1 Feb [10:54]
Alpine: a rischio chiusura il
programma Hypercar nel 2027
Michele Montesano - DPPI Images
Il FIA WEC sembra sempre più un hotel con le porte girevoli. Per due costruttori sicuri, e forse un terzo in via di conferma, che potrebbero entrare nel 2027, c’è uno che rischia di chiudere i battenti. Se ieri vi avevamo parlato del possibile ingresso di Honda nel Mondiale Endurance, oggi c’è la notizia che Alpine potrebbe ritirarsi a fine anno. Sebbene non ci siano conferme ufficiali, sono numerosi gli indizi che portano a tale deduzione.
A pesare non sono i risultati sportivi, perché la A424 LMDh la scorsa stagione si è rivelata una delle vetture più competitive del lotto, tanto da conquistare la vittoria nella 6 Ore del Fuji con il terzetto composto da Charles Milesi, Paul-Loup Chatin e Ferdinand Habsburg. A far scattare il campanello d’allarme è invece la situazione economica del gruppo Renault e la conseguente necessità di far quadrare il bilancio.
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Nonostante una crescita significativa delle vendite, la parte automotive di Alpine non è ancora riuscita a raggiungere la redditività. Solo pochi anni fa l’obiettivo dichiarato era il pareggio di bilancio entro il 2026, traguardo che avrebbe dovuto essere facilitato dal lancio di nuovi modelli, a partire dalla A390. Sebbene Alpine continui a mostrare numeri in crescita, non sono però quelli sperati.
Nel 2025 le vendite globali sono aumentate del 139,2%, raggiungendo 10.970 vetture contro le 4.587 dell’anno precedente. Per la prima volta nella sua storia, il marchio ha superato la soglia simbolica delle 10.000 unità rafforzando la propria presenza in nuovi mercati. Oltre ad attendere la nuova gamma, completamente elettrica, nel 2027 si prevedeva una fase di espansione con lo sbarco in mercati chiave come gli Stati Uniti.

Questo piano si è però dovuto scontrare con la dura realtà e bilanci leggermente diversi rispetto alle più rosee aspettative. Come spesso accade nelle Case automobilistiche, le lacune della parte produttiva si riverberano nel mondo delle competizioni. Se sotto la gestione di Luca de Meo non era stata fissata una scadenza precisa per l’impegno nell’Endurance, il cambio al vertice avvenuto la scorsa estate ha modificato profondamente lo scenario. Il nuovo amministratore delegato del Gruppo Renault, François Provost, è infatti noto per avere uno scarso interesse nei confronti del motorsport.
Così il via libera per la prosecuzione del programma Alpine nel WEC è arrivato in ritardo e, inoltre, è stato prorogato per una sola stagione. Vista l’incertezza e il presagio che tutto possa concludersi al termine del campionato 2026, ecco spiegato il motivo dell’uscita di alcuni piloti dalla squadra francese. Basti pensare che, a meno di due mesi dal via della stagione del Mondiale Endurance, il team transalpino è l’unico della classe Hypercar a non aver ancora annunciato la sua formazione completa.

A rafforzare il senso di instabilità contribuiscono anche i possibili addii di alcune figure chiave. Tra questi Bruno Famin, attuale vicepresidente Alpine per il motorsport, sarebbe prossimo all’uscita. Un’altra figura che potrebbe lasciare la squadra è François Champod, vicedirettore motorsport di Alpine e membro storico del gruppo. Ma, oltre all’uscita di figure di spicco, l’intera struttura di Viry-Châtillon rischia di chiudere i battenti.
Dopo la chiusura del reparto motori, avvenuto a settembre 2024, con il team Alpine F1 che è diventato a tutti gli effetti cliente Mercedes da questa stagione, il polo che sorge alle porte di Parigi ha perso gran parte del suo valore. La produzione interna del V6 turbo della A424 LMDh del WEC, inizialmente affidata a Mecachrome, rappresenta un’attività troppo limitata per giustificare il mantenimento di una struttura pensata per un programma come quello della Formula 1, soprattutto considerando che il propulsore è già stato progettato e omologato.

Il numero di addetti che lavorano in Francia, compreso tra 300 e 350 persone, risulta oggi nettamente sovradimensionato rispetto al carico di lavoro reale. Con la parte aerodinamica e telaistica della Formula 1 ad Enstone, in Inghilterra, non ci sono altri programmi interni. Oltretutto anche la Dacia Sandrider, fresca vincitrice della Dakar, viene realizzata da Prodrive nel Regno Unito.
Senza dimenticare che ci sono diverse ombre anche sul prosieguo di Alpine in F1. La situazione in quel di Renault resta quindi decisamente nebulosa. La chiusura e la riorganizzazione interna anche di programmi automotive di certo non aiuta per la stabilità del costruttore francese. Ma per scoprire cosa ne sarà di Alpine nel Mondiale Endurance bisognerà attendere gli sviluppi futuri.