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5 Lug [7:55]

Shanghai – Gara 2
Di Grassi regala la prima a Lola Yamaha

Michele Montesano

Tra asfalto bagnato, giochi di strategie e un colpo di scena finale, la Formula E ha vissuto uno degli E-Prix più imprevedibili della stagione. Ad avere la meglio sul circuito di Shanghai è stato Lucas Di Grassi che ha scritto una pagina di storia conquistando la prima vittoria della Lola Yamaha Abt nel campionato elettrico. Il brasiliano ha costruito il successo con una gestione perfetta dell'Attack Mode, sfruttando una Full Course Yellow arrivata nel momento decisivo della corsa per battere Jean-Eric Vergne e Joel Eriksson, entrambi al loro primo podio stagionale.

La seconda gara del fine settimana cinese è iniziata in condizioni estremamente difficili. La pioggia, caduta prima del via, ha costretto la direzione gara a far partire il gruppo dietro la safety-car per tre tornate, così da consentire ai piloti di valutare l'aderenza dell'asfalto. Ancora prima dello spegnimento dei semafori è arrivato il primo colpo di scena con Mitch Evans costretto a dare forfait per un problema all’inverter della sua Jaguar.



Quando la corsa è finalmente iniziata, Felipe Drugovich ha provato a difendere la pole position ma è durata poco. Le Porsche ufficiali di Pascal Wehrlein e Nico Müller hanno infatti sfruttato immediatamente il primo Attack Mode per portarsi al comando della corsa, con il team di Stoccarda che ha gestito i propri piloti evitando qualsiasi duello interno. Alle loro spalle le due Andretti di Drugovich e Jake Dennis sembravano in grado di controllare la situazione, mentre nelle retrovie iniziavano a risalire piloti che avevano scelto una strategia completamente diversa.

Con il progressivo asciugarsi della pista sono entrati in gioco Sébastien Buemi ed Eriksson. I due alfieri Envision hanno approfittato dell'energia risparmiata e dei rispettivi Attack Mode per recuperare rapidamente terreno. Contemporaneamente anche Vergne e Di Grassi iniziavano a farsi vedere nelle posizioni di vertice, dopo una prima parte di gara trascorsa lontano dai riflettori. Nel frattempo António Félix da Costa, nonostante un contatto con Oliver Rowland che aveva danneggiato l'ala anteriore della sua Jaguar, si è reso protagonista di una spettacolare rimonta.



A pochi giri dalla conclusione Eriksson è riuscito a superare Wehrlein prendendosi la leadership della corsa, ma al ventiquattresimo giro, dei ventotto in programma, la Lola Yamaha di Zane Maloney si è fermata sul rettilineo principale costringendo la direzione gara a esporre la Full Course Yellow. La neutralizzazione ha penalizzato tutti i piloti che avevano appena attivato l'Attack Mode, tra cui Eriksson e Vergne. Al contrario Di Grassi si è ritrovato nella posizione ideale essendo l'unico tra i primi a conservare ancora diversi minuti di potenza extra.

Alla ripartenza il brasiliano ha immediatamente attivato il suo ultimo Attack Mode e si è lanciato all'inseguimento dei primi due. Vergne è riuscito dapprima a sorprendere Eriksson con una manovra decisa, prendendo momentaneamente il comando della gara, ma la superiorità di Di Grassi è emersa nell'ultimo giro. Grazie alla maggiore potenza e a una perfetta gestione dell'energia, il pilota della Lola Yamaha ha superato il francese sul rettilineo principale andando a conquistare una meritata vittoria nella sua ultima stagione in Formula E.



Alle spalle del vincitore, Vergne ha conquistato un prezioso secondo posto precedendo Eriksson, che ha festeggiato il suo primo podio in Formula E. Wehrlein, dopo aver comandato a lungo la gara, ha dovuto accontentarsi della quarta posizione davanti a Buemi. Tuttavia approfittando dello zero in casella di Evans, il tedesco della Porsche è balzato in testa al campionato quando mancano solamente quattro E-Prix al termine della stagione.

Drugovich, partito dalla pole position, ha chiuso soltanto sesto davanti a Müller, mentre Rowland è riuscito a rimontare fino all'ottava posizione, nonostante una sosta ai box effettuata durante la neutralizzazione per montare pneumatici con pressioni da asciutto. A completare la top 10 sono stati Taylor Barnard e Dan Ticktum. Fuori dalla zona punti entrambe le Mahindra, Edoardo Mortara non è andato oltre la sedicesima posizione mentre Nyck De Vries ha chiuso diciottesimo.

Domenica 5 luglio 2026, gara 2

1 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 28 giri
2 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 0"565
3 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 2"903
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 11"093
5 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 17"373
6 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 19"651
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 22"456
8 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 22"539
9 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 22"690
10 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 23"685
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 24"248
12 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 24"362
13 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 26"722
14 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 26"934
15 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 27"138
16 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 29"960
17 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 31"309
18 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 52"032

Giro più veloce: Oliver Rowland 1'10"945

Ritirati
Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt

Non partiti
Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar

Il campionato piloti
1.Wehrlein 141 punti; 2.Evans 132 punti; 3.Rowland 114; 4.Da Costa 111; 5.Dennis 109; 6.Mortara 105; 7.Müller 96; 8.Buemi 75; 9.Cassidy 71; 10.De Vries 69.
5 Lug [7:14]

Shanghai – Qualifica 2
Drugovich alla sua prima pole

Michele Montesano

Al termine della seconda qualifica dell'E-Prix di Shanghai, Felipe Drugovich ha centrato la prima pole position della sua carriera in Formula E. Il pilota brasiliano del team Andretti ha saputo interpretare al meglio una sessione disputata su una pista inizialmente ancora umida, per la pioggia caduta nelle ore precedenti alla sessione, per poi imporsi nella fase a duelli e superare in finale Taylor Barnard.

Nell’ultimo scontro il pilota brasiliano ha fatto la differenza soprattutto nella seconda parte del giro. Dopo un primo settore favorevole all’alfiere della DS Penske Barnard, Drugovich ha recuperato terreno sia nel tratto centrale che nell'ultimo settore del circuito fermando il cronometro sull'1'10"609 e precedendo il rivale di quasi mezzo secondo.

A completare la seconda fila dello schieramento saranno Pascal Wehrlein e Oliver Rowland, entrambi eliminati in semifinale. Il tedesco della Porsche è stato sconfitto proprio da Drugovich, autore di un giro impeccabile nell’ultimo settore che gli ha consentito di ribaltare il vantaggio iniziale del tedesco. Nell'altra semifinale Barnard ha invece avuto la meglio su Rowland costruendo un margine consistente già nella parte centrale della tornata.

Nei quarti di finale Wehrlein aveva impressionato rifilando oltre un secondo a Edoardo Mortara, mentre Drugovich aveva superato senza particolari difficoltà Norman Nato. Proprio il francese della Nissan è poi stato squalificato a seguito delle verifiche tecniche, in quanto la sua monoposto è stata trovata con un angolo di camber oltre quello regolamentare. Dall'altra parte del tabellone Barnard aveva eliminato Pepe Martí, al debutto nella fase a duelli, mentre Rowland aveva avuto la meglio sulla Porsche ufficiale di Nico Müller.

La sessione era iniziata su una pista ancora umida in seguito alla pioggia caduta nelle ore precedenti, ma con condizioni in costante miglioramento col passere de giri. Nella prima fase, a sorpresa sono rimaste escluse entrambe le Jaguar ufficiali, con il leader del campionato Mitch Evans soltanto tredicesimo e Antonio Félix Da Costa quindicesimo.

Esclusi anche Nyck De Vries, primo a restare fuori dalla fase a duelli, e Jake Dennis sull’altra Andretti. Qualifica avara di soddisfazioni per gli alfieri Citroën, Nick Cassidy scatterà dalla sedicesima piazzola, mentre Jean-Eric Vergne solamente diciottesimo davanti alla Lola Yamaha di Lucas Di Grassi.

Domenica 5 luglio 2026, qualifica 2

1 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'10"609
2 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'11"106

3 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'12"153 - Semifinale B
4 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'12"548 - Semifinale A

5 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'13"788 - Quarti A
6 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'14"030 - Quarti A
7 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'14"313 - Quarti B
8 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'16"606 - B

9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'17"298 - A
10 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'16"668 - B
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'17"418 - A
12 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'16"670 - B
13 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'17"467 - A
14 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'16"723 - B
15 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'17"574 - A
16 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'16"921 - B
17 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'17"748 - A
18 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'17"201 - B
19 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'18"362 - A
20 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - squalificato
4 Lug [7:48]

Shanghai – Gara 1
Wehrlein vince e riapre il mondiale

Michele Montesano

Pascal Wehrlein torna prepotentemente in lotta per il titolo di Formula E. Dopo aver conquistato la pole position nella mattinata cinese, il pilota della Porsche ha dominato il primo E-Prix di Shanghai imponendosi in una gara resa ancora più complicata dall'arrivo della pioggia e dalla conseguente safety-car. Il tedesco ha gestito alla perfezione strategia, Pit Boost e ripartenza, conquistando il secondo successo stagionale per riportarsi nella scia dal leader di campionato Mitch Evans.

Scattato dalla pole, Wehrlein ha mantenuto il comando alla prima curva, mentre alle sue spalle Jake Dennis ha sorpreso Evans con un deciso sorpasso all'esterno prendendosi la seconda posizione. I primi giri hanno subito evidenziato quanto la gestione dell'energia e la strategia avrebbero avuto un peso determinante per l’esito finale della gara.



Dennis è riuscito anche a portarsi momentaneamente al comando, sfruttando il gioco delle scie e delle attivazioni dell’energia extra, ma il muretto box della Porsche ha prontamente invitato Wehrlein ad aumentare il ritmo. Il tedesco ha quindi risposto immediatamente tornando in testa prima dell'apertura della finestra del Pit Boost.

Con le nuvole sempre più minacciose sopra il tracciato di Shanghai, gli strateghi della Porsche hanno scelto il momento giusto per richiamare Wehrlein ai box. Il tedesco ha effettuato la ricarica obbligatoria al sedicesimo giro tornando, così, tranquillamente davanti agli avversari una volta completato il valzer delle soste. Una decisione che si è rivelata perfetta, perché pochi giri più tardi il violento acquazzone ha costretto la direzione gara a neutralizzare la corsa con l'ingresso della safety-car.



L'intervento della vettura di sicurezza ha cambiato completamente gli equilibri. Diversi piloti, che avevano appena attivato l'Attack Mode, si sono ritrovati impossibilitati a sfruttarne il potenziale. Tra i più penalizzati Edoardo Mortara, risalito fino al terzo posto grazie a un’ottima strategia, ma anche Dan Ticktum, Pepe Martí e Nick Cassidy, rimasti con gran parte dei minuti di potenza supplementare inutilizzati. Ticktum ha addirittura tentato la carta del cambio di pressione degli pneumatici, rientrando ai box durante la neutralizzazione, una scelta che lo ha fatto precipitare nelle ultime posizioni.

Alla ripartenza Wehrlein non ha lasciato spazio agli avversari. Azionato il proprio Attack Mode, il pilota Porsche ha costruito rapidamente un margine di sicurezza sull’ex compagno di squadra Antonio Felix da Costa, che non è mai riuscito ad avvicinarsi abbastanza per tentare un attacco. Il portoghese della Jaguar ha così dovuto accontentarsi della seconda posizione, mentre Dennis ha completato il podio con la sua Andretti motorizzata Porsche.



Alle spalle dei primi tre si è distinto Felipe Drugovich. Il brasiliano ha difeso con autorità la quarta posizione nel finale, resistendo alla rimonta di un brillante Nyck De Vries. Partito lontano dalle posizioni di vertice, l'olandese della Mahindra è stato autore di una delle migliori prestazioni della giornata risalendo fino alla quinta piazza.

Jean-Éric Vergne ha invece visto sfumare la possibilità di lottare per il podio dopo essere rimasto coinvolto in un contatto con Mortara nella fase conclusiva. Il francese ha poi perso terreno terminando sesto davanti all'ottimo Joel Eriksson, ancora una volta capace di portare la Envision nelle posizioni di vertice.



Chi esce ridimensionato dalla prima manche è sicuramente Evans. Dopo la prima fila conquistata in qualifica, il leader del mondiale non è mai riuscito a trovare il ritmo dei migliori e ha progressivamente perso posizioni fino a concludere ottavo. Un risultato che, però, gli consente di conservare la leadership del campionato, ma con un margine ormai ridotto al minimo nei confronti di Wehrlein.

Nella top 10 hanno trovato spazio anche Maximilian Günther e Mortara, con lo svizzero della Mahindra costretto a recriminare per una safety-car arrivata nel momento peggiore della sua strategia. Più difficile la giornata dell'altra Porsche di Nico Müller, undicesimo al traguardo, mentre Oliver Rowland non è riuscito ad andare oltre la quattordicesima posizione.

Sabato 4 luglio 2026, gara 1

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 30 giri
2 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1"633
3 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 4"709
4 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 5"425
5 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 8"407
6 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 12"497
7 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 12"714
8 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 14"120
9 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 14"674
10 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 15"167
11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 15"749
12 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 16"375
13 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 17"927
14 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 18"858
15 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 20"103
16 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 20"684
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 21"068
18 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 21"145
19 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 37"715
20 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1 giro

Giro più veloce: Edoardo Mortara - 1'11"890

Il campionato piloti
1.Evans 132 punti; 2.Wehrlein 129; 3.Da Costa 110; 4.Rowland 109; 5.Dennis 109; 6.Mortara 105; 7.Müller 89; 8.Cassidy 71; 9.De Vries 69; 10.Buemi 65.
4 Lug [7:15]

Shanghai – Qualifica 1
Wehrlein rompe il digiuno

Michele Montesano

Pascal Wehrlein è tornato davanti a tutti prenotando la vittoria dell’E-Prix di Shanghai. Sul circuito cinese il portacolori della Porsche ha conquistato la sua prima pole position dell'anno interrompendo, così, un digiuno che durava dall'inizio della stagione. Grazie ai tre punti riservati al poleman, il tedesco si è inoltre rilanciato alla corsa al titolo di Formula E. Infatti, oltre a scavalcare Edoardo Mortara, Wehrlein ha ridotto il distacco dal leader Mitch Evans.

Il duello finale ha messo di fronte proprio i due principali protagonisti della corsa al campionato. Wehrlein ha costruito un giro praticamente perfetto fermando il cronometro in 1'09"260. Riferimento che Evans non è riuscito ad avvicinare nonostante un buon giro concluso in 1'09"463. Per il neozelandese della Jaguar resta comunque una preziosa prima fila che gli consentirà di partire accanto al rivale diretto in una gara che potrebbe rivelarsi decisiva anche in ottica iridata.

Il percorso del pilota Porsche verso la pole è stato perfetto. Dopo aver siglato il miglior tempo nel Gruppo B, addirittura più rapido del riferimento ottenuto da Evans nell'altro raggruppamento, Wehrlein ha eliminato Dan Ticktum nei quarti di finale. Il tedesco ha poi avuto la meglio sul connazionale Maximilian Günther in semifinale e ha, infine, completato l'opera battendo Evans nella sfida decisiva. Dall'altra parte del tabellone il leader del mondiale aveva invece superato senza particolari difficoltà Jean-Éric Vergne, prima di prevalere anche su Jake Dennis nella semifinale.

Proprio Dennis si è confermato particolarmente competitivo sul tracciato cinese. Reduce dal successo ottenuto a Sanya, il britannico dell'Andretti partirà dalla terza posizione dopo essere stato eliminato solamente da Evans. Accanto a lui scatterà Günther, autore di una qualifica in costante crescita con la DS Penske. Il tedesco era riuscito ad avere la meglio su Antonio Felix da Costa nei quarti di finale, approfittando anche di un errore del portoghese nel settore conclusivo, prima di arrendersi alla superiorità mostrata da Wehrlein.

Alle loro spalle avrebbe dovuto schierarsi Ticktum, ma il pilota della Cupra Kiro dovrà scontare le tre posizioni di penalità rimediate dopo l’E-Prix di Sanya. L'inglese, tra i migliori interpreti delle qualifiche in questa stagione, retrocederà così in ottava posizione consentendo ad Antonio Felix da Costa, Sébastien Buemi e Jean-Éric Vergne di guadagnare una casella sullo schieramento.

Come consuetudine, la fase a gruppi ha riservato anche alcune esclusioni eccellenti. Nel Gruppo A sono rimasti fuori Nico Müller ed Edoardo Mortara, con quest'ultimo incapace di confermare il passo mostrato nelle seconde prove libere, dove aveva fatto segnare il miglior tempo.

Nel Gruppo B, invece, non sono riusciti ad accedere ai duelli Felipe Drugovich, Nick Cassidy e soprattutto il campione del mondo Oliver Rowland, soltanto tredicesimo sulla griglia dopo una sessione ben al di sotto delle aspettative. Cassidy, vincitore a Shanghai dodici mesi fa sotto una pioggia battente, questa volta non è andato oltre l'undicesima posizione, mentre Taylor Barnard scatterà dalla decima casella davanti al neozelandese della Citroën.

Sabato 4 luglio 2026, qualifica 1

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'09"260
2 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'09"463

3 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'09"306 - Semifinale A
4 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'09"423 - Semifinale B

5 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'09"147 - Quarti B
6 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'09"362 - Quarti B
7 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'09"506 - Quarti A
8 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'09"544 - Quarti A

9 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'10"363 - B
10 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'10"323 - A
11 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'10"390 - B
12 - Josep Maria Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'10"369 - A
13 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'10"511 - B
14 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'10"452 - A
15 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt- 1'10"609 - B
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'10"452 - A
17 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'10"661 - B
18 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'10"541 - A
19 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'12"444 - B
20 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'10"916 - A
23 Giu [16:11]

Calendario record nel 2027: 21 E-Prix
Con Austin, Brands Hatch e Zandvoort

Michele Montesano

La Prossima stagione di Formula E non porterà solamente l’arrivo delle nuove monoposto Gen4, ma la serie elettrica vivrà il suo campionato più lungo di sempre. Saranno 21 gli E-Prix che si articoleranno in 13 tappe, di cui otto ospiteranno una doppia gara. Numerose le novità tra cui l’uscita di tracciati storici e l’arrivo di nuovi circuiti quali Brands Hatch, Austin e Zandvoort.

Dopo i test, previsti a Jarama dal 16 al 20 movente, la stagione prenderà il via il fine settimana del 19 dicembre 2026 a Jeddah, in Arabia Saudita. Per la prima volta l’esordio di un campionato di Formula E avverrà in notturna. Rimane comunque una piccola incognita legata alla situazione geopolitica dell’area, tanto che gli organizzatori hanno già predisposto un piano alternativo che prevede, in caso di necessità, l’avvio della stagione direttamente a Città del Messico il 16 gennaio 2027.

Conclusa la trasferta saudita, il campionato si sposterà infatti in Messico per il tradizionale appuntamento dell’Autodromo Hermanos Rodríguez, prima di affrontare un doppio appuntamento negli Stati Uniti. La prima grande novità sarà il debutto sul Circuit of the Americas di Austin il 6 febbraio, seguito due settimane più tardi dal ritorno di Miami. In entrambi i casi verranno utilizzate configurazioni accorciate dei circuiti, adattate alle esigenze delle monoposto elettriche.

Terminata la parentesi nordamericana, la Formula E volerà in Brasile per l’E-Prix di San Paolo del 13 marzo, per poi fare tappa a Sanya, sull’isola cinese di Hainan, il 17 aprile. Sarà l’ultima gara singola prima dell’intensa fase europea del campionato. Il via sarà affidato a Berlino, che ospiterà ancora una volta una doppia prova l’8 e il 9 maggio. Una settimana più tardi toccherà a Monaco, anch’esso in formato double-header, che però colliderà con la 6 Ore di Spa del FIA WEC.

Un’altra novità riguarderà l’appuntamento del Regno Unito. Le nuove monoposto Gen4 hanno reso inadatto il tracciato cittadino dell’ExCeL di Londra, giudicato troppo stretto e pericoloso. La Formula E ha quindi scelto di trasferirsi a Brands Hatch con le due gare che si disputeranno il 29 e 30 maggio utilizzando la configurazione completa del tracciato.

A giugno arriverà un’altra prima assoluta con l’E-Prix dei Paesi Bassi. La Formula E approderà infatti a Zandvoort. In questo caso il doppio appuntamento, del 18 e 19 giugno, vedrà la prima gara disputata il venerdì sera in notturna, mentre la seconda il sabato pomeriggio. Una settimana più tardi il campionato farà ritorno in Spagna, sul circuito di Jarama alle porte di Madrid.

L’ultima parte del campionato sarà interamente asiatica. Il fine settimana dell’11 luglio la Formula E tornerà a Shanghai, per un altro doppio E-Prix che andrà a coincidere con la 6 Ore di San Paolo del WEC, prima di trasferirsi in Giappone per il gran finale. Tokyo ospiterà infatti il doppio appuntamento conclusivo del 24 e 25 luglio, anch’esso in notturna e su un circuito cittadino rivisto per adattarsi alle prestazioni delle nuove monoposto.

Il calendario 2026-2027 della Formula E

18-19 dicembre 2026 - Jeddah (doppia gara)
16 gennaio 2027 - Città del Messico
6 febbario 2027 - Austin
20 febbraio 2027 - Miami
13 marzo 2027 - San Paolo
17 aprile 2027 - Sanya
8-9 maggio 2027 - Berlino (doppia gara)
15-16 maggio 2027 - Monte Carlo (doppia gara)
29-30 maggio 2027 - Brands Hatch (doppia gara)
18-19 giugno 2027 - Zandvoort (doppia gara)
26-27 giugno 2027 - Jarama (doppia gara)
10-11 luglio 2027 - Shanghai (doppia gara)
24-25 luglio 2027 - Tokyo (doppia gara)
20 Giu [18:10]

Drugovich penalizzato
Andretti perde la doppietta

Michele Montesano

Festa a metà per il Team Andretti nell’E-Prix di Sanya. Avevamo lasciato la squadra americana intenta a festeggiare la sua prima doppietta in Formula E ma, dopo diverse ore dalla bandiera a scacchi, i commissari hanno rivisto la classifica della gara sanzionando proprio il secondo arrivato Felipe Drugovich.

Il pilota brasiliano dell’Andretti è stato penalizzato di cinque secondi per aver colpito Pascal Wehrlein durante la gara. La sanzione ha fatto precipitare Drugovich dalla seconda alla quinta posizione nella classifica finale. Pepe Martí, portacolori della Cupra Kiro, è stato così promosso al secondo posto ottenendo il miglior risultato della sua carriera in Formula E. A beneficiare della revisione della classifica è stato anche Nyck de Vries, che ha ereditato il gradino più basso del podio.

Proprio l’olandese della Mahindra aveva inizialmente ricevuto una penalità di cinque secondi per aver cambiato traiettoria in frenata. Tale decisione lo aveva fatto scivolare dal quarto al sesto posto, ma la sanzione è stata successivamente annullata. Ad approfittarne anche Antonio Félix da Costa, penalizzato di cinque secondi per un contatto con Norman Nato. Il portoghese era inizialmente retrocesso dal secondo al quinto posto, ma la successiva penalità assegnata a Drugovich gli ha consentito di recuperare una posizione e chiudere quarto.

Ulteriori penalità post-gara hanno coinvolto Zane Maloney e Dan Ticktum, entrambi giudicati colpevoli di aver superato il limite di velocità di 50 km/h durante il rientro ai box nel periodo di bandiera rossa. Poiché nessuno dei due ha concluso l’E-Prix di Sanya in zona punti, la sanzione di cinque secondi è stata convertita in una retrocessione di tre posizioni sulla griglia della prima gara di Shanghai.

Sabato 20 giugno 2026, gara

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 39 giri
2 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 2"104
3 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 2"855
4 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 5"702
5 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 6"112 *
6 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 7"116
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 8"780
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 9"036
9 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 9"373
10 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 9"881
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 10"471
12 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 11"264
13 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 12"491
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 12"742
15 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'10"696

Giro più veloce: Nyck De Vries - 1'08"455

Ritirati
Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar
Oliver Rowland (Nissan) - Nissan
Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën
Norman Nato (Nissan) - Nissan
Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra

Il campionato piloti
1.Evans 128 punti; 2.Rowland 109; 3.Mortara 103; 4.Wehrlein 101; 5.Dennis 94; 6.Da Costa 92; 7.Müller 89; 8.Cassidy 71; 9.Buemi 65; 10.De Vries 56.
20 Giu [11:34]

Sanya – Gara
Dennis vince nella doppietta Andretti

Michele Montesano

Giornata perfetta per il Team Andretti. Dopo aver conquistato la prima fila in qualifica, la squadra americana ha replicato siglando una spettacolare doppietta nell’E-Prix di Sanya. Sul tracciato cittadino cinese, tornato nel calendario di Formula E per la prima volta dal 2019, Jake Dennis ha conquistato il suo secondo successo stagionale dopo la vittoria di San Paolo. Sugli scudi anche Felipe Drugovich, secondo e bravo a districarsi in una gara caotica, caratterizzata da incidenti, neutralizzazioni e una bandiera rossa che hanno rimescolato completamente le carte.

Scattati dalla prima fila, gli alfieri della Andretti hanno comandato le prime fasi della corsa prima di perdere terreno nella complessa gestione degli Attack Mode. Nonostante sia partito dalla pole, a metà gara Dennis sembrava ormai già distante dalla lotta per la vittoria, soprattutto quando gli avversari hanno sfruttato la potenza extra al meglio per portarsi in testa. Tuttavia l’inglese ha saputo mantenere la calma cercando di non perdere troppo terreno dal vertice e militando costantemente nella top-5.



Viste le caratteristiche del cittadino di Sanya, con strade strette e muretti da sfiorare, Dennis si è quindi messo in attesa di possibili episodi che avrebbero potuto sconvolgere l’andamento dell’E-Prix. Così è stato. Protagonista, suo malgrado, Mitch Evans che sembrava destinato a raccogliere punti pesanti dopo essere partito dalla seconda fila. Ma, nell’arco di poche tornate, la giornata del neozelandese si è trasformata rapidamente in un incubo.

Nel corso del diciannovesimo giro, Evans è stato centrato da Dan Ticktum in staccata. Nel contatto la Jaguar del neozelandese è rimasta pesantemente danneggiata al retrotreno. Successivamente, nel tornante della curva 9, Evans è rimasto coinvolto in un altro incidente dopo un contatto con Sébastien Buemi e il successivo aggancio con Zane Maloney. L’episodio ha provocato una reazione a catena, con relativo ingorgo di vetture rimaste ferme in pista, che ha costretto la direzione gara a esporre la bandiera rossa.



La lunga interruzione ha permesso ai commissari di ripristinare le barriere, ma non è bastata a salvare la gara del leader del campionato. Gli uomini della Jaguar hanno tentato l’impossibile provando a riparare la monoposto di Evans. La corsa contro il tempo è parzialmente riuscita e, sebbene priva delle derive dell’ala posteriore, la Jaguar del neozelandese ha ripreso la pista con un giro di ritardo.

Tornando alla lotta di vertice, approfittando dell’ultimo Attack Mode e della ripartenza successiva alla bandiera rossa, Dennis è tornato rapidamente nelle posizioni di vertice. Una volta riconquistata la leadership, il britannico ha imposto un ritmo irraggiungibile per gli avversari, costruendo il margine necessario per andare a conquistare l’ottava vittoria della sua carriera in Formula E.



Per il Team Andretti è stata una giornata perfetta. Alle spalle di Dennis ha infatti concluso Drugovich, autore di una prova estremamente solida che ha permesso alla squadra americana di festeggiare la prima doppietta della propria storia nella categoria elettrica. Il brasiliano, già protagonista in qualifica, ha saputo difendersi dagli attacchi degli inseguitori nelle fasi decisive completando, così, un risultato storico per il team.

Sul gradino più basso del podio è salito invece Pepe Martì. Lo spagnolo della Cupra Kiro ha firmato una delle rimonte più spettacolari della stagione risalendo addirittura dalla diciottesima posizione. Anche per il giovane debuttante in Formula E l’utilizzo dell’Attack Mode negli ultimi giri si è rivelato fondamentale, consentendogli di recuperare terreno e conquistare il secondo podio nel suo anno d’esordio dopo quello ottenuto nello scorso E-Prix di Monte Carlo.



La gara di Sanya è stata però soprattutto una corsa a eliminazione per i protagonisti della classifica iridata. Detto di Evans, non è andata meglio agli altri pretendenti al titolo. Edoardo Mortara, dopo aver affrontato gran parte della gara con l’ala anteriore penzoloni, si è ritirato privando Mahindra di una grande occasione per recuperare punti preziosi in ottica campionato.

Oliver Rowland, dopo essere riuscito a portarsi nelle posizioni di vertice grazie all’Attack Mode, ha invece commesso un errore nelle fasi finali finendo contro le barriere e chiudendo anzitempo la propria corsa. Anche Pascal Wehrlein ha vissuto una gara complicata. Protagonista nelle prime fasi, e persino in lotta per la leadership, il tedesco della Porsche è stato penalizzato di cinque secondi per un contatto con Norman Nato e ha concluso soltanto quattordicesimo.



Tra i pochi a sfruttare le caotiche fasi di gara c’è stato Antonio Felix Da Costa. Il portoghese ha tagliato il traguardo in seconda posizione, dopo essere stato tra i principali rivali di Dennis nel finale, ma una penalità di cinque secondi, per essersi spostato di traiettoria in fase di frenata, lo ha fatto arretrare fino al quinto posto. Hanno così guadagnato una posizione Nyck De Vries, autore di una gara consistente che ha portato la Mahindra al quarto posto, e Martì.

Sesto posto per Maximilian Günther con la DS Penske davanti a Nico Müller, settimo con la Porsche. A completare la top-10 sono stati Jean-Éric Vergne, al volante della Citroën, seguito dalla DS Penske di Taylor Barnard e dall’ottimo Lucas Di Grassi che ha capitalizzato al meglio le disavventure degli avversari per regalare un punto alla Lola Yamaha.

Sabato 20 giugno 2026, gara

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 39 giri
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1"112
3 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 2"104
4 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 5"702 *
5 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 7"116
6 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 7"855
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 8"780
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 9"036
9 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 9"373
10 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 9"881
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 10"471
12 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 11"264
13 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 12"491
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 12"742 *
15 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'10"696

* 5 secondi di penalità

Giro più veloce: Nyck De Vries 1'08"455

Ritirati
Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar
Oliver Rowland (Nissan) - Nissan
Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën
Norman Nato (Nissan) - Nissan
Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra

Il campionato piloti
1.Evans 128 punti; 2.Rowland 109; 3.Mortara 103; 4.Wehrlein 101; 5.Dennis 94; 6.Da Costa 89; 7.Müller 89; 8.Cassidy 71; 9.Buemi 65; 10.De Vries 56.
20 Giu [7:11]

Sanya – Qualifica
Dennis e Drugovich, prima fila Andretti

Michele Montesano

Il Team Andretti ha monopolizzato la prima fila dell’E-Prix di Sanya. Mai, nella storia della Formula E, la squadra americana era riuscita a piazzare entrambi i piloti davanti a tutti al termine di una qualifica. Artefici dell’impresa Jake Dennis e Felipe Drugovich. Per l’inglese si tratta della fine di un digiuno lungo quasi un anno oltre che della prima pole position stagionale.

Cammino perfetto, quello dei due alfieri Andretti sul tracciato cinese, che si sono ritrovati a sfidarsi nella finale. Ma nell’ultimo duello Dennis ha avuto vita facile, perché Drugovich ha commesso subito un errore arrivando largo alla curva quattro e lasciando via libera all’inglese. Dennis, al contrario, è stato impeccabile fermando il cronometro in 1’05”502.



A scattare alla seconda fila dell’E-Prix di Sanya saranno il leader del campionato Mitch Evans, eliminato da Drugovich in semifinale, e Dan Ticktum. Proprio quest’ultimo, al volante della Cupra Kiro, è arrivato lungo nella staccata di curva nove consentendo a Dennis di accedere facilmente in finale. Prenderà il via dalla quinta piazzola Taylor Barnard, sconfitto per un solo millesimo da Evans ai quarti.

Nemmeno il tempo di festeggiare il suo primo successo nella 24 Ore di Le Mans che Nyck De Vries ha dovuto indossare nuovamente casco e tutta. Questa volta con i colori Mahindra, l’olandese ha stampato il sesto crono precedendo Nick Cassidy, al volante della Citroën, e l’alfiere della Porsche Pascal Wehrlein.



Primo a non essere riuscito ad accedere nella fase a duelli, Joel Eriksson prenderà il via dalla nona piazzola davanti al ben più esperto compagno di squadra Sebastien Buemi. A seguire il campione in carica di Formula E Oliver Rowland, ancora una volta poco efficace in qualifica, ed Edoardo Mortara che è stato eliminato nella prima fase per soli 20 millesimi.

Non è andata meglio ad Antonio Felix Da Costa. Il portoghese della Jaguar scatterà dalla tredicesima posizone davanti al rookie della Cupra Kiro Pepe Martí e a Jean-Eric Vergne che, proprio su queste strade, aveva conquistato la vittoria nella prima e unica edizione dell’E-Prix di Sanya svoltosi sette anni fa. Sedicesimo l’ufficiale Porsche Nico Müller, mentre a chiudere lo schieramento le due Lola Yamaha di Zane Maloney e Lucas di Grassi.

Sabato 20 giugno 2026, qualifica

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'05"502
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'06"580

3 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'05"632 - Semifinale A
4 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'22"817 - Semifinale B

5 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'05"653 - Quarti A
6 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'05"665 - Quarti B
7 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'05"963 - Quarti A
8 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'06"044 - Quarti B

9 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'07"684 - B
10 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'07"544 - A
11 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'07"712 - B
12 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'07"553 - A
13 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'07"748 - B
14 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'07"596 - A
15 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'07"776 - B
16 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'07"714 - A
17 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'07"791 - B
18 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'07"996 - A
19 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'08"271 - B
20 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'08"988 - A
3 Giu [11:55]

Jarama ospiterà a novembre i test
pre-stagionali delle monoposto Gen4

Michele Montesano

La rivoluzione elettrica partirà da Jarama. Il circuito che sorge alla porte di Madrid sarà, infatti, il teatro dei test pre-stagionali delle nuove monoposto Gen4. Il tracciato spagnolo darà idealmente il via al tredicesimo campionato di Formula E con team e piloti che si riuniranno, per la prima volta in via ufficiale, dal 16 al 20 novembre 2026 in pista.

Dopo nove stagioni trascorse prevalentemente sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, la serie elettrica cambia sede per le sessioni ufficiali. In realtà Jarama aveva già ospitato i test pre-stagionali nel 2024, quando l’alluvione che colpì la regione di Valencia costrinse gli organizzatori del campionato elettrico a trovare una soluzione alternativa in tempi rapidi.



L’esperienza si rivelò particolarmente positiva, tanto che contribuì alla decisione di portare nella capitale spagnola anche il primo E-Prix di Madrid, poi disputato lo scorso marzo. Ora Jarama accoglierà il nuovo corso della Formula E che prevede numerose novità e monoposto decisamente più performanti.

Infatti le Gen4 rappresentano il più importante salto tecnologico nella storia della Formula E e promettono prestazioni mai viste prima nel campionato. Grazie a una potenza che in modalità Attack Mode raggiungerà i 600 kW, alla trazione integrale permanente e a una velocità massima superiore ai 335 km/h, le nuove monoposto saranno le più veloci mai realizzate per la serie elettrica. Basti pensare che copriranno lo scatto da 0 a 200 km/h in appena 4”4.



Per quanto riguarda il calendario della tredicesima stagione bisognerà ancora pazientare. Indiscrezioni parlano di una possibile apertura stagionale in Arabia Saudita, con l’E-Prix di Jeddah. Oltre alle confermate Città del Messico e San Paolo, si vocifera di un raddoppio in USA con Miami che forse verrà affiancata da Austin.

Due appuntamenti anche in Cina, mentre è a rischio il tracciato di Londra, giudicato troppo pericoloso per le nuove monoposto. Al suo posto potrebbe debuttare Zandvoort, mentre Tokyo potrebbe ospitare il gran finale. Ma per avere maggiori certezze bisognerà attendere il prossimo 23 giugno quando verrà ufficialmente svelato il calendario.
17 Mag [17:02]

Monte Carlo – Gara 2
Rowland vince di strategia e si rilancia

Michele Montesano

Il campione è tornato a ruggire. Sulle stradine di Monte Carlo Oliver Rowland ha conquistato il suo primo successo stagionale in Formula E. Vincendo l’E-Prix di Monaco, l’inglese della Nissan non solo si è sbloccato ma ha anche rilanciato le sue ambizioni per tentare di confermarsi campione della serie elettrica. Infatti, grazie al trionfo nel Principato, Rowland è ora balzato al secondo posto nella classifica iridata. In una gara condizionata dalle penalità, a completare il podio sono stati Felipe Drugovich e Antonio Felix Da Costa.

Guidato dal muretto box Nissan, Rowland ha costruito la vittoria sia grazie ad una perfetta gestione dell’energia che nell’uso dell’Attack Mode. Partito ottavo, il campione in carica della Formula E ha infatti preservato la batteria nella prima frazione di gara e, approfittando delle lotte dinanzi a lui, ha guadagnato anche diverse posizioni portandosi in top-5.



Il guizzo decisivo è arrivato nelle ultime tornate. Quando Rowland, disponendo di una maggior carica residua, ha rotto gli indugi dapprima per salire in zona podio, a meno di otto giri dalla bandiera a scacchi, e poi prendere le redini della gara sfruttando il secondo Attack Mode. Neppure l’ultima Full Course Yellow ha impensierito l’inglese che alla ripartenza, avvenuta al penultimo giro, ha preso il largo andando a tagliare per primo il traguardo.

Sebbene sia transitato sotto la bandiera a scacchi al secondo posto, Edoardo Mortara è poi scivolato quinto. L’italiano-svizzero della Mahindra è infatti stato sanzionato di dieci secondi per aver mandato in testacoda Da Costa nel corso del primo giro. In bagarre con Jean-Eric Vergne, Mortara è arrivato lungo alla chicane del porto picchiando il muso della sua monoposto contro il posteriore dell’incolpevole portoghese della Jaguar.



Scivolato sedicesimo, Da Costa ha approfittato della prima FCY, causata da Norman Nato, per risalire in classifica. Al termine di una spettacolare rimonta, il portoghese ha così conquistato il terzo gradino del podio alle spalle di Felipe Drugovich. Proprio il brasiliano ha ottenuto il suo miglior piazzamento in Formula E. Sebbene abbia chiuso fuori dal podio, Mitch Evans ha di che essere felice. Complice la debacle degli avversari, il neozelandese della Jaguar ha ulteriormente consolidato il primato in classifica generale.

Quinta piazza per Mortara che ha preceduto la Andretti di Jake Dennis. Dopo aver fatto capolino in vetta all’E-Prix, sfruttando per primo l’Attack Mode, Nico Müller ha poi chiuso al settimo posto seguito da Joel Eriksson, al volante della Envision Raicing, e dal vincitore della gara di ieri Nyck De Vries. L’olandese della Mahindra ha pagato a caro prezzo una qualifica poco incisiva. 

 
Al contrario Lucas Di Grassi è riuscito a ribaltare una gara che l’ha visto scattare dall’ultima fila per poi tagliare il traguardo in top-10. Weekend da dimenticare per Pascal Wehrlein, rimasto a secco di punti anche oggi. Penalizzato di cinque secondi per non aver rispettato la velocità in regime di FCY, il poleman Dan Ticktum ha terminato l’E-Eprix di Monaco quattordicesimo davanti a Taylor Barnanrd, a sua volta sanzionato di dieci secondi per aver spedito contro le barriere Norman Nato.

Domenica 17 maggio 2026, gara 2

1 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 28 giri
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1"165
3 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 3"448
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 10"442
5 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 10"891
6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 17"854
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 18"073
8 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 18"380
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 18"950
10 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 19"622
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 19"895
12 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 21"119
13 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 29"160
14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 41"244
15 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 45"359
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 54"175
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'06"715
18 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'08"041

Giro più veloce: Jean-Eric Vergne 1'27"891

Ritirati
Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro
Norman Nato (Nissan) - Nissan

Il campionato piloti
1.Evans 128 punti; 2.Rowland 109; 3.Mortara 103; 4.Wehrlein 101; 5.Müller 81; 6.Da Costa 80; 7.Dennis 74; 8.Cassidy 71; 9.Buemi 65; 10.De Vries 41.
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