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31 Gen [21:51]

Miami – Gara
Evans vince di rimonta sul bagnato

Michele Montesano

Dal nono posto in griglia fino a tagliare per primo il traguardo. Se c’è una cosa che ci ha insegnato la Formula E è che non bisogna mai darsi per vinti, ed è proprio ciò che ha fatto Mitch Evans nell’E-Prix di Miami. Con una corsa intelligente e attenta, l'alfiere della Jaguar è arrivato dritto alla sua quindicesima vittoria in carriera nel campionato elettrico. Finora a bocca asciutta, il neozelandese ha finalmente smosso la classifica marcando i primi punti stagionali. Boccata d’ossigeno anche per il team Jaguar, che era ancora con uno zero in casella dopo le prime due gare.

Le condizioni climatiche non hanno di certo favorito l’esordio del circuito cittadino di Miami, lo stesso usato dalla Formula 1 ma accorciato a 2,32 chilometri. Infatti poco prima della partenza si è scatenato un violento acquazzone che ha costretto la direzione gara a dare il via dietro la safety-car. Fortunatamente le condizioni sono nettamente migliorate e, dopo cinque giri alle spalle della vettura di sicurezza, l’E-Prix ha finalmente preso il via con la partenza da fermo.



Allo spegnimento dei semafori il poleman Nico Müller ha tenuto il comando seguito da uno scatenato Felipe Drugovich. Quest’ultimo ha subito azionato il primo Attack Mode e, sfruttando la trazione integrale della sua Andretti, ha preso le redini della gara. Müller (nella foto sopra) ha replicato dopo quattro giri cogliendo, a sua volta, la potenza extra per tornare al comando. L’asfalto ancora scivoloso ha costretto i piloti a prestare molta attenzione nell’effettuare manovre di sorpasso.

Nonostante le condizioni precarie, Antonio Felix Da Costa si è reso protagonista di una rimonta strepitosa. Sesto, nel corso del diciassettesimo passaggio il portoghese della Jaguar ha attivato l’Attack Mode sverniciando gli avversari fino a salire al secondo posto. Anche il suo compagno di squadra Evans è riuscito a farsi largo e, dopo aver azionato il boost di potenza, si è installato a ridosso della zona podio.



La svolta decisiva è arrivata al ventiseiesimo passaggio, quando Evans ha sorpassato Da Costa e quest’ultimo è poi stato tamponato da Drugovich, tratto in inganno da una traiettoria ancora non perfettamente asciutta (nella foto sopra). Rientrato ai box per sostituire il musetto della sua Andretti, il brasiliano ha ricevuto anche una sanzione di 10 secondi per aver causato l’incidente. Potendo contare su un buon margine alle sue spalle, Evans ha quindi sferrato l’attacco nei confronti di Müller prendendo il comando.

Il neozelandese non ha dovuto far altro che gestire il resto dell’E-Prix mantenendo a debita distanza gli avversari fin sotto la bandiera a scacchi. Evans ha così conquistato una vittoria da record, in quanto finora nessun pilota è riuscito a trionfare in 15 E-Prix. Inoltre il successo rilancia sia lui che la Jaguar nella lotta per il titolo. Staccato di oltre tre secondi, Müller ha ottenuto il suo primo podio da ufficiale Porsche precedendo il compagno di squadra Pascal Wehrlein, a sua volta autore di una bella rimonta nonostante una qualifica sottotono.



Quarta piazza per Joel Eriksson (nella foto sopra). L’alfiere dell’Envision Racing è stato tra i protagonisti dell’E-Prix di Miami lottando anche per la zona podio. Lo svedese è riuscito a mettersi alle spalle le due Mahindra di Nyck De Vries e di Edoardo Mortara, quest’ultimo autore di una gara tutta in rimonta dopo l’incidente in qualifica con Sebastien Buemi. Ironia della sorte, alle spalle dell’italo-svizzero si è piazzato proprio il portacolori dell’Envision Racing.

Nonostante la tamponata subita da Drugovich, Da Costa è riuscito a tagliare il traguardo all’ottavo posto raccogliendo i primi punti stagionali. A completare la top-10 ci hanno pensato Pepe Martì, al volante della Cupra Kiro, e Jake Dennis sulla Andretti. E-Prix da dimenticare per Nissan con Oliver Rowland e Norman Nato fuori dalla zona punti. Sorte simile per DS Penske e Citroën, decisamente troppo lontane dalla vetta.

Sabato 31 gennaio 2026, gara

1 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 41 giri
2 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 3"151
3 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 8"827
4 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 12"394
5 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 16"561
6 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 17"525
7 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 17"718
8 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 18"903
9 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 20"576
10 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 21"102
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 21"817
12 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 31"075
13 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 33"315
14 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 36"131
15 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 47"066
16 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1 giro
17 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1 giro
18 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1 giro
19 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 2 giri

Giro più veloce: Oliver Rowland 1'02"316

Ritirati
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro

Il campionato piloti
1.Cassidy 40 punti; 2.Wehrlein 38; 3.Dennis 37; 4.Rowland 34; 5.Müller 33; 6.Evans 26; 7.Mortara 26; 8.Eriksson 18; 9.Buemi 13; 10.Barnard 12.

31 Gen [17:44]

Miami – Qualifica
La prima di Müller che beffa Drugovich

Michele Montesano

Quella dell’E-Prix di Miami è stata la qualifica delle prime volte. Innanzitutto Nico Müller ha conquistato la sua prima pole position in Formula E. La finale ha visto inoltre un duello totalmente inedito, infatti a incrociare le armi con lo svizzero della Porsche è stato un incredibile Felipe Drugovich, al suo miglior risultato in una qualifica della serie elettrica. A gioire anche Porsche che ha, così, monopolizzato la prima fila.

Entrato per appena 58 millesimi nella fase a duelli, Müller ha poi annientato gli avversari a partire da Norman Nato. Il francese della Nissan, nel corso dei quarti di finale, ha commesso un errore proprio nell’ultimo settore venendo scavalcato dallo svizzero. L’alfiere della Porsche ha quindi avuto la meglio su Nyck De Vries in semifinale per appena un decimo. Stesso distacco che ha poi permesso a Müller di conquistare la sua prima pole position ai danni di Drugovich (nella foto sotto).



Complice una spiattellata nel giro di riscaldamento, il brasiliano del Team Andretti non è riuscito a mandare in temperatura gli pneumatici. In una Miami insolitamente fresca, con il cielo nuvoloso e soli 17 gradi, tale situazione si è rivelata determinarne per l’esito finale. Drugovich si è quindi dovuto accontentare della seconda posizione, mentre Müller è diventato il trentatreesimo poleman nella storia della Formula E siglando un crono di 55"455.

A scattare dalla seconda fila sarà il portacolori della Jaguar Antonio Felix Da Costa, battuto in semifinale proprio da Drugovich, e De Vries con la sua Mahindra. Quinto posto amaro per Taylor Barnard. L’inglese del DS Penske era stato il più veloce del Gruppo B, ma ai quarti di finale si è dovuto inchinare a Drugovich per appena un millesimo. Buon sesto posto per l’alfiere dell’Envision Racing Joel Eriksson, alla sua miglior qualifica stagionale.



L’attuale leader del campionato Nick Cassidy scatterà dalla settima piazzola, dopo aver perso il confronto con De Vries. Mentre alle spalle della Citroën ci sarà la Nissan di Nato. Come prevedibile non sono mancati gli esclusi eccellenti. Tra questi spicca Mitch Evans che, al volante della Jaguar, prenderà il via dell’E-Prix di Miami dalla quinta fila assieme a Max Gunther su DS Penske.

Fuori dalla fase a duelli anche il campione in carica Oliver Rowland (nella foto sopra), costretto a partire dall’undicesima piazzola. Medesima sorte per Pascal Wehrlein che, inoltre, ha anche subito lo smacco del suo compagno di squadra in pole. Nel Gruppo A si è assistito a un contatto tra Edoardo Mortara e Sebastien Buemi. Se il primo ha riportato un danno allo sterzo della sua Mahindra, il secondo è stato ritenuto colpevole venendo arretrato di tre posizioni in griglia. Stessa penalità per Lucas di Grassi colpevole di aver tamponato Evans nelle seconde prove libere.

Sabato 31 gennaio 2026, qualifica

1 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 55"455
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 55"584

3 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 55"556 - Semifinale B
4 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 55"622 - Semifinale A

5 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 55"701 - Quarti B
6 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 55"861 - Quarti B
7 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 56"006 - Quarti A
8 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - Senza tempo - Quarti A

9 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 57"012 - A
10 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 56"854 - B
11 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 57"061 - A
12 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 56"879 - B
13 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 57"066 - A
14 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 56"953 - B
15 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 57"026 - B
16 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 57"236 - A
17 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 57"106 - B
18 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 57"089 - B
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 57"250 - A *
20 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 57"190 - A *

* Penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza

30 Gen [22:56]

Rookie Test a Miami
O’Sullivan in “pole”, Minì terzo

Michele Montesano

Dopo Brasile e Messico, la Formula E è approdata in Florida per il suo terzo atto stagionale. Ma ad aprire il fine settimana dell’E-Prix di Miami non sono stati i protagonisti della serie elettrica, bensì coloro che sperano di entrarvi. Infatti il primo semaforo verde del weekend è stato per il Rookie Test, una sessione di 40 minuti dedicata alle nuove leve del campionato a elettroni.

A svettare nella speciale graduatoria è stato Zak O’Sullivan. Il britannico di Envision Racing ha fatto segnare il miglior tempo completando i 2,32 km del tracciato cittadino in 55”810. O’Sullivan ha battuto di quasi un decimo Théo Pourchaire, secondo con la monoposto della Citroën. Alle loro spalle si è inserito il nostro Gabriele Minì. Il palermitano, nuovamente al volante della Nissan, è stato autore di una prestazione solida e costante nel corso di tutta la sessione inanellando ben 23 giri.

Ma nelle prime battute è stato Pourchaire a siglare il riferimento, prima che i tempi continuassero a migliorare tornata dopo tornata. Dopo pochi minuti Minì ha portato la Nissan davanti a tutti, seguito a stretto giro da O’Sullivan, mentre Pepe Martí si è messo in evidenza sfruttando le tornate a piena potenza da 350 kW per salire in testa alla classifica con un crono nettamente più rapido. Lo spagnolo di Cupra Kiro ha potuto prendere parte alla sessione grazie alle nuove normative FIA, che considerano rookie i piloti fino al completamento della loro prima stagione completa.

Con il passare dei minuti la sessione è entrata in una fase più tranquilla, con molti piloti rientrati ai box per preservare le vetture in vista del prosieguo del weekend. L’approccio è stato prudente da parte di tutti, anche perché eventuali danni avrebbero avuto conseguenze dirette sui programmi dei piloti ufficiali. In questo contesto si segnala un testacoda senza conseguenze per Abbi Pulling, che è riuscita a proseguire in pista senza riportare danni sulla sua Nissan.

A 15 minuti dal termine, Pourchaire è tornato al comando con un eccellente 55”903. Il francese della Citroën ha però dovuto cedere la leadership nel finale, quando O’Sullivan ha sfruttato al meglio le ultime tornate ad alta potenza per abbassare ulteriormente il riferimento e prendersi il miglior tempo assoluto della sessione. Nessuno è riuscito a replicare nel poco tempo rimasto, con Minì che ha sfiorato il secondo posto ma si è dovuto accontentare della terza posizione.

Alle spalle del trio di testa hanno chiuso Martí e l’alfiere del DS Penske Nikita Bedrin. Appena fuori dalla top-5 troviamo Alessandro Giusti, al volante della Jaguar, e il portacolori del team Andretti Dennis Hauger. Ottavo crono per Ayhancan Güven, al centro dell’attenzione per i futuri piani di Porsche che, dopo il titolo nel DTM, sta valutando il suo percorso di avvicinamento alla Formula E. A completare il gruppo Hugh Barter, su Lola Yamaha, e le due ragazze Chloe Chambers, che con la Mahindra aveva brillato nei Women’s Test di Valencia, e la punta della Nissan Pulling.

Venerdì 30 gennaio 2026, Rookie Test

1 - Zak O’Sullivan (Jaguar) - Envision - 55"810 - 26 giri
2 - Théo Pourchaire (DS Citroën) - Citroën - 55"903 - 22
3 - Gabriele Mini (Nissan) - Nissan - 55"921 - 23
4 - Josep Maria Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 56"133 - 23
5 - Nikita Bedrin (DS) - DS Penske - 56"245 - 28
6 - Alessandro Giusti (Jaguar) - Jaguar - 56"278 - 24
7 - Dennis Hauger (Porsche) - Andretti - 56"577 - 23
8 - Ayhancan Güven (Porsche) - Porsche - 56"600 - 28
9 - Hugh Barter (Lola Yamaha) - Lola - 56"834 - 24
10 - Chloe Chambers (Mahindra) - Mahindra - 56"857 - 23
11 - Abbi Pulling (Nissan) - Nissan - 57"230 - 23

25 Gen [13:07]

A Miami i primi Rookie Test
Nissan con Minì, due ragazze al via

Michele Montesano

Il prossimo appuntamento di Formula E, che andrà in scena a Miami, vedrà anche il ritorno dei Rookie Test. Prima di assistere al weekend di gara, spetterà alle ‘giovani leve’ del campionato elettrico scendere in pista venerdì 30 gennaio per una sessione di 40 minuti al volante delle monoposto Gen3 Evo. Dopo Roma, Misano, Berlino e Jeddah, toccherà quindi al tracciato americano ospitare per la prima volta la sessione dedicata ai rookie.

Un’altra importante novità riguarderà le squadre che potranno schierare entrambe le vetture nella FP0. Ad approfittarne, però, è stata solamente Nissan che affronterà la sessione con Gabriele Minì e Abbi Pulling. Alla vigilia della sua terza partecipazione nel FIA Formula 2, il siciliano tornerà a guidare la monoposto elettrica dopo che aveva chiuso al comando entrambe le sessioni del Rookie Test di Berlino nel 2025. Anche la Pulling è un’habitué della Formula E, in quanto ha preso parte anche ai Women’s Test di Valencia.

Passando in rassegna le altre squadre, Porsche ha confermato la presenza del campione in carica del DTM Ayhancan Güven, già visto al volante della Gen3 Evo nel test di Berlino. Andretti ha invece puntato su Dennis Hauger, dominatore dell’Indy NXT 2025 con sei vittorie, sette pole position e 12 podi e pronto al salto in IndyCar. Restando tra i team motorizzati Porsche, Cupra Kiro si affiderà a Pepe Martí. La recente modifica regolamentare, che considera rookie un pilota per tutta la sua prima stagione completa in Formula E, consentirà allo spagnolo di prendere parte a questa sessione.

Forte del miglior tempo fatto registrare al Women’s Test di Valencia, Chloe Chambers tornerà al volante della Mahindra sul tracciato di Miami. Parallelamente all’impegno in Super Formula giapponese, Zak O’Sullivan prenderà parte ai test con la Envision Racing. Tra i volti già noti alle sessioni dedicate ai debuttanti figurano anche Nikita Bedrin, al via con DS Penske, e Hugh Barter con Lola Yamaha ABT di cui ricopre già il ruolo di pilota del simulatore.

Citroën Racing ha scelto invece Théo Pourchaire. Già campione nel 2023 di Formula 2 e oggi impegnato come pilota ufficiale Peugeot nel FIA WEC, il francese aveva già assaggiato la Formula E con il team Maserati. Cambio di casacca invece per Alessandro Giusti. Dopo l’esperienza nei Rookie Test di Berlino con la Lola Yamaha ABT, il pilota della Williams Driver Academy affronterà la FP0 di Miami con il team Jaguar.

Elenco dei piloti presenti al Rookie Test di Miami

Nissan (Nissan): Gabriele Minì - Abbi Pulling
Porsche (Porsche): Ayhancan Güven
Jaguar (Jaguar): Alessandro Giusti
Andretti (Porsche): Dennis Hauger
Citroën (DS Citroën): Theo Pourchaire
Cupra Kiro (Porsche): Pepe Martì
DS Penske (DS): Nikita Bedrin
Envision (Jaguar): Zak O’Sullivan
Lola (Lola Yamaha): Hugh Barter
Mahindra (Mahindra): Chloe Chambers

10 Gen [23:41]

Città del Messico – Gara
Cassidy porta al successo la Citröen

Michele Montesano

Primo trionfo elettrico per Citröen. Alla sua seconda gara in Formula E, il marchio del Double Chevron ha conquistato l’E-Prix di Città del Messico. Un successo che porta la firma di Nick Cassidy, autore di una prestazione superba, nonché protagonista di una condotta di gara lucida e priva di sbavature. A completare il podio, ci hanno pensato Edoardo Mortara, che fino all’ultimo ha provato a salire sul gradino più alto con la sua Mahindra, e il campione in carica Oliver Rowland.

Il primo colpo di scena è arrivato dopo pochi metri dallo spegnimento dei semafori. Scattato dalla pole position, Sebastien Buemi ha mancato il punto di frenata arrivando lungo alla prima staccata. Ad approfittarne è stato Taylor Barnard che ha così preso il comando delle operazioni seguito proprio da Mortara e da un arrembante Nico Müller, bravo a sopravanzare Mitch Evans. I tre piloti si sono scambiati più volte la posizione nell’arco dei primi giri, fin quando Nyck De Vries è stato costretto a parcheggiare la sua Mahindra a bordo pista.



Immancabile la neutralizzazione, dapprima con una Full Course Yellow e poi con l’ingresso della safety-car, per spostare la vettura rimasta in panne. La ripartenza, avvenuta nel corso del ventiduesimo giro, ha visto i protagonisti del campionato elettrico iniziare a spingere sull’acceleratore con Müller (nella foto sopra) saldamente al comando seguito da Mortara e Pascal Wehrlein, quest’ultimo tra i pochi ad aver sfruttato il primo Attack Mode già prima dell’intervento della vettura di sicurezza.

La lotta è quindi entrata nel vivo, ma a farne le spese sono stati Max Günther, Antonio Felix Da Costa e Dan Ticktum arrivati al contatto al tornantino. In particolare, sia il portoghese della Jaguar che l’inglese della Cupra Kiro, non hanno potuto far altro che rientrare mestamente ai box. Al contrario, Cassidy, che era partito solamente dal tredicesimo posto, ha approfittato di queste concitate fasi per azionare l’Attack Mode e scalare la classifica. Il neozelandese della Citröen è poi addirittura riuscito a salire al comando delle operazioni nel corso del trentesimo passaggio.



Gli ultimi giri hanno visto i piloti di testa dare fondo alla seconda potenza extra, con Cassidy che è stato nuovamente il primo ad utilizzarla per provare a prendere il largo. Il margine, seppur di poco superiore al secondo, alla fine si è rivelato più che sufficiente per mantenere il comando della gara. Mortara è infatti arrivato ai ferri corti dapprima con Jake Dennis e poi con Rowland, perdendo decimi preziosi per tentare il recupero su Cassidy che è transitato per primo sotto la bandiera a scacchi. La vittoria in Messico ha inoltre permesso al neozelandese (nella foto sopra) di prendere il comando della classifica generale.

Peccato per Mortara che, nonostante una Mahindra estremamente competitiva, non è riuscito a concretizzare chiudendo al secondo posto l'E-Prix di Città del Messico. Al contrario, Rowland ha raddrizzato un fine settimana iniziato a rilento e nelle retrovie. Come già visto in altre occasioni, il pilota della Nissan ha approfittato di ogni situazione per guadagnare terreno e salire sul terzo gradino del podio. Risultato prezioso in ottica campionato e per difendere il titolo conquistato lo scorso anno.



È finito solamente con il quarto posto l’E-Prix di Barnard. L’inglese della DS Penske, ha letteralmente sfiorato il podio, visto che ha chiuso a meno di mezzo secondo dal connazionale Rowland. Il finale estremamente serrato, ha penalizzato anche Dennis che, nonostante la miglior gestione dell’energia, si è visto sopravanzare dagli avversari. A pesare sul bilancio finale dell’alfiere del Team Andretti (nella foto sopra) è stato il contatto con Mortara.

Sesto, Wehrlein ha preceduto un sorprendente Pepe Martì. Il rookie della Cupra Kiro, protagonista del tremendo incidente di San Paolo, è stato costretto a partire dal fondo della griglia. Ciò nonostante, lo spagnolo ha messo in mostra una freddezza da veterano che l’ha condotto in zona punti.

Ottavo posto per l’altra Citröen portata in pista da Jean-Eric Vergne. In lotta per la vittoria per gran parte dell’E-Prix, Müller è letteralmente crollato negli ultimi giri precipitando al nono posto finale. A completare la zona punti ci ha pensato il portacolori Nissan Norman Nato. Gara da dimenticare per i motorizzati Jaguar, con Evans, il pilota meglio piazzato, solamente undicesimo e Buemi tristemente ultimo dopo essere rientrato ai box per sostituire la posteriore sinistra.

Sabato 10 gennaio 2026, gara

1 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 38 giri
2 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 0"651
3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 0"945
4 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1"436
5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1"647
6 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1"936
7 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 3"894
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 4"943
9 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 5"143
10 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 5"843
11 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 6"168
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 9"113
13 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 10"370
14 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 5"614
15 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 13"200
16 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 27"458
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'00"202

Giro più veloce: Jake Dennis 1'07"474

Ritirati
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro
Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar
Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra

Il campionato piloti
1.Cassidy 40 punti; 2.Dennis 36; 3.Rowland 34; 4.Wehrlein 23; 5.Mortara 23; 6.Barnard 12; 7.Müller 12; 8.Günther 8; 9.Buemi 7; 10.Eriksson 6.

10 Gen [18:51]

Città del Messico – Qualifica
Barnard sbaglia e regala la pole a Buemi

Michele Montesano

Finale thrilling nelle qualifiche dell’E-Prix del Messico. Il secondo appuntamento stagionale di Formula E, in scena sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez, ha visto Taylor Barnard buttare tutto all’aria quando aveva già in pugno la pole position. A sorridere è stato così Sebastien Buemi che, al volante della Envision Racing motorizzata Jaguar, ha ereditato il primato. Risultato che consente allo svizzero non solo di poter scattare dalla prima piazzola dell’E-Prix di Città del Messico, ma anche di eguagliare il record di Jean-Eric Vergne con ben 17 pole position conquistate in Formula E.

Terzo al termine della prima fase a gruppi della qualifica, Barnard ha messo in mostra un ruolino impressionante. Il britannico della DS Penske ha infatti battuto dapprima Nico Müller nei quarti, per poi sconfiggere in semifinale Edoardo Mortara. Velocissimo sul tracciato messicano, nell’ultimo duello Barnard aveva già staccato di oltre un decimo Buemi quando, proprio nell’ultima curva, ha perso il controllo sbandando leggermente. Nulla di grave, ma sufficiente per oltrepassare con le ruote la linea bianca in uscita. La direzione gara non ha potuto fare altro che cancellare il tempo e consegnare la pole a Buemi autore di un crono in 1’05”249.



A scattare dalla seconda fila saranno Mortara, l’alfiere della Mahindra (nella foto sopra) si è confermato tra i più rapidi sul giro secco, e l’ufficiale Jaguar Mitch Evans battuto in semifinale proprio dal poleman Buemi. A seguire uno stuolo di vetture motorizzate Porsche capitanate de Müller. Quinto al termine della sessione, lo svizzero ha preceduto Dan Tickutm, sulla Cupra Kiro, e Jake Dennis. Proprio quest’ultimo, costantemente tra i più veloci nelle prove libere, non è riuscito a concretizzare in qualifica chiudendo al settimo posto davanti alla Nissan del campione in carica di Formula E Oliver Rowland.

Ma ancora peggio è andato a Pascal Wehrlein che, a distanza di un anno, è passato dall’aver conquistato la pole position in Messico ad essere addirittura stato eliminato nella fase a gruppi. Il tedesco della Porsche prenderà quindi il via dall’undicesima casella alle spalle della DS di Max Günther e della Jaguar di Antonio Felix Da Costa. Quest’ultimo costretto a saltare la seconda sessione di prove libere per noie tecniche. Eliminato per appena 27 millesimi, Norman Nato partirà dalla dodicesima piazzola.



Male anche le Citröen. Nick Cassidy (nella foto sopra) si è visto cancellare il miglior giro e scatterà tredicesimo. È andata peggio a Vergne che prenderà il via addirittura dalla diciottesima casella, in quanto è stato retrocesso di tre posizioni in griglia per aver superato il limite di velocità durante la Full Course Yellow nello scorso E-Prix di San Paolo. Davanti il francese scatterà Felipe Drugovich, a sua volta sanzionato di tre posizioni per aver effettuato un doppio sorpasso in regime di FCY sempre nella gara brasiliana. Scatterà in fondo alla griglia Pepe Martí, protagonista del pauroso incidente in Brasile che gli è costato anche la sostituzione della MGU e del cambio della sua Cupra Kiro.

Sabato 10 gennaio 2026, qualifica

1 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'05"249
2 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - Senza tempo

3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'05"070 - Semifinale A
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'05"314 - Semifinale B

5 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'05"212 - Quarti A
6 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'05"223 - Quarti B
7 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'05"234 - Quarti A
8 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'05"246 - Quarti B

9 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'06"758 - B
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'06"623 - A
11 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'06"778 - B
12 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'06"638 - A
13 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'06"813 - A
14 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'07"104 - B
15 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'06"798 - B *
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'06"953 - A
17 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'06"834 - B **
18 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'06"949 - A **
19 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'07"043 - A
20 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'07"391 - B ***

* Penalità di cinque posizioni sulla griglia di partenza
** Penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza
*** Penalità di 60 posizioni sulla griglia di partenza

6 Dic [19:50]

San Paolo – Gara
Dennis torna al successo

Michele Montesano

Un digiuno lungo due stagioni. Dopo aver conquistato il titolo in Formula E, Jake Dennis era riuscito a salire sul gradino più alto del podio solamente in occasione dell’E-Prix di Dir’iyya, secondo appuntamento del campionato 2023-24. A San Paolo l’inglese del team Andretti è finalmente tornato al successo nella serie elettrica aprendo la dodicesima stagione di Formula E.

Una gara solida e affrontata con astuzia e un pizzico di fortunata, così Dennis è riuscito a battere un’agguerrita concorrenza capitanata dal campione in carica Oliver Rowland, secondo al traguardo dopo una bella rimonta. Debutto con il podio per Citroën. Il marchio francese ha ottenuto il terzo posto grazie all’ottima prestazione di Nick Cassidy.

Già allo spegnimento dei semafori si è assistito al primo colpo di scena con i due piloti di Mahindra che si sono toccati. Nyck De Vries ha infatti mancato il punto di corda andando a tamponare il compagno di squadra Edoardo Mortara. A farne le spese anche Dan Ticktum, costretto a tornare ai box con la posteriore sinistra forata. Al contrario il poleman Dennis ha provato a prendere il largo.



La prima fase di gara ha visto i piloti in un’intensa fase di studio seguito da numerosi avvicinamenti al vertice tra Dennis, Pascal Wehrlein e Antonio Felix Da Costa. L’Attack Mode ha, di volta in volta, favorito i cambi di posizione, con Rowland bravo ad approfittarne per scalare la classifica fino a portarsi a ridosso della zona podio. Il campione in carica è inoltre arrivato al contatto anche con il suo compagno di squadra Norman Nato costringendolo al ritiro.

Come prevedibile l’E-Prix è entrato nel vivo nella seconda metà. Già con una penalità di cinque secondi da scontare a fine gara per aver tagliato la prima curva, Mortara è stato speronato da Lucas Di Grassi finendo contro il muro. L’impatto ha piegato la sospensione anteriore destra della Mahindra con la direzione gara che ha chiesto l’intervento della safety-car per spostarla dalla carreggiata.

La ripartenza, avvenuta dopo quattro giri, ha visto entrambi i piloti del team Andretti cogliere il secondo Attack Mode. Tuttavia a interrompere le ostilità ci ha pensato dapprima Mitch Evans, finito a muro, e poi Pepe Martí protagonista di un pauroso, quanto innocuo, incidente. Il rookie spagnolo è stato colto di sorpresa dalla Full Course Yellow rallentando troppo tardi. Martí ha centrato in pieno dapprima la Jaguar di Antonio Felix Da Costa, per poi toccare la Porsche di Nico Müller e piroettare in aria.



Dopo due carambole, la Cupra Kiro si è fermata a centro pista con lo spagnolo che, fortunatamente, è uscito illeso dell’abitacolo. Con i numerosi detriti disseminati lungo la traiettoria, la direzione gara non ha potuto far altro che esporre la bandiera rossa per consentire la rimozione della monoposto. A farne le spese anche Da Costa che ha parcheggiato mestamente la sua Jaguar ai box.

L’E-Prix è quindi ripartito con due soli giri alla bandiera a scacchi. Dapprima dietro la safety-car e poi con il solo ultimo giro con bandiera verde. Dopo aver ripreso il comando appena prima dell’ultima interruzione, Dennis ha subito cercato di allungare sui rivali, capitanati da Rowland, prendendo immediatamente il margine sufficiente per tagliare per primo il traguardo. Partito dalla tredicesima piazzola, Rowland ha quindi ottenuto un importante secondo posto al termine di un’intenso recupero.

È iniziato nel migliore dei modi il sodalizio tra Cassidy e Citroën. Il neozelande si è fatto largo a suon di sorpassi scalando la classifica, dal quindicesimo posto in partenza, fino a regalare il podio al debutto del costruttore francese in Formula E. A lungo nelle posizioni di vertice, Wehrlein si è dovuto accontentare del quarto posto finale. A completare la top-5 è stato Felipe Drugovich. Il beniamino di casa si è riscattato nel migliore dei modi dopo l’errore commesso in qualifica.



Nonostante il tamponamento subito da Martí, Müller è riuscito a chiudere l’E-Prix di San Paolo al sesto posto precedendo la DS Penske di Max Günther. Ottavo posto per il quasi esordiente Joel Eriksson che, al volante della Envision Racing, è riuscito a mettersi alle spalle il ben più esperto compagno di squadra Sebastien Buemi. A completare la zona punti De Vries autore di una gara a dir poco rocambolesca

Sabato 6 dicembre 2025, gara

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 30 giri
2 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1"349
3 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1"876
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 2"449
5 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 3"187
6 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 3"775
7 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 4"436
8 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 4"832
9 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 5"289
10 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 5"370
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 6"095
12 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 6"581
13 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1 giro

Giro più veloce: Norman Nato 1'12"239

Ritirati
Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro
Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën
Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar
Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt
Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra
Norman Nato (Nissan) - Nissan
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro

6 Dic [15:44]

San Paolo – Qualifica
Wehrlein il più rapido, Dennis in pole

Michele Montesano

L’attesa è finita. Con la qualifica dell’E-Prix di San Paolo ha ufficialmente preso il via la dodicesima stagione di Formula E. Ad aprire il campionato riservato alle monoposto elettriche è stato Jake Dennis che ha siglato la prima pole position dell’anno. O meglio il più rapido sul cittadino brasiliano è stato Pascal Wehrlein, ma il tedesco della Porsche è stato sanzionato di tre posizioni in griglia per aver aver fatto pattinare le gomme all’uscita della pit-lane in occasione delle semifinali.

A nulla è valsa la pole position siglata da Wehrlein in 1’09”812, oltretutto a soli otto millesimi dal riferimento ottenuto nel corso delle seconde prove libere, perché il tedesco è poi stato retrocesso al quarto posto. Ad approfittarne è stato Dennis. Autore di un crono di 1’10”114, l’inglese del team Andretti scatterà dalla pole position davanti all’alfiere della Cupra Kiro Dan Ticktum.

Primo pilota non motorizzato Porsche, Edoardo Mortara è riuscito a issare la sua Mahindra al terzo posto. A dividere le due monoposto indiane sarà quindi Wehrlein, visto che Nyck De Vries ha interrotto il suo cammino ai quarti di finale. Buon debutto in Jaguar per Antonio Felix Da Costa che è riuscito a fare meglio del suo ben più esperto compagno di squadra Mitch Evans, solamente nono e primo degli esclusi nella fase a gruppi.

Inizialmente il più rapido del Gruppo B, Norman Nato si è poi dovuto accontentare del sesto crono. A seguire la Nissan del francese sarà il connazionale Jean-Eric Vergne che ha portato all’esordio in Formula E la Citroën. Detto di Evans, a completare la top-10 ci ha pensato Sebastien Buemi. Alle spalle dello svizzero prenderanno il via Nico Müller, al debutto da ufficiale Porsche, e Taylor Barnard alla prima apparizione con i colori del team DS Penske.

Inizia in salita la difesa al titolo per Oliver Rowland. Il campione in carica. per appena cinque centesimi, si è visto tagliato fuori dalla prima fase a eliminazione. L’inglese della Nissan scatterà quindi dal tredicesimo posto. Male anche i piloti brasiliani. Il debuttante Felipe Drugovich, autore di una toccata a muro, non è andato oltre il diciassettesimo tempo, mentre Lucas di Grassi scatterà dall’ultima fila assieme al compagno di squadra del team Lola Yamaha Zane Maloney.

Sabato 6 dicembre 2025, qualifica

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'10"114 - Finale
2 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'09"878 - Semifinale A

3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'10"068 - Semifinale B
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'09"812 - Finale

5 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'10"250 - Quarti B
6 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'10"330 - Quarti A
7 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'10"436 - Quarti B
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'10"810 - Quarti A

9 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'12"589 - B
10 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'12"469 - A
11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'12"716 - B
12 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'12"491 - A
13 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'12"725 - B
14 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'12"765 - A
15 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'12"783 - B
16 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'12"788 - A
17 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'21"680 - B
18 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'12"823 - A
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'24"979 - B
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'17"326 - A

27 Nov [0:48]

Mahindra prosegue nella serie elettrica
Al via con la Gen4 almeno fino al 2030

Michele Montesano

Sebbene siamo alla vigilia della dodicesima stagione di Formula E, che scatterà il prossimo 6 dicembre con l’E-Prix di San Paolo in Brasile, lo sguardo è già rivolto al prossimo anno quando faranno il debutto le monoposto Gen4. In vista del nuovo ciclo regolamentare, in griglia mancava all’appello Mahindra.

Infatti se alcune Case avevano già confermato la loro presenza più di un anno fa, la risposta del costruttore indiano tardava ad arrivare. Mahindra quest’oggi ha finalmente sciolto le riserve estendendo la sua presenza in Formula E almeno fino al 2030, data in cui terminerà il primo ciclo regolamentare delle Gen4.

Il marchio indiano è stato tra i primi a credere nel campionato elettrico prendendovi parte già dal 2013. Nelle 11 stagioni finora disputate, Mahindra ha collezionato cinque vittorie e 29 podi, oltre a siglare 11 pole position. Tuttavia con l’arrivo delle monoposto Gen3, il costruttore indiano si è trovato in netta difficoltà, basti ricordare del problema strutturale riscontrato sulla sospensione posteriore nel 2023.

In Mahindra non si sono dati per vinti riuscendo a correggere i difetti della monoposto. Tant’è vero che quest’anno, con l’arrivo della Gen3 Evo, la squadra è tornata ad essere più competitiva lottando per le posizioni di vertice negli ultimi E-Prix del campionato. Nella passata stagione Edoardo Mortara e Nyck De Vries hanno infatti siglato cinque podi portando la Mahindra al quarto posto nella classifica costruttori.

Anche nei recenti test pre stagionali entrambe le vetture indiane sono parse le più competitive del lotto, con Mortara che ha siglato il riferimento del circuito di Valencia al termine delle quattro giornate. L’obiettivo è quello di proseguire la striscia positiva anche nella prossima stagione puntando con più frequenza al primo gradino del podio.

Tuttavia bisognerà lavorare su due fronti, infatti oltre alla lotta in pista bisognerà sviluppare al meglio anche la nuova monoposto Gen4. L’assenza di un team cliente costringerà tecnici e piloti al doppio del lavoro per affinare la vettura e non farsi trovare impreparati, ma in Mahindra hanno già dimostrato di saper fare tesoro dai loro errori.

18 Nov [18:57]

Porsche acquista la 12ª licenza
Due team ufficiali a partire dalla Gen4

Michele Montesano

Chiuso il programma ufficiale nel
FIA WEC, Porsche ha deciso di raddoppiare il suo impegno in Formula E. Sebbene già presente con un team ufficiale e due squadre clienti, il costruttore tedesco ha acquistato la 12ª licenza del campionato elettrico. Quindi a partire dalla tredicesima stagione, la prima delle monoposto Gen4 che andrà in scena tra il 2026 e il 2027, vedremo ben quattro vetture ufficiali Porsche.

All’atto pratico, però, le monoposto impegnare in pista dovrebbero restare ugualmente sei. Infatti alle due squadre ufficiali si affiancherà la Cupra Kiro Race, visto che il costruttore spagnolo fa parte sempre del gruppo Volkswagen proprio come Porsche. Al contrario, sempre in vista della tredicesima stagione, il team Andretti chiuderà la lunga e vittoriosa collaborazione con il costruttore tedesco. Ricordiamo, infatti, che la squadra americana ha conquistato il titolo piloti nel 2023 con Jake Dennis. Voci di corridoio dicono di un passaggio di Andretti al powertrain Nissan, costruttore rimasto orfano del team clienti McLaren.

Ma come si spiega questo raddoppio di Porsche in Formula E? Innanzitutto c’è la questione economica. Sebbene il campionato elettrico preveda molte tappa extraeuropee, il costo per affrontare l’intera stagione è nettamente più vantaggioso rispetto al Mondiale Endurance. Inoltre la serie tocca nazioni cruciali per quanto riguarda il bacino d’utenza della parte automotive di Porsche.

Altro aspetto da non sottovalutare è il ritorno tecnologico del campionato elettrico. Infatti con le nuove monoposto Gen4 i costruttori avranno più libertà in ambito software, con relativo travaso di tecnologie nella produzione di serie. Di conseguenza, visto il nuovo corso elettrico del marchio di Zuffenhausen, la Formula E è potenzialmente la vetrina perfetta.

Tuttavia, a parità di vettura e powertrain, le due squadre ufficiali Porsche saranno delle entità separate. Ugualmente anche i partner e gli sponsor saranno differenti, in modo da evitare sovrapposizioni e massimizzare la visibilità del marchio su più fronti. Varie le ipotesi al vaglio: da un possibile junior team, alla stregua di quanto fa ormai da anni Red Bull in Formula 1 con l’attuale Racing Bulls, o l’arrivo di un pilota donna. Di sicuro la superiorità numerica potrà giocare a favore di Porsche.

Resta un altro interrogativo, ovvero che fine ha fatto l’undicesima licenza? Indiscrezioni vogliono che il “cartellino” di McLaren sia stato acquisito dal Gruppo Stellatis che, come già scritto in precedenza, punta a entrare in prima persona in Formula E. L’ingresso potrebbe avvenire sempre in occasione del debutto delle vetture Gen4 con il marchio Opel che andrà, così, ad affienare Citroën. Mentre per DS, questa che sta per iniziare, potrebbe essere l’ultima stagione nella serie elettrica.

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