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19 Feb [10:39]

Test a Phoenix
Rossi chiude al top

Carlo Luciani

Dopo i test collettivi della scorsa settimana a Sebring, la IndyCar si è spostata a Phoenix, teatro degli open test in vista della prossima stagione che scatterà tra poco più di una settimana con il GP di Saint Petersburg. Sull’ovale dell’Arizona, che tornerà ad ospitare una gara della serie americana dopo ben otto anni, a svettare al termine dei due giorni di prove è stato Alexander Rossi, che ha completato il suo giro più veloce con una velocità media di 174.542 mph (280,898 km/h).

Nella giornata di martedì, che ha visto piloti e team scendere in pista per un’unica lunga sessione senza pause, è stato David Malukas a issarsi al comando, segnando il giro più veloce con una media di 172.605 mph (277,781 km/h). Il nuovo pilota della Chevrolet n.12 del Team Penske sarà sicuramente uno degli osservati speciali di questo campionato, avendo finalmente la possibilità di competere con una delle squadre di riferimento della categoria.

Alle sue spalle si è piazzato il compagno di squadra Josef Newgarden, completando un 1-2 per la compagine di Penske. Nel resto della top-5 si sono messi in evidenza anche piloti esperti come Will Power, nuovo acquisto del team Andretti, e Alex Palou, chiamato a confermarsi ancora una volta come l’avversario da battere.

Nella seconda e ultima giornata di test è invece emerso un nome diverso: Alexander Rossi. Il pilota del team Carpenter si è imposto nella classifica combinata delle sessioni mattutina e pomeridiana. Alle sue spalle ancora Josef Newgarden, seguito dal campione in carica Alex Palou. Bene anche l’altro pilota del team Carpenter, Christian Rasmussen, in una giornata che ha visto i tempi abbassarsi sensibilmente rispetto alla prima.

Qualche difficoltà in più per i rookie di questa stagione, Caio Collet, Dennis Hauger e Mick Schumacher, che hanno concluso le sessioni nella seconda metà della classifica. Presenti in pista tutti i 25 piloti confermati per la stagione 2026, incluso il neoacquisto del team Coyne Romain Grosjean, ufficializzato proprio nei giorni scorsi.

Con i test ormai alle spalle, l’attenzione si sposta ora definitivamente sul GP di Saint Petersburg che aprirà la stagione il 1° marzo. Dopo appena una settimana si tornerà già in pista a Phoenix per il primo ovale dell’anno, dando il via a un mese di marzo particolarmente intenso, con quattro gare in programma.

Martedì 17 febbraio 2026, giorno 1

1 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.605 mph (277,781 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.021
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 171.706
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 171.423
5 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 171.357
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.919
7 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.489
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 170.433
9 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 170.181
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.911
11 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.880
12 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 169.845
13 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 169.742
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.507
15 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.452
16 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 169.405
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 169.259
18 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 168.955
19 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.579
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 167.983
21 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 167.454
22 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 165.217
23 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 164.006
24 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 163.228
25 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 162.474

Mercoledì 18 febbraio 2026, giorno 2 (classifica combinata)

1 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 174.542 mph (280,898 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 174.362
3 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 174.220
4 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 173.924
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 173.759
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 173.706
7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 173.660
8 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 173.188
9 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 173.114
10 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 172.940
11 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 172.794
12 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.425
13 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.984
14 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 171.888
15 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 171.804
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.705
17 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 171.632
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.096
19 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 170.988
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 170.928
21 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 170.309
22 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 170.095
23 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 169.996
24 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 169.792
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.520

11 Feb [16:49]

Test collettivi a Sebring
Prime indicazioni in vista di Phoenix

Carlo Luciani

Si è chiusa in Florida la prima vera fase di preparazione della stagione 2026 della IndyCar. I due giorni di test collettivi disputati sul circuito di Sebring hanno rappresentato il primo banco di prova, seppur non ufficiale, per la maggior parte di team e piloti che affronteranno la prossima stagione. Prime indicazioni, dunque, in vista dell’open test ufficiale di Phoenix della prossima settimana e soprattutto della prima gara di Saint Petersburg.

Anche se formalmente non si è trattato di un test ufficiale, la presenza di quasi tutte le squadre ha trasformato Sebring in una sorta di prova generale. Nel corso della mattinata di lunedì, il più veloce è risultato Alex Palou, che al volante della sua Dallara del team Ganassi, si è posto subito come primo riferimento.

Nel pomeriggio, invece, è stato Marcus Armstrong a salire in cima alla classifica dei tempi. Il neozelandese ha chiuso in 52”847, risultando più lento del 52”626 stampato in mattinata da Palou. Assente il team Prema, ancora in attesa di capire se sarà in pista il prossimo 1° marzo a Saint Petersburg. Presente invece Romain Grosjean, pilota di riserva della squadra italiana lo scorso anno, tornato ora in azione con il team Coyne, con il quale dovrebbe correre come pilota titolare nel 2026, pur non essendo stato ancora annunciato ufficialmente.

La giornata di martedì ha visto ancora Armstrong protagonista nella sessione mattutina, confermando la buona prestazione della prima giornata grazie ad un tempo di 52”372, tempo più veloce di tutti i turni disputati. Nel pomeriggio a chiudere i due giorni in testa ci ha pensato Kyle Kirkwood, autore del miglior riferimento pomeridiano e secondo assoluto alle spalle di Armstrong in 52”479.

Presente in pista anche Mick Schumacher, all’inizio di questa nuova avventura americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing. Il tedesco, che affronterà la sua prima stagione completa nella serie, la scorsa settimana ha anche completato i suoi primissimi giri su un tracciato ovale ad Homestead, alle porte di Miami, dichiarandosi molto soddisfatto di questa prima esperienza e trovando subito la giusta fiducia. Da segnalare anche la presenza di Hunter McElrea con il team Carpenter, pur non essendo un pilota ufficiale della squadra.

Archiviata la due giorni di Sebring, l’attenzione si sposta ora su Phoenix, dove si svolgeranno i primi ed unici test ufficiali della stagione 2026 il 17 ed il 18 febbraio. In Arizona si avranno sicuramente maggiori informazioni per andare a delineare i veri valori in campo. In Florida sono arrivati soltanto i primi segnali, ma le risposte, come sempre, arriveranno già nella prima gara stagionale a Saint Petersburg.

Lunedì 9 febbraio 2026, mattina

1 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”626
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”650
3 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”756
4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”846
5 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”918
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”018
7 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 53”165
8 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”325
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”442
10 - Caio Collet Malukas (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”656
11 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”798
12 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 54”269

Lunedì 9 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”847
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”039
3 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”050
4 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”135
5 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”167
6 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”172
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”210
8 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”337
9 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 53”337
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”413
11 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”769

Martedì 10 febbraio 2026, mattina

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”372
2 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 52”514
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 52”611
4 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”636
5 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”715
6 - Hunter McElrea (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 52”729
7 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”085
8 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”177
9 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”226
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”228
11 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”286
12 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”509

Martedì 10 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”479
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”702
3 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 52”823
4 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”845
5 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”874
6 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”891
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”018
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”036
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”167
10 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”220
11 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”430
12 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”519

31 Gen [9:31]

Nasce la Freedom 250
Washington entra nel calendario 2026

Carlo Luciani

Il calendario 2026 della IndyCar, già diramato lo scorso mese di settembre, si arricchisce di un altro evento ambizioso quanto simbolico. Per celebrare i 250 anni di indipendenza americana, è stata infatti annunciata una gara dal titolo "Freedom 250", che si terrà il prossimo 23 agosto sulle strade della capitale Washington D.C..

La denominazione è un chiaro riferimento all’importante ricorrenza storica, che almeno per il momento non lascia invece intendere un richiamo diretto anche alla distanza percorsa (in miglia). L’annuncio della "Freedom 250 Grand Prix of Washington D.C." è stato ufficializzato attraverso un ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald J. Trump, intitolato "Celebrating American Greatness with American Motor Racing". Un provvedimento decisamente insolito per un atto presidenziale, che inserisce ufficialmente la gara nel programma delle celebrazioni federali legate all’anniversario dell’indipendenza.

Per ora solo un grande annuncio in stile americano, ma poco o nulla sui contenuti. Mancano infatti ancora conferme sul layout: si parla genericamente di Washington, ma non è stato ancora reso noto il tracciato, né se sarà un vero e proprio circuito cittadino, né se verrà utilizzata un’area semi-permanente. Ciò che è noto, al momento, è che il circuito dovrebbe svilupparsi in prossimità del National Mall e dei principali monumenti della capitale.

Con l’inserimento della Freedom 250, saranno dunque 18 gli appuntamenti stagionali della IndyCar nel 2026, con un finale di stagione particolarmente intenso. Il mese di agosto inizierà con il round di Portland il giorno 9, per poi proseguire senza pause fino al gran finale di Laguna Seca, in programma il 6 settembre. Un totale di cinque weekend consecutivi in pista e sei gare complessive, considerando anche il doppio appuntamento di Milwaukee; un tour de force che metterà a dura prova team e piloti nella lotta per il titolo.

Il calendario aggiornato della IndyCar 2026

1° marzo - Streets of St. Petersburg
7 marzo - Phoenix Raceway
15 marzo - Streets of Arlington
29 marzo - Barber Motorsports Park
19 aprile - Streets of Long Beach
9 maggio - Indianapolis Motor Speedway Road Course
24 maggio - The 110th Indianapolis 500
31 maggio - Streets of Detroit
7 giugno - World Wide Technology Raceway
21 giugno - Road America
5 luglio - Mid-Ohio Sports Car Course
19 luglio - Nashville Superspeedway, Sunday
9 agosto - Portland International Raceway
16 agosto - Streets of Markham
23 agosto - Freedom 250 Grand Prix of Washington, D.C
29 agosto - Milwaukee Mile Gara 1
30 agosto - Milwaukee Mile Gara 2
6 settembre - WeatherTech Raceway Laguna Seca

25 Gen [11:18]

Alla McLaren il primo round
Palou condannato a pagare 12 milioni

Alfredo Filippone

Si è concluso con un verdetto favorevole alla McLaren quello che presubilmente è solo il primo round della vertenza legale che oppone la scuderia inglese ad Alex Palou. Il processo di primo grado in un tribunale londinese si è risolto in favore della Arrow McLaren (la filiale americana di Woking) che aveva fatto causa al pilota spagnolo per rottura unilaterale di contratto e chiesto 19,7 milioni di dollari di danni. La sentenza di sabato gliene concede poco più della metà, 12,2.

Come si ricorderà, la vertenza risale a fine 2022 quando Palou (che aveva ottenuto il suo primo titolo Indycar nel 2021 col Chip Ganassi Racing) aveva rotto il contratto da poco firmato con la McLaren, adducendo che la scuderia non gli aveva offerto alcuno sbocco o prospettiva per correre in F.1, come stipulato nell’accordo. Il contemporaneo arrivo in McLaren di Oscar Piastri (causando un’altra disputa giudiziaria, fra l’australiano e l’Alpine che lo aveva sotto contratto...) aveva precipitato le cose, convincendo Palou a tornare con Ganassi, e fermando di fatto la causa che la scuderia americana gli aveva intentato per il passaggio in McLaren.

Dal punto di vista sportivo, le cose si sono dipanate alla meglio per Palou, andato a vincere tre altri titoli Indycar e la 500 Miglia con Ganassi, pur a costo di dover affrontare l’inevitabile causa lanciata da Arrow McLaren. In realtà, l’Alta Corte di Londra presieduta dal giudice Simon Picken, ha emesso un verdetto più articolato, dando per buone molte delle ragioni addotte da Palou, ma riconoscendo i danni finanziari (per mancate sponsorizzazioni e premi sportivi) subiti dalla McLaren, e quantificandoli appunto in 12,2 milioni di dollari.

La sentenza è stata accolta favorevolmente dalla McLaren. “Siamo ovviamente soddisfatti che l’Alta corte abbia riconosciuto gli ingenti danni finanziari e gli inconvenienti subiti”, ha dichiarato il CEO Zak Brown. Dal canto suo, Palou ritiene che ‘’il tribunale abbia smontato completeamente le accuse rivoltemi” pur ammettendo la sua “delusione” per l’entità del risarcimento. Il pilota catalano ha affermato anche che “troppo denaro e troppo tempo sono stati dedicati a questa vicenda”, ma non ha ancora chiarito se andrà in appello.

10 Dic [17:25]

La FIA modifica la Superlicenza
Più punti per arrivare in F1

Carlo Luciani

Nel corso della giornata odierna si è tenuta a Tashkent, in Uzbekistan, l’ultima riunione dell’anno del Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA. Numerosi i temi affrontati durante l’incontro, al quale ha partecipato anche il presidente Mohammed Ben Sulayem. Tra gli argomenti più rilevanti figura la revisione del sistema di punteggio valido per ottenere la Superlicenza, con modifiche specifiche dedicate alla IndyCar.

Il nuovo schema interviene in modo significativo sulle posizioni comprese tra il terzo e il nono posto in campionato, aumentando i punti assegnati rispetto al precedente regolamento. Rimangono invariati i valori destinati ai primi due classificati: 40 punti al campione e 30 al vicecampione. La prima modifica riguarda il terzo classificato, che ora riceverà 25 punti invece dei 20 precedenti. Ancora più evidente la variazione per il quarto posto, che passa da 10 a 20 punti, raddoppiando il proprio valore.

A salire sono anche i punteggi delle posizioni successive: il quinto posto guadagnerà 15 punti invece di 8, il sesto 10 punti al posto dei 6 precedenti. La settima posizione passa da 4 a 8 punti, mentre l’ottava ne assegnerà 6, tre in più rispetto alla normativa precedente. Infine, il nono posto assegnerà 3 punti, uno in più rispetto al passato.

Questa revisione rappresenta un chiaro riconoscimento da parte della FIA verso la competitività della categoria americana. Con il nuovo sistema, la IndyCar si avvicina ulteriormente alla Formula 2, la serie che tradizionalmente attribuisce il maggior numero di punti per l’accesso alla massima categoria. Una mossa che mira a riequilibrare il peso dei diversi campionati nel percorso che conduce alla Formula 1.

Pensando alle implicazioni pratiche del nuovo sistema, torna subito alla mente la recente vicenda che ha coinvolto Colton Herta. Il pilota americano, desideroso di ottenere la Superlicenza per approdare in F1, ha scelto di lasciare la IndyCar per trasferirsi in Formula 2 con il team Hitech. Con la vecchia attribuzione di punteggi sarebbe stato costretto a chiudere la prossima stagione IndyCar almeno al sesto posto, mentre con le nuove regole gli sarebbe bastato un ottavo posto, lo stesso traguardo minimo richiesto nel campionato cadetto. Un dettaglio che fa riflettere e che porta a chiedersi se proprio questo episodio abbia contribuito a stimolare un intervento sul regolamento.


24 Nov [21:06]

Arriva Mick Schumacher
Ufficiale l’accordo con RLL

Carlo Luciani

Aveva già fatto parlare di sé negli ultimi mesi, quando lo scorso settembre ha effettuato il suo primo test al volante di una monoposto IndyCar. Ora è arrivato l’annuncio ufficiale: Mick Schumacher sarà al via della stagione 2026 della serie americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing.

Si tratta di un colpo di mercato eccezionale per il campionato, che porta nella categoria un altro ex pilota di Formula 1, per di più con un cognome prestigioso che garantirà ulteriore visibilità alla serie. Dal canto suo, il pilota tedesco avrà finalmente la possibilità di tornare alle ruote scoperte dopo la parentesi appena conclusa nel WEC con Alpine.

Schumacher non ha mai nascosto il proprio interesse nei confronti della IndyCar, soprattutto dopo il test effettuato con il team RLL lo scorso 13 ottobre. In quell’occasione l’ex pilota Haas, campione della Formula 2 2020, ha girato sul circuito stradale di Indianapolis, senza dunque provare la configurazione ovale. Nonostante ciò, aveva già dichiarato di volere affrontare un campionato completo.

L’ufficialità di oggi conferma questa intenzione: Schumacher affronterà infatti anche gli ovali, inclusa l’iconica 500 Miglia di Indianapolis, oltre alle altre cinque gare previste su tracciati non cittadini o stradali. Una scelta importante, che presumibilmente richiederà nei prossimi mesi almeno una giornata di test dedicati, vista la sua totale inesperienza su questa tipologia di piste.

Per quanto riguarda l’accordo con RLL, al momento si sa che gareggerà con il numero 47 e prenderà il posto di Devlin DeFrancesco, appiedato dalla squadra dopo aver concluso l’ultima stagione soltanto al penultimo posto in classifica. Una decisione in qualche modo già preannunciata; resta invece da capire chi occuperà il sedile della Dallara n. 18 del team Dale Coyne.

6 Nov [19:41]

Collet promosso dalla Indy NXT
Sarà al via con il team Foyt

Carlo Luciani

Proseguono gli annunci in vista della prossima stagione della IndyCar, che sarà caratterizzata da diverse novità per quanto riguarda i piloti al via. Tra queste anche il fresco ingaggio di Caio Collet da parte del team Foyt, che ha così completato la propria line-up per il 2026. Il brasiliano correrà al fianco del confermato Santino Ferrucci, andando così a sostituire David Malukas sulla Dallara n.4.

Collet, classe 2002, quest’anno ha preso parte per il secondo anno consecutivo al campionato Indy NXT, concluso al secondo posto grazie ad un percorso di costante crescita. Sono state infatti tre le vittorie ottenute nel 2025, di cui due ottenute a Laguna Seca, dove ha dominato il weekend, oltre a quella conquistata a Road America.

La sua carriera americana è iniziata meno di due anni fa, con il debutto in Indy NXT nel 2024, sempre con il team HMD, risultando anche il rookie of the year. Prima di allora, il nativo di San Paolo ha disputato tre stagioni in Formula 3, ottenendo come miglior risultato un ottavo posto finale nel 2022 con il team MP, arrivato grazie anche a due vittorie nelle Sprint Race di Budapest e Zandvoort.

Adesso per Collet si apre un nuovo capitolo in un campionato che da sempre ha visto protagonisti i colori brasiliani (Helio Castroneves, Emerson Fittipaldi, Gil de Ferran, Tony Kanaan, Cristiano da Matta). Il suo approdo nel team Foyt rappresenta uno degli ultimi annunci di mercato della prossima stagione della IndyCar, in attesa di capire chi sarà al volante della Dallara n.18 del team Coyne.

Il debutto sulla nuova monoposto è già avvenuto poco più di un mese fa in un test a Mid-Ohio, dove il brasiliano ha completato 95 giri, dichiarandosi soddisfatto della vettura. Due settimane più tardi Collet è poi tornato in azione anche ad Indianapolis in un’altra giornata di prove, che ha visto protagonista anche Mick Schumacher.

15 Ott [18:49]

Ufficiale il futuro di Veekay
Nel 2026 correrà con Juncos

Carlo Luciani

Un altro tassello del mercato piloti in vista della prossima stagione della IndyCar è stato posto. Rinus Veekay ha finalmente deciso il proprio futuro e, dopo aver già ufficializzato l’addio al team Coyne alla fine dell’ultima stagione, nel 2026 sarà ai nastri di partenza con il team Juncos Hollinger Racing. Per il pilota olandese si tratta di un ritorno alle origini, in una struttura con cui ha condiviso alcune delle prime tappe della propria carriera americana.

Il 25enne conosce molto bene la squadra fondata da Ricardo Juncos, con la quale ha già trionfato nel campionato Pro Mazda (l’attuale USF Pro 2000) nel 2018, per poi conquistare il secondo posto l’anno successivo in Indy Lights (oggi Indy NXT). Risultati che gli hanno aperto le porte dell’IndyCar, dove è approdato nel 2020 dimostrando fin da subito grande velocità sul giro secco e una particolare affinità con i circuiti cittadini. La scelta di tornare a collaborare con Juncos, dunque, è anche un modo per ritrovare un ambiente familiare, che già in passato aveva saputo valorizzarne il talento.

Nonostante la giovane età, Veekay vanta già un’esperienza di sei stagioni nella categoria americana, di cui cinque con il team Carpenter e l’ultima in forza al team Coyne, con il quale si è separato dopo soltanto un anno. Una carriera di alti e bassi finora per il pilota nativo di Hoofddorp, che ha centrato il suo unico successo in IndyCar nel 2021, sul circuito stradale di Indianapolis, imponendosi dopo una gara condotta con grande maturità. Oltre a questo risultato, l’olandese vanta altri quattro podi nella serie, di cui l’ultimo ottenuto quest’anno sul circuito cittadino di Toronto.

Nelle ultime settimane si era parlato di un possibile ingaggio da parte del team Foyt per rimpiazzare David Malukas, messo sotto contratto dal team Penske, ma alla fine è arrivata la firma con Juncos Hollinger Racing. La squadra argentina-statunitense, con l’arrivo di Veekay, spera di compiere un salto di qualità, affidandosi a un pilota veloce, esperto e dal potenziale ancora non del tutto espresso.

Il contratto firmato da Veekay riguarda soltanto la stagione 2026, ma non è da escludere una possibile estensione in futuro. L’obiettivo immediato sarà quello di migliorare la costanza di rendimento e portare la squadra più in alto. Per l’olandese, questa sarà anche un’occasione importante per rilanciare la propria carriera e mettersi in mostra agli occhi dei top team in vista delle stagioni successive.

14 Ott [14:37]

Primo test per Schumacher
Hauger il più veloce ad Indianapolis

Carlo Luciani

Annunciato già nelle scorse settimane, nella giornata di ieri (lunedì 13 ottobre) Mick Schumacher ha effettuato un test al volante di una monoposto IndyCar. Per la prima volta nel corso della sua carriera, il figlio d’arte si è calato a bordo di una Dallara DW12 del team Rahal Letterman Lanigan Racing, per di più sul circuito più iconico della serie americana, quello di Indianapolis (nella conformazione Road Course), foto sotto.

Il pilota tedesco, dopo l’esperienza maturata in Formula 1 con il team Haas tra il 2022 ed il 2023, non ha mai nascosto l’amore nei confronti delle vetture a ruote scoperte, puntando a tornare nel Circus con un ruolo da titolare. Impresa non semplice, però, in un mondo in cui le seconde possibilità capitano di rado. Ed ecco che la IndyCar potrebbe rappresentare una buona sistemazione per il futuro.

Se questa sembrava un’ipotesi campata in aria, ora questa voce si sta rafforzando sempre più. Lo stesso 26enne, infatti, nel corso della prova. ha dichiarato il suo interesse verso la categoria. Non è da escludere nemmeno un accordo con lo stesso team RLL, che lo scorso anno ha partecipato al campionato con tre vetture guidate da Graham Rahal, Devlin DeFrancesco e Louis Foster, risultato poi rookie of the year.



La scelta spetterà ad entrambe le parti, e Schumacher, dal canto suo, ha già escluso la partecipazione soltanto ad alcuni appuntamenti, anche se al momento non è interessato a disputare test sugli ovali. Ma, in caso raggiunga un accordo per correre, potrebbe cambiare idea.

Se Rahal e Schumacher metteranno nero su bianco, uno dei tre piloti titolari dovrebbe farsi da parte, pur essendo tutti già sotto contratto. A saltare potrebbe essere però Devlin DeFrancesco, che ha concluso il campionato soltanto al penultimo posto, ma per ora queste sono solo supposizioni.

Tornando invece alla giornata di test, non sono stati diffusi i risultati ufficiali, ma stando a quanto riportato da Racer, il tedesco si è ben difeso, risultando il terzo più veloce alle spalle di Dennis Hauger ed Alexander Rossi. Il campione in carica della Indy NXT è risultato il migliore dei sette piloti scesi in pista. Non si è trattato però di un debutto per il norvegese, che già ad inizio mese aveva effettuato un test con Dale Coyne a Mid-Ohio.

Oltre ad i già citati, hanno preso parte alla giornata di test ad Indianapolis anche altri piloti provenienti dalla Indy NXT: il vicecampione in carica Caio Collet, il terzo classificato Lochie Hughes e James Roe, dodicesimo al termine dell’ultima stagione. Presente anche Christian Rasmussen, unico veterano insieme a Rossi.


26 Set [16:15]

Mick Schumacher al debutto
Pronto un test ad Indianapolis

Carlo Luciani

Il richiamo delle ruote scoperte, si sa, è un debole che colpisce molti piloti, in particolare quelli dai trascorsi in Formula 1. Ne è la prova il recentissimo test di Romain Grosjean al volante della Haas VF-23 al Mugello, ma lo è anche la notizia appena annunciata che Mick Schumacher debutterà al volante di una monoposto IndyCar.

Il figlio del più celebre Michael Schumacher, che attualmente corre nel WEC con Alpine, il prossimo 13 ottobre sarà infatti al volante di una Dallara DW12 messa a disposizione dal team Rahal Letterman Lanigan per un test sul circuito stradale di Indianapolis. Un’esperienza sicuramente importante dal punto di vista promozionale, ma non solo.

Calandosi a bordo di una Dallara IndyCar, il 26enne tedesco avrà modo di provare per la prima volta una vettura a ruote scoperte della categoria americana, confrontandola con le monoposto già guidate nel corso della sua carriera, Formula 1 e Formula 2 tra tutte. Se il test dovesse andare bene, non sarebbe da escludere nemmeno un futuro nella serie a stelle e strisce.

Il cognome Schumacher è sicuramente fonte di visibilità, che potrebbe portare ad una crescita di popolarità della IndyCar. Ovviamente per ora questa resta solo una supposizione, a monte di una giornata di test organizzata dal nuovo presidente RLL Jay Frye che di certo non implica un impegno a lungo termine da nessuna delle parti.

Non è da escludere che nei prossimi anni possa nascere un reale interessamento verso una nuova avventura oltreoceano. La categoria americana rappresenta infatti per molti piloti un’occasione di rilancio, utile a costruire una carriera al di fuori dei confini europei. Per il campione di Formula 2 nel 2020, questo scenario significherebbe anche il ritorno alla guida di una monoposto a ruote scoperte dopo le due stagioni disputate in Formula 1 con il team Haas nel 2022 e nel 2023.

In attesa di sviluppi futuri, l’attenzione sarà tutta rivolta a Indianapolis il prossimo 13 ottobre. Per ora Schumacher resta concentrato sul programma nel WEC, campionato che questo fine settimana fa tappa al Fuji, circuito dove il pilota tedesco ha conquistato il suo primo podio nella serie lo scorso anno.

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