al superamento dei 190 km/h.

Lievemente più leggere le Ferrari 499P che, a fonte di un peso di 1075 kg, disporranno di una potenza massima di 503 KW e 902 MJ di energia per stint. Anche le LMH del Cavallino Rampante potranno azionare la trazione sull’asse anteriore a partire da 190 km/h. L’esordiente Isotta Fraschini Tipo6 avrà a disposizione 514 kW e 914 MJ di energia, a fronte di 1085 kg di peso e l’attivazione dell’ibrido da 190 km/h. La Peugeot, che sarà presente in Qatar ancora con la 9X8 versione 2023, potrà azionare l’asse anteriore da 150 km/h disponendo di una potenza massima di 520 kW, 904 MJ di energia, e 1030 kg di peso.



Per quanto riguarda le LMDh, la componente ibrida sarà sempre attiva in accelerazione in quanto agisce esclusivamente sull’asse posteriore. La più leggera sarà la Cadillac V-Series.R con 1032 kg disponendo di 499 kW di potenza massima e 890 MJ di energia per stint. Le Porsche 963 gireranno in pista con una potenza di 505 kW e 900 MJ di energia, a fronte di un peso di 1048 kg. Dopo aver debuttato lo scorso anno in IMSA, BMW farà il suo esordio nel WEC. Le due M Hybrid V8 in Qatar avranno una massa di 1060 kg disponendo di 506 kW di potenza e 903 MJ di energia per stint.

Prima assoluta per la Lamborghini in classe LMDh (nella foto sopra). La SC63 sul tracciato di Lusail potrà contare su una potenza massima di 502 kW e 895 MJ di energia segnando sulla bilancia un peso di 1041 kg. Le LMDh più penalizzate, in termini di massa, saranno le esordienti Alpine A424 costrette a girare con un peso di 1070 kg. Le vetture francesi avranno, però, 510 kW di potenza massima e 909 MJ di energia per stint.



Il debutto della nuova classe LMGT3 porterà delle novità anche per quanto riguarda il BoP. Grazie ai sensori di coppia montati sui semiassi, proprio come sulle Hypercar la durata degli stint di gara sarà stabilita in base all’energia di spinta trasmessa alle ruote. Inoltre sulle GT3 farà il suo debutto l’angolo massimo di incidenza dell’alettone posteriore e la correzione di potenza superati i 210 km/h (andando a ridurre o incrementare la potenza erogabile oltre tale soglia).

Le vetture più pesanti del lotto saranno le Lexus RC F, a quota 1345 kg, seguite dalle Lamborghini Huracan Evo2 ferme a 1332 kg. Leggermente più leggere le Ferrari 296 GT3 e le Corvette Z06 R (nella foto sopra), entrambe con una stazza di 1331 kg. McLaren tornerà a calcare il palco del Mondiale Endurance con la 720S Evo, che avrà un peso di 1327 kg, mentre l’esordiente Ford Mustang sconterà alla bilancia 1326 kg.



A seguire le BMW M4, a quota 1321 kg. Infine le LMGT3 più leggere saranno le Aston Martin Vantage e le Porsche 911 GT3 R che affronteranno il circuito di Lusail, rispettivamente, con un peso di 1318 e 1315 kg. Così come per la classe LMGTE, anche le GT3 verranno zavorrate nell’arco della stagione in base ai risultati ottenuti in gara.

23 Feb [10:16]

Ufficiale: il Prologo di Lusail è
stato posticipato a lunedì e martedì

Michele Montesano

Il Prologo del FIA WEC, inizialmente previsto questo fine settimana sul circuito di Lusail in Qatar, è stato ufficialmente spostato a lunedì 26 e martedì 27 febbraio. A causare questo ritardo sulla tabella di marcia sono stati i problemi logistici, dovuti ai ritardi nei trasporti marittimi, riscontrati da numerose squadre. Tant’è vero che gran parte delle vetture LMGT3 non sono ancora giunte in circuito, così come i pezzi di ricambio e le attrezzature per allestire i box.

I ritardi sono dovuti all’attuale situazione geopolitica che sta interessando le nazioni che si affacciano sul Mar Rosso, con annessi rallentamenti nei Canali di Suez e nello stretto di Bab al-Mandab. Ciò ha costretto le navi a scaricare i container a Jedda, in Arabia Saudita, per proseguire il trasporto via terra affrontando oltre 1.500 chilometri di strada in direzione di Lusail.

Auto e attrezzature dovrebbero arrivare in circuito all’incirca sabato mattina. Di conseguenza i test, inizialmente previsti sabato 24 e domenica 25 febbraio, sono stati riprogrammati per lunedì e martedì. Nello specifico le verifiche tecniche verranno effettuate domenica, mentre il Prologo inizierà nella giornata successiva. Lunedì 26 febbraio verranno svolte ben tre sessioni, per un totale di nove ora in pista, mentre martedì mattinata verrà effettuato l’ultimo test di quattro ore.

La nuova tabella di marcia costringerà le squadre ad un vero e proprio tour de force. Infatti piloti e meccanici avranno pochissimo tempo per preparare il fine settimana della 1812 km del Qatar, primo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance, che scatterà già giovedì 29 febbraio con la prima sessione di prove libere.

22 Feb [16:34]

Anteprima test WEC a Losail
Un ritardo nei trasporti marittimi
potrebbe far slittare l’inizio del prologo

Michele Montesano

Quando mancano meno di quarantotto ore all’accensione dei motori, l’inizio del Prologo del FIA WEC, in scena sul circuito di Lusail in Qatar, potrebbe subire un ritardo sulla tabella di marcia. A impedire il corretto svolgimento della sessione di test, inizialmente prevista sabato 24 e domenica 25 febbraio, sono i rallentamenti dovuti al trasporto marittimo di vetture e attrezzature di numerose squadre. L’attuale delicata situazione geopolitica, che sta interessando i paesi del Mar Rosso, non consente più il passaggio delle navi dallo stretto di Bab al-Mandab che separa il Gibuti dall’Eritrea.

I container, contenenti auto e attrezzature, sono stati già scaricati a Jedda, in Arabia Saudita, e raggiungeranno il tracciato di Lusail, in Qatar, via terra affrontando oltre 1.500 chilometri di strada. A seconda dell’arrivo delle attrezzature sono state stilate due opzioni per lo svolgimento del Prologo. La prima vede l’accensione dei motori sabato pomeriggio, per poi proseguire con due sessioni la domenica e, infine l’ultimo test lunedì mattina. La seconda opzione prevede di traslare tutto di una giornata con due sessioni domenica e altrettante il lunedì.

Ricordiamo che le operazioni in pista riprenderanno poi già giovedì 29 febbraio, per la prima sessione di prove libere in vista della 1812 Km del Qatar, prima gara stagionale del Mondiale Endurance. L’organizzazione, tramite una nota ufficiale, ha reso noto che terrà costantemente aggiornati i team e a breve verrà presa una decisione in merito.

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