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Test al Madring - 2° turno
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Test al Madring - 1° turno
Ugochukwu battezza il nuovo tracciato

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25 Ago [16:24]

Test al Madring - 4° turno
Duopolio Slater-Ugochukwu

Davide Attanasio

Ancora loro. Ancora Freddie Slater e Ugo Ugochukwu. Nei test che hanno inaugurato il Madring (
con buona pace dei giocatori del Real Madrid, che volenti o nolenti si sono dovuti sorbire il rombo dei motori durante il loro allenamento), l'inglese di Trident e l'americano di Campos che si contendono il campionato di Formula 3 hanno giocato al gatto con il topo.

Ugochukwu si è messo davanti nei turni mattutini, facendo registrare nella terza sessione la migliore prestazione assoluta in 1'49"034, mentre Slater (foto sopra) ha risposto presente in quelli del pomeriggio, incluso il quarto e ultimo turno in cui il junior Audi ha fermato il cronometro sull'1'49"685, precedendo il rivale di un decimo (1'49"790).



I tempi più alti rispetto al mattino hanno significato una maggiore attenzione ai long run. Per di più, anche se si fosse voluta trovare la prestazione, le numerose interruzioni - ben sei - non devono aver aiutato.

Nello specifico, le sei bandiere rosse sono state sventolate per gli stop di Fionn McLaughlin (Hitech), Matteo De Palo (Trident) e gli incidenti di Mattia Colnaghi (MP Motorsport) e Kanato Le (ART) in curva 7, di Nicola Lacorte (Dams) alla 14 e di Fernando Barrichello (AIX) alla terza piega. Colnaghi e Lacorte sono riusciti a tornare ai box dopo i loro inconvenienti, mentre l'incidente di Barrichello a tre minuti dalla fine ha sancito la fine di due giorni che torneranno molto utili per il gran finale del 12-13 settembre, una settimana dopo la tappa di Monza.



Martedì 25 agosto 2026, 4° turno

1 - Freddie Slater - Trident - 1'49"685
2 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1'49"790
3 - Théophile Naël - Campos - 1'50"140
4 - Yevan David - AIX - 1'50"188
5 - Ernesto Rivera - Campos - 1'50"248
6 - Pedro Clerot - Rodin - 1'50"334
7 - Enzo Deligny - Van Amersfoort - 1'50"388
8 - Brando Badoer - Rodin - 1'50"533
9 - Noah Strømsted - Trident - 1'50"645
10 - Matteo De Palo - Trident - 1'50"750
11 - Taito Kato - ART - 1'50"773
12 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 1'50"826
13 - Gerrard Xie - Dams - 1'50"980
14 - Fernando Barrichello - AIX - 1'51"378
15 - Ricardo Escotto - AIX - 1'51"529
16 - James Wharton - Prema - 1'51"625
17 - Maciej Gładysz - ART - 1'51"681
18 - Christian Ho - Rodin - 1'51"687
19 - Nicola Lacorte - Dams - 1'51"766
20 - José Garfias - Prema - 1'52"541
21 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 1'52"616
22 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 1'52"742
23 - Kanato Le - ART - 1'53"051
24 - Fionn McLaughlin - Hitech - 1'53"128
25 - Jin Nakamura - Hitech - 1'53"246
26 - Alex Powell - Prema - 1'53"263
27 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 1'53"485
28 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 2'02"995
29 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - nessun tempo
30 - Michael Shin - Hitech - nessun tempo
25 Ago [14:26]

Test al Madring - 3° turno
Ugochukwu torna al comando

Massimo Costa

Ugo Ugochukwu ritrova la vetta della classifica nel terzo turno dei test Formula 3 al Madring. L'americano del team Campos, leader della prima sessione, ha abbassato il limite portandolo sul tempo di 1'49"034. Nella giornata di lunedì, Freddie Slater aveva comandato il gruppo con il crono di  1'50"343. Sono loro i grandi protagonisti di questi test e non poteva essere diversamente essendo i due contendenti al titolo.

Seconda prestazione per l'ottimo Hiyu Yamakoshi (Van Amersfoort) a 0"193 dal leader. Il giapponese ha poi sbattuto alla curva 11 causando una bandiera rossa. Rimanendo nel tema delle rosse, incidente alla curva 5 per Michael Shin, testacoda per Fernando Barrichello alla curva 5 e per Yevan David. La squadra olandese ha piazzato al terzo posto anche Enzo Deligny che ha preceduto Ernesto Rivera (Campos) e Tuukka Taponen (MP).

Martedì 25 agosto 2026, 3° turno

1 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1'49"034
2 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 1'49"227
3 - Enzo Deligny - Van Amersfoort - 1'49"501
4 - Ernesto Rivera - Campos - 1'49"522
5 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 1'49"535
6 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 1'49"559
7 - Yevan David - AIX - 1'49"561
8 - Kanato Le - ART - 1'49"670
9 - Taito Kato - ART - 1'49"673
10 - Theophile Nael - Campos - 1'49"786
11 - Pedro Clerot - Rodin - 1'49"795
12 - Jin Nakamura - Hitech - 1'49"848
13 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 1'49"849
14 - Fionn McLaughlin - Hitech - 1'49"908
15 - Freddie Slater - Trident - 1'50"103
16 - Matteo De Palo - Trident - 1'50"202
17 - Brando Badoer - Rodin - 1'50"206
18 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 1'50"338
19 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 1'50"358
20 - Michael Shin - Hitech - 1'50"458
21 - James Wharton - Prema - 1'50"637
22 - Alex Powell - Prema - 1'50"669
23 - Nicola Lacorte - Dams - 1'50"671
24 - Ricardo Escotto - AIX - 1'50"753
25 - Noah Stromsted - Trident - 1'50"982
26 - Gerrard Xie - Dams - 1'51"131
27 - Maciej Gladysz - ART - 1'51"173
28 - Christian Ho - Rodin - 1'51"188
29 - José Garfias - Prema - 1'51"638
30 - Fernando Barrichello - AiX - 1'51"769
24 Ago [18:15]

Test al Madring - 2° turno
Slater chiude da leader

Massimo Costa

Freddie Slater si è impossessato del primo tempo nel secondo turno dei test Formula 3 al Madring. L'inglese del team Trident ha abbassato il crono del mattino (ma era inevitabile considerando che si tratta di un tracciato completamente nuovo) di Ugo Ugochukwu di 1'51"901 realizzando il tempo finale di 1'50"343. Slater nel finale del turno ha poi causato una bandiera rossa colpendo il muretto della curva 10, nel secondo settore, proprio come il compagno Noah Stromsted.

Più i piloti prendevano confidenza e più sono arrivati gli errori. Oltre ai due piloti Trident, i muretti della curva 17 hanno fatto conoscenza con Jin Nakamura e Fernando Barrichello, tra la curva 5 e la 6 è uscito Maciej Gladysz. Per le conseguenze dell'incidente nel primo turno non ha girato Christian Ho.

Tornando alla classifica della seconda sessione, dietro a Slater ha concluso un ottimo Taito Kato (ART) in 1'50"410, a soli 67 millesimi dal britannico. Terzo crono per Theophile Nael seguito da Ernesto Rivera, entrambi del team Campos. Ugochukwu ha terminato nono in 1'51"010. Primo degli italiani Mattia Colnaghi, uscito dalla top 10 rispetto al mattino e quindi 15esimo. Brando Badoer è risultato 20esimo, Nicola Lacorte 25esimo appena davanti a Matteo De Palo.

Lunedì 24 agosto 2026, 2° turno

1 - Freddie Slater - Trident - 1'50"343
2 - Taito Kato - ART - 1'50"410
3 - Theophile Nael - Campos - 1'50"423
4 - Ernesto Rivera - Campos - 1'50"744
5 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 1'50"784
6 - Michael Shin - Hitech - 1'50"792
7 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 1'50"818
8 - Jin Nakamura - Hitech - 1'50"960
9 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1'51"010
10 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 1'51"697
11 - Enzo Deligny - Van Amersfoort - 1'51"200
12 - Maciej Gladysz - ART - 1'51"210
13 - Kanato Le - ART - 1'51"259
14 - Fionn McLaughlin - Hitech - 1'51"266
15 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 1'51"271
16 - Gerrard Xie - Dams - 1'51"314
17 - Pedro Clerot - Rodin - 1'31"365
18 - Alex Powell - Prema - 1'51"500
19 - Yevan David - AIX - 1'51"530
20 - Brando Badoer - Rodin - 1'51"560
21 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 1'51"763
22 - Noah Stromsted - Trident - 1'51"800
23 - James Wharton - Prema - 1'51"927
24 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 1'51"956
25 - Nicola Lacorte - Dams - 1'51"992
26 - Matteo De Palo - Trident - 1'52"030
27 - Ricardo Escotto - AIX - 1'52"226
28 - José Garfias - Prema - 1'53"225
29 - Fernando Barrichello - AIX - 1'54"295
30 - Christian Ho - Rodin - senza tempo

24 Ago [14:28]

Test al Madring - 1° turno
Ugochukwu battezza il nuovo tracciato

Massimo Costa

C 'era molta attesa per scoprire il Madring, il tracciato inedito sorto nella zona fiera della capitale spagnola e che il weekend del 13 settembre ospiterà il Mondiale F1. Ad aprire i cancelli è stata la Formula 3, chiamata ad omologare il tracciato con due giornate di test. Formula 3 che, assieme alla Formula 2, affiancherà la Formula 1 la seconda settimana di settembre. Anche se in realtà, il circuito è stato "scoperto" dalla Ferrari che il 9 luglio ha compiuto qualche giro (filming day) con la SF-26 affidata a Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

Nel primo turno del mattino, Ugo Ugochukwu è risultato il più veloce per il team Campos. L'americano, secondo in campionato, ha concluso il suo miglior giro in 1'51"901 pur non segnando nessun record nei tre settori. Seconda prestazione per Bruno Dell Pino (Van Amersfoort) che nel finale ha causato una bandiera rossa fermandosi alla curva 12. In precedenza, la prima rossa è stata innescata da Christian Ho, finito contro le barriere.

Il team Van Amersfoort ha occupato anche la terza posizione con Enzo Deligny, 1'52"061 il suo crono mentre quarto è risultato Jin Nakamura (Hitech) in 1'52"176 di poco davanti al leader della F3, Freddie Slater (Trident). Buon settimo Mattia Colnaghi, 1'52"479. Gli altri italaini: Brando Badoer è 18esimo, Matteo De Palo 19esimo, Nicola Lacorte 28esimo in quanto il team Dams ha effettuato solo prove aerodinamiche.

Lunedì 24 agosto 2026, 1° turno

1 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1'51"901
2 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 1'51"958
3 - Enzo Deligny - Van Amersfoort - 1'52"061
4 - Jin Nakamura - Hitech - 1'52"176
5 - Freddie Slater - Trident - 1'52"205
6 - Fionn McLaughlin - Hitech - 1'52"333
7 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 1'52"479
8 - Theophile Nael - Campos - 1'52"550
9 - Taito Kato - ART - 1'52"637
10 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 1'52"674
11 - Yevan David - AIX - 1'52"771
12 - Noah Stromsted - Trident - 1'52"886
13 - Maciej Gladysz - ART - 1'53"035
14 - Ernesto Rivera - Campos - 1'53"044
15 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 1'53"200
16 - Alex Powell - Prema - 1'53"398
17 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 1'53"496
18 - Brando Badoer - Rodin - 1'53"716
19 - Matteo De Palo - Trident - 1'53"758
20 - Fernando Barrichello - AIX - 1'53"903
21 - Ricardo Escotto - AIX - 1'53"949
22 - Michael Shin - Hitech - 1'53"965
23 - Pedro Clerot - Rodin - 1'54"229
24 - James Wharton - Prema - 1'54"738
25 - Christian Ho - Rodin - 1'55"197
26 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 1'57"477
27 - Kanato Le - ART - 1'58"118
28 - Nicola Lacorte - Dams - 2'04"523
29 - Gerrard Xie - Dams - 2'05"116
30 - José Garfias - Prema - 2'06"411

18 Ago [12:51]

L'intervista - Mattia Colnaghi
"L'umiltà è alla base di tutto"

Davide Attanasio - Red Bull Content Pool, Dutch Photo, Fotocar

Quella di Mattia Colnaghi è una storia dal sapore di una favola, ma anche nelle favole più memorabili non deve mai mancare la volontà di fare del proprio meglio, perché anche e specialmente in tali favole le situazioni difficili sono dietro l'angolo, gli avversari che ti studiano sono pronti a vedere come te la cavi, e se cadi una, due, tre volte la forza di rimetterti in piedi deve esserti fidata compagna per proseguire il cammino uno, due, tre volte e anche di più. 

Italiaracing ha seguito da vicino la trafila in monoposto dell'italo-argentino, 18enne da qualche settimana, che in un soffio di vento si è ritrovato a correre in Formula 3 travolto da attenzioni alle quali poco a poco si sta abituando sempre più. Ma può non essere facile.

Dalla selezione Richard Mille di fine 2023, che gli permise di ottenere un sedile gratis in Formula 4 spagnola, passando per la prima pole sul Circuito del Jarama, il primo successo a Le Castellet e i due titoli, prima (appunto) lo spagnolo nel 2024, e poi l'Eurocup-3 nel 2025, sempre con una squadra, MP Motorsport, che lo ha accompagnato fino alla F3 con il supporto della Red Bull, che accorgendosi delle qualità di questo ragazzo se lo è assicurato dall'estate scorsa senza esitare più di tanto.



Per la prima volta da quando corre in monoposto, Mattia dovrà rinunciare all'idea di vincere al primo colpo. La stagione 2026 gli ha riservato qualche difficoltà, ma tra Spa-Francorchamps e Budapest qualche segnale è arrivato, e concludere con il piede giusto a Monza, laddove è nato, e Madrid è l'obiettivo nel mirino del classe 2008. Prima di guardare al futuro c'è da scrivere il presente, e ricordarsi del passato potrebbe aiutare in questo senso. 

Chi è Mattia Colnaghi?
"Sono un ragazzo italo-argentino, con padre italiano e madre argentina. A cinque anni, dall'Italia, mi sono trasferito con mia madre e mio fratello a Singapore. Mio padre lavorava in Cina, quindi per stargli più vicino e per provare qualcosa di diverso abbiamo preso questa decisione. Lì ho imparato bene l'inglese frequentando una scuola australiana".

Come è nata la tua passione per il motorsport?
"Da piccolo ho sempre guardato la Formula 1; principalmente, è stato mio padre a farmi appassionare. Mi è sempre piaciuto stare davanti alla TV e vedere assieme le gare. I miei primi ricordi risalgono all'epoca di Sebastian Vettel. Fino ai dieci anni ho continuato a vivere come un ragazzo normale. Il primo contatto con un kart è avvenuto in quel periodo lì: i miei mi portarono sulla pista KF1 di Singapore, e da quel momento sapevo che da grande avrei voluto fare il pilota".



E poi?
"A Singapore non c'è una vera e propria cultura del motorsport, quindi ho dovuto aspettare di tornare in Italia per mettermici più seriamente. Nel 2019 mio padre mi comprò un kart DR Rotax che mi permise di fare pratica tutto l'anno, fino a quando, nel 2020, entrammo nel mondo delle competizioni. A metà anno ebbe luogo la mia prima gara nella categoria Easykart, e da lì è stato un progredire senza sosta: X30, OK-Junior e, nel 2023, mio ultimo anno nel karting, in OK Senior con il team CRG con il quale ho disputato europeo e mondiale".

La vittoria del Richard Mille Young Talent Academy a fine 2023 ti permise di debuttare in monoposto l'anno successivo. Hai qualche retroscena da svelarci?
"Durante i primi mesi/metà anno del 2023 un nostro amico di famiglia ci condivise un link che rimandava a questo concorso, alludendo al fatto che fosse una buona opportunità per progredire in F4 con una squadra vincente come MP Motorsport. La prima cosa da fare era mandare un video nel quale ci si doveva presentare, spiegare quali fossero le tue ambizioni e descrivere la tua carriera fino a quel momento. In base a questo, se chi seleziona - la All Road Management - dimostra un certo interesse nei tuoi confronti, si tiene un meeting; successivamente, vengono selezionati i migliori otto. Quando l'ho fatto io, se non sbaglio, la quota di iscritti era tra le 100 e le 200".

In entrambe le stagioni che ti hanno portato alla vittoria, per certi versi molto simili in come si sono sviluppate, ci sono state delle fasi difficili. Su cosa hai dovuto lavorare per fare quel salto di qualità?
"È vero, sono state due stagioni similari in termini di 'progressione', ma al loro interno hanno nascosto sfide diverse. Nel caso della Formula 4 è stata una questione di esperienza; a inizio anno facevo molti errori, mi mancava ancora qualcosa in termini di come gestire la qualifica, come trovare la scia giusta, cosa fare in gara... e questo l'ho pagato nei primi round, ad esempio quello di Jarama, dove feci la pole ma persi tanti punti. Pian piano ho iniziato a capire, e a Le Castellet c'è stato il click. Ho capito che Al Azhari (Keanu, lo sfidante al titolo; ndr) sentiva di non essere da solo, e poi essere attaccante è meglio che essere difensore, e questo ha un po' giocato a mio favore".



E in Eurocup-3?
È stato un po' l'opposto: ero io a dovermi difendere e gli altri che tentavano di recuperare. Il primo round al Red Bull Ring fu molto buono, tanto da avere 21 punti di vantaggio sul secondo, ma a Portimão Rivera (Ernesto; nrd) reagì molto bene tanto da superarci. Quella portoghese fu la tappa più difficile con quella di Le Castellet. In Francia vinsi anche una gara, ma sentivo che il passo non c'era".

"Avevamo un po' perso il metodo, la struttura. In Eurocup ci sono tanti test, e noi non riuscivamo a massimizzare il nostro tempo in pista come invece stava riuscendo al team Campos. A Monza siamo riusciti a trovare la quadra. In qualifica abbiamo giocato bene con le scie e da lì le cose si sono messe in discesa, tanto che a Jerez il vantaggio era tale per cui riuscii a vincere con un round di anticipo, il che mi permise di non disputare le due ultime gare a Montmeló per andare a Macao per la Coppa del Mondo con PHM. Me ne ero innamorato l'anno prima ed era il mio obiettivo ritornarci".

Guardiamo al presente, e quindi alla Formula 3. Sei rimasto fedele a MP, ma sin da Melbourne le cose non sono andate a meraviglia...
"Melbourne ha rappresentato l'inizio di un periodo difficile per la squadra. In qualifica feci un bel giro e riuscii a qualificarmi tra i primi, ma altri piloti avrebbero tranquillamente potuto starci davanti. Nelle gare, invece, abbiamo fatto fatica con il degrado delle gomme; non riuscivamo a tenerle nella giusta finestra di utilizzo, si formava il graining e perdevamo grip. Da quel momento avevamo capito che ci sarebbe stato molto da lavorare, ma ci siamo un po' illusi dal risultato della qualifica. Pensavamo di essere messi un po' meglio, anche considerando i test che erano andati bene, quindi abbiamo considerato Melbourne come round no".



Dopodiché...
"Al test del Red Bull Ring, un paio di mesi dopo, abbiamo provato soluzioni differenti a livello di settaggi, ma anche in quel caso - forse anche per via delle temperature, più fredde rispetto alla norma - non siamo riusciti totalmente a capire i problemi, andando incontro a una serie di appuntamenti complicati, per me e per i miei compagni, tra Monte Carlo e Silverstone".

"In quanto rookie, penso altresì di aver commesso qualche errore nella gestione del weekend. Ho imparato molto sia da Sandro (Giusti; ndr) che da Tuukka (Taponen; ndr), a mio avviso due ottimi piloti che rispetto molto, fino ad arrivare a Spa e poi Budapest dove siamo riusciti a capire un attimo di più cosa c'era che non andasse, mettendoci in una posizione migliore per gli ultimi due round di Monza e Madrid".

In cosa è diverso guidare una F4 da una "Regional" e da una F3? Cosa serve per andare forte?
"Per quanto sia un formula, l'aerodinamica di un Formula 4 è molto minimale, perciò si guida in maniera diversa rispetto a una macchina con tanto carico; devi portare la velocità minima, ma il tempo si fa maggiormente usando bene il freno, oltre all'importanza della scia specie su piste grandi".



"Circa la Tatuus Eurocup-3, rispetto a quella che adottava la Regional (il riferimento è al 2025; ndr) è stata concepita con più aerodinamica per preparare i piloti alla F3; quindi, bisognava spingere in entrata per massimizzare il downforce a disposizione. Questo ha cambiato un po' il mio stile di guida durante quell'anno".

"La F3, invece, ha un livello di carico simile rispetto all'Eurocup, ma con molta più potenza, e soprattutto le gomme sono molto diverse. È richiesto, in sintesi, uno stile più preciso. Qualsiasi errore ti costa molto di più, devi curare proprio il dettaglio; c'è una procedura, per andare forte devi usare quella e non puoi inventarti granché. Puoi affinare la guida e perfezionarti in quei punti dove non sei perfetto, ma non di più perché lo puoi pagare a caro prezzo".

Com'è il Madring al simulatore e come te lo aspetti nella "vita reale"?
"Mi sembra una pista interessante, molto diversa da tutte le altre provate fino ad ora. Non sono mai stato a Jeddah, ma per certi versi mi sembra simile: un layout tortuoso, con poche frenate forti. Sarà difficile sorpassare, quindi la qualifica sarà importante, ma non lo sarà prendere la scia perché ci sono pochi tratti rettilinei. Vedremo quando la proverò nei test del 24 e del 25 agosto, spero che il mio modello simulativo sia accurato..."



Sui tuoi social uno dei tuoi hashtag è #stayhumble. Cos'è l'umiltà per te?
"L'umiltà è alla base di tutto. Mi ritrovo a guidare in Formula 3 dopo un percorso di apprendimento velocissimo, però allo stesso tempo mi ritengo un ragazzo normalissimo; non mi paragono a nessuno, per me è importante rispettare tutti, se vengo rispettato rispetto. Il ragazzo che sei anni fa era in Easykart non avrebbe mai pensato di trovarsi in questa posizione, perciò per me è importantissimo rimanere umile e stare con i piedi per terra".

Cosa si prospetta nel futuro di Mattia Colnaghi?
"Molto probabilmente un altro anno in F3, ma vedremo".

È risaputo che la pista di Macao ti piaccia particolarmente. C'è l'opportunità di tornare quest'anno?
"La pista mi piace così tanto che l'anno scorso il patto era più o meno così: se avessi vinto l'Eurocup-3 con un round di anticipo bene, ovviamente ci sarei andato, ma anche con un vantaggio molto grande, ma non matematico, sarei stato disposto a rischiarmela (l'ultima tappa a Montmeló con il GP cadevano nello stesso weekend; ndr). Mi piacerebbe tornare, alla fine le occasioni per farlo non saranno più tante; ci penserò una volta finita la F3, una stagione finora non molto buona che spero di aggiustare un po' negli ultimi due round".


15 Ago [12:21]

Il percorso, la crescita, le attese
dei 4 giapponesi della categoria

Davide Attanasio - XPB Images

Uno degli aspetti caratteristici della Formula 3 2026 va ricercato nelle nazionalità rappresentate da chi indossa il casco e la tuta. Oltre a mondi che noi "occidentali" conosciamo piuttosto bene, la particolarità di quest'annata risiede nel numero di piloti battenti bandiera giapponese, ben quattro. Nessun altro paese ne vanta di più; volendo non considerare la licenza argentina del monzese Mattia Colnaghi, a pari merito con il Giappone ci sarebbe solo l'Italia, che tra le sue fila ha anche il veneto Brando Badoer, il romano Matteo De Palo e il pisano Nicola Lacorte.

Si tratta di una generazione, quella dei nipponici, piuttosto variegata nella sua composizione. Innanzitutto, però, bisognerebbe fornire le loro generalità a chi non ne ha mai sentito parlare: in questo articolo si parlerà di Hiyu Yamakoshi, Taito Kato, Jin Nakamura e Kanato Le.


Kanato Le (ART) in azione a Budapest

Lo stretto rapporto che in Giappone sussiste tra azienda e dipendente
, seppur in evoluzione ha tutt'oggi una valenza rilevante. Tra i vantaggi, quello di ricevere opportunità che difficilmente si vedrebbero dalle nostre parti. Per quanto concerne il settore automobilistico, le due realtà più forti sono senz'altro la Honda e la Toyota. Due dei nostri protagonisti stanno facendo strada grazie al supporto di queste case; nello specifico, Kato fa parte del programma Honda mentre Nakamura è membro di quello Toyota.

Al contrario, Yamakoshi e Le non hanno mai stretto rapporti ufficiali con nessuna delle due entità, e per così dire, con il sostegno di famiglie e sponsor, si sono sostenuti sulle proprie gambe. Non a caso, se Kato e Nakamura sono sbarcati in Europa successivamente ai loro risultati nel Sol Levante (sebbene con dei distinguo non irrilevanti che faremo), Yamakoshi e Le hanno cercato fortuna nel Vecchio Continente - la terra promessa del motorsport mondiale - sin da giovanissimi.


Hiyu Yamakoshi (Van Amersfoort) a Silverstone

Nati entrambi nella capitale, Tokyo, Yamakoshi si è diplomato alla St. George's International School di Montreux (Svizzera), base ideale per disputare i suoi primi campionati in monoposto (F4 francese e alcune tappe dello spagnolo) a partire dal 2023, mentre Le si è trasferito in Inghilterra ancor più giovane, a dodici anni, partecipando con profitto a varie serie kartistiche prima di debuttare nel Ginetta Junior - trampolino di lancio usato da molti che precede l'ingresso nelle single seaters - e, nel 2023, nella Formula 4 britannica.

Kato, invece, è cresciuto nella cittadina di Taki, sita nella stessa prefettura (Mie) dove sorge il circuito di Suzuka. La sua carriera ha preso il volo quando, vincendo la borsa di studio indetta dalla Honda Racing School - che proprio a Suzuka ha la sua sede -, si è regalato la chance di diventare junior, sbarcando in Europa da rappresentante dell'Honda Formula Dream Project che gli ha fatto correre la Formula 4 francese nel 2024, vinta nei confronti di Yani Stevenheydens in
un finale dalle mille controversie.


Taito Kato (ART) in pista a Melbourne

Nato nella prefettura di Chiba (a est di Tokyo), Nakamura ha stretto legami con la Toyota sin dal suo esordio in F4 giapponese nel 2022. Jin, infatti, è l'unico che ha costruito la sua prima parte di carriera in patria, dato che anche Kato, in monoposto, ci ha di fatto corso solo in Europa. Quarto al primo anno, secondo nel 2023, Toyota lo ha promosso in Super Formula Lights nel 2024. Alle spalle dei compagni di academy Rikuto Kobayashi e Seita Nonaka, l'azienda ha continuato a credere nel suo "dipendente", spedendolo in Europa in una delle migliori squadre della Regional, il team R-Ace.

A dispetto di quanto ci si potesse aspettare, Nakamura si è difeso piuttosto bene considerata la scarsa dimestichezza con cultura, piste e metodologie, e il "premio promozione", la Formula 3, non si è fatto attendere.


Jin Nakamura (Hitech) impegnato a Spielberg

Pur con dei percorsi piuttosto dissimili l'uno dall'altro, le strade di Kato, Yamakoshi, Le e Nakamura si sono incrociate una volta per tutte nella FRECA 2025, e un anno dopo stanno continuando a calcare i tornanti della montagna del motorsport nella seconda serie propedeutica per importanza (almeno in Europa), al di sotto della sola Formula 2. Qualcuno di loro potrebbe senz'altro salire proprio in F2, ma non è questa la sede per disquisirne.

A cinque gare dal termine, come sono finora andate le loro stagioni? Classifica alla mano, Yamakoshi (Van Amersfoort) occupa la settima posizione con 55 punti, Kato (ART) la 12esima con 45, Nakamura (Hitech) la 13esima frutto di 39 punti e infine Le (ART) la 19esima con 20 lunghezze.


I festeggiamenti di Le in parco chiuso dopo il podio di Budapest

Se da quest'ultimo, alla luce di quanto realizzato nelle precedenti esperienze, era lecito attendersi qualcosa di meno, non si può certo dire che stia sfigurando; Kanato ha avuto l'opportunità di vincere a Budapest, nella gara con la griglia invertita dalla quale partiva davanti a tutti; superato dal solo Théophile Naël, si è dovuto accontentare della piazza d'onore, che a ogni modo rappresenta il risultato copertina delle sue prime 14 corse; probabilmente, il miglior weekend del classe 2007 è stato quello del Red Bull Ring, ma una squalifica al termine di gara 1 lo ha privato di un sesto posto che si sarebbe meritato.

Le credenziali di Yamakoshi sono cresciute gara dopo gara, e anche lo stesso Hiyu si è reso conto di essere più forte di quanto inizialmente pensasse. "Vincitore a Monte Carlo per 10 ore", così è scritto sui suoi social (qui per approfondire della squalifica che lo ha privato del successo), proprio a Spielberg, facendo sua la pole, Hiyu è risultato il primo giapponese nella storia della categoria a riuscirci.


Yamakoshi in salita verso la curva del Casinò nel Principato di Monaco

Inizialmente alle spalle dei compagni Bruno del Pino ed Enzo Deligny, proprio da Monte Carlo la consapevolezza è aumentata notevolmente e, di rimbalzo, anche i risultati sono migliorati: secondo nelle gare lunghe di Montmeló e Spa-Francorchamps, riprendersi quanto gli è stato tolto nel Principato non è ipotesi peregrina. "La cosa che mi ha fatto fare click è stato il realizzare di non essere lento. Posso lottare con i migliori piloti, con quelli delle academy F1, e a volte sono anche più veloce di loro. Questo mi ha dato tanta fiducia", ha dichiarato il classe 2006 ai canali ufficiali della F3.

Anche con una squadra non sempre equipaggiata per vincere, Nakamura sta ottenendo risultati che la maggior parte degli addetti ai lavori non avrebbe avuto il coraggio di pronosticare. Nato nel 2006 come Yamakoshi, similarmente al coevo Hiyu anche Jin ha alzato l'asticella con il passare delle corse (i due, tra l'altro, sono grandi amici): terzo e quinto a Spielberg, si è andato a prendere la gara sprint di Spa superando in pista Pedro Clerot e il già menzionato Badoer.


Il giubilo di Kato sul podio dell'Albert Park

Si fosse dovuto scommettere sul migliore prima dell'inizio della stagione, la scelta di chi scrive sarebbe ricaduta su Kato. Effettivamente, il battesimo a Melbourne, dove fu terzo, aveva fatto presagire buone cose. Non che non ci siano state, al contrario, ma qualche errore di troppo (specialmente in partenza; in questo senso, è emblematico il weekend di Montmeló, ma non solo) lo ha spesso relegato a doversi confrontare in zone di classifica non consone alle sue indubbie qualità.

"Penso di essere riuscito ad adattarmi piuttosto bene alla F3", ha dichiarato Taito per il website della categoria. "Rispetto alla FRECA, dove il tempo in pista è decisamente maggiore, questa categoria richiede una prontezza di prim'ordine per essere competitivi, e in questo senso non penso di essermi comportato male. Sono piuttosto contento della mia stagione, anche se abbiamo commesso troppi errori e la fortuna non è sempre stata dalla mia parte. Se mettiamo tutto insieme, però, i risultati sono arrivati e arriveranno".


Nakamura ha trionfato in occasione della prima gara di Spa-Francorchamps

"Abbiamo già iniziato a lavorare al simulatore in vista del finale di Madrid. È una pista nuova, quindi avere qualche dato è sempre positivo. La preparazione dei fine settimana è quasi perfetta, ma è durante il weekend che dobbiamo migliorare; vogliamo lottare per il podio e possibilmente anche per vincere le gare. Sicuramente, però, il mio obiettivo è ottenere risultati consistenti in qualifica. Voglio assicurarmi di essere tra i primi 12, perché se lo sei le possibilità di avere buone opportunità in entrambe le gare aumentano notevolmente".

Se c'è una cosa che abbiamo appreso da queste quattro storie, questa è di come, anche se si proviene dallo stesso paese, le possibilità di fare carriera sono tante. Dipendono dal tuo talento, dalla predisposizione all'impegno, dagli sponsor che riesci a trovare, dal supporto che può darti la tua famiglia e dalle conoscenze che riesci a farti lungo la via. Qualunque strada si possa percorrere, l'importante è farlo rispettando le nostre caratteristiche; a modo loro, con i loro stili, Taito, Hiyu, Kanato e Jin lo stanno facendo, ponendo sulla carta geografica delle nazioni quattro bandierine mai così diverse, mai così uguali. 
26 Lug [23:09]

Penalità per Nael che
perde il quinto posto

Per essersi difeso con troppa baldanza da Tuukka Taponen nel corso di gara 2, Theophile Nael è stato penalizzato due volte, 5" + 10". Il francese ha infatti esagerato con il finlandese, portandolo fuori pista in un paio di occasioni. Nael, quinto al traguardo, esce così dalla zona punti perdendo le già flebili speranze di essere il terzo incomodo nella lotta per il titolo finale tra Freddie Slater e Ugo Ugochukwu. Guadagnando una posizione, da settimo a sesto, Ernesto Rivera guadagna 2 punti in più e torna al quarto posto nella classifica generale superando Brando Badoer.

Domenica 26 luglio 2026, gara 2

1 - Freddie Slater - Trident - 24 giri
2 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1"484
3 - Brando Badoer - Rodin - 3"098
4 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 3"380
5 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 5"973
6 - Ernesto Rivera - Campos - 6"830
7 - James Wharton - Prema - 9"851
8 - Louis Sharp - Prema - 12"654
9 - Christian Ho - Rodin - 13"192
10 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 13"382
11 - José Garfias - Prema - 14"011
12 - Noah Stromsted - Trident - 14"554
13 - Taito Kato - ART - 14"902
14 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 15"568
15 - Pedro Clerot - Rodin - 15"821
16 - Fionn McLaughlin - Hitech - 16"326
17 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 16"924
18 - Nicola Lacorte - Dams - 19"158 *
19 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 19"748
20 - Theophile Nael - Campos - 20"607 **
21 - Matteo De Palo - Trident - 21"261
22 - Michael Shin - Hitech - 21"894
23 - Yevan David - AIX - 28"042 *

* 10" di penalità
** 5" + 10"

Ritirati
Enzo Deligny
Fernando Barrichello
Kanato Le
Salim Hanna
Jin Nakamura
Gerrard Xie
Maciej Gladysz

Il campionato
1.Slater 130; 2.Ugochukwu 122; 3.Naël 75; 4.Rivera 72; 5.Badoer 71; 6.Strømsted 59; 7.Yamakoshi 55; 8.Gladysz 54; 9.Del Pino 49; 10.Clerot 48; 11.Taponen 46; 12.Kato 45; 13.Nakamura, Colnaghi 39; 15.Deligny, Wharton 28; 17.Sharop 21; 18.Xie, Le 20; 20.Giusti 17; 21.David 15; 22.De Palo 7; 23.Benavides, Lacorte 6; 25.McLaughlin, Ho, Barrichello 2; 28.Garfias 1.
26 Lug [9:49]

Budapest - Gara 2
Slater vittoria e leadership
Badoer sul podio, Colnaghi quarto

Massimo Costa - XPB Images

E alla 14esima tappa è arrivata la tanto sospirata vittoria. Freddie Slater sembrava avviato sulla via del suo predecessore nel team Trident, Leonardo Fornaroli, che nel 2024 è riuscito a vincere il campionato di Formula 3 senza aggiudicarsi una vittoria. Ma finalmente, a Budapest, l'inglese già campione della F4 Italia nel 2024 e della Regional europea nel 2025, è riuscito a tagliare per primo il traguardo salendo anche al vertice della classifica generale.

Non è stata una passeggiata per Slater. Partito secondo alle spalle del poleman Tuukka Taponen, ha subito duellato con il finlandese di MP Motorsport arrivando anche a un leggero contatto. Purtroppo, Taponen si è ritrovato con la gomma posteriore destra tagliata dall'ala anteriore della Dallara del britannico e così è dovuto rientrare ai box, durante un periodo di Safety-Car iniziale, perdendo per sua fortuna solo qualche posizione.

Slater pareva essere a rischio penalità, ma alla fine i commissari sportivi hanno classificato quel contatto come incidente di gara. A quel punto, tra due chiamate in Virtual Safety Car e l'intervento di un'altra Safety-Car, Slater ha dovuto difendersi da un aggressivo Ugo Ugochukwu. Vedere i due contendenti al titolo, oramai è un affare tra loro due, è stato decisamente interessante.

Ugochukwu, del team Campos, è stato bravo a recuperare rapidamente dalla sesta posizione di partenza alla seconda. Notevole il doppio sorpasso all'esterno di curva 2 compiuto al giro 10 su Brando Badoer e Mattia Colnaghi, che erano rispettivamente al terzo e secondo posto. E' accaduto che Colnaghi ha difeso l'interno da Badoer, a quel punto l'americano che era alle spalle del veneto, si è buttato all'esterno e con una maggiore velocità ha superato entrambi gli italiani.



Slater e Ugochukwu hanno così battagliato a lungo e alla fine ha prevalso lo Junior Audi della squadra di Maurizio Salvadori, tornata alla vittoria dopo il successo di Noah Stromsted nella main race di Spielberg. Il team di Adrian Campos jr ha invece piazzato le altre due monoposto in zona punti con Theophile Nael quinto e Ernesto Rivera settimo e comanda la classifica team. Il francese però, si è distinto per alcune manovre eccessive nei confronti di Taponen e, nei primi giri, non è stato carino con Ugochukwu, suo compagno di squadra in lotta per il titolo.

Bella la gara di Badoer. Il veneto del team Rodin ha duellato con Colnaghi (a proposito, auguri per i 18 anni compiuti proprio oggi) e si è preso il terzo gradino del podio. Per Badoer, punti pesanti che lo portano al quarto posto nella classifica generale. Al suo attivo, due terzi posti (Melbourne nella sprint e appunto Budapest nella main race), una vittoria a Monte Carlo nella main race e una seconda posizione a Spa nella sprint.

Di buona fattura anche la prestazione di Colnaghi. Il brianzolo di MP Motorsport ha perso il podio al giro 10 quando da secondo, alla curva 2 è stato passato da Ugochukwu e poco dopo, sullo slancio, da Badoer. Colnaghi ha poi gestito il quarto posto tenendo lontano Nael.

Lo Junior Red Bull italiano per quattro volte consecutive, tra Spa e Budapest, si è piazzato quarto, risultati importanti considerando che nelle prime dieci gare aveva raccolto un solo punto per le difficoltà di MP che hanno travolto anche i suoi compagni Taponen e Alessandro Giusti. Non certo gli ultimi arrivati. Ma dalla gara belga, le cose sembrano aver preso la giusta direzione.

Nicola Lacorte ha disputato una gara gagliarda ed è stato costantemente nella top 10, ma nel finale ha ricevuto una penalità di 10" che da ottavo alla bandiera a scacchi lo ha fatto scendere in 19esima posizione. Sempre nelle retrovie Matteo De Palo, ma a Budapest si sa, è difficile effettuare clamorose rimonte se si parte dalle ultime file.

La prima Safety-Car è intervenuta per l'incidente al primo giro, alla penultima curva, che ha coinvolto Gerrard Xie, Macej Gladysz e Jin Nakamura, gli stessi tre finiti fuori al primo giro di gara 1 alla curva 2. Evidentemente avevano comprato un biglietto per compiere un solo giro sulla giostra...

Poi, la prima Virtual Salety Car si è resa necessaria per recuperare la vettura di Salim Hanna, ferma in mezzo al tracciato, la seconda VSC per il ritiro a bordo pista di Kanato Le e infine la seconda SC per il contatto innescato da Yevan David su Enzo Deligny e che ha coinvolto Fernando Barrichello.

Domenica 26 luglio 2026, gara 2

1 - Freddie Slater - Trident - 24 giri
2 - Ugo Ugochukwu - Campos - 1"484
3 - Brando Badoer - Rodin - 3"098
4 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 3"380
5 - Theophile Nael - Campos - 5"607
6 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 5"973
7 - Ernesto Rivera - Campos - 6"830
8 - James Wharton - Prema - 9"851
9 - Louis Sharp - Prema - 12"654
10 - Christian Ho - Rodin - 13"192
11 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 13"382
12 - José Garfias - Prema - 14"011
13 - Noah Stromsted - Trident - 14"554
14 - Taito Kato - ART - 14"902
15 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 15"568
16 - Pedro Clerot - Rodin - 15"821
17 - Fionn McLaughlin - Hitech - 16"326
18 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 16"924
19 - Nicola Lacorte - Dams - 19"158
20 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 19"748
21 - Matteo De Palo - Trident - 21"261
22 - Michael Shin - Hitech - 21"894
23 - Yevan David - AIX - 28"042 *

* 10" di penalità

Ritirati
Enzo Deligny
Fernando Barrichello
Kanato Le
Salim Hanna
Jin Nakamura
Gerrard Xie
Maciej Gladysz

Il campionato
1.Slater 130; 2.Ugochukwu 122; 3.Naël 85; 4.Badoer 71; 5.Rivera 70; 6.Strømsted 59; 7.Gladysz, Yamakoshi 54; 9.Del Pino 49; 10.Clerot 48; 11.Kato 45; 12.Taponen 44; 13.Nakamura, Colnaghi 39; 15.Deligny 28; 16.Wharton 26; 17.Xie, Le 20; 19.Sharp 19; 20.Giusti 17; 21.David 15; 22.De Palo 7; 23.Benavides, Lacorte 6; 25.McLaughlin 2; 26.Garfias, Ho 1.
25 Lug [11:14]

Budapest, gara 1
Nael ritrova la vittoria

Massimo Costa - XPB Images

Theophile Nael ha ritrovato la vittoria nel campionato di Formula 3. Nella gara sprint di Budapest, il francese del team Campos partiva dalla terza fila, ma è stato lesto e abile nell'evitare il caos verificatosi alla seconda curva. Cos'è accaduto? Gerrard Xie, terzo in partenza, si è spostato repentinamente a sinistra nella zona di frenata e Jin Nakamura non ha potuto nulla per evitare la tamponata. Il giapponese è poi franato contro Macej Gladysz, che partiva dalla prima fila.

Safety-car in pista quindi, con Kanalo Le, 12esimo in qualifica e dunque scattato dalla posizione del poleman, che teneva la testa del gruppo proprio davanti a Nael, Ernesto Rivera e un brillante Mattia Colnaghi, decimo in partenza e sgattaiolato in quarta posizione. Nael dopo aver studiato il giapponese del team Hitech, al 9° giro lo ha sorpreso alla prima curva (nella foto) e da quel momento, nei successivi 10 giri, ha controllato senza problemi la corsa.

Le è rimasto in seconda posizione ottenendo il primo podio in F3 in una gara piuttosto tranquilla. Sul terzo gradino del podio, Ernesto Rivera (Campos), vincitore della main race a Spa, ha mantenuto sempre la terza piazza davanti Colnaghi (MP) che firma il terzo quarto posto consecutivo dopo Spa.

Buona gara anche per Brando Badoer, quinto con la Dallara del team Rodin, e per Nicola Lacorte (Dams), settimo. Il pisano ha perso una posizione nel finale nel tentativo di superare Ugo Ugochukwu, in crisi con le gomme, venendo a sua volta passato da Tuukka Taponen.

Ugochukwu, settimo al via, era risalito quinto, ma all'improvviso ha perso il passo scivolando nelle retrovie. In più, ha ricevuto una penalità di 5" per sorpasso su Taponen oltre i limiti della pista. Una sanzione forse eccessiva, ma ormai non ci stupiamo più di nulla per le decisioni dei commissari sportivi, dalla F1 in giù.

Con l'americano fuori dai punti, Freddie Slater, gara tranquilla la sua, ha terminato decimo prendendo un punticino che gli ha permesso di agganciare Ugochukwu nella classifica generale.



Sabato 25 luglio 2026, gara 1

1 - Theophile Nael - Campos - 19 giri
2 - Kanato Le - ART - 2"715
3 - Ernesto Rivera - Campos - 3"839
4 - Mattia Colnaghi - MP Motorsport - 4"126
5 - Brando Badoer - Rodin - 6"198
6 - Tuukka Taponen - MP Motorsport - 8"030
7 - Nicola Lacorte - Dams - 13"283
8 - James Wharton - Prema - 15"298
9 - Fernando Barrichello - AIX - 15"690
10 - Freddie Slater - Trident - 17"164
11 - Yevan David - AIX - 18"802
12 - Lousi Sharp - Prema - 19"375
13 - Alessandro Giusti - MP Motorsport - 19"760
14 - Taito Kato - ART - 20"238
15 - José Garfias - Prema - 20"551
17 - Ugo Ugochukwu - Campos - 21"385
18 - Bruno Del Pino - Van Amersfoort - 21"572
19 - Fionn McLaughlin - Hitech - 22"014
20 - Noah Stromsted - Tridet - 22"277
21 - Pedro Clerot - Rodin - 22"717
22 - Christian Ho - Rodin - 23"198
23 - Michael Shin - Hitech - 23"810
24 - Salim Hanna - AIX - 24"570
25 - Nandhavud Bhirombhakdi - Dams - 24"870
26 - Hiyu Yamakoshi - Van Amersfoort - 25"430
27 - Matteo De Palo - Trident - 30"982
28 - Gerrard Xie - Dams - 37"156

Ritirati
Maciej Gladysz
Jin Nakamura

Il campionato
1.Ugochukwu, Slater 104; 3.Naël 75; 4.Rivera 64; 5.Strømsted 59; 6.Badoer 56; 7.Gladysz, Yamakoshi 54; 9.Del Pino 49; 10.Clerot 48; 11.Kato 45; 12.Nakamura 39; 13.Taponen 34; 14.Deligny 28; 15.Colnaghi 27; 16.Wharton 22; 17.Xie, Le 20; 19.Sharp, Giusti 17; 21.David 15; 22.De Palo 7; 23.Benavides, Lacorte 6; 25.McLaughlin 2; 26.Garfias 1.
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