formula 1

McLaren Group, 1200 tagli:
sono gli effetti post Coronavirus

Jacopo Rubino

1200 licenziamenti, pari a oltre un quarto della propria forza-lavoro. Il McLaren G...

Leggi »
Mondiale Rally

Cancellato il Safari
Si tornerà in Kenya nel 2021

Mattia Tremolada

Nonostante i messaggi rassicuranti degli organizzatori nelle scorse settimane, alla fine i...

Leggi »
PrecedentePagina 1 di 10Successiva
26 Mag [16:06]

McLaren Group, 1200 tagli:
sono gli effetti post Coronavirus

Jacopo Rubino

1200 licenziamenti, pari a oltre un quarto della propria forza-lavoro. Il McLaren Group dovrà applicare misure durissime dopo gli effetti dell'emergenza Coronavirus, che ha fatto crollare le vendite delle auto stradali e ovviamente fermato il motorsport, con i relativi ricavi. Ne risentirà anche lo staff della squadra di Formula 1, con una settantina di tagli su un totale di circa 800 dipendenti.

"Questo è indubbiamente un momento impegnativo per la nostra azienda, e in particolare per il nostro personale, ma pianifichiamo di riemergere come una attività efficiente e sostenibile così da tornare a crescere", ha dichiarato il presidente Paul Walsh. Nel comunicato diffuso, si sottolinea come sia stato fatto il possibile per evitare i licenziamenti, ma che "non ci fosse altra scelta".

E a quanto pare ci sarà una seconda ristrutturazione nel 2021, quando in F1 entrerà in vigore il budget cap da 145 milioni di dollari: proprio la McLaren, attraverso il responsabile Zak Brown, era stata la scuderia più attiva nel chiedere di abbassare il limite addirittura a 100 milioni. Ma a questo punto viene da chiedersi quanti altri dipendenti sarebbero stati lasciati a casa, con un tetto ancora più severo come desiderato dal manager americano.

Un approccio opposto rispetto a quello della Ferrari, il cui team principal Mattia Binotto ha insistito nel restare a quota 145 milioni, dichiarando che il budget cap libererà risorse da destinare a potenziali altri impegni agonistici, come il Mondiale Endurance o la IndyCar. Proprio per evitare licenziamenti nella Gestione Sportiva.

La McLaren era stato il primo dei team britannici a sfruttare gli aiuti nazionali per congedare provvisoriamente parte del personale, e ha messo un'
ipoteca di circa 300 milioni di euro sulla sede di Woking e sulle vetture storiche come copertura. Lo stesso governo di Londra ha infatti rifiutato un mega-prestito da 150 milioni di sterline, non avendo le prove che fossero state esplorate a sufficienza altre fonti di finanziamento.

26 Mag [10:35]

Motori F1, addio MGU-H nel 2025?
Fino ad allora idea sviluppi congelati

Jacopo Rubino

La nuova generazione di motori in Formula 1 dovrebbe debuttare nel 2025, undici anni dopo le attuali power unit turbo-ibride da 1.6 litri. I piani della FIA non sono ancora chiari, ma sembra probabile la scomparsa della MGU-H, il sistema di recupero dell'energia cinetica derivante dalla rotazione della turbina. È l'elemento più caratterizzante e raffinato sotto il cofano, ma anche il più costoso: la sua rimozione è stata più volte contemplata, ma fin qui non è mai avvenuta.

Le future power unit potrebbero essere quindi un po' più semplici, ma la perdita di efficienza potrebbe essere compensata potenziando la parte elettrica o dalla ricerca ricerca in altri campi, come quello dei carburanti sintetici. La speranza è che, in questo modo, altri costruttori siano incoraggiati a lanciarsi nella mischia. Dal 2014 solo la Honda ha accettato di sfidare Mercedes, Ferrari e Renault, con moltissima fatica prima di raggiungere una competitività accettabile.

"L'investimento richiesto oggi è colossale, le case nemmeno ci pensano. Questi sono i propulsori a combustione interna più sofisticati di sempre, servirebbe fare qualche passo indietro", ha affermato David Richards ad
Autosport. Il boss di Prodrive è anche presidente di Motorsport UK, l'associazione di settore nel Regno Unito, oltre ad essere stato team principal in Formula 1 per Benetton e BAR.

Nel frattempo, lo sviluppo delle odierne power unit potrebbe essere bloccato dal 2023, come spiega RaceFans. Sarebbe il culmine di un processo che inizierebbe già dal prossimo anno, quando verrebbe consentita l'introduzione di una sola specifica a stagione per motore termico, turbo e MGU-H. Ci sarebbero regole ancora più severe per MGU-K, pacco batterie e centralina: una nuova omologazione consentita nel 2021, e solo un'altra per il biennio 2022-2023, prima del congelamento che condurrebbe al nuovo ciclo tecnico.

26 Mag [9:08]

Abiteboul elogia i risparmi in F1:
è un messaggio ai vertici Renault?

Jacopo Rubino

"La migliore distribuzione dei premi in denaro, il budget cap ancora più basso, per noi saranno probabilmente ottime cose. A mio parere è un modello di business decisamente migliore". Cyril Abiteboul, team principal Renault, ha applaudito la razionalizzazione dei costi che la Formula 1 sta per intraprendere, dopo anni di attesa. E forse le parole dell’intervista ad Autosport avevano un obiettivo preciso: convincere i vertici aziendali a continuare nel Circus.

Hanno infatti creato un po' di allarme le recenti dichiarazioni di Bruno Le Maire, ministro dell'economia francese: "Renault sta lottando per la sua sopravvivenza". Il governo di Parigi ha pronto un prestito da 5 miliardi di euro, già approvato dall'Unione Europea, per consentire alla Losanga di superare un momento delicatissimo, accentuato dall’emergenza Coronavirus. Renault dovrà infatti attuare un piano di risparmi per 2 miliardi nei prossimi due anni, si valuta la chiusura di alcuni stabilimenti (tra cui quello di Dieppe, oggi riservato al marchio Alpine) e la dismissione di modelli in sofferenza come il monovolume Espace e la berlina Talisman. Non va certo meglio alla consociata Nissan, che potrebbe licenziare fino a 20 mila dipendenti.

In un quadro del genere, per i più pessimisti, la partecipazione alla F1 potrebbe finire sotto esame. A maggior ragione considerando che i risultati ottenuti dal 2016, al ritorno come costruttore completo, non sono stati certo travolgenti. Anzi, nel 2019 la Renault è sembrata persino fare un passo indietro a livello di competitività, venendo battuta dalla McLaren dotata della stessa power unit.

Abiteboul, per adesso, ha dato rassicurazioni sul futuro: "Siamo in Formula 1 dagli anni Settanta e credo sia importante rimanere coerenti alle proprie radici. Il motorsport ha un valore unico nel creare una narrativa che attragga i clienti di oggi e di domani, per questo ci crediamo e vogliamo restare a lungo". Ma è già da tempo, anche prima della pandemia, che il manager transalpino si trova a dover smentire le voci di ritiro. Il nuovo assetto economico studiato da Liberty Media potrebbe rivelarsi di enorme aiuto, nello scongiurare questo scenario. "La nostra voce è stata finalmente ascoltata, era la voce del buon senso. Tutto va nella giusta direzione per chi è già presente in questo campionato", ha sottolineato Abiteboul. Il tetto alle spese fissato a 145 milioni di dollari per il 2021 è già vicino all'attuale budget Renault. Un buon punto di partenza.

25 Mag [16:21]

Racing Point e Aston Martin:
sempre più unite con Stroll Sr

Jacopo Rubino - XPB Images

La trasformazione della Racing Point in Aston Martin per il 2021 non sarà solo una manovra di marketing, ma qualcosa di realmente ambizioso. Ora accomunate dalla stessa proprietà, quella di Lawrence Stroll, le due entità sono destinate a essere sempre più connesse. Come spiegato dal quotidiano Daily Mail, è stato creato un meccanismo azionario che durante i prossimi cinque anni consentirà ad Aston Martin di versare direttamente nella squadra di Formula 1 fino a 200 milioni di sterline (circa 225 milioni di euro).

Non è detto che l'investimento totale raggiunga questa cifra, ma sembra confermare quanto siano serie le intenzioni di Stroll, con un piano a lungo termine che può portare allo sviluppo di un vera scuderia di vertice. Il tutto a dispetto delle difficoltà economiche in cui il magnate canadese ha trovato Aston Martin, accentuate dall'emergenza Coronavirus con perdite superiori ai 130 milioni di euro nei primi tre mesi del 2020. Qualche settimana fa, del resto, il team principal Otmar Szafnauer era stato chiaro: nel giro di tre stagioni l'obiettivo è "entrare nella top 3, avere l'opportunità di lottare per la vittoria e salire costantemente sul podio".

A livello organizzativo, intanto, il Financial Times ha anticipato l'arrivo di un nuovo amministratore delegato al timone della casa inglese: Tobias Moers. Il tedesco sostituirà Andy Palmer, in carica dal 2014, e proviene dalla Mercedes dove era presidente del "braccio sportivo" AMG. Palmer, leader della vecchia gestione Aston Martin, aveva già portato il marchio in F1 attraverso l'accordo di sponsorizzazione con la Red Bull, che terminerà alla fine di questa stagione. Il legame è culminato nella creazione della hypercar Valkyrie, al cui progetto ha contribuito in prima linea il direttore tecnico Adrian Newey.

Il cambio dirigenziale, voluto ovviamente da Stroll, sembra saldare ancora di più i rapporti tra Aston Martin e il costruttore di Stoccarda, nati nel 2011 con la fornitura di propulsori per i modelli stradali DB11 e Vantage. Mercedes detiene inoltre una piccola quota dell'azionariato, così come da aprile Toto Wolff, seppur a titolo personale. Senza dimenticare che la Racing Point utilizza i motori della Stella sin da quando si chiamava Force India, e la monoposto 2020 appare come un "clone" della Freccia d'Argento iridata nel 2019.

25 Mag [10:01]

Leclerc a tutto gas a Montecarlo:
girato il corto "Le grand rendez-vous"

Jacopo Rubino

Nella domenica in cui avrebbe dovuto disputarsi il Gran Premio di Monaco 2020, un pilota di Formula 1 ha comunque avuto il privilegio di guidare fra le strade del Principato: l'idolo locale Charles Leclerc, che come annunciato si è prestato nel ruolo di interprete per il cortometraggio "Le grand rendez-vous". Si trattava del remake del celebre "Le grand rendez-vous" diretto nel 1976 da Claude Lelouch, regista anche in questo seguito.

Leclerc ha condotto a piena velocità la Ferrari SF90 Stradale, arrivando a toccare i 240 chilometri orari per essere puntuale ad un misterioso "grande appuntamento". Niente di clandestino però, a differenza della pellicola originale: il percorso è stato appositamente chiuso al traffico, e il Principe Alberto ha partecipato entusiasta in prima linea per assistere alle riprese. Presente pure John Elkann, presidente della casa di Maranello, e qualche fortunato spettatore in conformità ai protocolli previsti nella lotta al Coronavirus.

Persino il rivale Valtteri Bottas, residente a Montecarlo, è riuscito ad immortalare dal balcone il passaggio di Leclerc sotto casa, in quello che normalmente è il rettilineo del traguardo, e poi a condividere le immagini sui social. Lo spettacolo, in qualche modo, ha compensato l'assenza della gara dal calendario F1, per la prima volta dal 1954.

"È stato speciale", ha commentato il giovane ferrarista, "sono impaziente di vedere il risultato finale di questa giornata incredibile". Bisognerà aspettare circa tre settimane, con la presentazione del cortometraggio prevista per il 13 giugno. In serata Leclerc ha poi partecipato al GP virtuale, chiudendo al terzo posto, in attesa dell'edizione 2021 nel mondo reale.

24 Mag [20:50]

F1 virtuale a Montecarlo:
Russell, vittoria da fuggitivo

Jacopo Rubino

Dominio assoluto di George Russell nel Gran Premio di Formula 1 virtuale a Monaco: seconda vittoria consecutiva, dopo quella di Barcellona, e la Williams, almeno in questo universo parallelo fatto di pixel, si riscopre protagonista. L'ultimo successo della scuderia di sir Frank sulle "vere" strade del Principato risale al 2003, firmato da Juan Pablo Montoya.

Russell ha preso il comando già allo start, superando Pietro Fittipaldi che era stato poleman a sorpresa nelle qualifiche disputate in modalità pioggia. Da quel momento ha iniziato la sua fuga grazie anche alla decisione di ritardare il pit-stop fino al giro 28, scegliendo di partire con le gomme hard. Alla fine l'inglese ha tagliato il traguardo con quasi 40" di vantaggio su Esteban Gutierrez, secondo.

I danni disabilitati nelle impostazioni del videogame F1 2019, abbinati al primo evento virtuale su un circuito cittadino, alle spalle di Russell hanno però prodotto una simulazione di autoscontro, più che di un GP. Tanti, troppi i contatti fra le vetture e con le barriere, usate persino come "sponde", nello stile dei peggiori videogiochi arcade. È diventato persino impossibile tenere il conto di quante penalità da 3" abbia assegnato il sistema.

Gutierrez, in questo, si è rivelato il pilota più falloso, con molte manovre da matita rossa. Ma Charles Leclerc lo ha "scagionato" nel crash che al penultimo giro gli ha dato la piazza d'onore, quando il ferrarista ha sbattuto in uscita dal curvone del Tunnel. Il monegasco, che giocava dalla sua casa di... Montecarlo, neanche virtualmente è così riuscito a essere profeta in patria, ma ha conservato almeno il podio. Leclerc ha perso tempo nelle fasi iniziali, quando il principale inseguitore di Russell era stato invece il fratello minore Arthur, poi quinto dietro ad Alex Albon.

Sesta posizione per la Haas di Fittipaldi, davanti a Lando Norris, a sua volta protagonista di qualche mossa aggressiva, come quella in cui ha avuto la peggio Leclerc junior al giro 18. In qualifica era andato benissimo anche David Schumacher, alfiere della Racing Point, ma il tedesco ha sofferto sulla distanza e ha terminato decimo.

Top 10 sfiorata per il "rookie" Valtteri Bottas, anche lui impegnato dalla propria abitazione monegasca. Il cammino del finlandese si è fatto subito in salita quando si è ritrovato ultimo, avendo la peggio nel caos innescato da un testacoda a Massenet del nostro Antonio Giovinazzi, poi uscito dalla sessione. La sua Alfa Romeo è stata così condotta verso la bandiera a scacchi dall'intelligenza artificiale. Poca fortuna anche per Vitantonio Liuzzi (escluso anzitempo per le troppe penalità), e così l'unico italiano a concludere è stato il motociclista-youtuber Luca Salvadori, dodicesimo sull'altra Toro Rosso. Non ha preso il via Esteban Ocon, l'altro titolare all'esordio, che si era qualificato 17esimo.

23 Mag [16:00]

Sainz, parole da futuro ferrarista:
"Proverò a creare qualcosa di speciale"

Jacopo Rubino

"Troveranno un grande lavoratore, che andrà in Italia, che passerà molto tempo a Maranello, che cercherà di costruire qualcosa di speciale con la Ferrari, come ho provato a fare con la McLaren". Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, Carlos Sainz ha tracciato l'identikit di se stesso per la sua futura scuderia, o forse soprattutto per i tifosi che lo sosterranno dal 2021, e hanno ancora una stagione per conoscerlo meglio.

Lo spagnolo fino alla fine del 2020 resterà comunque portacolori della McLaren, con l'obiettivo di "dire arrivederci nel miglior modo possibile". Niente cali di tensione: "Credetemi, darò il massimo come ho fatto nel 2019". E sono state proprio le prestazioni dello scorso anno, a cominciare dal podio di Interlagos, a far sì che il figlio d'arte madrileno entrasse nei radar del Cavallino. Quando è avvenuto l'approccio? "Non indicherò una data esatta, ma posso dire nell'inverno fra 2019 e 2020", ha confermato Sainz.

La Ferrari, quindi, già da alcune settimane aveva pensato all'iberico come potenziale sostituto di Sebastian Vettel. Il rinnovo con il tedesco è poi saltato, e la Rossa ha deciso di puntare su Carlos. Il quale, sin dal primo interessamento, ha voluto essere trasparente nei confronti della sua attuale squadra: "Sono andato da Zak Brown per avere il permesso di trattare più seriamente. Non sapevo come avrebbe reagito, ma mi ha subito detto di procedere e parlare", ha rivelato. "La chiave di questo processo è stata la chiarezza e l'apertura con tutte le parti coinvolte. Questo mi rende incredibilmente orgoglioso".

Il rapporto con il team di Woking non è stato perciò rovinato dal prossimo cambio di casacca. Tutt'altro; "Sono felici per me, si sono congratulati. E anche quando sarò in Ferrari, niente mi renderebbe più contento di rivedere la McLaren davanti. Sono sicuro che con motore Mercedes ci saranno progressi", ha sottolineato Sainz. E a proposito di rapporti, da che basi parte quello con Charles Leclerc, futuro compagno di box: "È fra i ragazzi in pista con cui ho i maggiori legami, passo con lui molto tempo durante la drivers' parade. Fin qui è stato positivo".

23 Mag [14:31]

Handicap aerodinamici in F1:
meno sviluppo per i team più forti

Jacopo Rubino

Ieri i team di Formula 1 hanno trovato l'intesa sul budget cap (nel 2021 sarà di 145 milioni di dollari, poi scenderà leggermente), ma hanno anche votato per l'introduzione dei cosiddetti "handicap aerodinamici": serviranno a contenere i costi e a equilibrare i valori in pista, favorendo lo spettacolo. Come afferma la BBC, manca soltanto la ratifica da parte della FIA che arriverà la prossima settimana, ed è considerata una formalità.

Dalla prossima stagione lo sviluppo aerodinamico consentito a ogni squadra, quindi, sarà regolato in base alla classifica costruttori dell'anno precedente. Chi avrà concluso in ultima posizione disporrà del monte ore più alto, tra galleria del vento e simulazioni computerizzate, quello campione in carica il più basso. Salendo di piazzamento il limite scenderà del 2,5%, senza distinzioni a prescindere tra le "big" (oggi Mercedes, Ferrari e Red Bull) e il resto del gruppo come si era valutato inizialmente.

"Vediamo come funzionerà, potrebbe incidere in modo significativo", ha dichiarato a The Race il team principal Red Bull, Christian Horner. Le scuderie di seconda fascia potrebbero recuperare terreno, ma l'inglese è convinto che le più forti, anche con meno ore da sfruttare, possano mantenere la loro supremazia. "Dipende dalle persone, dai piloti, da come si approcciano queste regole", sostiene Horner. "I migliori resteranno davanti".

Non piaceranno ai puristi, ma le restrizioni sulla ricerca aerodinamica sembrano quantomeno un sistema più coerente con lo spirito della F1 rispetto all'uso delle zavorre e del Balance of Performance, tipico delle corse GT o Turismo. Qualcosa che nella categoria regina avrebbe potuto essere quasi un "sacrilegio", per fortuna mai realmente contemplato.

23 Mag [13:51]

La quarantena inglese mette
a rischio il GP di Gran Bretagna

Massimo Costa - XPB Images

L'Europa tenta di ripartire, di riaprire i confini, ma la Gran Bretagna decide il contrario e si chiude a riccio. Con un ritardo imbarazzante, dopo essere divenuta la nazione con il maggior numero di contagi e di decessi in Europa, il Governo di Boris Johnson ha deciso che chi entra nel loro Paese dovrà affrontare una quarantena di quattordici giorni, di fatto bloccando ogni possibile interscambio commerciale e anche sportivo. Questo decreto sarà in vigore per tre settimane e verrà rinnovato di volta in volta se necessario.

Chi deciderà di entrare in Gran Bretagna via aerea, terra o nave, dovrà fornire un indirizzo dove si impegna a trascorrere le due settimane di isolamento. Qualora non rispettasse la quarantena, è prevista una multa di mille sterline che potrebbe salire a cinquemila in caso di recidività. Previste addirittura visite "fiscali" di poliziotti nei domicili forniti, scelti a caso delle autorità, e multe nei confronti di coloro che non compileranno i moduli all'ingresso. Agli stranieri che si rifiuteranno di fornire un indirizzo potrebbe essere negato l'ingresso sul suolo britannico e saranno espulsi coloro che si ostineranno a non rispettare le nuove regole.

A questo punto, è lecito pensare che il doppio Gran Premio di Silverstone è a rischio. Certo, le date sono quelle del 26 luglio e del 2 agosto, ma la Formula 1 non può certo ritrovarsi a poche settimane dall'evento con il circuito chiuso. Si è saputo che Liberty Media avrebbe chiesto al premier Boris Johnson una sorta di permesso per gli addetti della F1, ma la risposta sarebbe stata negativa. Silverstone potrebbe slittare al mese di settembre e dopo le due gare in Austria a Spielberg, si andrebbe in Germania sul tracciato di Hockenheim. Non per svolgere due corse, ma una sola. Per poi proseguire con Budapest il 9 agosto e via di seguito come da calendario.

22 Mag [10:03]

La proposta di Latifi:
"2 punti per la pole in F1"

Jacopo Rubino - XPB Images

Il rookie Nicholas Latifi ha una proposta: assegnare punti per la conquista della pole-position in Formula 1. "Almeno due", ha affermato a Sky Sports il canadese, pronto a disputare la sua prima stagione nella categoria regina. "Credo che la qualifica sia una delle parti più impegnative delle corse, in generale, e se ottieni il miglior tempo in qualche modo dovresti essere premiato".

È un'ipotesi di cui
Liberty Media e lo Strategy Group avevano già discusso nel 2018, ma poi abbandonata. Dallo scorso anno c'è invece un punto bonus per il giro più veloce in gara, tornato ad avere una valenza per la classifica iridata come era accaduto fra il 1950, alla nascita della Mondiale, e il 1959. Lewis Hamilton, con 6 "best lap" al volante della Mercedes, ne ha beneficiato più di tutti. Anche se non aveva particolare bisogno, per confermarsi sul trono.

"Non mi piace che in F1 chi sta davanti al sabato sia sempre molto contento, ma sapendo che con una brutta partenza tutto quel lavoro sfuma", ha aggiunto Latifi, proveniente dalla Formula 2 dove la pole-position vale 4 punti. "Sono troppi", ha però sottolineato in portacolori della Williams, vedendo in sole 2 lunghezze la misura giusta.

Non si può dire che il suggerimento abbia un tornaconto concreto, visto che difficilmente vedremo Latifi in lotta per le posizioni che contano, almeno durante questa annata da esordiente. Discorso diverso per l'idea di invertire la griglia, ancora prendendo a esempio la F2 che adotta questo formato nella Sprint Race della domenica: "È davvero divertente e imprevedibile, accade sempre qualcosa di inaspettato. In Formula 1 c'è maggiore differenza nelle prestazioni delle varie auto, magari si potrebbe ribaltare la top 10, la top 15 o addirittura l'intero schieramento".

Sarebbe ovviamente un sacrilegio adottare questa regola con l'attuale struttura dei Gran Premi, ma l'anno passato Liberty Media aveva valutato per il 2020 l'introduzione di una mini-corsa al sabato: avrebbe sostituito la consueta qualifica per definire la griglia di domenica, con ordine di partenza rovesciato rispetto alla situazione in campionato. Il leader del Mondiale, quindi, avrebbe dovuto scattare dal fondo e farsi largo nel gruppo. Latifi, probabilmente, sarebbe stato favorevole.

PrecedentePagina 1 di 10Successiva

News

formula 1
v

PrimaPrecedentePagina 1 di 14SuccessivaUltima
PrimaPrecedentePagina 1 di 14SuccessivaUltima

Tutti i nostri Magazine

I Magazine da leggere e sfogliare anche su tablet e smartphone