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26 Giu [18:43]

Spielberg - Libere 2
Antonelli sempre al comando

Massimo Costa - XPB Images

C'è sempre Andrea Kimi Antonelli al comando delle prove libere del venerdì di Spielberg. Il bolognese del team Mercedes sembra non avere rivali ed ha confermato quanto di buono evidenziato nella prima sessione. Antonelli fece il suo debutto in un weekend di gare proprio al Red Bull Ring. Era l'11 settembre del 2021 quando al volante della Tatuus di Formula 4 partecipò alla sua prima gara in assoluta. Non sono trascorsi neanche cinque anni e Antonelli è il capoclassifica del Mondiale!

Non bene l'altra Mercedes con George Russell che non ha fatto meglio della sesta posizione dopo che nella prima sessione era risultato secondo. Alle spalle dell'italiano, le due McLaren-Mercedes con Oscar Piastri e Lando Norris. Il divario è sull'ordine dei 2-3 decimi, non poco su un tracciato che si percorre in poco più di un minuto. Le MCL40 sembra che abbiano risolti i problemi del mattino, freni per Piastri e idraulica per Norris.

Non perde la scia dei primi Max Verstappen, quarto con la Red Bull-Ford, a 3 decimi da Norris mentre Lewis Hamilton ha confermato il quinto posto lamentando un forte sottosterzo. Il sette volte campione del mondo è a 0"597 da Antonelli ed ha un vantaggio di 3 decimi sul compagno Charles Leclerc, ottavo. Tra le due Ferrari, Russell e l'altra Red Bull di Isack Hadjar, anche lui come Norris praticamente alla prima sessione dopo le noie alla power unit nel mattino.

Bene la Racing Bulls-Ford che conferma la top 10 con Liam Lawson, il quale non ha partecipato alla prima sessione lasciando il volante al tester Ayumu Iwasa. Anche Gabriel Bortoleto, decimo con l'Audi, come Lawson era stato a guardare al mattino in quanto la sua monoposto è stata utilizzata da Paul Aron. Non un buon avvio di fine settimana per la Williams-Mercedes nelle ultime posizioni, solo otto giri per le due Cadillac-Ferrari.

Sabato 26 giugno 2026, libere 2

1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'07"014 - 32 giri
2 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'07"251 - 32
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'07"339 - 32
4 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'07"564 - 29
5 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'07"611 - 33
6 - George Russell (Mercedes) - 1'07"637 - 25
7 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'07"758 - 28
8 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'07"855 - 35
9 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'08"235 - 34
10 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'08"300 - 30
11 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'08"376 - 33
12 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'08"378 - 29
13 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'08"532 - 33
14 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'08"559 - 32
15 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'08"830 - 33
16 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'08"831 - 30
17 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'08"838 - 34
18 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'09"131 - 30
19 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'10"544 - 27
20 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'10"698 - 32
21 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'11"307 - 6
22 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - senza tempo - 2
26 Giu [14:54]

Spielberg - Libere 1
Antonelli e Russell divisi da 0"040

Massimo Costa - XPB Images

Si comincia nel segno della Mercedes. Sul circuito Red Bull Ring di Spielberg, tre power unit della Casa di Stoccarda comandano la classifica del primo turno libero. Davanti a tutti, le W17 con il leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli che è risultato il più rapido in 1'07"796 precedendo di 40 centesimi il compagno George Russell. Poi, la McLaren di Oscar Piastri. Pur afflitto di problemi ai freni, l'australiano è terzo a 117 millesimi da Antonelli.

Vicino al trio di testa è Max Verstappen con la Red Bull-Ford. Nonostante un avvio di turno complicato, con due stop in corsia box per noie alla frizione, l'olandese quando ha potuto girare serenamente ha trovato il modo di chiudere in 1'08"077. Più lontana la Ferrari. Lewis Hamilton ha concluso quinto a 665 millesimi da Antonelli. L'inglese non è parso molto soddisfatto del rendimento della sua vettura. A riposo Charles Leclerc, al suo posto in questa sessione ha girato il tester Dino Beganovic.

Problemi per Lando Norris. La sua McLaren è rimasta ai box per almeno 30 minuti per un problema idraulico. Solo 3 i giri che ha poi percorso. Noie alla power unit per l'altra Red Bull di Isack Hadjar, appena 6 le tornate svolte.

Sono stati sei i tester i pista. Oltre a Beganovic, hanno girato Ayumu Iwasa con la Racing Bulls al posto di Liam Lawson, Luke Browning con la Williams di Carlos Sainz, Paul Aron con l'Audi di Gabriel Bortoleto, Jak Crawford con la Aston Martin di Lance Stroll e Ryo Hirakawa con la Haas di Esteban Ocon.

In Stiria la temperatura aria durante questa sessione non ha toccato livelli elevati, si è rimasti sui 31 gradi. In ogni caso, la FIA concede ai piloti la possibilità di utilizzare un kit di raffreddamento obbligatorio. Il sistema prevede la circolazione di un liquido refrigerante, come il glicole, attraverso una giacca ignifuga indossata sotto la tuta da gara.

Le novità tecniche
Non sono mancate le novità tecniche, come sottolinea Autosport, portate dai team per questo Gran Premio. Sulla Red Bull, la presa d'aria laterale è stata riprofilata per adattarsi alle precedenti modifiche apportate alla parte anteriore della vettura, con un leggero riposizionamento per garantire che la portata d'aria verso i radiatori rimanga al livello ottimale.

Per questo motivo, è stata realizzata una nuova carrozzeria per il cofano motore e le fiancate. Questa deve adattarsi al nuovo fondo, con alcune piccole modifiche alle prese d'aria di raffreddamento per far fronte alle temperature estreme previste in Austria questo fine settimana. Piccole modifiche al fondo riguardano la zona anteriore della vettura, che include la sezione sotto la paratia del telaio e le pedane esterne situate dietro le ruote anteriori.
 
La McLaren sta testando la propria versione dell'ala posteriore, anche se non prevede di utilizzarla in gara, mentre la Mercedes ha apportato un paio di piccole modifiche con nuove carenature per le sospensioni anteriori, al fine di aumentarne l'efficacia nel condizionare il flusso d'aria.

La Ferrari ha aggiunto elementi all'endplate dell'ala anteriore introdotta a Barcellona, con alcuni "elementi di prova" che dovrebbero essere utilizzati solo nelle libere. Tra questi, un nuovo fondo e un supporto per gli specchietti retrovisori rivisto.

La Racing Bulls ha modificato il suo diffusore, poiché sia la scuderia che la Mercedes sono state costrette a cambiare le estensioni del diffusore a seguito di una direttiva tecnica della FIA che le ha rese illegali, mentre l'Alpine ha un nuovo alettone anteriore.

Anche Audi e Cadillac hanno apportato modifiche significative per l'Austria, nella speranza di risalire la classifica. La prima ha un nuovo endplate per l'ala anteriore, deflettori dei condotti dei freni anteriori rivisti e una serie di modifiche al posteriore, tra cui un nuovo fondo e nuove sospensioni posteriori. carenature e alettoni sia posteriori che laterali.

Da parte sua, Cadillac ritiene che i suoi aggiornamenti potrebbero far guadagnare alla MAC-26 qualche decimo di secondo; il team americano ha introdotto nuove pance laterali, complete di una nuova presa d'aria e di un profilo con maggiore capacità di sottosquadro, oltre a modifiche alle superfici del diffusore e al bordo d'attacco del fondo. Sono presenti anche alcune modifiche minori, come una nuova aletta sul cofano motore, supporti rivisti sotto la presa d'aria superiore e nuovi supporti per gli specchietti retrovisori.

Venerdì 26 giugno 2026, libere 1

1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'07"796 - 25 giri
2 - George Russell (Mercedes) - 1'07"836 - 24
3 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'07"913 - 18
4 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'08"077 - 13
5 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'08"461 - 20
6 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'08"726 - 16
7 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'08"962 - 20
8 - Dino Beganovic (Ferrari) - 1'09"054 - 19
9 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'09"071 - 18
10 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'09"165 - 23
11 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'09"255 - 3
12 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'09"521 - 15
13 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'09"546 - 21
14 - Ayumu Iwasa (Racing Bulls-Ford) - 1'09"637 - 13
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'09"644 - 23
16 - Paul Aron (Audi) - 1'09"937 - 16
17 - Luke Browning (Williams-Mercedes) - 1'09"979 - 21
18 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'10"403 - 6
19 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'11"283 - 12
20 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'11"333 - 18
21 - Ryo Hirakawa (Haas-Ferrari) - 1'11"927 - 19
22 - Jak Crawford (Aston Martin-Honda) - 1'12"211 - 17
24 Giu [20:37]

Le confidenze di Vettel al NYT
"Il giorno dopo Hubert non volevo correre"

XPB Images

Il ritiro di Sebastian Vettel dalla Formula 1, categoria che lo ha visto per quattro volte vincitore di un Mondiale (dal 2010 al 2013 alla guida della Red Bull-Renault), è ormai realtà di quattro anni fa. Ma la sua presenza riecheggia ancora con forza nelle menti e nei cuori di tanti appassionati, che si sono affezionati a lui non solo per la sua forza in pista, ma anche per le battaglie che ha combattuto e per quelle che sta continuando a combattere nel suo piccolo, grande mondo. Al The New York Times, Seb si è confidato rispondendo a una domanda, "Che cosa ci spinge?", come solo lui avrebbe potuto fare. Emerge un ritratto sfaccettato, in cui i sentimenti si mescolano e le certezze si evolvono. Vi riproponiamo il suo intervento in integrale.

Non sono un patito della velocità, ma provo piacere per le alte velocità. Sebbene adesso non corra più, ho disputato 16 stagioni da pilota di Formula 1. Gareggiare a più di 200 miglia orarie era diventata per me una seconda natura.



Sembrerà assurdo, ma essere al volante di una macchina che mi avrebbe potuto uccidere era diventato il mio rifugio. Tutto il rumore della mia vita si dissolveva non appena salivo sulla mia macchina da corsa. Questo ambiente pericoloso era quello dove mi sentissi più vivo e calmo. Nonostante l'altissimo stress, era il posto dove tutto rallentava, come se potessi scomparire e dimenticarmi del tempo che scorreva.

Il mio amore per la guida ebbe inizio quando ricevetti per regalo a Natale un piccolo go-kart. Sono cresciuto a Heppenheim, in Germania. Giacché il cortile della nostra casa era troppo stretto per girarci attorno, mio padre vi rovesciò un grande secchio d'acqua insegnandomi a derapare, una tecnica per evitare di sbattere contro un muro. Da quel momento, mi infatuai per l'adrenalina e il controllo presenti nella guida. Trovai qualcosa che mi dava fiducia portandomi a credere nei miei mezzi. E così, iniziai a sfidare gli altri, bramando questa sensazione di velocità.

Le corse di F1, però, non riguardano solo la velocità pura. Hanno a che vedere con quanto tardi sei disposto a frenare e quanto rapidamente riesci a superare la curva che segue. Hanno a che vedere con tentativi ed errori, e la sperimentazione di diversi approcci per andare più veloce. Gareggiare era il posto dove la mia mente poteva giocare e svilupparsi.

Sebbene di solito preferisca ambienti freddi, tranquilli e spaziosi, dove sono più a mio agio è nel caldo estremo, nella rumorosa angustezza di un abitacolo di una macchina da corsa. Ho scoperto che era l'unico posto dove riuscivo felicemente a comprendere la natura dicotomica della vita.



Delle volte, questo creava nella mia mente un senso di contrasto nei momenti che precedevano gare decisive per il titolo, quando tutti i miei sforzi si condensavano nello spazio di pochi giri. Mi ricordo di aver pensato di non vedere l'ora che la corsa cominciasse, ma allo stesso tempo non volevo che cominciasse. 

Ci sono state situazioni in cui ho perso il controllo della macchina perché qualcosa si era rotto o semplicemente perché avevo esagerato. Ho avuto i miei incidenti. Anche se un incidente si consuma nello spazio di un istante, quando succede sembra che il tempo si dilati. Inizi a renderti conto della realtà che si frammenta e delle conseguenze della ricerca della velocità. La forza dirompente di un incidente ti fa ricordare il gioco a cui stai giocando. Ma ho continuato a correre.



In più di due decenni di gare, c'è stata una sola volta in cui ho messo in dubbio l'idea di salire in macchina. È capitato durante il Gran Premio del Belgio nel 2019, all'indomani della scomparsa di un giovane pilota francese, Antoine Hubert, all'età di 22 anni.

Anch'io sono stato protagonista di incidenti, ma per fortuna solo di lieve entità. Ho visto altri piloti schiantarsi. Ma quel giovane uomo aveva tutta la sua vita davanti, e quella vita si è fermata sotto il nostro sguardo.



Ho chiamato mia moglie, Hanna, e le ho detto che non volevo correre il giorno dopo l'incidente. Dormii male quella notte. Eppure, decisi di correre. Dopo quel fine settimana, provai qualcosa di diverso per il mio sport, cosa che compresi solamente dopo aver smesso. Non avevo mai avuto paura della velocità, ma adesso potevo vederla, non solo sentirla. Ho iniziato ad avvertire una responsabilità mai avvertita in precedenza. Ho iniziato a capire che velocità, progresso e innovazione contano solamente se ci portano nella giusta direzione.

Oggi, conduco un'esistenza più lenta gestendo una piccola fattoria. Sono ancora innamorato della velocità: ho semplicemente smesso di correre contro il tempo. Ho imparato che la gioia più grande è scoprire qualcosa nella tua vita che ti porta nel qui e ora. Trasmettere questo insegnamento ai miei figli è ora il mio vero lavoro. Trascorrere del tempo con loro e vederli crescere mi rende estremamente consapevole di come tutto abbia una fine. Come pilota di F1 e come padre non ho potuto - e non posso - battere il tempo che passa. Il tempo scorre troppo in fretta per fermarlo; sarà sempre più veloce di me, che io lo stia sfidando o meno.

Ammetto di aver forse usato le corse per evitare di fronteggiare situazioni difficili. Gareggiare era la mia scappatoia. Tutti viviamo dei periodi in cui vorremmo sparire per sfuggire dalle traversie, ma alla fine questo è impossibile. Dobbiamo affrontare le difficoltà a testa alta e prenderci il giusto tempo per rallentare. E farlo.

Quando le persone mi chiedono quale sia stata la mia gara migliore, rispondo che deve ancora arrivare. Ho tante cose a cui guardare con entusiasmo. Attualmente mi sto godendo l'esplorazione piuttosto che il risultato. Ho imparato che la mia vita non consiste nel cercare la prossima grande cosa, ma nel fidarmi della mia curiosità.



Mi sono reso conto che c'è più di una passione o di una gara a cui mi posso dedicare. Nel viaggio della scoperta di se stessi, indipendentemente da quanto veloce si vada, non esistono scorciatoie.

C'è ancora una gara da vincere.

Sebastian Vettel

23 Giu [16:25]

Gli eroi del volante schiavi
dei responsabili dei social media

Massimo Costa

Uno degli aspetti che più mi provoca l'orticaria (scusate se parlo in prima persona, sapete che lo faccio raramente), è vedere i 22 piloti di Formula 1, gli eroi che combattono in pista a 330 orari e ci regalano sempre grandi emozioni, costretti a trasformarsi in bambini dell'asilo ad ogni viglia di un Gran Premio.

Cosa intendo? Schiavi dei responsabili social media dei vari team, i piloti devono assoggettarsi a una serie di giochetti che più stupidi non si può, quiz da bambini di quinta elementare e cose così. Questi filmatini che vanno sugli account instagram e simili delle undici squadre di F1, riscuotono un grande successo tra i fans, quindi, senza dubbio, hanno ragione gli illustri esperti dei social media.

Si sa, ormai su Instagram o Tik Tok, questi i social più utilizzati, qualsiasi banale video pubblicato, qualsiasi stupidata (scusate il termine) riscuote puntualmente una cascata di like, di apprezzamenti. Il ché fa venire più di un dubbio sulla deriva in cui si sta precipitando.

Ma ve li immaginate i vari Michael Schumacher, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Nelson Piquet, Alain Prost, Mika Hakkinen e così via, ridursi a macchiette per essere protagonisti di questi filmati senza senso? Non è questione di stare al passo con i tempi, non ci sentiamo ancora vecchi abbastanza per finire nel pentolone di quelli che "una volta era tutto più bello". No, non è questo il punto.

Qual è quindi? E' che stiamo parlando dei campioni del volante, di ragazzi fenomenali che hanno raggiunto la F1 a suon di sacrifici e talento, e vederli protagonisti di queste sciocchezze è a dir poco imbarazzante. Non c'entra proprio nulla.

A questo, si aggiungono poi gli stereotipi Paese per Paese. Si va a Melbourne, ed ecco che saltano fuori le palle ovali da rugby che i  piloti devono lanciare, si va a Miami, e i piloti sono costretti a tirare di mazza con le palline da baseball, Si va In Stiria, questo fine settimana, e ci si veste con i costumi tradizionali. Ci sono i mondiali di calcio, e spuntano palloni con Leclerc e compagnia che tentano improbabili tocchi. E via così.

Una valanga di banalità, di sciocchezze e in fondo, non si capisce il perché, al di là del compiacimento dei responsabili dei team che vedono aumentare i like, i piloti debbano ridursi ad interpretare questi spettacolini.
17 Giu [17:45]

Ugochukwu prova l'Alpine a Monza
Câmara a Montmeló con la Ferrari

Davide Attanasio - XPB Images

Vi è grande fermento su alcuni dei principali tracciati europei, dove tante giovani leve sono impegnate con le squadre F1 nell'ambito dei test TPC.

Detto di
Leonardo Fornaroli (e Ryo Hirakawa), sul circuito di Monza l'Alpine ha messo a disposizione una monoposto per Paul Aron e Ugo Ugochukwu (foto sopra), con il primo che ha girato martedì 16 giugno e il secondo mercoledì 17 giugno.

Se non è la prima volta che l'estone Aron, pilota di riserva della squadra, percorre chilometri sull'autodromo brianzolo, parrebbe che l'americano Ugochuwku, attuale capoclassifica della F3 fosse al suo primo test con Alpine, con la quale attualmente non vanta legami ufficiali. Ricordiamo come alla fine del 2025 Ugochukwu sia uscito dal programma giovani della McLaren.

Montmeló, sempre mercoledì 17 giugno, Rafael Câmara è tornato alla guida della Ferrari per il suo secondo test TPC dopo quello di metà maggio sull'Hungaroring. Câmara, ufficialmente membro della FDA dal 2022, dopo essersi assicurato Regional europea (2024) e Formula 3 (2025) è impegnato in Formula 2 con il team Invicta, e proprio a Montmeló ha vinto in grande stile la sua prima gara nella categoria.
17 Giu [16:53]

Fornaroli a Monza con la McLaren
Poi, il volo verso Jerez per la Haas

Massimo Costa

Giorni intensi per Leonardo Fornaroli. Lo scorso venerdì ha girato per la prima volta con la McLaren MCL40 sul circuito di Montmelò nel primo turno del Gran Premio di Catalogna. Una buona sessione, conclusa al quinto posto, e che ha stupito gli uomini di Andrea Stella per il buon lavoro svolto.

Martedì mattina invece, Fornaroli si è presentato a Monza per compiere l'ennesimo test con la McLaren, ma questa volta con la vecchia MCL60. Probabile che questa seduta di prove sia stata svolta in vista di un suo coinvolgimento nelle prove libere del GP d'Italia del prossimo settembre.

Dopo di che, Fornaroli è corso all'aeroporto di Milano per volare in Andalusia, destinazione circuito di Jerez, e il suo posto è stato preso da Will Stevens, uno dei piloti McLaren al simulatore nonché uomo Cadillac nel WEC. E lì, sul bel tracciato nel sud della Spagna, Fornaroli ha trovato ad attenderlo il team Haas. Già da stamane, mercoledì 17 giugno, Leonardo guiderà la VF-25 della scorsa stagione e la dividerà con Rio Hirakawa, tester Haas nonché pilota Toyota nel WEC e reduce dalla 24 Ore di Le Mans.

Cosa c'entra la squadra americana con il suo coinvolgimento con la McLaren? Poco o nulla, ma solo una opportunità in più per il piacentino. Ci si sta muovendo in vista del 2027. Il rischio è che Fornaroli, in panchina quest'anno, rischi di rimanere ancora fuori dal Mondiale F1 considerando che Oscar Piastri ha un contratto con Zak Brown fino al 2028 mentre Lando Norris, pure in scadenza, rinnoverà.

Il team Haas rimarrà probabilmente con Oliver Bearman considerando che la Ferrari per lui sarà preclusa da Charles Leclerc, che ha appena rinnovato, mentre Lewis Hamilton, visto questo inizio di stagione al top, di certo non se ne andrà. Precaria invece, la posizione di Esteban Ocon, già criticato per un 2025 non positivo è non è che ora stia facendo meglio. Ecco quindi che Fornaroli potrebbe essere il pilota giusto per la Haas al fianco di Bearman.
17 Giu [13:37]

GP di Monaco, il caso Gasly
McLaren e Red Bull non ci stanno

Massimo Costa - XPB Images

Il reintegro di Pierre Gasly nella classifica finale del Gran Premio di Monaco (terzo posto), dopo che la FIA aveva preso in esame il ricorso del team Alpine e ammesso il proprio errore, non è piaciuto alle squadre i cui piloti quella medesima penalità (eccessi di velocità in corsia box) l'avevano scontata in gara.
 
Sulla base delle prove fornite dalla FOM, l'organismo responsabile del cronometraggio in Formula 1, una discrepanza nel metodo di misurazione della velocità in pit-lane, ha portato a una penalità errata per Gasly e altri quattro piloti. McLaren e Red Bull non hanno per nulla accettato la decisione senza precedenti dei commissari.

Entrambe le squadre avevano manifestato l'intenzione di presentare ricorso dopo il verdetto e ora, a quanto pare, hanno dato seguito alla richiesta avviando la procedura di appello. McLaren ha affermato: "La McLaren Racing conferma di aver formalmente presentato ricorso alla Corte Internazionale d'Appello della FIA in merito alle seguenti decisioni relative al Gran Premio di Monaco 2026: Documento n. 99 dei Commissari di Gara; Documento n. 100 sulla Classifica Finale di Gara Rivista; Documento n. 101 sulla Classifica del Campionato Rivista.

"Pur rispettando pienamente i processi giudiziari della FIA e il ruolo dei Commissari di Gara, riteniamo che questo caso sollevi importanti questioni in merito alla correttezza sportiva, alla coerenza normativa e all'integrità della competizione. Durante tutto il weekend del Gran Premio di Monaco, e in ogni fase della gara, tutti i team hanno operato in conformità con i regolamenti e le prassi standard stabilite per quanto riguarda il limite di velocità in pit lane, così come erano in vigore all'epoca. I concorrenti hanno adeguato le proprie procedure di conseguenza e, ove richiesto, hanno accettato e scontato le penalità imposte da tali regolamenti."

"A nostro avviso, la successiva revoca delle penalità crea una situazione in cui alcuni concorrenti vengono svantaggiati pur avendo agito in conformità con le regole e le decisioni dei commissari. Un simile esito rischia di creare iniquità sportiva e di minare la fiducia nell'applicazione coerente del Regolamento Sportivo della FIA. La nostra decisione di presentare ricorso non è diretta contro alcun concorrente. Piuttosto, riflette la nostra convinzione che il campionato tragga beneficio da regolamenti applicati in modo coerente, trasparente ed equo a tutti i partecipanti.

"McLaren rimane impegnata a collaborare in modo costruttivo con la FIA, la Formula 1 e gli altri concorrenti per proteggere l'integrità dello sport e mantenere la fiducia nel suo quadro normativo."

La Red Bull non ha avuto penalità per i suoi piloti, ma per la decisione FIA di reintegrare al terzo posto Gasly, ha perso il podio con Isack Hadjar. e a quel punto anche il team diretto da Laurent Mekies ha presentato ricorso.
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