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14 Apr [19:41]

Prologo a Imola
Fuoco nella tripletta Ferrari

Michele Montesano - DPPI Images

Se il buongiorno si vede dal mattino, anche se in questo caso si tratta di tramonto, Ferrari ha tutte le carte in regola per confermarsi la squadra da battere nel FIA WEC 2026. Le 499P hanno infatti monopolizzato la scena del Prologo di Imola occupando le prime tre posizioni sia nella sessione mattutina che in quella pomeridiana caratterizzata da una pioggia intermittente. A siglare il riferimento è stato Antonio Fuco che, incurante di una pista umida e scivolosa, ha fermato le lancette del cronometro in 1’31”177.

A causa del rinvio della 1812 km del Qatar, il Mondiale Endurance ha preso il via sul tracciato intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Ma quello del Prologo è stato solamente un piccolo antipasto di ciò che vedremo nei prossimi giorni, con il piatto forte che sarà la 6 Ore di Imola di domenica prossima. Le carte in regola per poter assistere a uno spettacolo pirotecnico ci sono tutte, e le due sessioni odierne hanno lasciato intendere che la stagione 2026 del WEC sarà tutta da vivere.



Imola ha accolto i protagonisti del Mondiale Endurance con un asfalto bagnato, per via della pioggia caduta nel corso della notte. La prima sessione del Prologo, lunga tre ore e mezza, è così stata condizionata da un tracciato umido che però si è man mano asciugato lasciando spazio ai team di entrare finalmente in azione. Le Ferrari non hanno perso tempo imponendo subito il proprio ritmo, quasi a voler confermare il peso di essere i campioni in carica del WEC.

Il miglior tempo è arrivato nel finale grazie ad Antonio Giovinazzi, capace di fermare il cronometro in 1’31”586 al volante della Ferrari 499P campione del mondo divisa con Alessandro Pier Guidi e James Calado. Il pugliese ha preceduto Robert Kubica, a lungo al comando con la Ferrari del team AF Corse insieme a Yifei Ye e Phil Hanson. Terza posizione per l’altra 499P ufficiale, con Nicklas Nielsen che ha portato la vettura numero 50, condivisa con Fuoco e Miguel Molina, a meno di un secondo dalla vetta.



Alle spalle del terzetto di Maranello, il primo inseguitore è stato Norman Nato con la Cadillac V-Series.R gestita dal team Jota. A seguire René Rast sulla BMW M Hybrid V8 aggiornata a livello aerodinamico e chiamata al salto di qualità in questa stagione. Più compatto il gruppo degli inseguitori, con le due Alpine A424 di Charles Milesi e Victor Martins molto vicine tra loro. Buona prestazione da parte di Malthe Jakobsen che ha portato la Peugeot 9X8 nella parte alta della classifica. A completare la top-10 è stata l’Aston Martin Valkyrie guidata da Tom Gamble.

Più indietro le Toyota GR010 Hybrid, ancora impegnate in un lavoro di comparazione tra le diverse mescole Michelin e nel cercare il giusto bilanciamento della versione Evo del prototipo. Dopo l’addio di Porsche, Imola ha accolto il debutto ufficiale di Genesis. La squadra ha cercato di macinare più chilometri possibili e prendere confidenza con la vettura. È stato Pipo Derani l’autore del miglior tempo tra i piloti impegnati con la GMR-001 LMDh, anche se distante oltre due secondi dal leader Giovinazzi.



La sessione è stata segnata dal violento incidente di Marco Sørensen, uscito di pista al Tamburello con la Aston Martin Valkyrie. L’impatto ha causato danni importanti alla vettura, coinvolgendo sia il fondo che la carrozzeria oltre a richiedere una bandiera rossa di 20 venti minuti. Il pilota danese è uscito illeso dall’abitacolo ed è stato trasportato al centro medico per controlli precauzionali. Da segnalare anche un problema tecnico per la BMW di Raffaele Marciello e Kevin Magnussen, costretta a fermarsi dopo appena 26 giri per la sostituzione del motore chiudendo, così, la sessione nelle ultime posizioni.

Anche in LMGT3 è stata la Ferrari a dettare il passo. Autore di 1’42”875, Alessio Rovera è stato il più rapido della sessione mattutina. Al volante della 296 GT3 Evo, divisa con François Hériau e Simon Mann, il varesino ha preceduto la McLaren 720S GT3 di Finn Gehrsitz. Terzo crono per la Corvette Z06 GT3.R di Nicky Catsburg.



Come da tradizione della categoria, i distacchi sono stati minimi con diversi costruttori racchiusi in pochi decimi. Dan Harper, quarto, è stato il più rapido al volante della BMW M4 GT3. Mentre a completare la top-5 di classe è stato l’alfiere dell’Iron Lynx Maxime Martin che ha piazzato la Mercedes AMG GT3 a soli tre decimi dal riferimento fatto segnare da Rovera.

Anche nel pomeriggio, con altre quattro ore e mezza di test a disposizione, il copione non è cambiato. Le condizioni sono rimaste instabili, con pioggia intermittente e temperature basse, ma la Ferrari ha confermato la propria superiorità occupando nuovamente le prime tre posizioni.



Il miglior tempo assoluto della giornata è stato firmato da Fuoco che, con un crono di 1’31”177, ha abbassato di circa quattro decimi il riferimento stabilito al mattino da Giovinazzi. Alle spalle del calabrese si è confermato Kubica, sulla 499P di AF Corse, mentre Giovinazzi ha chiuso terzo segnando il suo miglior tempo già nelle prime fasi della sessione.

Rispetto alla mattina, la BMW si è mostrata più competitiva con Robin Frijns che ha strappato il quarto crono a poco più di mezzo secondo dalla vetta. Mentre l’altra M Hybrid V8 è tornata in pista, dopo il cambio al motore, chiudendo ottava grazie a Magnussen. Le Alpine hanno consolidato la loro presenza nelle posizioni di vertice con Jules Gounon e Charles Milesi, separati da appena pochi millesimi, mentre Loic Duval ha portato la Peugeot 9X8 al settimo posto.



Ancora in ombra Toyota, con Sebastien Buemi nono e miglior rappresentante del marchio giapponese. Situazione più complicata per Aston Martin, che nel pomeriggio ha potuto schierare soltanto una Valkyrie con Harry Tincknell che ha chiuso dodicesimo. La vettura incidentata al mattino ha invece richiesto la sostituzione del telaio e così non è potuta tornare in pista.

Le Cadillac del team JOTA sono rimaste fuori dalla top ten. Trediciesimo, Earl Bamber è stato il migliore dei due equipaggi. Genesis ha continuato il proprio programma di apprendistato completando un totale di 204 giri, a cui si sommano le 152 tornate mattutine. Mathieu Jaminet, autore di un crono di 1’33”618, è risultato il più rapido della squadra.



Cambio al vertice in classe LMGT3. Fresco di investitura di pilota di riserva dell’Hypercar e della vittoria della 1000 km del Paul Ricard, Mattia Drudi ha portato l’Aston Martin Vantage GT3 in vetta alla classifica. Con un crono di 1’42”698, il riminese ha segnato il miglior tempo assoluto del Prologo nella categoria. Rovera ha confermato la competitività della Ferrari chiudendo a pochi centesimi, mentre la McLaren di Tom Fleming e la Corvette di Charlie Eastwood si sono mantenute a ridosso.

La sessione pomeridiana è stata interrotta da alcune neutralizzazioni, tra cui una bandiera rossa causata da un’uscita di pista della Lexus RC F GT3 di José Maria Lopez alla curva Acque Minerali e un’altra breve sospensione per un problema tecnico legato ai sensori in pista. Ora per i team una pausa di due giorni, prima di tornare in pista venerdì e affrontare le prove libere del primo appuntamento stagionale del FIA WEC.

Martedì 14 aprile 2026, 1° turno mattina

1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"586 - 89
2 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'31"683 - 96
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'32"568 - 82
4 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"888 - 88
5 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'32"908 - 97
6 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"915 - 72
7 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'32"984 - 87
8 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'33"011 - 86
9 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'33"072 - 82
10 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'33"075 - 79
11 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'33"153 - 97
12 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'33"168 - 99
13 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'33"231 - 100
14 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'33"710 - 53
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"968 - 86
16 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'34"139 - 66
17 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'42"875 - 81
18 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'42"913 - 85
19 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"979 - 58
20 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"081 - 52
21 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"120 - 57
22 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"247 - 63
23 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"289 - 79
24 - Newell-Pauwells-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"347 - 75
25 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"374 - 63
26 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"525 - 74
27 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"595 - 92
28 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"596 - 71
29 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"611 - 90
30 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'43"670 - 86
31 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'43"936 - 25
32 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'43"948 - 83
33 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"984 - 61
34 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'44"345 - 58
35 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'45"585 - 41

Martedì 14 aprile 2026, 2° turno pomeriggio

1 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"177 - 93
2 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'31"303 - 97
3 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"375 - 96
4 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'31"709 - 116
5 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'31"872 - 105
6 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'31"876 - 99
7 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'32"106 - 127
8 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'32"204 - 105
9 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'32"409 - 117
10 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'32"468 - 138
11 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'32"487 - 142
12 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'32"593 - 53
13 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"613 - 119
14 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"937 - 96
15 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"618 - 98
16 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"707 - 106
17 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'42"698 - 86
18 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'42"749 - 64
19 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'42"814 - 78
20 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"826 - 82
21 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"876 - 79
22 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'42"959 - 116
23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"051 - 73
24 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"078 - 91
25 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'43"098 - 83
26 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"142 - 51
27 - Newell-Pauwells-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"224 - 83
28 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"312 - 116
29 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"465 - 43
30 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'43"627 - 47
31 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"776 - 123
32 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"793 - 68
33 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"828 - 64
34 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'44"414 - 64
35 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - nessun tempo
10 Apr [19:26]

Lynn operato al collo, sarà
assente alle gare di Imola e Spa

Michele Montesano - DPPI Images

Il team Jota dovrà fare a meno di Alex Lynn per le prime due tappe stagionali del FIA WEC. A causa di un intervento programmato al collo, resosi necessario per risolvere un problema fisico che si trascinava ormai dalla fine del 2024, il pilota britannico della Cadillac salterà le gare di Imola e Spa.

Nonostante il fastidio fosse stato gestito per l’intera scorsa stagione, oltretutto senza influire sulle prestazioni in pista, la squadra e Lynn hanno deciso di intervenire prima dell’inizio del campionato. Scelta che garantirà una condizione fisica ottimale al pilota per il resto della stagione. L’operazione, definita di lieve entità, è stata eseguita con successo e ora il britannico è chiamato a un periodo di convalescenza.

A Imola, primo appuntamento dell’anno che andrà in scena il prossimo fine settimana, la Cadillac V-Series.R LMDh numero 12 sarà quindi affidata alla coppia composta da Will Stevens e Norman Nato. Situazione che si rifletterà anche sull’altra vettura del team, la numero 38, che vedrà in azione soltanto Sébastien Bourdais ed Earl Bamber.

In questo caso peserà l’assenza di Jack Aitken, impegnato in contemporanea nel campionato IMSA SportsCar Championship a Long Beach. Se il britannico tornerà nel team Jota già in occasione della 6 Ore di Spa, in programma il prossimo 9 maggio, Lynn dovrà pazientare ancora un po’. L’obiettivo è quello di salire nuovamente sulla Cadillac in occasione della 24 Ore di Le Mans di metà giugno.
23 Mar [20:09]

Famin nominato vicedirettore
delle competizioni di ACO

Michele Montesano - XPB Images

Il riposo può attendere. Pochi giorni dopo aver lasciato l’incarico di vicepresidente di Alpine Motorsport, Bruno Famin è stato nominato vicedirettore delle competizioni di ACO. Non ha preso tempo l’ingegnere francese, tant’è vero che assumerà l’incarico con effetto immediato già da domani 24 marzo 2026.

All’interno della struttura dell’Automobile Club de l’Ouest, Famin sarà chiamato a supervisionare gli aspetti tecnici e sportivi di tutte le attività della federazione francese. In pratica oltre ad occuparsi del FIA WEC e della 24 Ore di Le Mans, il transalpino lavorerà anche sulla European Le Mans Series, l’Asian Le Mans Series e la Le Mans Cup. Famin andrà quindi ad affiancare il direttore delle competizioni Thierry Bouvet.

Uno degli aspetti chiave del nuovo incarico riguarda il rapporto diretto con i costruttori, oggi più che mai centrali nel definire gli equilibri attuali del Mondiale Endurance. Proprio in questo contesto, l’esperienza di Famin si potrà rivelare cruciale per gestire i rapporti con le varie Case automobilistiche. Parallelamente, il manager francese sarà coinvolto in prima linea nello sviluppo dei regolamenti tecnici e sportivi del futuro, lavorando a stretto contatto con la FIA per definire il quadro normativo che entrerà in vigore dopo il 2032.

Pierre Fillon, Presidente ACO, ha accolto così il nuovo arrivato: "È con grande piacere che do il benvenuto a Famin. Il suo arrivo segna una tappa fondamentale per la nostra istituzione. Con una carriera illustre e una visione strategica per l’automobilismo agonistico di alto livello, Famin ha dimostrato la sua eccellenza ricoprendo ruoli chiave. Sia come responsabile di Peugeot Sport che all’interno della FIA e, più recentemente, come direttore dei programmi di F1 ed Endurance presso Alpine. Grazie alla sua competenza tecnica, apporterà senza dubbio una preziosa conoscenza al nostro dipartimento tecnico e sportivo”.
20 Mar [12:48]

Famin lascia Alpine, ma non
si fermano i test della A424 LMDh

Michele Montesano

C’era da aspettarselo e l’ufficialità era solamente questione di tempo. Come scritto qualche settimana fa, a seguito della chiusura del programma nel FIA WEC di Alpine, Bruno Famin ha concluso la sua avventura con il costruttore francese. A rilevare l’incarico di vicepresidente del reparto Motorsport Alpine sarà Axel Plasse, già impegnato con un incarico di parigrado in Alpine Tech.

Arrivato nel 2022 come executive director di Alpine Racing, Famin aveva assunto un ruolo chiave nella gestione non solo del progetto Hypercar nel Mondiale Endurance, ma anche delle attività legate alla Formula 1 e al programma rally raid del marchio Dacia. Nel 2023 era stato poi nominato vicepresidente motorsport consolidando ulteriormente il proprio peso all’interno dell’organigramma. La sua uscita arriva a distanza di poche settimane dalla doppia chiusura del programma WEC con Alpine e Dacia nel Mondiale Rally-raid.



Come già riportato, a raccogliere il testimone sarà Plasse, già vicepresidente di Alpine Tech e figura da tempo coinvolta nel progetto Endurance. Il manager francese, entrato nel suo attuale ruolo lo scorso settembre, aveva di fatto già assunto la guida del sito di Viry-Châtillon supervisionando le attività tecniche del marchio. Con l’uscita di Famin, Plasse amplia ulteriormente le proprie responsabilità e lavorerà a stretto contatto con il Team Principal Philippe Sinault per guidare la squadra in questa ultima stagione nel WEC.

Nonostante la chiusura del programma Hypercar, Alpine ha proseguito a lavorare sulla sua A424 LMDh. Recentemente ha completato una sessione di test sul circuito di Alcaniz, proseguendo il lavoro iniziato nelle precedenti sessioni sui tracciati di Paul Ricard e Portimão. Il focus principale è stato rivolto all’ottimizzazione del pacchetto tecnico della vettura in configurazione 2026, con particolare attenzione all’aerodinamica, alla comprensione degli pneumatici Michelin di nuova generazione e all’affidabilità.



Il test spagnolo è stato affrontato con le due Alpine che prenderanno parte al campionato e la formazione al completo, inclusi i due nuovi arrivati Antonio Félix da Costa e Victor Martins. Ricordiamo che il portoghese affiancherà Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, mentre Martins sarà al via con Jules Gounon e Frederic Makowiecki. In totale sono stati percorsi oltre 3000 km per verificare la correlazione dati tra la simulazione e le condizioni reali trovate in pista.

Dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nella scorsa stagione con il punto più alto rappresentato dalla vittoria della 6 Ore del Fuji, oltre ad altri tre podi conquistati nel corso del campionato, l’obiettivo di Alpine è quello di concludere la sua avventura nel Mondiale Endurance nel migliore dei modi e, perché no, puntare al trionfo della 24 Ore di Le Mans.
13 Mar [19:39]

Rivisto il calendario 2026
Il Qatar spostato a ottobre

Michele Montesano - DPPI Images

Quest’oggi è stato ufficializzato il nuovo calendario della stagione 2026 del FIA WEC. A seguito della complessa situazione geopolitica in Medio Oriente, poco più di una settimana fa era stato deciso di rinviare la 1812 km del Qatar, tappa inaugurale del Mondiale Endurance, a data da destinarsi. Ora finalmente è stata trovata una collocazione. Il tracciato di Lusail ospiterà il penultimo appuntamento stagionale il prossimo ottobre.

Come già scritto, a ereditare l’onore di aprire il campionato WEC sarà quindi Imola. Il circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari ospiterà dapprima il prologo, previsto il 14 aprile, e il seguente fine settimana la 6 Ore di Imola. Le ostilità si sposteranno poi a Spa-Francorchamps. In programma il 9 maggio, la gara belga farà da prova generale in vista dell’evento clou dell’anno, vale a dire la 24 Ore di Le Mans, in scena il 13 e 14 giugno.

Conclusa la stagione europea, il Mondiale Endurance varcherà l’Oceano Atlantico per approdare in Brasile con la 6 Ore di San Paolo, in programma il 12 luglio sul circuito di Interlagos. Terminata la pausa estiva, sarà poi la volta di Austin, in Texas, per la Lone Star Le Mans in scena il 6 settembre. Il WEC si trasferirà poi in Giappone, per la 6 Ore del Fuji, nel weekend del 27 settembre.

Il gran finale andrà in scena in Medio Oriente. Dapprima toccherà alla 1812 km del Qatar, riprogrammata il fine settimana del 24 ottobre, e poi sarà la volta della 8 Ore del Bahrain. Come ormai da tradizione spetterà al circuito di Sakhir, il weekend del 7 novembre, ospitare l’ultima tappa della stagione del Mondiale Endurance 2026.

Il calendario del FIA WEC 2026

14 aprile - Prologo Imola
19 aprile - 6 Ore di Imola
9 maggio - 6 Ore di Spa-Francorchamps
13-14 giugno - 24 Ore di Le Mans
12 luglio - 6 Ore di San Paolo
6 settembre - Lone Star Le Mans - Austin
27 settembre - 6 Ore del Fuji
24 ottobre - 1812 km del Qatar
7 novembre - 8 Ore del Bahrain
6 Mar [20:34]

Imola ospiterà anche il Prologo
Attività previste il prossimo 14 aprile

Michele Montesano - DPPI Images

Imola sarà a tutti gli effetti la tappa di apertura del FIA WEC 2026. Dopo che nei giorni scorsi la 1812 km del Qatar è stata spostata a data da destinarsi, la gara in riva al Santerno è diventata automaticamente la prima della prossima stagione del Mondiale Endurance. Tuttavia c’erano ancora le ultime riserve da sciogliere in merito al Prologo. Nebbia diradata quest’oggi con la conferma che anche i test si svolgeranno sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari.

Se l’attività in pista della 6 Ore di Imola è prevista da venerdì 17 a domenica 19 aprile, il Prologo è stato fissato il giorno 14. Martedì i team che schierano nel WEC le Hypercar e le LMGT3 avranno a disposizione un totale di otto ore, suddivise in tre ore e mezza la mattina e quattro e mezza al pomeriggio. Anche se per un solo giorno, anziché i due previsti originariamente sul circuito di Lusail, il test sarà importante per squadre e piloti che faranno gli ultimi ritocchi in vista dell’avvio stagionale.

La scelta di ridurre il Prologo a una sola giornata si è resa obbligatoria in quanto il fine settimana del 12 aprile diversi piloti saranno impegnati sia nella prima tappa della European Le Mans Series, a Montmelò, che nella gara inaugurale del GT World Challenge Europe Endurance Cup a Le Castellet. Optando per la data di martedì 14, l’organizzazione darà la possibilità a tutti di presentarsi a Imola senza affanno. Mercoledì sarà quindi la giornata di riposo, prima di tuffarsi a capofitto nel weekend di gara.
3 Mar [19:34]

Rinviata la 1812 km del Qatar
La stagione 2026 inizia da Imola

Michele Montesano - DPPI Images

Ora è arrivata l’ufficialità e la tanto temuta notizia si è tramutata in realtà. Solamente ieri, vista la complessa situazione geopolitica che imperversa in Medio Oriente, avevamo scritto di una più che concreta ipotesi di cancellazione o rinvio della 1812 km del Qatar. Il FIA WEC ha scelto per la seconda ipotesi spostando la gara sul tracciato di Lusail a data da destinarsi. Spetterà quindi alla 6 Ore di Imola l’onore di aprire la stagione 2026 del Mondiale Endurance nel fine settimana del 19 aprile.

La decisione è maturata dopo giorni di crescente instabilità nell’area del Golfo, innescata da una serie di operazioni militari che hanno coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, con conseguenti ritorsioni che hanno interessato diversi Paesi della regione, tra cui Qatar e Bahrain. In questo contesto, le autorità del Paese hanno sospeso per un periodo indefinito le manifestazioni sportive sul proprio territorio, una scelta che ha inevitabilmente travolto anche il primo appuntamento del WEC, oltre al tradizionale Prologo previsto nei giorni precedenti la gara.

Il circuito di Lusail aveva siglato nel 2022 un accordo pluriennale con il campionato, valido dal 2024 ad almeno il 2029, per ospitare l’evento di apertura della stagione. Tuttavia, in una fase segnata da tensioni internazionali e incertezze logistiche, la priorità è stata inevitabilmente la sicurezza di team, piloti e addetti ai lavori. Alla luce di questo accordo, la 1812 km del Qatar non è stata cancellata ma posticipata.

L’intenzione è quella di riprogrammare la gara nella seconda metà della stagione. L’ipotesi più concreta è quella di collocarla prima della 8 Ore del Bahrain, prevista a inizio novembre, così da consentire alle squadre di rimanere nell’area mediorientale e ottimizzare costi e logistica. Una scelta quasi obbligata anche per la presenza, a fine novembre, del Gran Premio di Formula 1 del Qatar, che ridurrebbe ulteriormente lo spazio a disposizione per organizzare altri eventi.

Anche dal punto di vista logistico la situazione è alquanto complessa. Diversi team avevano già spedito auto e parte del materiale verso Doha e ora dovranno gestire il recupero delle attrezzature in un contesto decisamente complicato, tra spazi aerei soggetti a restrizioni e rotte commerciali incerte. Resta, inoltre, da chiarire se il Prologo verrà spostato a Imola, nei giorni precedenti la gara, o se verrà del tutto cancellato. Situazione quest’ultima che non gioca a favore dei nuovi arrivati, come Genesis.
2 Mar [13:02]

Avvio stagionale in Qatar a rischio?
Monitorato il conflitto in Medio Oriente

Michele Montesano - DPPI Images

Gli addetti ai lavori del FIA WEC guardano con crescente attenzione quanto sta accadendo in Medio Oriente. Manca sempre meno alla 1812 km del Qatar, gara inaugurale della stagionale 2026 che andrà in scena a fine marzo sul tracciato di Lusail. Ma, in un contesto geopolitico estremamente complesso, l’avvicinamento al primo round del Mondiale Endurance è inevitabilmente passato in secondo piano rispetto agli sviluppi di una crisi che nelle ultime ore ha assunto proporzioni sempre più ampie.

L’escalation è legata all’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele in Iran, iniziata sabato e culminata con l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri esponenti del regime. A questa offensiva sono seguite ritorsioni che hanno coinvolto diversi Paesi dell’area del Golfo, compreso il Qatar. A Doha sono state segnalate esplosioni legate a tentativi di intercettazione di missili e droni, con detriti caduti anche in zone residenziali, mentre attacchi sono stati confermati in Bahrain e negli Emirati Arabi Uniti.

La situazione ha portato alla chiusura dello spazio aereo e alla sospensione delle attività aeroportuali in vari scali della regione, inclusi gli aeroporti internazionali di Dubai e di Abu Dhabi, entrambi danneggiati dai raid. Le conseguenze, in seconda battuta, si sono riversate anche sulla Formula 1. Infatti, oltre ad annullare il t
est della Pirelli per gli pneumatici da bagnato, gli addetti ai lavori si sono ritrovati a dover cambiare rotta per recarsi in Australia, dove questo fine settimana scatteranno i campionati di F1, F2 e F3.

In questo scenario estremamente caotico, con sviluppi che cambiano di ora in ora, il WEC ha scelto una linea improntata alla prudenza e al monitoraggio costante. Il Prologo è attualmente in programma il 22 e 23 marzo sul circuito di Lusail, mentre il weekend di gara dovrebbe disputarsi dal 26 al 28 marzo. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo, perché tutto dipenderà dall’evoluzione della crisi nelle prossime settimane.

Attraverso una nota ufficiale, i vertici del campionato hanno chiarito la propria posizione: “Il FIA WEC sta monitorando attentamente la situazione in Medio Oriente, con un processo di valutazione rigorosa in corso da diverse settimane. La sicurezza dei nostri concorrenti, del personale e dei tifosi rimane la nostra priorità assoluta. Di conseguenza, la direzione è in costante e diretta comunicazione con le autorità competenti del Qatar. Continueremo a valutare la situazione quotidianamente. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati se necessario”.

Al momento non è stata presa alcuna decisione ufficiale su un eventuale rinvio o spostamento della gara. Tra le ipotesi sul tavolo vi sarebbe quella di posticipare l’evento qatariota più avanti nel calendario, magari accorpandolo al round finale in Bahrain. Oppure sostituirlo con una tappa europea che possa aprire la stagione prima del secondo appuntamento, già previsto a metà aprile a Imola. Tuttavia, ogni valutazione è strettamente legata alla stabilità del quadro politico e militare nell’area.

La complessità organizzativa rappresenta un ulteriore fattore determinante. Diverse squadre hanno già inviato vetture e materiali in Medio Oriente e alcuni costruttori della categoria Hypercar hanno recentemente effettuato test proprio sul tracciato di Lusail. Altre sessioni erano previste a breve in Bahrain. Riportare in Europa l’intero materiale via aerea, nel caso si decidesse di modificare il calendario, potrebbe rivelarsi complicato sia dal punto di vista logistico che sotto il profilo delle tempistiche, considerata anche la vicinanza con la tappa italiana.

Ma tale situazione non incide solamente sul Mondiale Endurance. Il rischio di un effetto domino sul calendario internazionale dell’intero Motorsport è più che concreto, specie in una fase dell’anno in cui diverse gare si svolgeranno proprio sul suolo mediorientale.
12 Feb [18:23]

Alpine abbandona a fine 2026
Programma non più sostenibile

Michele Montesano - DPPI Images

Il FIA WEC perderà un altro protagonista al termine della stagione 2026. Dopo settimane di indiscrezioni e voci sempre più insistenti, è arrivata l’ufficialità. Alpine chiuderà il proprio programma Hypercar con la A424 LMDh che andrà in pensione anticipata alla fine di quest’anno. I vertici del marchio francese, appartenente al Gruppo Renault, hanno così messo fine a un progetto che è durato appena tre stagioni.

La decisione rappresenta uno dei primi grandi atti strategici del nuovo corso Renault guidato dall’Amministratore Delegato François Provost, subentrato a Luca De Meo nel luglio 2025. Proprio sotto la gestione del manager italiano, Alpine aveva costruito il proprio rilancio sportivo, passando dal coinvolgimento con Signatech in LMP2 e LMP1 fino allo sviluppo della A424 LMDh, prototipo realizzato su telaio Oreca e spinto dal motore Mecachrome.



Il cambio di rotta, come già sottolineato in precedenza, è legato a una revisione delle priorità industriali del marchio. L’obiettivo è quello concentrare risorse e investimenti sui programmi ritenuti strategici per il futuro, in un contesto di mercato più complesso rispetto alle previsioni stilate solamente pochi anni fa.

Philippe Krief, CEO di Alpine, ha spiegato così la scelta: “Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili per proteggere le ambizioni a lungo termine di Alpine. Da un lato, l'industria automobilistica, e in particolare il mercato dei veicoli elettrici, sta crescendo più lentamente del previsto. Dall'altro lato, per avere successo a lungo termine dobbiamo continuare a investire nel portafoglio prodotti e nel marchio Alpine. Il risultato è che dobbiamo intraprendere azioni decisive per creare un marchio con un futuro sostenibile”.



Parole che fotografano un momento delicato per l’intero settore automotive europeo, stretto tra transizione elettrica, rallentamento della domanda e pressioni sui margini. In questo scenario, l’impegno nel WEC, pur prestigioso e tecnicamente rilevante, è stato ritenuto non più sostenibile. La Formula 1 diventa quindi l’unico sbocco sportivo per Alpine, che nel frattempo ha già avviato una nuova fase tecnica con il passaggio alle power unit Mercedes.

Proprio tale scossone aveva anticipato il disimpegno progressivo di Alpine da Viry-Châtillon e ridimensionato il ruolo dello storico polo motoristico francese. Non sono mancate le reazioni a livello locale con Jean-Marie Vilain, sindaco della cittadina transalpina, che ha espresso forte preoccupazione per l’impatto occupazionale di tale decisione parlando di promesse non mantenute da parte di Renault.



A raffreddare gli animi ci ha pensato Axel Plasse, Vice Presidente di Alpine Tech, che ha spiegato il nuovo indirizzo organizzativo: “Abbiamo lavorato duramente per definire la nuova struttura e organizzazione di Alpine Tech per garantire che la nuova configurazione ci consenta di concentrarci completamente sulle competenze innovative e all'avanguardia della nostra forza lavoro e di offrire servizi per nuovi progetti e attività”.

Parole che, pur in un contesto di ridimensionamento sportivo, cercano di rassicurare sul futuro del sito. Dopo la chiusura del reparto motori di Formula 1, avvenuto nel 2024, e la conclusione del programma Hypercar nel Mondiale Endurance resta però da capire quale sarà il futuro dello stabilimento di Viry-Châtillon e degli uomini che vi lavorano.
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