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17 Mag [17:02]

Monte Carlo – Gara 2
Rowland vince di strategia e si rilancia

Michele Montesano

Il campione è tornato a ruggire. Sulle stradine di Monte Carlo Oliver Rowland ha conquistato il suo primo successo stagionale in Formula E. Vincendo l’E-Prix di Monaco, l’inglese della Nissan non solo si è sbloccato ma ha anche rilanciato le sue ambizioni per tentare di confermarsi campione della serie elettrica. Infatti, grazie al trionfo nel Principato, Rowland è ora balzato al secondo posto nella classifica iridata. In una gara condizionata dalle penalità, a completare il podio sono stati Felipe Drugovich e Antonio Felix Da Costa.

Guidato dal muretto box Nissan, Rowland ha costruito la vittoria sia grazie ad una perfetta gestione dell’energia che nell’uso dell’Attack Mode. Partito ottavo, il campione in carica della Formula E ha infatti preservato la batteria nella prima frazione di gara e, approfittando delle lotte dinanzi a lui, ha guadagnato anche diverse posizioni portandosi in top-5.



Il guizzo decisivo è arrivato nelle ultime tornate. Quando Rowland, disponendo di una maggior carica residua, ha rotto gli indugi dapprima per salire in zona podio, a meno di otto giri dalla bandiera a scacchi, e poi prendere le redini della gara sfruttando il secondo Attack Mode. Neppure l’ultima Full Course Yellow ha impensierito l’inglese che alla ripartenza, avvenuta al penultimo giro, ha preso il largo andando a tagliare per primo il traguardo.

Sebbene sia transitato sotto la bandiera a scacchi al secondo posto, Edoardo Mortara è poi scivolato quinto. L’italiano-svizzero della Mahindra è infatti stato sanzionato di dieci secondi per aver mandato in testacoda Da Costa nel corso del primo giro. In bagarre con Jean-Eric Vergne, Mortara è arrivato lungo alla chicane del porto picchiando il muso della sua monoposto contro il posteriore dell’incolpevole portoghese della Jaguar.



Scivolato sedicesimo, Da Costa ha approfittato della prima FCY, causata da Norman Nato, per risalire in classifica. Al termine di una spettacolare rimonta, il portoghese ha così conquistato il terzo gradino del podio alle spalle di Felipe Drugovich. Proprio il brasiliano ha ottenuto il suo miglior piazzamento in Formula E. Sebbene abbia chiuso fuori dal podio, Mitch Evans ha di che essere felice. Complice la debacle degli avversari, il neozelandese della Jaguar ha ulteriormente consolidato il primato in classifica generale.

Quinta piazza per Mortara che ha preceduto la Andretti di Jake Dennis. Dopo aver fatto capolino in vetta all’E-Prix, sfruttando per primo l’Attack Mode, Nico Müller ha poi chiuso al settimo posto seguito da Joel Eriksson, al volante della Envision Raicing, e dal vincitore della gara di ieri Nyck De Vries. L’olandese della Mahindra ha pagato a caro prezzo una qualifica poco incisiva. 

 
Al contrario Lucas Di Grassi è riuscito a ribaltare una gara che l’ha visto scattare dall’ultima fila per poi tagliare il traguardo in top-10. Weekend da dimenticare per Pascal Wehrlein, rimasto a secco di punti anche oggi. Penalizzato di cinque secondi per non aver rispettato la velocità in regime di FCY, il poleman Dan Ticktum ha terminato l’E-Eprix di Monaco quattordicesimo davanti a Taylor Barnanrd, a sua volta sanzionato di dieci secondi per aver spedito contro le barriere Norman Nato.

Domenica 17 maggio, gara 2

1 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 28 giri
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1"165
3 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 3"448
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 10"442
5 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 10"891
6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 17"854
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 18"073
8 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 18"380
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 18"950
10 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 19"622
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 19"895
12 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 21"119
13 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 29"160
14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 41"244
15 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 45"359
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 54"175
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'06"715
18 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'08"041

Giro più veloce: Jean-Eric Vergne 1'27"891

Ritirati
Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro
Norman Nato (Nissan) - Nissan

Il campionato piloti
1.Evans 128 punti; 2.Rowland 109; 3.Mortara 103; 4.Wehrlein 101; 5.Müller 81; 6.Da Costa 80; 7.Dennis 74; 8.Cassidy 71; 9.Buemi 65; 10.De Vries 41.
17 Mag [12:28]

Monte Carlo – Qualifica 2
Ticktum irresistibile concede il bis

Michele Montesano

A distanza di ventiquattro ore è ancora Dan Ticktum il più veloce sulle strade di Monte Carlo. L’inglese della Cupra Kiro Racing si è ripetuto siglando nuovamente la pole position dell’E-Prix di Monaco, decimo appuntamento stagionale di Formula E. Ticktum si è così riscattato del brutto finale della gara di ieri che l’ha visto penalizzato per aver colpito, negli ultimi giri, la Jaguar di Antonio Felix Da Costa.

Ironia della sorte, la finale della qualifica odierna ha visto contrapposti proprio l’inglese e il portoghese. Questa volta Ticktum non si è fatto cogliere impreparato stampando il riferimento in 1’22”222, oltre tre decimi meglio della pole fatta registrare ieri. L’alfiere della Cupra Kiro ha, inoltre, staccato di quasi sette decimi Da Costa che non è riuscito minimamente a impensierirlo. Spetterà ora a Ticktum capitalizzare al meglio la pole puntando alla vittoria.



A scattare dalla seconda fila saranno Edoardo Mortara e Jean-Eric Vergne. In netta ripresa, per entrambi si tratta di una qualifica degna di nota. L’italo-svizzero della Mahindra ieri aveva accusato noie sulla monoposto terminando nelle ultime file, lo stesso Vergne nel primo E-Prix non aveva particolarmente brillato. A seguire un sempre consistente Felipe Drugovich, eliminato ai quarti da Ticktum, e Taylor Barnard al volante della DS Penske.

Scatterà dalla settima piazzola Mitch Evans. Salito al comando della graduatoria generale, il neozelandese della Jaguar è stato battuto nei quarti per due decimi da Mortara. Bicchiere mezzo pieno per il portacolori della Nissan Oliver Rowland. Il campione in carica della Formula E prenderà il via dall’ottava casella, anche se è stato sconfitto di tre decimi da Vergne ai quarti di finale.



Sempre restando nel box Nissan, Norman Nato è stato il primo a non accedere nella fase a duelli per appena 17 millesimi. Il francese prenderà il via al fianco di Pepe Martí, fresco del primo podio conquistato in Formula E. Questa volta le Porsche ufficiali non hanno particolarmente brillato. Nico Müller scatterà undicesimo, mentre Pascal Wehrlein solamente quattordicesimo. In particolare il tedesco ha lamentato una monoposto troppo scivolosa per via della scarsa aderenza.

Tra le due Porsche si sono infilati Max Günther, su DS Penske, e l’alfiere della Andretti Jake Dennis. Male anche il vincitore dell’E-Prix di ieri Nyck De Vries che partirà quindicesimo davanti le Envision Racing di Joel Eriksson e Sebastien Buemi. A completare la griglia Nick Cassidy, poco a suo agio con la Citroën sul circuito monegasco, e le due Lola Yamaha di Lucas di Grassi e Zane Maloney.

Domenica 17 maggio, qualifica 2

1 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'26"222
2 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'26"898

3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'26"414 - Semifinale A
4 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'26"596 - Semifinale B

5 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'26"620 - Quarti A
6 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'26"733 - Quarti B
7 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'26"768 - Quarti A
8 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'26"906 - Quarti B

9 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'28"690 - A
10 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'28"832 - B
11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'28"742 - A
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'28"872 - B
13 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'28"821 - A
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'28"888 - B
15 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'28"894 - A
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'28"970 - B
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'29"075 - A
18 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'29"010 - B
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'29"663 - A
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'29"303 - B
16 Mag [16:48]

Monte Carlo – Gara 1
De Vries rompe il digiuno

Michele Montesano

Ritorno al successo per Nick De Vries. Il campione di Formula E della stagione 2020-21 ha finalmente rotto una lunga assenza dal primo gradino del podio conquistando l’E-Prix di Monte Carlo. Oltre all’olandese a festeggiare c’è anche il team Mahindra, vincente dopo un digiuno lungo cinque anni. A sorridere anche Mitch Evans che, grazie al secondo posto, è riuscito a conquistare il comando della classifica generale. Dolce-amaro il podio per Cupra Kiro che ha visto Pepe Martí ereditare il terzo posto a seguito della penalità inflitta al compagno di squadra Dan Ticktum.

Proprio l’inglese è stato il protagonista della prima metà di gara. Scattato dalla pole, Ticktum ha gestito magistralmente sia la partenza che il successivo restart, avvenuto al sesto giro dopo la neutralizzazione a seguito del contato tra Nick Cassidy e Jake Dennis all’uscita del tunnel. Ad avere la peggio è stato l’inglese dell’Andretti costretto al ritiro, mentre Cassidy ha ricevuto una penalità di 10 secondi per aver spinto l’avversario contro il muro.



Ticktum ha proseguito indisturbato la sua marcia fino al diciannovesimo passaggio, quando è rientrato ai box per effettuare il Pit Boost. La scelta di posticipare la sosta, però, non si è rivelata efficace e l’inglese della Cupra Kiro è tornato in pista solamente quarto. Ticktum si è così ritrovato dietro De Vries, Evans e Antonio Felix Da Costa. Proprio quest’ultimo, scattato dall’ottava piazzola, ha optato per una strategia differente dando prima fondo all’Attack Mode, per poi effettuare la sosta.

Potendo sfruttare la potenza extra, Ticktum ha quindi sorpassato facilmente Da Costa salendo in terza piazza. Ma, esaurito il boost, l’inglese si è ritrovato con le spalle scoperte. Da Costa ne ha immediatamente approfittato tentando il sorpasso a due giri dalla bandiera scacchi. Il portoghese ha provato ad infilarsi alla chicane del porto, ma Ticktum ha chiuso la traiettoria facendo impattare Da Costa contro il guardrail. La Jaguar ha perso la posteriore sinistra costringendo il portoghese al ritiro, mentre Ticktum è stato sanzionato di 33 secondi (l’equivalente di un drive through) per la manovra.



Secondo allo spegnimento dei semafori, De Vries ha corso la prima metà dell’E-Prix di Monaco in scia al poleman Ticktum. Non riuscendo a sorpassare la Cupra Kiro in pista, il muretto Mahindra ha optato per una sosta anticipata. L’olandese è stato richiamato ai box al sedicesimo passaggio, lo stesso di Evans, per poi sbucare al comando della corsa al termine del valzer delle soste. De Vries ha quindi gestito il pressing di Evans prima di prendere il largo e vincere con un margine di superiore ai due secondi e mezzo sul neozelandese della Jaguar.

Il contatto sul finale tra Ticktum e Da Costa ha lasciato spazio a Martí che, alla sua stagione di esordio in Formula E, ha conquistato il suo primo podio nella serie elettrica dopo essere partito sedicesimo. Come al solito il gioco delle strategie ha mescolato le carte. Ad approfittarne sono stati anche Felipe Drugovich e Sebastien Buemi che hanno completato la top-5. In scia allo svizzero ha chiuso il suo compagno di squadra in Envision Racing Joel Eriksson, seguito dalla due DS Penske di Taylor Barnard e Max Günther.



Nono posto per Nico Müller. Lo svizzero della Porsche si è reso protagonista di una tamponata al suo compagno di squadra Pascal Wehrlein. Nel contatto il tedesco ha accusato la foratura alla posteriore destra scivolando in fondo al gruppo. Ultimo ad entrare in zona punti Lucas di Grassi, al volante della Lola Yamaha. Disfatta in casa Nissan con Norman Nato quattordicesimo seguito da Oliver Rowland. Le noie tecniche, riscontrare in qualifica, si sono ripetute anche in gara sulla Mahindra di Edoardo Mortara che non è andato oltre il diciassettesimo posto.

Sabato 16 maggio, gara 1

1 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 29 giri
2 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 2"677
3 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 21"320
4 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 21"839
5 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 23"990
6 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 24"322
7 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 24"817
8 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 25"817
9 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 27"019
10 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 29"004
11 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 45"641 *
12 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 45"641 **
13 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 52"893
14 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'02"680
15 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'22"065
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1 giro
17 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1 giro
18 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1 giro

* Penalità di 10" per il contatto con Dennis
** Penalità di 33" per il contatto con Da Costa

Giro più veloce: Maximilian Günther 1'28"427

Ritirati
Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar
Jake Dennis (Porsche) - Andretti

Il campionato piloti
1.Evans 116 punti; 2.Wehrlein 101; 3.Mortara 93; 4.Rowland 83; 5.Müller 77; 6.Cassidy 69; 7.Dennis 66; 8.Da Costa 65; 9.Buemi 65; 10.Martí 40.
16 Mag [12:38]

Monte Carlo – Qualifica 1
Ticktum ingrana la seconda

Michele Montesano

Una pole position da brividi. Così si potrebbe sintetizzare quanto messo in mostra da Dan Ticktum nella prima qualifica dell’E-Prix di Monte Carlo. Aggressivo sulle anguste stradine del Principato, l’inglese della Cupra Kiro ha sfiorato in diverse occasioni i muretti riuscendo, nonostante tutto, a conquistare la sua seconda pole in Formula E.

Nel duello decisivo contro Nyck De Vries, Ticktum ha fermato il cronometro in 1’26”551. Ma prima di festeggiare, il box ha sussultato per via di una leggera toccata dell’inglese contro il guardrail. Fortunatamente la Cupra Kiro ha resistito consentendo a Ticktum di battere De Vries per oltre un decimo. A dire il vero l’inglese aveva sfiorato le barriere anche in semifinale, quando è riuscito ad avere la meglio sull’alfiere della DS Penske Max Günther.



Osservando la griglia si può notare come sulle stradine di Monaco si è assistito a un dominio da parte dei motorizzati Porsche e Jaguar. Infatti su otto monoposto che sono ricucite ad accedere nella fase dei duelli, ben sei sono spinte dai powertrain tedesco o inglese. Gli unici a spezzare tale duopolio sono stati De Vries, al volante della Mahindra, e Günther su DS che scatteranno, rispettivamente, dalla seconda e dalla terza piazzola.

A dividere la seconda fila con il tedesco sarà Mitch Evans, eliminato in semifinale da De Vries. A seguire i due ufficiali Porsche Pascal Wehrlein e Nico Müller. Gran prestazione da parte di Joel Eriksson che, al volante della Envision Racing, è riuscito a centrare la settima piazza. Antonio Felix Da Costa è invece incappato in un errore arrivando quasi a toccare il guardrail. Fortunatamente il portoghese è riuscito a controllare la sua Jaguar pur perdendo il duello contro De Vries dei quarti di finale.



Primo degli esclusi, Jean-Eric Vergne scatterà dalla nona casella davanti alla Andretti di Felipe Drugovich. Proprio il team americano ha annunciato la chiusura della partnership con Porsche per passare, in vista dell’arrivo delle monoposto Gen4, al powertrain Nissan. Autore della pole lo scorso anno, questa volta Monaco non ha portato bene a Taylor Barnard che si è dovuto accontentare dell’undicesimo posto.

Non hanno particolarmente brillato le Nissan. Il campione in carica Oliver Rowland scatterà dalla dodicesima piazzola, mentre Norman Nato addirittura dalla quattordicesima. Ultima fila per Edoardo Mortara e Zane Maloney, entrambi rimasti fermi ai box. Se l’italo-svizzero della Mahindra ha accusato problemi sulla sua vettura, Maloney ha osservato i meccanici della Lola Yamaha riparare la vettura a seguito dell’incidente avvenuto nelle seconde prove libere.

Sabato 16 maggio, qualifica 1

1 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'26"551
2 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'26"682

3 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'26"967 - Semifinale A
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'27"003 - Semifinale B

5 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'26"922 - Quarti A
6 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'26"951 - Quarti A
7 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'27"061 - Quarti B
8 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'27"777 - Quarti B

9 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'29"041 - A
10 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'29"054 - B
11 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'29"059 - A
12 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'29"091 - B
13 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'29"257 - A
14 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'29"253 - B
15 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'29"310 - A
16 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'29"265 - B
17 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'29"576 - B
18 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'29"850 - B
19 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - Senza tempo - A
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - Senza tempo - A
3 Mag [18:33]

Berlino, gara 2
Evans vince di rimonta

Michele Montesano

Sono state sufficienti poche tornate per ribaltare una gara che sembra di fatto compromessa. La Formula E sa essere imprevedibile quanto spietata. Lo sa bene Mitch Evans che ha conquistato l’E-Prix di Berlino prendendo il via dalla diciassettesima piazzola. Tra strategia, risparmio energetico e sorpassi, il neozelandese della Jaguar si è reso protagonista di una gara tutta in rimonta culminata con la seconda vittoria stagionale dopo quella ottenuta a Miami.

Rispetto a quanto visto ieri, la gara odierna è stata caratterizzata da ritmi nettamente più lenti. I piloti hanno infatti cercato di preservare energia affrontando la prima metà dell’E-Prix in risparmio energetico. Ciò ha permesso a chi partiva dietro di recuperare terreno. Tra questi proprio Evans che, viaggiando in scia, ha preservato la carica della batteria. Tattica che poi gli ha permesso di essere più veloce nelle fasi decisive della corsa.



La strategia del box Jaguar si è distinta soprattutto nella gestione dell’Attack Mode. Infatti Evans l’ha attivato più tardi, rispetto agli avversari, in entrambe le occasioni. Questo gli ha consentito di avere ancora potenza extra nel finale, quando la gara è entrata nella fase decisiva. Il sorpasso su Pascal Wehrlein, partito dalla pole position ma rimasto a “secco” di energia sul finale, ha permesso a Evans di prendere il comando e costruire un margine sufficiente per resistere agli attacchi finali.

Alle spalle della Jaguar ha chiuso Oliver Rowland. Anche l’inglese della Nissan è stato protagonista di una bella rimonta. Partito addirittura diciottesimo e rallentato da un problema al via, il campione in carica della Formula E ha sfruttato il gioco di scie per conservare energia in vista del finale. Terzo posto per Wehrlein. Scattato dalla pole, il tedesco della Porsche ha scelto una strategia più conservativa trovandosi, però, senza Attack Mode nel momento cruciale della gara.



Ciò nonostante, Wehrlein è riuscito a riconquistare la vetta della classifica generale del campionato di Formula E. Tuttavia il tedesco della Porsche dovrà prestare attenzione proprio a Evans che, grazie al successo di Berlino, ha scalato la classifica fino al secondo posto rilanciandosi, così, nella lotta al titolo iridato.

Sébastien Buemi, al volante della Envision Racing, ha sfiorato il podio per mezzo secondo. Lo svizzero non è riuscito a costruire una manovra di sorpasso su Wehrlein negli ultimi giri. Buon quinto posto per Norman Nato, finalmente competitivo al volante della Nissan. A seguire Jake Dennis ed Edoardo Mortara. Il pilota della Mahindra è stato protagonista di un contatto fratricida nelle prime fasi con il compagno di squadra Nyck De Vries che poi ha urtato la Citroën di Nyck Cassidy.



Autore di una prima gara opaca, quest’oggi Jean-Eric Vergne si è riscattato centrando la zona punti. Ottavo al traguardo, il francese della Citroën ha preceduto l’alfiere della Andretti Felipe Drugovich e Joel Eriksson al volante della Envision. Nonostante sia scattato dalla prima fila, Taylor Barnard ha chiuso fuori dalla top-10. Medesima sorte per Antonio Felix Da Costa e Nico Müller, arrivati ai ferri corti nelle fasi finali. Ad avere la peggio è stato il portoghese della Jaguar costretto a rientrare ai box dopo aver rimediato una foratura.

Domenica 3 maggio 2026, gara 2

1 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 37 giri
2 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 0"822
3 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1"111
4 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1"639
5 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 4"424
6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 5"940
7 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 6"325
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 7"604
9 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 8"491
10 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 8"965
11 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 10"216
12 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 11"712
13 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 12"747
14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 13"212
15 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 14"774
16 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 14"873
17 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 15"342
18 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 36"559

Giro più veloce: Oliver Rowland 59"130

Ritirati
Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën
Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra

Il campionato piloti
1.Wehrlein 101 punti; 2.Evans 98; 3.Mortara 93; 4.Rowland 83; 5.Müller 75; 6.Cassidy 69; 7.Dennis 66; 8.Da Costa 65; 9.Buemi 55; 10.Martí 25.
3 Mag [13:56]

Berlino, qualifica 2
Wehrlein si riscatta con la pole

Michele Montesano

È proseguita la festa Porsche a Berlino. Se ieri Nico Müller aveva conquistato il suo primo E-Prix in Formula E, oggi Pascal Wehrlein ha prenotato la vittoria siglando la pole position. Ultimo al traguardo nella prima gara, per per colpa di una foratura con relativa sosta supplementare, il tedesco della Porsche si è ritrovato a dover cedere anche la vetta del campionato. Il riscatto non è tardato ad arrivare con Wehrlein che nella qualifica odierna ha scalato la classifica firmando la pole con un crono di 57”292.

Passato indenne la prima fase della qualifica, il tedesco della Porsche ha battuto l’ex compagno di squadra Antonio Felix Da Costa nei quarti di finale. Sconfitto il portoghese della Jaguar, il cammino Wehrlein ha poi visto incrociare le armi con uno scatenato Joel Eriksson, protagonista di una sbavatura nel primo settore. Complice l’esigua lunghezza del tracciato di Tempelhof, in finale Wehrlein ha avuto la meglio su Taylor Barnard per appena 38 millesimi.

Eliminato in semifinale dall’inglese della DS Penske, Nick Cassidy prenderà il via dalla terza piazzola. Il neozelandese della Citroën dividerà la seconda fila con la Envision Racing di Eriksson. Subito alle spalle troviamo Jean-Eric Vergne, tornato nelle posizioni di vertice con la Citroën, e un sempre più sorprendente Zane Maloney su una competitiva Lola Yamaha. Eliminati ai quarti Felipe Drugovich, al volante della Andretti, e Da Costa scatteranno dalla quarta fila.

Entrambi fuori già nella prima fase della qualifica, i piloti della Mahindra partiranno a metà dello schieramento. Nyck De Vries, nono, ha avuto la meglio sul compagno di squadra Edoardo Mortara che, dopo aver conquistato la pole ieri, quest’oggi si è reso protagonista di un piccolo contatto a muro rovinando la carrozzeria della monoposto. Male anche il vincitore dell’E-Prix di ieri Müller che non è andato oltre il dodicesimo posto alle spalle di Max Günther.

Tra gli esclusi eccellenti troviamo diversi campioni di Formula E. Jake Dennis, tredicesimo con la vettura del team Andretti, ha chiuso davanti i veterani Sebastien Buemi e Lucas Di Grassi. Solamente sedicesimo Norman Nato seguito dalla Jaguar di Mitch Evans. Addirittura diciottesimo il campione in carica Oliver Rowland, chiamato a una gara tutta in rimonta con la sua Nissan.

Domenica 3 maggio 2026, qualifica 2

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 57"292
2 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 57"330

3 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 57"487 - Semifinale A
4 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 57"843 - Semifinale B

5 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 57"330 - Quarti A
6 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 57"430 - Quarti B
7 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 57"648 - Quarti A
8 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 57"701 - Quarti B

9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 58"605 - B
10 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 58"592 - A
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 58"696 - B
12 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 58"599 - A
13 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 58"706 - B
14 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 58"656 - A
15 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 58"846 - B
16 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 58"752 - A
17 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 59"281 - B
18 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 59"408 - A
19 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'02"251 - B
20 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'00"851 - A
2 Mag [18:47]

Berlino, gara 1
La prima di Müller

Michele Montesano

Non poteva esserci occasione migliore per celebrare i primi 75 anni di Porsche nel Motorsport. Oltre alla festa del marchio di Zuffenhausen, l’E-Prix di Berlino ha visto Nico Müller conquistare il suo primo successo in Formula E. Supportato da una strategia efficace, lo svizzero è stato interprete di una gara perfetta precedendo la Citroën di Nick Cassidy e la Nissan del campione in carica Oliver Rowland.

L’E-Prix di Berlino ha visto una prima fase estremamente combattuta, con diversi piloti che si sono alternati al comando. In particolare il poleman Edoardo Mortara e Rowland hanno dato spettacolo scambiandosi diverse volte la testa della gara. La corsa ha poi iniziato a prendere forma attorno a metà distanza, quando sono entrate in gioco le strategie condizionate sia dall’Attack Mode che soprattutto dal Pit Boost, quest’ultimo presente solamente nell’E-Prix odierno.



È stato proprio in questo frangente che Müller ha costruito la sua vittoria. Rimasto nelle posizioni di vertice con una gestione attenta dell’energia, il pilota Porsche ha anticipato l’attivazione dell’Attack Mode rispetto ai rivali diretti sfruttando al massimo la potenza extra per creare un margine decisivo. In pochi giri lo svizzero ha così scavato un solco di diversi secondi.

Vantaggio che si è rivelato incolmabile per gli inseguitori anche una volta esaurito il boost di potenza supplementare. La sua prestazione, pulita e priva di errori, gli ha poi consentito di controllare il ritmo della corsa fino alla bandiera a scacchi. Müller non ha mai dato l’impressione di dover forzare il ritmo, tanto da tagliare il traguardo con un vantaggio di quasi cinque secondi sugli avversari.



A favorire la fuga dell’alfiere Porsche è stato anche il duello per il secondo posto. Sul finale, Cassidy ha infatti incrociato le armi con Rowland. A lungo in lotta per la vittoria nella prima frazione di gara, il neozelandese della Citroën ha poi dovuto fare i conti con il ritmo inavvicinabile di Müller. Cassidy si è quindi ritrovato a doversi difendere da Rowland.

Proprio l’inglese della Nissan ha messo in atto una strategia diametralmente opposta rispetto a quella del vincitore. Rowland ha tardato sia l’attivazione dell’Attack Mode che la sosta ai box cercando di restare più a lungo in pista per ritrovarsi nei giri finali con una potenza extra. La tattica Nissan però non ha dato i suoi frutti, con il campione in carica di Formula E che si è dovuto accontentare del terzo gradino.



Appena fuori dal podio ha chiuso Mortara. Partito dalla pole position, il portacolori della Mahindra è rimasto coinvolto nella lotta serrata di centro gruppo. Nonostante il quarto posto, Mortara è però riuscito a salire al comando della classifica generale del campionato approfittando delle difficoltà incontrare da Pascal Wehrlein. Il tedesco è infatti incappato in una foratura all’anteriore destra dovendo effettuare una sosta supplementare. Il pilota Porsche ha quindi concluso l’E-Prix mestamente all’ultimo posto.

Quinta piazza per Jake Dennis che ha chiuso davanti a Mitch Evans, entrambi protagonisti di una gara tutta in rimonta. Prestazione convincente anche da parte del rookie Pepe Martí, settimo con la Cupra Kiro seguito da Taylor Barnard, su DS Penske, dalla Mahindra di Nyck de Vries e da António Félix da Costa, quest’ultimo rallentato nel finale da problemi legati alle alte temperature registrate sulla sua Jaguar.



Nelle prime fasi, il team Lola Yamaha ABT ha sparigliato le carte con con Zane Maloney e Lucas Di Grassi saliti al comando delle operazioni, prima di svicolare nelle retrovie. Proprio Di Grassi, tra i veterani della categoria, alla vigila del weekend di Berlino ha annunciato il ritiro a fine stagione. E-Prix complicato anche per altri nomi ben noti quali Sebastien Buemi, Jean-Eric Vergne e Norman Nato, tutti finiti fuori dalla zona punti.

Sabato 2 maggio 2026, gara 1

1 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 39 giri
2 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 4"798
3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 5"252
4 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 5"898
5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 8"117
6 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 8"917
7 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 10"142
8 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 10"529
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 11"141
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 13"051
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 13"836
12 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 14"336
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 14"596
14 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 14"889
15 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 15"178
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 16"036
17 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 17"195
18 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 18"138
19 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 49"681

Giro più veloce: Pascal Wehrlein 58"648

Ritirati
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro

Il campionato piloti
1.Mortara 87 punti; 2.Wehrlein 83; 3.Müller 75; 4.Evans 73; 5.Cassidy 69; 4.Da Costa 65; 7.Rowland 64; 8.Dennis 58; 9.Buemi 43; 10.Martí 25.
2 Mag [13:29]

Berlino, qualifica 1
Mortara inarrestabile batte Wehrlein

Michele Montesano

È l’uomo del momento della Formula E, i riflettori sono tutti puntati su Edoardo Mortara. Sia in pista che nel paddock del campionato full electric, l’italo-svizzero sta facendo parlare di sé. A Berlino Mortara ha siglato la sua terza pole position stagionale battendo il diretto rivale alla corsa al titolo Pascal Wehrlein. Ma il pilota della Mahindra è anche al centro delle voci di mercato, che lo vogliono accostato al secondo team Porsche il quale debutterà nella prossima stagione con l’arrivo delle nuove monoposto Gen4.

Come nel suo stile, Mortara ha preferito mostrare con i fatti le sue qualità rendendosi protagonista di una qualifica perfetta. Passato indenne nella prima fase a gruppi, l’alfiere della Mahindra ha proseguito spedito la sua marcia battendo dapprima un consistente Zane Maloney, sulla Lola Yamaha, e poi un altrettanto veloce Dan Ticktum, al volante della Cupra Kiro.

Mortara si è quindi ritrovato al duello finale contro Wehrlein. Il tedesco, però, ha pagato a caro prezzo un errore commesso in semifinale quando ha toccato leggermente un muretto. L’alfiere Porsche ha così dovuto lottare con uno sterzo non perfettamente centrato e, su un tracciato così corto e tecnico come quello di Tempelhof, l’ha pagato a caro prezzo. Mortara ha infatti siglato la pole in 56”989 battendo di un decimo e mezzo il tedesco.



Seconda fila dello schieramento per Il campione in carica Oliver Rowland, finalmente tornato competitivo anche sul giro secco dopo un avvio dimstagione complicato, e Ticktum. Quinta piazzola per Nick Cassidy che è stato eliminato ai quarti proprio da Wehrlein. Al via dell’E-Prix di Berlino, il neozelandese della Citroën sarà affiancato dall’altro pilota Porsche Nico Müller.

Tra le sorprese più interessanti della prima qualifica del fine settimana tedesco c’è sicuramente Maloney. Il portacolori della Lola Yamaha è entrato nella fase a duelli lottando con tenacia contro Mortara. Buon ottavo posto per Felipe Drugovich che, al volante della Andretti, non è riuscito a contenere Rowland nei quarti di finale.

In gran spolvero nelle prove libere, sia Antonio Felix Da Costa che Taylor Barnard sono subito stati eliminati nella prima frazione della qualifica. Nono, il portoghese della Jaguar scatterà davanti le DS Penske dell’inglese e del suo compagno di squadra Max Günther. Sottotono anche Jake Dennis che, al netto del tredicesimo posto, è apparso più in ombra rispetto al team-mate Drugovich. 


Male anche Mitch Evans. Fresco dell’annuncio di separazione con il team Jaguar, il neozelandese non è andato oltre il quattordicesimo piazzamento. Attardati anche Jean-Eric Vergne, sedicesimo con la Citroën, e Nyck De Vries che ha sfigurato nei confronti del suo compagno di squadra Mortara marcando solamente la diciassettesima piazza.

È durata pochi chilometri la qualifica di Lucas Di Grassi. Il brasiliano nel suo primo giro veloce ha perso in sovrasterzo la sua Lola Yamaha picchiando contro il muro. Il brasiliano scatterà quindi dalla penultima piazzola tra la Envision Racing di Sebastien Buemi e la Nissan di Norman Nato.

Sabato 2 maggio 2026, qualifica 1

1 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 56"986
2 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 57"142

3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 57"112 - Semifinale A
4 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 57"351 - Semifinale B

5 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 57"449 - Quarti A
6 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 57"553 - Quarti B
7 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 57"647 - Quarti B
8 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 57"892 - Quarti A

9 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 58"614 - B
10 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 58"778 - A
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 58"638 - B
12 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 58"779 - A
13 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 58"654 - B
14 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 58"787 - A
15 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 58"748 - B
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 58"813 - A
17 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 58"842 - B
18 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 58"986 - A
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'03"166 - B
20 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 59"010 - A
28 Apr [13:39]

Jaguar ed Evans si separano
Opel nel mirino del neozelandese

Michele Montesano

Alla vigilia del doppio E-Prix di Berlino, nel paddock della Formula E è risuonata la notizia della rottura tra Mitch Evans e il team Jaguar. Dopo un sodalizio durato dieci anni, il pilota neozelandese si separerà dalla squadra inglese al termine della stagione in corso. Le strade si divideranno proprio in occasione del debutto delle nuove monoposto Gen4, con Evans che diventa un pezzo pregiato del mercato della serie elettrica.

Legati fin dal 2016, anno dell’ingresso di Jaguar in Formula E, il neozelandese è diventato ben presto il punto di riferimento del team. Porta proprio la firma di Evans sia il primo podio, conquistato a Hong Kong, che la pole position di Zurigo nel campionato 2017-18. L’anno successivo il neozelandese ha poi regalato la prima vittoria a Jaguar in occasione dell’E-Prix di Roma.

Il sodalizio vede Evans tra i piloti più vittoriosi della categoria con ben 15 successi, 36 podi e 10 pole, oltre al titolo a squadre conquistato da Jaguar nel 2024. Attualmente al terzo posto in classifica generale, il neozelandese è in piena lotta per la conquista del campionato piloti. Tuttavia l’ultimo E-Prix di Jarama ha visto Evans terminare al secondo posto dopo essere arrivato ai ferri corti con il nuovo compagno di squadra Antonio Felix Da Costa.

Secondo indiscrezioni, il futuro di Evans potrebbe essere legato a Opel che entrerà in Formula E proprio in concomitanza con l’ingresso delle nuove monoposto Gen4. Fin dalla presentazione del programma, la squadra tedesca non aveva fatto mistero di voler schierare un pilota più esperto affiancato da un giovane pronto a cimentarsi nella serie elettrica. Evans dovrebbe quindi essere il candidato ideale per sviluppare la vettura tedesca.

Il sedile lasciato libero in Jaguar, invece, potrebbe essere occupato da Stoffel Vandoorne. Già campione del mondo in Formula E, con Mercedes nella stagione 2021-22, il belga è attualmente coinvolto nel team inglese nel ruolo di collaudatore. Rimasto senza un volante al termine della passata stagione dopo la chiusura del programma Maserati, per Vandoorne ciò significherebbe un ritorno da protagonista nella serie elettrica.
23 Apr [17:37]

Svelata la nuova Gen 4 a Le Castellet
La maggior potenza porterà altre novità?

Michele Montesano

Con l’arrivo delle nuove monoposto Gen 4, la Formula E si trova a dover affrontare una dura scelta. Il netto balzo prestazionale porterà la categoria sicuramente ad un livello superiore e paragonabile alle categorie di vertice del motorsport. Tuttavia, il rovescio della medaglia, comporta il dover modificare le gare delle monoposto elettriche a nuovi standard andando, così, a snaturare i principi su cui era nata la categoria full electric.

Protagonista di questa rivoluzione è la nuovissima Gen 4 presentata ufficialmente sul tracciato del Paul Ricard. Con una potenza che in qualifica raggiunge i 600 kW, equivalenti a 800 cavalli, e circa 450 kW disponibili in gara, le nuove monoposto segnano un incremento enorme rispetto alla generazione precedente. Inoltre la combinazione tra trazione integrale, carico aerodinamico più che raddoppiato e nuove gomme sviluppate da Bridgestone porta la Formula E in una dimensione tecnica decisamente più elevata.



Il miglioramento delle prestazioni è tale che, secondo le simulazioni, su alcuni tracciati le Gen4 potrebbero avvicinare le velocità di categorie superiori, con un guadagno medio di circa dieci secondi al giro rispetto alle attuali Gen3 Evo. Sul cittadino di Monaco, sempre secondo le stime, il riferimento cronometrico potrebbe persino risultare più rapido di quello di una monoposto di Formula 2.

Questo aumento di performance ha, però, imposto anche un ripensamento profondo della filosofia progettuale. Se in passato la Formula E aveva privilegiato l’efficienza energetica quasi come vincolo principale, la Gen4 nasce con l’obiettivo di ridurre i compromessi. L’aerodinamica diventa finalmente un elemento centrale, con l’utilizzo due configurazioni distinte: una a basso carico e una ad alto carico, pensate per adattarsi ai diversi circuiti.



Parallelamente cresce anche la capacità energetica, con un aumento significativo dell’energia utilizzabile e una rigenerazione in frenata che raggiunge valori di 700 kW, pari a 940 cavalli, che porterà a un aumento del 43% dell’energia sfruttabile in gara. Dal punto di vista della guida, la nuova monoposto rappresenta una vera rivoluzione anche per i piloti. L’introduzione del differenziale attivo, una maggiore libertà nella gestione della coppia anteriore e posteriore e sistemi più avanzati di controllo della frenata costringeranno a un nuovo stile di guida.

Proprio questa evoluzione tecnica apre la questione su come impostare gli E-Prix. La Federazione e gli organizzatori stanno lavorando a un nuovo format che dovrebbe debuttare con l’inizio dell’era Gen4, previsto per la stagione 2026-27. L’idea è quella di introdurre una distinzione più marcata tra E-Prix sprint e gare più lunghe, specialmente nei weekend doppi che potrebbero arrivare fino a cinque appuntamenti nel calendario.



Le gare sprint andrebbero a enfatizzare la prestazione pura, con un minore attenzione sul risparmio energetico, mentre gli E-Prix più lunghi continuerebbero a valorizzare la gestione dell’energia. In questo scenario, resta da capire se verranno confermati sia l’Attack Mode che il più recente Pit Boost. Ma per avere maggiori certezze bisognerà attendere giugno quando, oltre alle novità in tema di format di gare, la FIA varerà anche il calendario della stagione 2026-27 di Formula E.
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