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12 Mag [12:52]

Cadillac, avanti a piccoli passi
Come sta crescendo il team americano

Massimo Costa - XPB Images

Hanno iniziato la loro prima stagione in F1 senza particolari aspettative, senza proclami, ma con l’obiettivo di lavorare a testa bassa e crescere gara dopo gara. Il team Cadillac, al debutto assoluto nel Mondiale, sta mantenendo quelli che erano gli obiettivi iniziali. Intanto, concludere le gare. Tutti partono in F1 e il problema di non riuscire a qualificarsi, che un tempo era un grande ostacolo per i piccoli team quando vi erano più di 26 iscritti, non esiste più, vi è sempre la certezza di partecipare ai Gran Premi.

Grazie a una power unit Ferrari particolarmente efficace e a due piloti come Valtteri Bottas e Sergio Perez che stanno mettendo in pista tutta la loro esperienza, il team Cadillac su quattro gare fino ad ora disputate può contare un solo ritiro. Quello di Bottas nel primo appuntamento dell’anno a Melbourne. Il finlandese si è ritirato al giro 15 per noie allo sterzo. Perez, invece, in quel Gran Premio si è classificato 16esimo a 3 giri.

Dopo di che le due MAC-26, dove con MA si è voluto onorare il grande Mario Andretti e la C sta per Cadillac, hanno sempre visto l’arrivo. Cosa assolutamente notevole se consideriamo che la tanto celebrata Aston Martin-Honda di Adrian Newey, squadra con decenni di F1 sulle spalle (prima era Racing Point, Force India eccetera), soltanto a Miami ha potuto vedere entrambe le monoposto al traguardo. Mentre anche l’Audi, altro costruttore al debutto e con una propria power unit, benché certamente più competitiva della Cadillac, paga una affidabilità ancora precaria.

Certo, il team americano non ha un proprio motore e, come detto, può contare sulla validità dell’unità di Maranello che regala garanzie di chilometraggio. E questo è sicuramente un gran vantaggio perché consente ai tecnici della squadra di poter lavorare e programmare con una certa tranquillità.

E difatti, a Miami è arrivato un primo significativo pacchetto di sviluppo che ha coinvolto il fondo delle due monoposto e una serie di novità dal punto di vista aerodinamico e meccanico. Tra queste, una nuova paratia dell'ala anteriore, il flap dell'ala anteriore, il supporto dello specchietto retrovisore, il pianale anteriore, il diffusore, le sospensioni posteriori, l’angolo posteriore e supporto del terminale di scarico, i freni e un minor peso complessivo delle vetture.

Tutto questo è stato provato da Bottas e Perez nel weekend in Florida, con il format sprint, non il massimo considerando che vi è stato un solo turno libero di 90 minuti e non le tre ore di libere che si hanno in un fine settimana di gara normale. Ci sarà quindi una maggiore possibilità di verificare la bontà di tutte queste novità in occasione del prossimo appuntamento di Montreal.



Il team principal Graeme Lowdon ha spiegato che la sosta di aprile per la cancellazione dei GP di Sakhir e Jeddah è stata importante per loro: “Abbiamo potuto lavorare di più al banco prova organizzando i test multi-post, i test K&C di cinematica e conformità, utilizzati per testare le sospensioni, e tutto il resto, cosa che normalmente non si ha il tempo di fare perché le vetture sono impegnate in un continuo passaggio da un evento all'altro”.

Bottas ha aggiunto: “Fin dai primi test pre-campionato, il nostro punto debole principale è stata la mancanza di carico aerodinamico. La parte più importante degli aggiornamenti portati a Miami consiste proprio nel riuscire a cancellare tale difetto. Quindi questo rimane il vantaggio più significativo che otterremo in termini di tempo. La riduzione di peso sicuramente aiuta, ma non è così rilevante come il deficit che abbiamo in termini di aerodinamica. In ogni caso, stiamo vedendo progressi in molte aree”.

Proviamo a vedere nel dettaglio come si è comportato il team Cadillac da Melbourne a Miami prendendo in esame le qualifiche. Sul tracciato australiano, nel Q1 Perez è risultato 18esimo a 3”098 dal leader George Russell, 1’22”605 contro 1’19”507. Bottas ha chiuso 19esimo a 3”737 in 1’23”244.

Peggio di loro però hanno fatto Carlos Sainz con la Williams-Mercedes, Max Verstappen con la Red Bull-Ford e Lance Stroll con la Aston Martin-Honda che di fatto non hanno segnato un tempo. A Melbourne, non prendendo in esame la Aston Martin, il rivale più vicino a Perez è risultato Oliver Bearman con la Haas-Ferrari, 16esimo in 1’21”247, un divario di 1”358.

A Shanghai, Bottas ha siglato nel Q1 il 20esimo crono in 1’35”436 mentre il leader Charles Leclerc ha ottenuto 1’33”175. Dunque, un distacco di 2”261, molto meglio rispetto a Melbourne. Perez è stato ultimo in 1’36”905 a 3”731 da Leclerc. In mezzo alle due Cadillac, la Aston Martin di Lance Stroll. Molto vicino il primo dei rivali non Aston, ovvero la Williams di Alexander Albon, 18esimo con un vantaggio di 0”664 su Bottas.



E veniamo a Suzuka. Perez nel Q1 è risultato 19esimo in 1’32”206, davanti a tutti Leclerc con 1’29”915. Una forbice di 2”291. Bottas ha terminato 20esimo in 1’32”330. In Giappone, la Cadillac ha messo dietro entrambe le Aston Martin. Davanti a Perez, Bearman con la Haas (1’31”090) a 1”116.

Per concludere, ecco Miami. Bottas 20esimo nel Q1 in 1’31”629 mentre il leader Andrea Kimi Antonelli ha realizzato il tempo di 1’28”653. La differenza è stata di 2”976. Perez, 21esimo in 1’31”967. Dietro le due Cadillac, l’Audi di Gabriel Bortoleto afflitto da problemi tecnici. La differenza con gli altri, in questo caso la Racing Bulls-Ford di Arvid Lindblad (17esimo) è stata di 1”496.

Riassumendo, a parte Melbourne, il distacco dal leader del Q1 si mantiene sotto i 3”, con punte minime di 2”2 a Shanghai e Suzuka, mentre togliendo la Aston Martin che spesso risulta inferiore alla stessa Cadillac, la discrepanza dai team di centro classifica si aggira sull’1”2 di media, con la punta minima registrata a Shanghai quando Albon era a soli 0”664 da Bottas.

A Montreal, dove si potrà lavorare meglio sugli sviluppi portati a Miami, il team, Bottas e Perez, si aspettano di compiere un passetto in avanti. Anche per rispondere alla Aston Martin che in Canada porterà una serie di novità che aveva preferito non inserire sulle AMR26 a Miami.
7 Mag [20:22]

Modifiche insufficienti
I piloti bocciano le novità tecniche

Carlo Luciani - XPB Images

Il dibattito sulle nuove monoposto continua ad infiammare il paddock di Formula 1 e, nonostante i recenti accorgimenti tecnici introdotti a Miami, il malcontento tra i protagonisti non accenna a placarsi. La questione centrale rimane legata alla gestione dell'energia ed al conseguente paradosso che sta snaturando il concetto di velocità: la necessità di guidare più lentamente in curva per essere più competitivi nei rettilinei.

Prima del weekend americano la Federazione ha approvato una serie di modifiche mirate a ridurre il fenomeno del "super clipping”. In particolare, si è cercato di intervenire su una lacuna evidente: la tendenza delle vetture a perdere improvvisamente potenza alla fine dei tratti veloci a causa dell’esaurimento della carica elettrica, una questione importante anche sotto il punto di vista della sicurezza, sollevata anche in seguito all’incidente di Oliver Bearman a Suzuka.

Tra le novità principali spicca la riduzione del recupero massimo di energia in qualifica, già ridotto in Giappone da 9 MJ a 8 MJ ed ora ulteriormente abbassato a 7 MJ. Questo limite è stato introdotto per evitare che i piloti debbano ricaricare eccessivamente durante il giro lanciato. Allo stesso tempo la potenza massima di ricarica durante le fasi di recupero è stata innalzata da 250 kW a 350 kW. Questo per ridurre il cosiddetto "lift and coast", ovvero il rilascio dell'acceleratore a fine rettilineo.

Tuttavia, i riscontri dei piloti raccolti da “The Race” dipingono uno scenario ancora critico. Tra i più severi il quattro volte iridato Max Verstappen, sin da inizio stagione poco convinto della nuova ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico: “Ti punisce ancora. Più vai veloce in curva, più vai piano nel rettilineo successivo. Fondamentalmente, se hai più energia alla fine della curva, sarai più veloce sul dritto. Quindi non è questo l’obiettivo”.



Secondo l’olandese, avere più carica garantisce un vantaggio in termini cronometrici superiore rispetto ad una percorrenza di curva più rapida. Un’anomalia che sacrifica l’istinto del pilota per favorire la gestione della power unit, snaturando l’essenza della qualifica. Anche Esteban Ocon ha confermato questa sensazione al volante: "Devi spingere troppo nella prima parte della curva per poi non accelerare nella seconda”.

Sulla stessa lunghezza d'onda Fernando Alonso, che ha dichiarato: "Dobbiamo dare ancora un po' di tempo alla FIA, ma in ogni caso queste unità motrici premieranno sempre chi va piano nelle curve. Indipendentemente dalla strategia e dal tipo di guida che si adotta, l'energia serve sui rettilinei e va conservata in curva". Il campione del mondo in carica Lando Norris ha invece definito i cambiamenti apportati a Miami un passo in avanti, seppur non sufficiente: "Se vai a tutta velocità ovunque e cerchi di spingere come facevi negli anni precedenti, vieni comunque penalizzato. Non credo si possa risolvere davvero con piccoli aggiustamenti. Bisognerebbe eliminare la batteria per tornare a correre sul serio".

Quest’ultima opzione non è al momento contemplata, ma ciò di cui si sta discutendo è potenziare il motore a combustione interna. Questo sarebbe possibile intervenendo sul flusso di carburante, ma l’ipotesi appare poco realistica perché comporterebbe una riprogettazione dell’ICE, rendendolo più robusto per sopportare le sollecitazioni dovute all’aumento di potenza. Si dovrebbe inoltre far fronte anche ad un problema di consumo di combustibile, che chiaramente aumenterebbe, costringendo ad aumentare la capacità dei serbatoi con inevitabili ripercussioni su altre componenti.

Le discussioni riguardano quindi non solo il 2027, ma vanno già oltre, visto che i team sono già al lavoro per la prossima stagione. Per il momento la situazione rimane in una fase di stallo: se è vero che con gli accorgimenti introdotti a Miami la situazione sia leggermente migliorata, bisogna attendere appuntamenti ben più faticosi per la gestione dell’energia. Una prova importante sarà già quella di Montreal, dove potremo valutare meglio la reale efficacia dei correttivi.
5 Mag [17:15]

Verstappen da podio senza testacoda?
Al 4 volte iridato è tornato il sorriso

 Massimo Costa - XPB Images

E’ tornato il sorriso a Max Verstappen. Non tanto per essersi ritrovato nella vivace Miami con le sue belle spiagge, la vita notturna che non finisce mai, il clima estivo, le varie star del cinema eccetera eccetera. No, a lui queste cose proprio non interessano e che si corra nella desolante area di Suzuka, in mezzo al nulla del Nordschleife o in Florida, non gli cambia nulla. A lui importa solo guidare per divertirsi e vincere.

La depressione accumulata nei primi tre appuntamenti, le minacce di lasciare questa F1 dominata dalla ricarica delle batterie (ma a Miami i problemi emersi precedentemente sono nettamente diminuiti grazie alle modifiche apportate soprattutto al volante), il piacere ritrovato di correre con le vetture GT3 nell’infernale vecchio Nurburgring, sono sembrate sensazioni ormai parte del passato.

La pausa lunga un mese, ha permesso alla Red Bull di lavorare sodo per migliorare il migliorabile e a Miami nella qualifica Sprint, Verstappen ha siglato il quinto tempo, posizione occupata anche al termine della corsa di 30 minuti. Suo miglior risultato dell’anno. Poi, si è spinto ancora più in là. Molto più in là. Perché nella qualifica vera, Verstappen ha potuto riassaporare l’adrenalina che ti prende quando lotti per le primissime posizioni, quelle vertigini che ti fanno sentire speciale.

Si è trovato a giocarsela niente meno che per la pole, cosa che pareva impossibile soltanto pochi giorni prima di atterrare a Miami. Se pensiamo che a Suzuka non aveva centrato neanche la Q3 e che a Shanghai si era piazzato ottavo, ritrovarsi in prima fila con il secondo tempo a soli 166 millesimi dal poleman Andrea Kimi Antonelli, è stato motivo di grande soddisfazione per lui e per tutto il team.

E poi, anche se a lui a certe cose non ci guarda, aver messo il compagno di squadra Isack Hadjar a quasi un secondo di distacco, dopo che a Suzuka il giovane francese aveva fatto meglio di lui e a Shanghai avevano girato praticamente sugli stessi tempi, è stato significativo. Segno che il vestito della RB22 non gli sta più stretto come prima.



In gara è andata diversamente. Partito bene, ha compiuto uno dei suoi rari errori, addirittura nei primi metri, perdendo il posteriore mentre tentava di resistere a Charles Leclerc che lo aveva affiancato all’esterno. Un 360 perfetto e gli è andata bene, a lui e a tutti gli altri, che non si è verificata una sorta di ammucchiata. Verstappen si è ritrovato con le ruote girate verso la parte giusta del tracciato ed è ripartito come nulla fosse. Si è anche scusato con la squadra via radio, incredibile, ma vero.

Da quel momento, ha iniziato a rimontare, ha cambiato le gomme, parecchio scorticate da quel testacoda, per primo quando è entrata la safety-car al 7° giro per due incidenti separati: quello che ha visto protagonista il suo compagno Hadjar e quello innescato da Liam Lawson che ha portato al capottamento di Pierre Gasly. Un azzardo inevitabile togliere così presto le Pirelli medie per le Hard che lo avrebbero dovuto accompagnare fino al traguardo. Questo super under cut, resosi necessario per il testacoda, rispetto agli avversari, gli ha permesso di risalire la china e di andare ad occupare anche la prima posizione quando via via tutti i suoi avversari hanno effettuato il pit-stop.

E’ durata poco, presto superato da Norris e Antonelli, poi da Leclerc che ha chiuso un gap importante, e infine da Piastri. I suoi pneumatici, utilizzati così a lungo, hanno perso l’aderenza necessaria e Max si è trovato a dover lottare con un notevole sovrasterzo. Nel finale, è stata bagarre vera con Russell e il testacoda di Leclerc all’ultimo giro gli ha aperto la porta della quinta posizione. Certo, partire dalla seconda casella della prima fila e concludere quinto non è quello che ci si può aspettare, ma quel testacoda ha rovinato ogni piano.

Verstappen ha, però, ritrovato la voglia di combattere, il piacere di lottare per la pole e di ritrovarsi anche se per pochi giri in testa a un Gran Premio. La Red Bull non è squadra che si abbatte se i risultati mancano e lo ha dimostrato anche questa volta. La progressione della RB22 da Melbourne a oggi è stata di quelle notevoli, importanti e sarà interessante vedere se vi sarà la conferma anche nel prossimo appuntamento di Montreal del 24 maggio. Se così sarà, occorrerà rivedere in fretta i piani iridati perché Verstappen potrebbe rapidamente tornare in corsa, proprio come accaduto lo scorso anno.

3 Mag [21:12]

Antonelli, pensare al Mondiale
non è più follia, McLaren è tornata

Massimo Costa

A Shanghai la prima vittoria che ha permesso di mettere in evidenza la crescita del pilota Andrea Kimi Antonelli. A Suzuka, circuito difficile, paragonabile a quello di Spa, un altro successo e questa volta, e senza dubbio, imperioso. Poi, ecco Miami. E su questo tracciato cittadino (anche se poi non è in mezzo ad alcuna città, ma gira attorno all'arena/stadio), è arrivata la terza vittoria consecutiva. 

Che ha messo in evidenza tutta la solidità mentale, la capacità nel gestire ogni situazione (dopo l'errore della gara sprint in partenza e con i track limits), nel migliorarsi, nel crescere e maturare sempre più. Dopo il pit-stop, effettuato un giro prima di quello di Lando Norris che conduceva la gara, Antonelli è rientrato in pista dietro all'inglese ed ha avuto la freddezza di superarlo subito. A quel punto, il 19enne bolognese della Mercedes è stato impeccabile.

Dietro di lui, Norris a un certo punto ha cominciato a rosicchiargli decimi su decimi arrivano a 0"6 di distacco. Sembrava proprio che il campione del mondo in carica potesse raggiungere Antonelli e invece no. La reazione dell'italiano è stata formidabile, da pilota consumato. Non ha sbagliato un virgola, dopo due track limits, avvertito dal team, è stato lineare e pulito, e Norris ha cominciato a perdere terreno riportandosi a 1"2.

L'inglese della McLaren a quel punto si è come arreso, accontentandosi della seconda posizione e del primo podio vero stagionale dopo la vittoria nella corsa Sprint. Oggi, Antonelli era troppo forte. E così, dopo le tre pole, ecco anche le tre vittorie, una dopo l'altra. Ma chi lo ferma più questo ragazzo? Parlare di rincorsa al titolo mondiale non pare più follia. Antonelli ha 100 punti, 20 in più del compagno George Russell che he conta 80 e che pare frastornato da quel che sta ottenendo il vicino di box.

La McLaren-Mercedes è tornata ad essere protagonista vera. Norris ha disputato un notevole fine settimana, Oscar Piastri ha raddrizzato una qualifica negativa terminando al terzo posto con un bel recupero nel finale. Tra McLaren e Mercedes passano pochi decimi, la partita è quanto mai aperta

Max Verstappen ha iniziato la gara procurando subito grandi brividi a tutti perché tentando di rimanere all'interno alla prima curva per resistere a Leclerc, si è girato clamorosamente e per fortuna sua e di tutti gli altri, non si è creato un incidente. Ha ripreso la gara e piano piano ha recuperato terreno. Per primo ha montato le gomme hard approfittando della safety-car intervenuta perdue incidenti distinti occorsi ad Isack Hadjar e Pierre Gasly, speronato da Liam Lawson e finito anche a testa in giù.

Verstappen si è trovato anche in testa per via dei pit-stop degli avversari, ma nulla ha potuto per contrastare le due McLaren, Leclerc e Russell. Alla fine è arrivato un quinto posto che diviene il miglior piazzamento stagionale suo e della Red Bull. Un buon passo in avanti considerando anche la prima fila conquistata in qualifica. Male, invece, Hadjar che nei primi km di gara ha commesso un errore alla chicane andando a muro.

Charles Leclerc ha iniziato alla grande andando subito in testa alla gara per 6 giri, venendo superato da Norris. Il monegasco è sempre stato in zona podio, non è parso molto d'accordo sul momento in cui è stato chiamato per cambiare le gomme, alla fine era terzo dopo aver recuperato su Verstappen.

Nulla ha potuto per contrastare Piastri all'ultimo giro e subito dopo è arrivato un errore quanto mai inatteso. Leclerc si è girato, ha urtato le protezioni e con la monoposto "storta" è scivolato sesto. Poco da dire sulla gara di Lewis Hamilton, settimo, con l'anteriore della sua SF-26 danneggiata al primo giro da un contatto con Franco Colapinto.

E proprio l'argentino della Alpine-Mercedes si è reso protagonista di una bella gara finalmente. Ottavo al traguardo, per la seconda volta a punti dopo il decimo posto di Shanghai. Peccato per Gasly che è stato mandato a ruote all'aria da Lawson. Festa grande per la Williams-Mercedes che per la prima volta quest'anno ha conquistato punti, addirittura con entrambi i piloti. Carlos Sainz nono e Alexander Albon decimo.

Sotto tono per tutto il fine settimana la Racing Bulls-Ford con Lawson, protagonista del crash di cui sopra, e Arvid Lindblad. Nessuna impresa da parte dei piloti Haas-Ferrari, non ha convinto molto l'Audi, nuovamente KO con Gabriel Bortoleto e 12esima con Gabriel Bortoleto. Poi, come al solito, la gara a parte di Aston Martin e Cadillac...

Aggiornamento penalità
Max Verstappen è stato penalizzato di 5" per avere superato la linea bianca di uscita corsia box. L'olandese della Red Bull non perde il quinto posto. Penalità di 20" per Charles Leclerc per avere tagliato la pista in più occasioni e per avere guidato in condizioni di non sicurezza della monoposto.

Domenica 3 maggio 2026, gara

1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 57 giri
2 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 3"264
3 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 27"092
4 - George Russell (Mercedes) - 43"051
5 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 48"949 *
6 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 53"753
7 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'01"781
8 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'04"245 **
9 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'22"072
10 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'30"972
11 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1 giro
12 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1 giro
13 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1 giro
14 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1 giro
15 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1 giro
16 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1 giro
17 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) -. 1 giro
18 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1 giro

* 5" di penalità
** 20" di penalità 

Ritirati
Nico Hulkenberg
Liam Lawson
Pierre Gasly
Isack Hadjar

Il campionato piloti
1.Antonelli 100; 2.Russell 80; 3.Leclerc 59; 4.Norris, Hamilton 51; 6.Piastri 43; 7.Verstappen 26; 8.Bearman 17; 9.Gasly 16; 10.Lawson 10; 11.Colapinto 7; 12.Lindblad, Hadjar, Sainz 4; 15.Bortoleto 2; 15.Ocon, Albon 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 180; 2.Ferrari 110; 3.McLaren-Mercedes 94; 4.Red Bull-Ford 30; 5.Alpine-Mercedes 23; 6.Haas-Ferrari 18; 7.Racing Bulls-Ford 14; 8.Williams-Mercedes 5; 9.Audi 2.
3 Mag [20:42]

Miami - La cronaca
Antonelli stellare, terza vittoria

Finale - Vittoria strepitosa di Antonelli che precede Norris Piastri poi Russell Verstappen e Leclerc, che dopo il testacoda deve avere rimediato qualche danno e conclude sesto davanti a Hamilton Colapinto Sainz e Albon, questi i piloti a punti.

Leclerc prova a reagire ma commette un errore e va in testacoda, riesce a ripartire

Piastri supera Leclerc che sembra non riuscire a reagire

56° giro - Russell ha la meglio su Verstappen per il quinto posto, Leclerc si difende da Piastri, in ballo il terzo gradino del podio

55° giro - Piastri ha raggiunto Leclerc, Russell battaglia con Verstappen

53° giro di 57 - Sale a 2"6 il vantaggio di Antonelli su Norris, Leclerc deve guardarsi da Piastri che è a 1"6 mentre Verstappen è insidiato da Russell. Solitario settimo un Hamilton indecifrabile questo weekend

E comunque la pioggia non si è vista...

50° giro di 57 - Antonelli +1"9 su Norris, a 21"7 Leclerc poi Piastri Verstappen Russell Hamilton Colapinto Sainz Albon Bearman Bortoleto Ocon Lindblad Perez Alonso Stroll Bottas

Antonelli ha 1"7 su Norris che ormai sembra avere tirato i remi in barce, ma aspettiamo...

49° giro - Piastri soffia la quarta piazza a Verstappen

Antonelli si lamenta del cambio non perfetto con le marce

Alla fine Verstappen deve arrendersi a Leclerc che va terzo. La Red Bull ora è insidiata da Piastri

47° giro - Leclerc supera Verstappen, ma l'olandese lo ripassa

Il box Mercedes avvisa Antonelli di non fare più track limits avendo ricevuto il secondo avviso dalla direzione gara

45° giro di 57 - Leclerc vicinissimo a Verstappen per il terzo gradino del podio

44° giro - Sale a 1"5 il divario tra Antonelli e Norris

43° giro di 57 - Antonelli ha riportato il vantaggio su Norris a 1"2

Alonso sta procedendo con le medie con le quali è partito, 40 giri! unico a non avere fatto il pit-stop

Posizioni per il momento congelate con Antonelli Norris Verstappen, Leclerc è ora a 4" dalla Red Bull, poi Piastri Russell Hamilton Colapinto Sainz Albon in top 10. A seguire Bearman Ocon Bortoleto Lindblad Alonso Perez Stroll Bottas

Doppiaggio non facile per Antonelli con Alonso che non gli ha dato subito strada

Antonelli sta correndo benissimo e cerca di tenere a distanza Norris, ma non è facile

37° giro - Norris ha guadagnato 4 decimi su Antonelli ed è a 0"8 mentre Leclerc è a 6" da Verstappen

35° giro - Tra Antonelli e Norris passa 1"2, Verstappen terzo è a 8" ed ha un vantaggio di 7" su Leclerc. Che però è più veloce di mezzo secondo al giro rispetto alla Red Bull. Dietro, Piastri e Russell si scambiano la posizione in continuazione, Hamilton è settimo davanti a Colapinto Sainz Albon Bearman Ocon Bortoleto Lindblad Alonso Perez Stroll Bottas

Bortoleto al pit-stop, rimane il solo Alonso mentre è duello tra Russell e Piastri per il quinto posto

Non hanno cambiato le gomme Bortoleto e Alonso

Pit-stop per Colapinto e Ocon

31° giro - Antonelli precede Norris di 1"5, Verstappen ha perso terreno ed è a 4"5. A 11"3 c'è Colapinto che vede arrivare Leclerc Russell e Piastri, più staccato Hamilton che precede Ocon Bortoleto Sainz Albon Bearman Alonso Lindblad Perez Stroll

Leclerc sale quinto superando Russell, davanti hanno Colapinto che ancora non ha cambiato le gomme

Antonelli supera Verstappen che ha le gomme hard vecchie di 22 giri a differenza dell'italiano che le ha cambiate da poco. Anche Norris riesce a superare Verstappen

28° giro - Piastri ai box, Verstappen leader ed è attaccato da Antonelli e Norris in battaglia

Antonelli rientra appena dietro Norris e lo supera subito

28° giro - Norris ai box per sostiuire gli pneumatici, anche Hamilton e Albon

Pit-stop anche per Bearman

27° giro - Antonelli ai box per montare le hard, Verstappen riesce a superare Hamilton

26° giro - Norris ha 1"6 di vantaggio su Norris, a 12"6 Piastri, a 17" Hamilton e Verstappen che se le stanno dando di santa ragione...

Avevano previsto pioggia forte diversi giri fa... ma come spesso accade il meteo F1 non ci azzecca

Leclerc si arrabbia col box Ferrari, secondo lui il cambio gomme è avvenuto troppo presto... ma poteva sempre dire che non rientrava...

23° giro - Norris conduce su Antonelli Piastri Hamilton Verstappen Colapinto Sainz Albon Russell Leclerc Bearman Ocon Bortoleto Lindblad Perez Alonso Bottas Stroll

Pioggia leggera alle curve 7-8 comunicano ai piloti

21° giro - Cambio gomme per Leclerc che va sulle hard

Ai box Russell che monta le gomme hard

20° giro - Norris +2"6 Antonelli +7" Leclerc +8"Piastri +9"2 Russell +11"Hamilton poi Colapiinto Verstappen che ha passato le Williams di Sainz e Albon

Leclerc ha perso il contatto con Norris e Antonelli, si trova a 3"5 dall'italiano, ma si difende da Piastri

17° giro - Piastri passa Leclerc per il terzo posto, che poi lo ripassa. Ma la Ferrari non ha il ritmo dei primi e rischia di perdere altre posizioni

16° giro - Norris precede di 2" Antonelli che ha vinto la battaglia con Leclerc, ora terzo a 3"4 da Norris. Quarto è Piastri a 1" da Leclerc, poi Russell e Hamilton tutti vicinissimi. A seguire Colapinto Sainz Albon Verstappen Bearman Ocon Lindblad Bortoleto Perez Bottas Alonso Stroll

13° giro - Norris supera Leclerc e va al comando, anche Antonelli passa la Ferrari, ma Leclerc risponde e si riprende la seconda posizione

La SC è rientrata al giro 12, Leclerc tiene il primo posto, ma Norris si fa minaccioso, poi Antonelli Piastri Russell Hamilton Colapinto Albon Sainz e Bearman, questa la top 10. Bottas in regime di SC si è fermato ai box per montare le gomme soft

8° giro - Con la safety-car in pista Leclerc conduce davanti a Norris Antonelli Russell Piastri Hamilton Colapinto Albon Sainz Bearman Ocon Lindblad Perez Bortoleto Stroll Verstappen Alonso Bottas. Si è ritrato Lawson dopo l'urto con Gasly, ai box si ritira per problema tecnico l'Audi di Hulkenberg

L'incidente di Gasly invece, è stato causato da Lawson che lo ha affiancato all'interno, ma è arrivato lungo e lo ha colpito nella ruota posteriore sinistra facendolo capotare. Per fortuna nessun problema per Gasly

Con la safety-car in pista, Verstappen e la Red Bull sorprendono tutti montando le gomme hard

Hadjar ha sbagliato alla chicane ed ha colpito il muro dopo essere rimbalzato sul cordolo. Il francese arrabbiatissimo con se stesso

Fuori pista anche Gasly con la macchina a penzoloni sulle gomme. Piloti illesi

6° giro - Norris supera Antonelli per il secondo posto mentre Hadjar va a muro, safety-car

5° giro - Leclerc non ci sta e si riprende la prima posizione su Antonelli

4° giro - Antonelli avvicina Leclerc e lo supera nel tratto finale del tracciato

3° giro - Leclerc tiene il comando con 9 decimi su Antonelli e 2" su Norris

Gran caos nel primo giro con Leclerc che precede Antonelli Norris Piastri Russell Hamilton Colapinto Lawson Verstappen Albon Gasly Sainz Bearman Ocon Lindblad Stroll Perez Bortoleto Hadjar Alonso Bottas e Hulkenberg che ha dovuto sostituire il musetto ai box

Parte come un fulmine Leclerc dalla seconda fila, affianca all'esterno Antonelli, Verstappen esagera all'interno e va in testacoda miracolosamente evitato da tutti, poi riparte subito

Sono 57 i giri in programma

Inizia il giro di ricognizione

Hadjar ha le gomme hard, tutti gli altri sono con le Pirelli medie

Parte dai box Hadjar che aveva segnato il nono tempo in qualifica

La battuta che circola è che Sinner ha demolito rapidamente Zverev nella finale di Madrid perché voleva assistere al Gran Premio, anticipato di 3 ore, dalle 22 orario europeo alle 19

Non è mancata la presenza di Rafael Nadal, ex numero 1 del tennis

Nel paddock si è presentato anche Leo Messi che si è intrattenuto con il connazionale Franco Colapinto, pilota del team Alpine

La temperatura aria è di 26 gradi con un 73 per cento di umidità

Antonelli dà il cinque a tutti i suoi meccanici prima di salire sulla sua Mercedes

Per il momento non piove e l'asfalto è asciutto

Non mancano le star del cinema, tra queste Colin Farrell e Patrick Dempsey, per tanti anni anche pilota di vetture Gran Turismo

Tribune stracolme sul tracciato di Miami

E' il momento dell'inno americano
2 Mag [23:11]

Miami - Qualifica
Antonelli, terza pole consecutiva!

Massimo Costa - XPB Images

Ribaltone McLaren? Ci chiedevamo dopo la doppietta ottenuta nella gara Sprint con Lando Norris e Oscar Piastri. No, nessun ribaltone. La Mercedes, nella qualifica valida per il Gran Premio di Miami, ha rimesso rapidamente le cose in ordine. Merito di Andrea Kimi Antonelli che ha conquistato una magica pole, la terza consecutiva dopo Shanghai e Suzuka.

Arrabbiato per come era andata nella corsa di 30 minuti, quando è partito male dalla prima fila e poi ha commesso errori che lo hanno portato a ricevere una penalità di 5" per troppi track limits (quattro), venendo così classificato sesto anziché quarto, Antonelli nella qualifica ha travolto tutti. Primo al termine del Q1, secondo nel Q2, nel primo tentativo del Q3 ha spiazzato i rivali infrangendo il muro dell'1'28", realizzando il crono di 1'27"798, miglior tempo davanti a Charles Leclerc, 1'28"143.

Nel secondo push, Antonelli ha commesso un piccolo errore e non si è migliorato. Anche Leclerc non ci è riuscito rimanendo sul tempo di 1'28"143, mentre Max Verstappen ha compiuto un bel salto in avanti passando da 1'28"181, che lo collocava in terza posizione, al tempo finale di 1'27"964, dunque secondo davanti al monegasco della Ferrari. L'olandese della Red Bull-Ford ritrova così la prima fila e il sorriso per la prima volta quest'anno.

Sarà una prima fila tutta inedita quella di Miami, con Antonelli e Verstappen che mai si sono trovati uno a fianco dell'altro in cima alla griglia. E sarà tutto da vedere quel che accadrà. Il quattro volte campione del mondo ha molta stima per il bolognese, ma si sa, in gara Verstappen non guarda in faccia a nessuno e non fa prigionieri. E poi c'è Leclerc, terzo e quindi in seconda fila, il quale sfrutterà l'ottimo spunto in partenza della SF-26 che come si è visto nella gara Sprint, rimane uno dei punti di forza della Ferrari.

Antonelli ha voluto dedicare questa pole ad Alex Zanardi, un pensiero gentile da parte del giovane pilota italiano.

E la McLaren dov'è finita? Norris nel Q2 ha accusato un problema al turbo, il team confidava di risolverlo nella pausa tra il Q2 e il Q3, ma evidentemente non ci è riuscito. Norris è quarto in 1'28"183 quando nella qualifica Sprint aveva siglato la pole in 1'27"869. Piastri ha fatto ancora peggio risultando settimo in 1'28"500, quattro decimi più lento della qualifica Sprint, per un errore alla prima curva. Un crollo inatteso per la McLaren.

Tra chi esce da questa sessione deluso non può non esserci George Russell, quinto a 4 decimi dal compagno Antonelli. L'inglese ha ammesso che a Miami proprio non si trova ed ha ottenuto lo stesso piazzamento dello scorso anno. E poi c'è Lewis Hamilton, sesto a un paio di decimi da Leclerc. Non un buon fine settimana per il sette volte iridato se confrontato con quello del compagno di squadra, ma aspettiamo la gara per dare un giudizio finale.

Ancora molto bene la Alpine-Mercedes con tutti e due i suoi piloti nel Q3. Franco Colapinto è risultato ottavo davanti a Isack Hadjar, piuttosto in difficoltà con la Red Bull che vede Verstappen secondo. Decimo Pierre Gasly. Curiosamente Colapinto, Hadjar e Gasly hanno ottenuto le stesse posizioni nella qualifica Sprint.

Abbonato alla 11esima posizione Nico Hulkenberg. Il tedesco dell'Audi, che ha saltato la gara Sprint per un problema alla power unit, è per la terza volta su quattro il primo degli esclusi dal Q3. Un record che non deve fargli troppo piacere. L'Audi invece, continua ad essere azzoppata a Miami. Gabriel Bortoleto infatti, per problemi alla power uniti è riuscito a compiere un solo giro cronometrato nel Q1 risultando ultimo e mentre rientrava ai box dal motore sono uscite lingue di fuoco.

Buona ripresa... a metà per la Racing Bulls-Ford, 12esima con Liam Lawson, ma esclusa nel Q1 con Arvid Lindblad. A centro classifica le due Haas-Ferrari e le due Williams-Mercedes che si alternano tra la 13esima e la 16esima posizione. Ancora lontane da ogni possibilità di poter entrare nel Q2 sono le Aston Martin-Honda e le Cadillac-Ferrari.

Sabato 2 maggio 2026, qualifica

1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'27"798 - Q3
2 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'27"964 - Q3
3 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'28"143 - Q3
4 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'28"183 - Q3
5 - George Russell (Mercedes) - 1'28"197 - Q3
6 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'28"319 - Q3
7 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'28"500 - Q3
8 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'28"762 - Q3
9 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'28"789 - Q3
10 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'28"810 - Q3
11 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1'29"439 - Q2
12 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'29"499 - Q2
13 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'29"567 - Q2
14 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'29"588 - Q2
15 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'29"772 - Q2
16 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'30"129 - Q2
17 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'30"133 - Q1
18 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'31"098 - Q1
19 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'31"164 - Q1
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'31"629 - Q1
21 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'31"967 - Q1
22 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1'33"737 - Q1
2 Mag [18:42]

Miami - Gara Sprint
Norris-Piastri, doppietta McLaren

Massimo Costa - XPB Images

Ribaltone in Formula 1? La Mercedes, che aveva letteralmente dominato i primi tre Gran Premi stagionali, non ha visto il podio virtuale (nella gara Sprint non c'è) dovendosi accontentare del quarto posto di George Russell. Mentre la McLaren-Mercedes, che aveva vissuto un avvio di campionato a dir poco traballante, ha messo a segno una doppietta con Lando Norris primo sotto la bandiera a scacchi e Oscar Piastri secondo.

Già a Suzuka, il team di Zak Brown aveva compiuto un bel passo in avanti ed ora a Miami ne ha fatto un altro ancora più vistoso con Norris in pole e Piastri terzo nella qualifica Sprint. Poi, a far sorridere gli uomini McLaren è stato il passo tenuto dalle due MCL40 che hanno tenuto a 12" la Mercedes di Russell.

Quarto sotto la bandiera a scacchi era transitato Andrea Kimi Antonelli. Il bolognese è partito male dalla seconda piazzola della prima fila scivolando subito quarto. Innervosito si, ha superato nel corso della gara ha superato i track limits per quattro volte e questo gli è costato una penalità di 5" che lo ha fatto retrocedere sesto. Antonelli rimane comunque leader della classifica piloti.

Ribaltone McLaren quindi, ma anche conferma della Ferrari al vertice. Charles Leclerc al via ha superato Antonelli, ha resistito ai suoi attacchi, poi liberatosi della Mercedes è quasi andato a prendere Piastri. Si è dunque vista una Ferrari eccellente nel passo gara con un Leclerc sempre ficcante. Lewis Hamilton nelle prime fasi ha duellato con Max Verstappen, al volante di una Red Bull-Ford apparsa competitiva. L'inglese ha terminato soltanto settimo, lontano da Leclerc mentre l'olandese ha concluso sesto, poi quinto per la penalità ad Antonelli.

Sarà ora interessante capire se questi valori verranno mantenuti anche nella qualifica del Gran Premio e nella gara di domenica. Il mese di stop forzato ha permesso ai team di portare a Miami tanti sviluppi che si sono aggiunti alle modifiche volute dalla FIA  per migliorare l'efficienza delle batterie nelle power unit.

Per quanto riguarda gli altri protagonisti, bene la Alpine-Mercedes che con Pierre Gasly ha recuperato l'ultimo punto disponibile che spetta all'ottavo classificato. Isack Hadjar non è andato oltre il nono posto con la seconda Red Bull-Ford vincendo il duello ingaggiato con l'altra Alpine guidata da Franco Colapinto.

Gabriel Bortoleto ha tenuto l'undicesima posizione di partenza, in pista solo un'Audi dopo che Nico Hulkenberg, mentre andava a schierarsi in griglia, ha rotto il motore. Anche la Racing Bulls-Ford di Arvid Lindblad non ha preso il via per problemi. Le due Haas-Ferrari di Esteban Ocon e Oliver Bearman (il francese ha passato il compagno all'ultimo giro) hanno preceduto la Williams-Mercedes di Carlos Sainz. Alexander Albon invece, ha dovuto cambiare il musetto danneggiato da un detrito perso da Bearman Lontane come sempre le due Aston Martin-Honda e le due Cadillac-Ferrari..

Sabato 2 maggio 2026, gara Sprint

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 19 giri
2 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 3"766
3 - Charles Leclerc (Ferrari) - 6"251
4 - George Russell (Mercedes) - 12"951
5 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 13"639
6 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 13"777 **
7 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 21"665
8 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 30"525
9 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 35"346
10 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 36"970
11 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 48"438
12 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 56"972
13 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 57"365
14 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 58"504
15 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 59"358
16 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'16"067
17 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'16"691
18 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'17"626
19 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'28"173
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'29"597

** 5" di penalità

Non partiti
Arvid Lindblad
Nico Hulkenberg

Il campionato piloti
1.Antonelli 75; 2.Russell 68; 3.Leclerc 55; 4.Hamilton 43; 5.Norris 33; 6.Piastri 28; 7.Bearman 17; 8.Gasly, Verstappen 16; 10.Lawson 10; 11.Lindblad, Hadjar 4; 13.Sainz, Bortoleto 2; 15.Colapinto, Ocon 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 143; 2.Ferrari 98; 3.McLaren-Mercedes 61; 4.Red Bull-Ford 20; 5.Haas-Ferrari 18; 6.Alpine-Mercedes 17; 7.Racing Bulls-Ford 14; 8.Audi, Williams-Mercedes 2.
2 Mag [11:06]

Alex Zanardi ci ha lasciato
L'uomo che non si arrendeva mai

Massimo Costa

È morto Alex Zanardi. «E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio». Questa la nota resa pubblica stamane dalla famiglia.

Ex pilota di Formula 1, 44 i Gran Premi disputati, due volte campione CART (l'attuale Indycar) e campione-simbolo delle paraolimpiadi, Zanardi, nato a Bologna, aveva 59 anni. Dopo l'incidente del Lausitzring del 2001 mentre partecipava al campionato CART, a causa del quale aveva subito l'amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vincendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Ri0 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.

Da quella ennesima tragedia, Zanardi non si è più ripreso ed è sparito dalle scene. Cosa accadde? Era il 19 giugno del 2020, in piena era Covid, quando durante una staffetta benefica in handbike organizzata a sostegno della lotta contro il Coronavirus, nei pressi di Pienza, lungo la SS146, perse il controllo del mezzo e si scontrò con un camion che proveniva dalla direzione opposta.

Come riassume la Gazzetta dello Sport, trasportato d’urgenza al policlinico Le Scotte di Siena, fu sottoposto a un complesso intervento neurochirurgico e maxillo-facciale. Le sue condizioni apparvero da subito critiche, con ricovero in terapia intensiva e prognosi riservata. Nei giorni successivi venne operato altre tre volte e, il 21 luglio, fu trasferito in un centro specializzato di Lecco per iniziare il percorso riabilitativo.

Il 24 luglio, però, a causa di alcune complicazioni, dovette essere nuovamente riportato in terapia intensiva, questa volta all’ospedale San Raffaele di Milano. Le condizioni, in lento miglioramento, portarono i medici a decidere a novembre dello stesso anno per un primo trasferimento all'Azienda Ospedaliera di Padova, dove nel gennaio 2021 riacquistò la coscienza.

A dicembre dello stesso anno, il ritorno a casa, al fianco della moglie Daniela e del figlio Niccolò. È lì che ha trascorso, al fianco dell'affetto dei più cari, gli ultimi anni, in un silenzio mediatico che ha sempre indicato le gravi e precarie condizioni di salute. L'ennesima sfida di una vita piena di tempeste, che Zanardi ha affrontato con coraggio e forza.



Era invece il 15 settembre 2001 quando sull'ovale del Lausitzring, in Germania, Zanardi ha avuto quel terribile incidente che gli ha causato l'amputazione di entrambi gli arti inferiori. Uscito dai box, con 13 giri da disputare per vedere la bandiera a scacchi, Zanardi si girò in testacoda e venne colpito in pieno nella fiancata da Alex Tagliani che stava sopraggiungendo in piena velocità. Un urto devastante che causò subito la perdita delle due gambe. Un incidente mai visto nel motorsport.

In coma per quattro giorni, con un solo litro di sangue nel corpo, Zanardi riuscì incredibilmente a sopravvivere nonostante sette arresti cardiaci. Seguirono poi ben sedici interventi chirurgici complessi. Con grande forza, Alex si è ripreso e per prima cosa ha voluto tornare al Lausitzring nel 2003 per completare quei 13 giri. Il team per il quale gareggiava gli modificò appositamente la monoposto e lui completò quelle 13 tornate tra la commozione generale.

Zanardi era divenuto per tutto il mondo sportivo, e non solo, un eroe, un esempio di resilienza. Ancora con la "malattia" delle corse, Alex ha avviato una carriera nel campionato WTCC unendosi al marchio BMW. Ha vinto nel 2005 il titolo italiano Turismo, poi ha proseguito nel WTCC fino al 2009. Dopo una pausa, nel 2014 è tornato alle gare nel Gran Turismo, sempre per la BMW, partecipando anche alla 24 Ore di Spa del 2015.

Nel 2016, eccolo al via del GT Italia, poi nel 2018 una apparizione nel DTM. La sua ultima stagione risale al 2019 quando ha corso la 24 Ore di Daytona, una gara del GT italiano e una del giapponese Super GT / DTM, quando all'epoca si tentò una unificazione tra le due categorie.



“L’incidente del Lausitzring mi ha dato modo di fare cose che forse in un’altra vita non avrei mai avuto l’occasione di provare”, teneva a dire con grande forza di spirito. Dopo il ritiro dalle corse a quattro ruote, ha cominciato l'avventura con la Handbike. Il debutto arriva nel 2007 con la maratona di New York, chiusa con un sorprendente quarto posto, risultato che segna l’inizio di un percorso agonistico del tutto nuovo.

Da quel momento la progressione è costante: nel 2010 conquista il titolo italiano su strada, mentre nel 2011 si mette in evidenza ai Mondiali di Roskilde con un argento nella cronometro e un quinto posto nella prova in linea. Sempre nel 2011 arriva uno dei momenti simbolici della sua nuova carriera: la vittoria alla maratona di New York, accompagnata dal record di categoria. Pochi mesi dopo si ripete a Roma, dove non solo vince ma stabilisce anche il primato del percorso.

Il 2012 rappresenta l’apice della sua parabola paralimpica. Ai Giochi di Londra conquista tre medaglie: due ori, nella cronometro e nella prova su strada, e un argento nella staffetta mista. Negli anni successivi continua a dominare la scena internazionale: tra Coppe del Mondo e Mondiali, raccoglie titoli sia a cronometro sia nelle prove su strada, spesso affiancato dai compagni di squadra nella staffetta mista.

Nel 2016 si ripete alle Olimpiadi di Rio de Janeiro: due medaglie d’oro e un argento, a cinquant’anni, dando ancora una volta prova del suo infinito spirito di adattamento, della sua forza e di un carattere che - per sua stessa ammissione - gli ha permesso di ricominciare davanti a qualsiasi sfida.



Va anche ricordato che dal 2012 al 2016, Zanardi ha condotto magistralmente un programma televisivo su RAI3. Si chiamava Sfide e raccontava le storie dei grandi campioni e imprese sportive famose. Zanardi ha anche partecipato a speciali come "Fino all'ultimo respiro" e "Record - Oltre l'impossibile" su RaiPlay.

Riavvolgendo il nastro, tornando agli inizi della sua carriera in formula, il debutto in F1 dopo promettenti stagioni in Formula 3 e Formula 3000 (l'attuale F2) avviene nel 1991, l'anno in cui risulta vice campione della F.3000, battuto solo da Christian Fittipaldi. Quell'anno disputò tre GP a fine anno con il team Jordan, due noni posti. Nel 1992, un solo GP con la Minardi, poi arriva la firma con la Lotus per il 1993, ma non conclude il campionato dopo un brutto incidente a Spa.

E' di nuovo con la Lotus nel 1994, solo 10 Gran Premi. Tra il Mondiale F1 e Zanardi non scatta il giusto feeling, nel 1995 partecipa a una sola gara Gran Turismo, poi la svolta e l'ingresso nel team CART di Chip Ganassi nel 1996. Terzo il primo anno (tre vittorie), nel 1997 e 1998 travolge tutti vincendo il titolo per due volte consecutive. Divenuto una stella, non resiste al richiamo della Formula 1 e nel 1999 corre per il team Williams. Ma si rivela una scelta errata, stagione complicata e neanche un punto conquistato contro i 35 del compagno Ralf Schumacher.

Nuovamente fuori dalla F1, senza contratto nella CART, Zanardi rimane fermo nel 2000, poi torna in USA nel 2001 col team di Mo Nunn, suo ex ingegnere da Ganassi. I fasti del team Ganassi sembrano lontani, solo un quarto posto a Toronto come miglior risultato, poi il dramma del Lausitzring, sedicesimo appuntamento del campionato.


 
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