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Melbourne - Libere 1
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6 Mar [7:20]

Melbourne - Libere 2
Piastri leader su Antonelli

Massimo Costa - XPB Images

Le power unit Mercedes e Ferrari si sono confermate tra le più affidabili e veloci. Se nel primo turno libero del GP di Melbourne il team italiano aveva occupato le prime due posizioni con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, nella seconda sessione sono state le motorizzazioni tedesche a prendere il sopravvento.

Oscar Piastri al volante della McLaren MCL40 ha occupato la prima posizione con il tempo di 1'19"729, togliendo poco più di mezzo secondo dal crono di Leclerc del precedente turno (1'20"267). Per la McLaren, un'ora di "test" libera da inconvenienti. Lando Norris ha recuperato il tempo perso nella prima sessione per la noia al cambio ed ha siglato la settima prestazione senza spingere a fondo.

Piastri ha preeduto le due Mercedes con l'ottimo Andrea Kimi Antonelli secondo in 1'19"943, a 0"214 dalla McLaren. Dietro all'italiano, a poco più di un decimo, il compagno George Russell. L'inglese a inizio turno, mentre usciva dal proprio garage, ha urtato Arvid Lindblad ed ha dovuto cambiare il musetto. La Mercedes nella parte finale della sessione ha effettuato un long run con gomme hard, la Ferrari e la McLaren hanno fatto lo stesso, ma con pneumatici soft.

La prima Ferrari è quella di Hamilton, quarto a 0"321 e a un solo millesimo da Russell, mentre Leclerc è risultato quinto a 0"362. Prestazione confortante per Hamilton che si è migliorato di almeno mezzo secondo rispetto al precedente turno, non per Leclerc che, al contrario, si è peggiorato. Il monegasco ha anche commesso due errori arrivando lungo alle curve 1 e 3. Anche Hamilton ha fatto una passeggiata oltre il cordolo della curva 3.

Problemi per la Red Bull-Ford di Max Verstappen, rimasta ferma all'uscita della corsia box. L'olandese alla fine ha percorso soltanto 13 tornate firmando il sesto crono. Verstappen si è anche preso un bel spavento quando è andato largo alla curva 10 ad alta velocità danneggiando il fondo della sua RB22. E' invece nono il suo compagno di squadra Isack Hadjar, che nel finale ha sbagliato completamente la penultima curva.

Ancora bene il debuttante Arvid Lindblad, ottavo con la Racing Bulls-Ford, mentre è entrata in top 10 la Haas-Ferrari con Esteban Ocon, di poco davanti al compagno Oliver Bearman. Nuovamente una buona sessione di prove per l'Audi Sauber. Non si può dire altrettanto per la Williams-Mercedes, pochi giri per Carlos Sainz, e per l'Alpine-Mercedes che ha visto Franco Colapinto protagonista di un pericoloso atteggiamento. L'argentino procedeva lentamente sul rettifilo di arrivo in piena traiettoria e per poco non è stato tamponato da Hamilton.

La Aston Martin-Honda prosegue nel suo calvario. E' stato comunicato che il team ha appena due batterie, tutte le altre sono andate danneggiate nei test per via delle forti vibrazioni che stanno causando immensi problemi. Fernando Alonso, che non aveva girato nel primo turno, è riuscito a percorrere 13 giri mentre Lance Stroll è passato davanti ai box soltanto due volte. Tristezza.

Sergio Perez è entrato in pista nel finale perché la sua Cadillac-Ferrari ha avuto un problema rimanendo così ferma ai box per quasi un'ora. Il messicano è poi rimasto fermo lungo il tracciato non realizzando neanche un tempo cronometrato.

Il divario dal tempo della seconda sessione libera del 2025 è aumentato rispetto al primo turno. Un anno fa, Leclerc era stato il più veloce in 1'16"439, Piastri in questa sessione ha concluso in 1'19"729, una differenza di 3"290.

Venerdì 6 marzo 2026, libere 2

1 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'19"729 - 26 giri
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'19"943 - 31
3 - George Russell (Mercedes) - 1'20"049 - 28
4 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'20"050 - 32
5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'20"291 - 30
6 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'20"366 - 13
7 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'20"794 - 29
8 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'20"922 - 30
9 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'20"941 - 28
10 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'21"179 - 29
11 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'21"326 - 31
12 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'21"351 - 34
13 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'21"358 - 29
14 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 1'21"668 - 28
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'21"847 - 32
16 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'22"167 - 16
17 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'22"253 - 10
18 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'22"619 - 27
19 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'23"660 - 28
20 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'24"662 - 18
21 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'25"816 - 13
22 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - senza tempo - 2

6 Mar [3:43]

Melbourne - Libere 1
Ferrari comanda con Leclerc-Hamilton

Massimo Costa - XPB Images

Semaforo verde, il mondiale F1 2026 più incerto e rivoluzionario (dal punto di vista tecnico) della storia recente è cominciato. Il primo turno libero del GP di Australia, come era nelle previsioni, ci ha offerto una Formula 1 ancora fragile come non lo si vedeva da almeno 20 anni. Work in progress, si chiama.

Problemi di perdita di potenza (McLaren-Mercedes di Oscar Piastri), problemi al cambio (McLaren-Mercedes di Lando Norris), problemi all'idraulica (Williams-Mercedes di Alexander Albon), problemi alla power unit (Aston Martin-Honda di entrambi i piloti), blocco del posteriore (Cadillac-Ferrari di Sergio Perez).

Ma, in tutto questo, c'è chi ha girato con felice regolarità. Ferrari e Red Bull-Ford si sono scambiate in continuazione la prima posizione, con il neo sposo Charles Leclerc che con le gomme soft ha piazzato il miglior crono in 1'20"267 nei secondi finali della sessione.

Secondo posto per l'altra Ferrari, quella di Lewis Hamilton, il quale ha sfruttato bene la scia della Alpine-Mercedes di Pierre Gasly che si trovava davanti a lui sulla retta finale. Il sette volte iridato ha terminato in 1'20"736, a 0"469 dal compagno di squadra.



Max Verstappen è terzo a soli 53 millesimi (1'20"789) da Hamilton. Buon avvio con la Red Bull per Isack Hadjar, quarto in 1'21"097 e a 3 decimi da Verstappen. Il francese ha rischiato alla curva 1 (foto sopra), ma se l'è cavata. Notevole la prestazione di Arvid Lindblad, unico debuttante della stagione, che ha realizzato la quinta prestazione con la Racing Bulls-Ford. L'inglese aveva subito sofferto un problema in uscita dalla corsia box, rimediato prontamente dal team faentino.

Ha faticato la McLaren. Piastri è risultato sesto a 1"075 da Leclerc, Norris per i problemi al cambio ha totalizzato appena 7 giri. La Mercedes, data per favorita, per ora sembra essersela presa con calma. George Russell è settimo davanti ad Andrea Kimi Antonelli, divisi da 5 millesimi.



Notevole il debutto della power unit Audi, con Gabriel Bortoleto nono e Nico Hulkenberg decimo, rispettivamente a 1"429 e 1"702 dalla vetta. Una vera sorpresa la prestazione globale della Audi Sauber, anche dal punto di vista telaistico. Appena fuori dalla top 10 c'è la Haas-Ferrari di Esteban Ocon che precede la Williams-Mercedes di Carlos Sainz, ostacolato nelle prime fasi da un distratto Pierre Gasly.

La Alpine-Mercedes al momento non ha lanciato particolari segnali positivi. Franco Colapinto, che ha assaggiato la ghiaia della curva 3, è 16esimo a 3"058 mentre Gasly è 18esimo a 3"768. Il debutto della Cadillac-Ferrari non è stato malvagio con Valtteri Bottas 17esimo a 3"755 da Leclerc, più indietro Sergio Perez, 20esimo a 4"353. Il messicano ha sofferto un bloccaggio del posteriore che lo ha mandato in testacoda. Curiosamente, sia Bottas sia Perez hanno perso il vetrino dello specchietto destro.

Disastro annunciato per la Aston Martin-Honda. Fernando Alonso non è sceso in pista per una noia alla power unit, Lance Stroll ha percorso 3 giri per poi fermarsi ai box e non uscirne più.

Per dovere di cronaca, riportiamo che lo scorso anno, nel primo turno libero del GP di Melbourne, la prima posizone era stata occupata da Norris con il tempo di 1'17"252, dunque 3" più rapido del crono attuale di Leclerc.

Venerdì 6 marzo 2026, libere 1

1 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'20"267 - 33 giri
2 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'20"736 - 30
3 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'20"789 - 27
4 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'21"087 - 24
5 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'21"313 - 22
6 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'21"342 - 21
7 - George Russell (Mercedes) - 1'21"371 - 26
8 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'21"376 - 24
9 - Gabriel Bortoleti (Audi Sauber) - 1'21"696 - 23
10 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'21"969 - 21
11 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'22"161 - 28
12 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'22"323 - 30
13 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'22"613 - 28
14 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'22"682 - 25
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'23"130 - 24
16 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'23"325 - 26
17 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'24"022 - 24
18 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'24"035 - 27
19 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'24"391 - 7
20 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'24"620 - 14
21 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'50"334 - 3
22 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - senza tempo - 0

5 Mar [17:51]

Verso Melbourne
Aston Martin, disastro NON annunciato

Massimo Costa

Non va nulla. Nulla di nulla. Un disastro. Metti insieme (si pensava) i nomi della ricchissima Aston Martin, della vincente Honda, del progettista migliore al mondo Adrian Newey, e ottieni un prodotto iper competitivo. Per ora, è accaduto esattamente il contrario. Un fallimento inatteso, sorprendente.

Prima, il ritardo nella progettazione della monoposto causato dallo stesso Newey, che ha portato il team a saltare due giorni dei test privati di Montmelò e nell'ultimo, effettuare soltanto qualche giro. Poi, a Sakhir, poco o niente di positivo si è verificato. Continui problemi alla power unit hanno limitato il numero dei chilometri effettuati e di conseguenza il lavoro di sviluppo sia del motore e per quel che riguarda la strategia dell'energia, sia della monoposto.

Nell'ultima tornata dei test in Bahrain, si è anche scoperto che mancavano i ricambi, già tutti "bruciati". Di conseguenza, nell'ultimo giorno di prove sono stati percorsi un paio di giri al mattino e al pomeriggio. Robe mai viste in F1 se non da qualche squadra scalcagnata degli anni Settanta.

Ma non è finita qui. A Melbourne, la Aston Martin potrebbe rinunciare a partecipare alla qualifica o fare solo pochi giri in gara per poi fermarsi ai box. Lawrence Stroll, boss del team, è livido di rabbia, Fernando Alonso è scioccato, Lance Stroll inebetito, Newey sconvolto da un simile fallimento, quelli della Honda chiudono gli occhietti.

E già c'è un rimpallo di accuse, come accadde quando la Honda al rientro in F1 con la McLaren, presentò un motore non adeguato. All'epoca c'era Alonso, abbonato ai fallimenti, che un giorno pronunciò la famosa frase: "Abbiamo un motore da F2". La Honda piano piano migliorò, lasciata la McLaren con polemica, vinse quattro mondiali piloti in fila con la Red Bull. Questo per dire che alla fine i giapponesi sanno uscire dalle difficoltà, ma la pazienza in F1 è sempre poca considerarndo le centinaia di milioni che servono. E per ora si parla di figuraccia Honda e Aston Martin.

Stroll ha detto che quando entra nell'abitacolo e inizia a girare, è come sedersi su una sedia elettrica. Newey ha spiegato che le vibrazioni generate dalla power unit Honda sono così estreme che potrebbero causare lesioni permanenti ai nervi delle mani dei piloti. Da qui l'intenzione di far percorrere pochi giri in gara ad Alonso e Stroll.

Anche perché tali vibrazioni potrebbero causare problemi strutturali alla monoposto, provocando il distacco di alcune componenti della  AMR26, un pericolo quindi anche per gli altri piloti.

Newey ha anche spiegato che il motore nella parte elettrica paga 67 cavalli in menon rispetto alla concorrenza. In queste condizioni è stato impossibile sviluppare a dovere la monoposto che, a detta degli esperti di tecnica, presentava interessnti novità aerodinamiche uscite dalla matita di Newey. Altri invece, ritengono che sia proprio il concetto progettuale della monoposto a provocare difficoltà al motore.

Molto interessante la visione dell'ex F1 Ivan Capelli, apprezzato commentatore di Sky: "I problemi tecnici, derivanti dalla power unit Honda, stanno mascherando altre situazioni. Newey, un vero genio, ha sempre avuto capi sopra di lui che gli davano un perimetro d’azione e tempi precisi: Patrick Head in Williams, Ron Dennis in McLaren, Christian Horner in Red Bull".

"Oggi è team principal e progettista e, guarda caso, la macchina è arrivata in ritardo per la voglia di cambiare fino all’ultimo alcuni dettagli. Inoltre, deve affrontare una serie di questioni organizzative, cose a cui non pensava prima. E non può nemmeno essere rimosso perché è socio dell’Aston Martin».

5 Mar [17:17]

GP di Sakhir e Jeddah cancellati?
Imola e Portimao sono pronte

Massimo Costa

La guerra scatenata da USA e Israele (fuori dalle regole del diritto internazionale come ha affermato Crosetto, Ministro della Difesa italiana) nei confronti dell'Iran, sta avendo sempre più contorni inattesi e devastanti. Il regime iraniano sta  sconvolgendo il mondo con attacchi ai Paesi arabi e del Medio Oriente come Dubai, Abu Dhabi, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, poi Cipro, Turchia ed ora anche Azerbaijan.

Le cose purtroppo sembrano andare per le lunghe, la zona del Medio Oriente appare quanto mai instabile e sarebbe da pazzi pensare di organizzare comunque, come se niente fosse, il Gran Premi di Sakhir in Bahrain per il 12 aprile e quello dell'Arabia Saudita a Jeddah il 19 aprile.

Va bene che la Formula 1 ci ha offerto già ai tempi del Covid una disarmante leggerezza quando tutti, nel marzo 2020, volarono in Australia facendo finta di niente e trovandosi a cancellare l'evento il venerdì pre gara per l'aumento di personale colpito dal virus in quei giorni. Ora si parla di missili, di pericolosi droni, di spazi aerei chiusi.

Logica vorrebbe che il GP del Bahrain e dell'Arabia Saudita venissero cancellati o spostati verso la fine della stagione agonistica, in dicembre, quando già sono in programma i GP del Qatar (29 novembre) e Abu Dhabi (6 dicembre). Il calendario di novembre è saturo, sono in calendario il Brasile (8 novembre) e Las Vegas (21 novembre), dunque si andrebbe in dicembre, dopo Abu Dhabi. Ma si finirebbe a ridosso di Natale...

Come fare allora? Se si vorranno mantenere i 24 Gran Premi, potrebbero entrare in gioco, come ai tempi del Covid, circuiti europei che sono stati estromessi dal calendario. Imola, per esempio, era già il primo della lista dei panchinari nel caso il Madring di Madrid avesse incontrato problemi. Pare che sia tutto a posto nella capitale spagnola. Imola sarebbe il candidato perfetto per rimpiazzare il Bahrain o l'Arabia Saudita, e ricordiamo che la F1 l'ha ricevuta nel 2020-2021-2022-2024-2025.

Così come Portimao, che rientrerà nel calendario F1 2027 e 2028, e potrebbe ritrovarsi con le 22 monoposto del mondilale già questa stagione. Portimao ha ospitato la F1 nel periodo Covid, 2020 e 2021. Altre possibili sedi? Magari il Nurburgring o Le Castellet.

Ma in quali date si potrebbe correre a Imola? In quelle del 12 e 19 aprile? Difficile organizzare un GP di F1 in un mese considerando che Imola avrà il WEC il 19 aprile, i calendari sono già belli che scritti, compresi quelli dei vari test che tali piste ospitano. Certo, per la F1, Imola e Portimao sarebbero ben disposte a rivoluzionare i loro calendari...

Vedremo come si evolveranno i drammatici eventi internazionali e quali scelte faranno FIA e Liberty Media.

5 Mar [16:36]

Verso Melbourne
Cadillac, meglio del previsto

Massimo Costa - XPB Images

Debuttare dal nulla nella Formula 1 odierna, è impresa a dir poco complicata. Ne sanno qualcosa team come Marussia, Caterham o HRT, le ultime arrivate che se ne sono andate a gambe levate, travolte dal fallimento agonistico e non solo. Ci prova la General Motors, colosso dell'auto, non certo una piccola realtà come le squadre sopra citate.

Chiaro dunque, che l'approccio è per forza diverso e, soprattutto, costruito su solida base economica. L'undicesimo team del mondiale, che porta così lo schieramento di partenza ad avere 22 monoposto, ha avuto una procedura di ingresso molto sofferta.

Inizialmente, il progetto era legato al team di Michael Andretti, presente nella Indycar, nell'Imsa, nella Formula E. Ma il figlio del grande Mario, ha commesso errori pacchiani, più che altro dettato da un comportamento arrogante, con dichiarazioni ambigue, spesso fuori luogo, quando ha capito che Liberty Media non avrebbe accettato la sua richiesta, che faceva acqua da diverse parti.

Quando tutto sembrava essere terminato, ecco che è entrata in campo direttamente General Motors. Che non si è voluta legare a un team già esistente, visto il precedente disastroso con Michael Andretti, ma creando da zero una propria realtà. Ci è voluto tempo e alla fine tutto è partito nel migliore dei modi.

Le tempistiche sono state ampiamente rispettate, segnale di grande serietà, e la Cadillac (il marchio scelto da GM) ha visto la liuce. Rimaneva il problema della power unit, che non poteva essere realizzato per la stagione 2026 e neanche per quella 2027. Ci si è così rivolti a un fornitore esterno, individuato nella Ferrari in attesa della power unit costruitta direttamente da GM.

Presente a tutti i test pre stagione, la Cadillac, denominata MAC in onore di Mario Andretti, padre di Michael, che ha sempre fatto parte del progetto, ha deciso di avvalersi di due piloti molto esperti come Valtteri Bottas e Sergio Perez, che nel 2025 erano rimasti senza volante.

I test sono stati tutto sommato positivi. I tempi sul giro sono risultati elevati, circa 3" dalla vetta, ma l'affidabilità è cresciuta giorno dopo giorno grazie anche alla power unit Ferrari. Il supporto di Bottas e Perez sarà fondamentale per far crescere la squadra , i quali trasporteranno all'interno di Cadillac le esperienze di team vincenti come Mercedes e Red Bull.

Il punto debole è rappresentato da un carico aerodinamico non elevato che porta al rapido consumo delle gomme. Ci si lavorerà sopra, non resta che aspettare e vedere come Cadillac affronterà le prime gare stagionali aspettandoci passi in avanti concreti dalla metà del campionato.

3 Mar [23:17]

Verso Melbourne
Audi, inizio più che positivo

Massimo Costa - XPB Images

Se l'esperienza di decenni di Formula 1 della Sauber ha certamente aiutato nel progetto della monoposto, molte incognite vi erano sulla power unit Audi. Le difficoltà dei primi passi a Montmelò, sono state seguite da un crescendo rossiniano nei test in Bahrein. Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg hanno visto crescere passo dopo passo la R26 del team diretto da Mattia Binotto e bisogna riconoscere che i risultati sono stati incoraggianti.

Il direttore tecnico James Key non si è nascosto ed ha raccontato di una certa soddisfazione nel vedere progredire la monoposto noché la certezza di essere partiti da una buona base tecnica, cosa che è sempre rassicurante. Rispetto alla R26 vista in Spagna, a Sakhir si è vista una vettura notevolmente diversa e significativamente migliore nel rendimento.

E così, l'Audi si è anche potuta permettere, dopo qualche immancabile problema, di aumentare il chilometraggio ed effettuare dei long-run importanti. Il bilanciamento della R26 è via via migliorato dando più sicurezza ai piloti. Unica nota negativa, se così si può dire, è rappresentata dal fatto che la power unit Audi è utilizzata dal solo team ufficiale.

Non poteva essere diversamente essendo al debutto, ma è ovvio che Ferrari (Ferrari, Haas, Cadillac), Mercedes (Mercedes, McLaren, Williams, Alpine), Ford (Red Bull, Racing Bulls) possono godere di maggior informazioni rifornendo più squadre. E' anche il problema della Honda, sebbene con una ben più grave situazione.

2 Mar [13:38]

Verso Melbourne
Alpine, significativi passi avanti

Massimo Costa - XPB Images

E' stata la pecora nera (si dice così?) del 2025, ma ora è quanto mai decisa a rifarsi l'immagine. Il team Alpine (leggi Renault) aveva deciso da tempo di rinunciare alle power unit costruite in casa firmando con la Mercedes, una clamorosa ammissione di incapacità che aveva provocato le furie dei tecnici francesi e di tutto il Gruppo che stava lavorando sui nuovi motori già da tempo. Una scelta voluta dall'ex CEO Luca De Meo e suggeritagli da Flavio Briatore.

Come abbiamo avuto già modo di sottolinearlo, è la prima volta che un costruttore presente in F1 adotta un propulsore progettato e realizzato da un altro costruttore concorrente. Direte che la Cadillac (General Motors) sta facendo in ugual maniera nel suo debutto in F1 utilizzando le power unit Ferrari, ma questo caso è ben diverso. Cadillac non poteva fare diversamente in quanto il motore è in fase di progettazione negli USA e sarebbe stato impossibile, decdiendo di entrare in F1 nel 2026, poterlo avere subito.

Dunque, abbiamo la Alpine-Mercedes. La squadra si è preparata bene nella progettazione della nuova monoposto A526, avviata molto presto la scorsa stagione quando si era preferito abbandonare la deludente A525 al suo destino da ultima della classe. I risultati offerti nei test di Sakhir sono stati confortanti con Pierre Gasly e Franco Colapinto che hanno viaggiato al pari della Williams, che impiega la stessa power unit.

C'è quindi molto entusiasmo nella squadra, l'idea è quella di poter combattere per il quinto posto contro la stessa Williams e le altre candidate come la Haas. Di certo la cosa continuerà ad essere indigesta ai francesi che vedono abbinato il loroo marchio Alpine al nome Mercedes...

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